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Il Comune di San Severino ha emesso un nuovo avviso per l’appalto di lavori di messa in sicurezza, mediante demolizione, di alcuni edifici privati a seguito del terremoto dell’ottobre 2016. 

Le operazioni di abbattimento interesseranno tre immobili siti in viale Europa, dai civici 27-31, in via Settempeda, al civico n. 102, e in località Cagnore, dal civico numero 2 al 5. Per lo stabile di viale Europa l’importo delle opere, comprensivo degli oneri per la sicurezza, è di 40.985,13 euro, per quello di via Settempeda è di 95.850,40 euro mentre per quello in località Cagnore è di 82.724,68 euro.

Si tratta di tre distinti interventi di messa in sicurezza per i quali sarà possibile presentare manifestazione di interesse ad essere invitati per una o più procedure negoziate. I lavori dovranno essere portati a termine entro 15-20 giorni dalla data di consegna. Gli interventi sono finanziati con fondi della Protezione Civile. Per l’aggiudicazione si seguirà il criterio del prezzo più basso. Le richieste di partecipazione alla procedura vanno  presentate esclusivamente per posta elettronica certificata all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro le ore 13 del 9 aprile. Il responsabile unico del procedimento  è l’ing. Marco Barcaioni, responsabile dell’ufficio Sisma del Comune.
g.g.

La comunità di Caldarola piange la scomparsa di Riccardo Donati, deceduto all'età di 64 anni all'ospedale regionale di Torrette dove si trovava ricoverato a causa di una grave malattia scoperta la scorsa estate.

Di professione ingegnere e insegnante presso l'Itis di San Severino Marche, lascia la moglie Enrica Battellini, i figli Beatrice, Alessandro, Raffaella, Ettore, la nipotina Emma, la mamma Etruria, le sorelle Caterina e Umberta e i tanti amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

Uomo poliedrico e dai molteplici interessi Riccardo Donati è stato protagonista della vita civile e sociale di Caldarola.

riccardo donati solo

Consigliere comunale, presidente dell'US Caldarola, membro delle sezioni Avis e Aido, di cui il padre Alessandro fu fondatore, era anche impegnato nella vita della parrocchia, in cui esercitava il ministero di lettore ed era membro del Consiglio Pastorale e del Consiglio Affari Economici, nonchè nella vita della diocesi. Nel ricordo del sindaco Luca Giuseppetti, amico di tante avventure giovanili e di diverse esperienze, emergono anche curiosità come i due soprannomi, Spitz e Bergomi, con cui Riccardo Donati veniva chiamato dagli amici, per la somiglianza, data dai baffi, con il calciatore dell'Inter, campione del mondo del 1982, e con il nuotatore statunitense vincitore di 7 medaglie d'oro alle olimpiadi di Monaco del 1972.

I funerali saranno celebrati domani, martedì 27, alle ore 16 a Caldarola presso il tendone Piemonte sito a fianco del modulo che dal giorno del terremoto funge da chiesa.

riccardo donati

Il consorzio Arcale non ci sta. Non accetta e respinge al mittente le accuse che sono state rivolte alla società dalla Cgil di Macerata sulla vertenza Sae, le Soluzioni abitative di emergenza, iniziata a dicembre scorso con l'infortunio di Lucian, l'operaio che stava lavorando in uno dei tanti cantieri per realizzare le ormai arcinonte casette per i terremotati. Quell'incidente aveva aperto un universo, quello dei cantieri delle Sae appunto, fatto, secondo quanto ricostruito fino ad oggi dai sindacalisti della Cgil maceratese, di lavoro nero, di assente o errata contrattualizzazione dei lavoratori, di lavoro stroardinario o festivo non pagato, e chi più ne ha più ne metta, di cui sarebbero resposabili le società, ovvero Europa e Gestione, che hanno preso in subappalto il lavoro da Gips, consorziata di Arcale,  vincitrice dell'appalto della Protezione civile nazionale per la costruzione delle casette, che ha incaricato Gips di eseguire i lavori. Le vertenze che puntano a regolarizzare i lavoratori e a far riconoscere quanto a loro dovuto sono ancora aperte, alcune sono state portate a termine. Secondo la Cgil la partita è ancora aperta, perchè ci sarebbero delle verifiche in corso su altre società coinvolte nelle opere di costruzione delle Sae.

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Il consorzio stabile Arcale – spiega l'ingegnere Cristiano Costanzo – ha vinto l'appalto per la fornitura delle Sae. I lavori edili rappresentano il 20 per cento dell'appalto e una parte di questo 20 per cento è stata affidata alla consorziata Gips di Trento. L'impresa Europa (a cui Gips ha dato in subappalto alcuni lavori per la costruzone delle Sae ndr) è entrata in procedura di default. La proprietà è latitante e il consorzio Gips si è fatto carico del pagamento degli stipendi non versati”.

Nel frattempo, sempre secondo quanto ricostruito dalla Cgil, si è dimostrata inademmpiente sotto molti aspetti un'altra società che ha ricevuto in subappalto da Gips alcune lavorazioni, la Gesti One. Anche qui, per la Cgil, le lacune sono molte e gravi: ci sono delle posizioni di diversi lavoratori simili a quelle riscontrate con Europa. “Nel momento in cui sarà dimostrato quello che ci è stato sottoposto, dopo le opportune verifiche si provvederà a corrispondere quanto dovuto, come Gips ha già fatto. La Cgil ci dice che nei cantieri c'è lavoro nero e caporalato. Sottolineo – spiega Costanzo – che non c'è nessuna azione di caporalato, non l'avremmo mai tollerata. Dai controlli non risulta nulla. Abbiamo avuto le ispezioni di Anac, Guardia di Finanza, Asur, Ispettorato del lavoro: bene, dai controlli non è emerso nulla, solo alcune multe. I lavoratori che avevano un contrattro metalmeccanico, secondo un accordo sottoscritto in una riunione con Ance (Associazione nazionale costruttori edili), saranno spostati in contratto edile. Poi sarà una questione di livelli, ma è logico che non potranno essere tutti al terzo livello”.

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I vertici provinciali della Cgil sostengono che voi abbiate negato l'esistenza dei lavoratori.

A noi non risulta ne lavoro in nero né che i lavoratori siano stati sottopagati o non pagati. Non possiamo negare l'esistenza dei lavoratori: c'è il docuento di ingresso al cantiere, il Pos. La Cgil non ci ha mai comunicato l'elenco dei lavoratori: il sindacato sostiene di averlo fatto per paura di ritorsioni e minacce nei confronti dei lavoratori. Ma noi dobbiamo sapere chi sono. Se vogliamo parlare di lavoro e turni, la Regione marche ci ha fatto un ordine di servizio per fare il secondo e il terzo turno proprio per accelerare i tempi. Fino al venerdì la turnazione riguardava tutti, il sabato e la domenica, invece, è stata fatta una rotazione proprio per favorire il riposo. Senza contare che a ottobre, novembre e dicembre le ore di luce per poter lavorare sono poche. Quindi mi sembra difficile poter affermare quello che sostiene la Cgil, cioè che le ore di lavoro durante il giorno fossero molte... Questo è il cantiere diffuso più grande d'Europa, ci sono 75 aree in tutto il cratere e non abbiamo abbiamo avuto infortui, solo una persona che è scesa dall'auto ed è scivolata sul ghiaccio. Abbiamo ricevuto ordini per 1543 Sae nelle Marche: 1347 casette sono state consegnate, ne mancano 250, per le quali siamo in attesa delle aree di urbanizzazione”.

 

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E' iniziato questa mattina il montaggio della palestra in viale Vittorio Veneto finanziata dalla società Inter con 200 mila euro. Il progetto era stato approvato nei mesi scorsi e dopo alcune settimane necessarie alla realizzazione dei servizi necessari, questa mattina sono stati posizionati la struttura in legno e il telone.

L'opera rientra tra le iniziative di solidarietà che sono state indirizzate ai comuni colpiti dal sisma del 2016. Infatti, a seguito degli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 ci sono state molteplici iniziative di solidarietà a favore delle popolazioni duramente colpite dal terremoto. Tra esse la campagna di solidarietà denominata “Un gol per ripartire” – progetto realizzato dalla compartecipazione della Football Club Internazionale Milano, di Suning Sports (azionista di maggioranza dell’Inter F.C.) e del Centro Sportivo Italiano – ha avuto come obiettivo non solo la gestione di una serie di iniziative itineranti nei territori colpiti dal terremoto, ma anche quella di contribuire in modo forte alla rinascita sociale e sportiva del territorio tolentinate.

La struttura, che è stata collocata sul vecchio campo da calcio in viale Vittorio Veneto ormai in disuso da tanti anni, il quartiere cittadino più danneggiato dal terremoto, servirà a sostenere le attività sportive scolastiche e anche delle tante associazioni sportive del territorio comunale.

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Le Marche tra le regioni su cui potrebbero precipitare i frammenti della stazione spaziale cinese Tiangong 1. Il rientro incontrollato della sonda potrebbe interessare nei giorni di Pasqua, in una finestra temporale che va dal 28 marzo al 4 aprile, le regioni a sud dell'Emilia Romagna, ma nelle 36 ore precedenti il rientro sarà possibile definire con maggiore precisione traiettoria di impatto al suolo e la finestra temporale. La nota è stata diffusa dalla Protezione civile nazionale ed inoltrata alle Regioni e ai ministeri. E' stato anche istituito il tavolo tecnico a cui prendono parte l'Agenzia spaziale italiana, il consigliere militare della Presidenza del Consiglio, i ministero dell'Interno, Difesa ed Esteri, Enac, Enav, Ispra, oltre alla Protezione civile, che ha diffuso un vademecum con le norme di protezione, evidenziando che “eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, in particolare sulle terraferma, sono assai rari”:

è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;

i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;

all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;

è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell'impatto;

• alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all'impatto e contenere idrazina. In linea generale, si consiglia a chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, di segnalarlo immediatamente alle autorità competetenti.

La stazione spaziale si si chiama Palazzo Celeste, un nome che nasce dalla traduzione dal mandarino della parola Tiangong, ed è la prima stazione spaziale cinese lanciata dal centro di Jiuquan il 30 settembre 2011 che sta rientrando nell’atmosfera.
Il ritorno sarebbe dovuto avvenire nell’Oceano Pacifico, ma nel marzo 2016 è iniziata una lenta e progressiva discesa della stazione in modo incontrollato. Il ritorno sulla Terra della Tiangong 1 è comunque monitorato da diversi sensori di osservazione nel suo percorso orbitale che registrano la posizione ed il tasso di decadimento.

Gli eventuali frammenti che resisteranno all’attrito con l’atmosfera cadranno nella zona all’interno della fascia -44°S e +44°N di latitudine. L’area è molto ampia e costituita in gran parte da oceani e deserti, ma il raggio di impatto include anche zone di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Italia.
A causa della complessità dell'interazione fra la stazione spaziale e l'atmosfera terrestre, solo nelle ultimissime fasi del rientro si potranno definire meglio la data e le parti del globo terrestre coinvolte.

Un corteo breve nel percorso, ma intenso nei contenuti quello che è stato organizzato ieri dal neonato comitato Noi Siamo Qui e dall'associazione L'Esistenza Ora di Macerata ai Giardini Diaz per ricordare Pamela Mastropietro e tutte le donne vittime di femminicidio. Oltre cento persone hanno sfilato all'interno dei Giardini, con striscioni e manifesti, per poi fermarsi al centro e raccogliere le testimonianza di alcuni maceratesi che hanno raccontato la realtà di Macerata, una città dove “droga, prostituzione e ludopatia” vivono in un sottobosco difficile da far emergere, come ha avuto modo di raccontare la professoressa Ester Sperandini. “Macerata non è una comunità tranquilla – ha proseguito l'insegnante – ed è arrivato il momento di dire le cose come stanno, altrimenti qui stiamo solo a prendere freddo”.

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La manifestazione aveva lo scopo di tenere accese le luci sui fatti di Macerata, sul drammatico omicidio di Pamela Mastropietro, avvenuto il 30 gennaio scorso, e sugli eventi che hanno portato altre donne, i cui nomi erano elencati in altrettanti cartelli, ad essere vittime di femminicidio.

Al corteo, oltre ai responsabili del comitato e dell'associazione, erano presenti anche Deborah Pantana, consigliere comunale a Macerata di Forza Italia, Carla Messi, del Movimento 5 Stelle, Anna Menghi e il vicesindaco Stefania Monteverde. Nel corso della manifestazione la consigliera Pantana ha annunciato che l'8 aprile si svolgerà un convegno a Macerata con Alessandro Meluzzi, psichiatra e scrittore.

Abbiamo creato un comitato, Noi siamo qui, a cui si stanno aggregando - racconta Orietta Quarchioni, presidente dell'associazione L'Esistenza Ora - anche altre città proprio per non spegnere le luci sia sui fatti accaduti a Pamela sia sugli altri omicidi che sono accaduti in Italia. La mamma di Pamela è distrutta dal dolore. E' stato commesso verso questa ragazza un omicidio con modalità efferate, paurose. I familiari chiedono che sia fatta chiarezza su quanto avvenuto e chiedono giustizia con una pena certa”.

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Civitanova Marche ospita oggi pomeriggio la Fanfara dei Carabinieri a cavallo del IV Reggimento di Roma, manifestazione organizzata in collaborazione con Anc di Civitanova, Montecosaro e Morrovalle e Arma.

Ospitare la Fanfara dei Carabinieri a cavallo di Roma – ha detto il sindaco Ciarapica - è un onore per l'Amministrazione comunale che rappresento e un appuntamento prezioso per la nostra città. La manifestazione è legata alla memoria del maresciallo Sergio Piermanni, medaglia d'oro al Valor Militare, di cui lo scorso 18 maggio è stato celebrato il quarantennale della tragica morte. Voglio ringraziare Roberto Ciccola, organizzatore impeccabile di eventi istituzionali ricchi di significato per la storia cittadina, l'associazione carabinieri che collabora costantemente con il nostro Comune, il maggiore Enzo Marinelli e il collega Reano Malaisi. Questo evento è il risultato di quanto si può fare per il territorio se si lavora in sinergia, e il segnale che insieme si possono raggiungere traguardi davvero importanti anche sul fronte dello sviluppo dei servizi”.

La Fanfara partirà dal Varco sul Mare, per arrivare al monumento Piermanni sul lungomare sud, dove verrà osservato un minuto di silenzio, e percorrere via Santorre di Santarosa, viale Vittorio Veneto, via Lauro Rossi, corso Umberto I, la sede del Comune e poi di nuovo, dal vialetto sud al punto di partenza.

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Giornata memorabile per la città di Camerino. Consegnate a Morro le prime 7 delle 311 casette destinate alla popolazione. Presenti il presidente della Regione Ceriscioli, l'assessore Sciapichetti, il Capo della  protezione civile nazionale Borrelli e regionale Piccinini , il presidente del Consorzio Arcale Gervasi. Tante le autorità civili e militari presenti al grande giorno con il  sindaco Pasqui, il vice sindaco Lucarelli e gran parte dell'amministrazione comunale,l' arcivescovo Brugnaro, il rettore Pettinari e il prorettore Spaterna di Unicam. "Anche se si tratta di sole 7 Soluzioni Abitative Emergenziali -ha detto Pasqui-  siamo orgogliosi che la  consegna avvenga in una delle frazioni di Camerino". 

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Nella foto sopra l'intervento del Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli

Sottolineando il massimo accordo con tutte le istituzioni, il sindaco ha evidenziato l'importanza di ricostituire socialità, obiettivo  alla base della stessa scelta delle aree SAE temporanee, vicine alle località d'origine della gente. " Abbiamo 12 aree SAE vicine alla città e nelle frazioni- ha dichiarato -; per realizzare il tutto c'è voluto del tempo, che non è troppo di più rispetto alla normalità operativa di altri comuni, avendo ognuno una sua problematica e una sua conformazione orografica.  Partendo da qui con un numero simbolico di casette, andiamo ad inaugurare quello che sarà il percorso di ripristino della socialità di questa terra. Il mio grande vanto- ha proseguito Pasqui- è quello di essere riusciti anche di fronte a numeri grandissimi, a non sprecare denaro pubblico. Se avessimo ordinato le SAE dopo la prima graduatoria nel mese di febbraio, avremmo commissionato 518 casette rispetto alle 311 delle quali c'era effettiva necessità; anche nell'emergenza ritengo che alcune linee guida, insieme a legalità e rispetto dei motivi economici, debbano essere portate avanti, di pari passo ai bisogni della gente.Questa è la grande soddisfazione, insieme a quello di oggi che è un punto di partenza e non di arrivo. Dobbiamo lottare insieme e questa comunità riuscirà a venirne fuori.  Solo insieme -ha ribadito- possiamo riuscire ad affrontare le tante problematiche di una situazione devastante  Pur tra tante difficoltà, siamo una comunità coesa e unita, pronta a farcela.. Porgo un augurio gioioso a coloro che rientrano e auspico che con le istituzioni ci si possa mettere ad un tavolo al fine di poter migliorare tutto quello che sarà migliorabile. Un anno fa a Camerino erano circa 7000 gli assistiti, oggi ne sono poco più di 3000 e, quello che mi auguro fortemente, è che vi siano giorno dopo giorno sempre più rientri di famiglie in città. La popolazione è provata ma sta reagendo a questa dura prova con la ferrea volontà di restituire ai propri figli quello che è stato costruito a costo di duri sacrifici". Dal sindaco parole di ringraziamento al presidente Ceriscioli per la battaglia che, nella riorganizzazione sanitaria, ha portato avanti per mantenere l'ospedale di Camerino quale presidio per l'intero territorio

" Oggi è il primo passo di un percorso che riserverà risposte puntuali per tutti- ha affermato il Governatore Ceriscioli- Con la consegna di oggi arriviamo a 1300 casette in una gara che è quella di risolvere i bisogni della comunità marchigiana. Guardare i lavori realizzati e le opere di urbanizzazione che sono state necessarie per impiantare le 7 casette di Morro, aiuta a comprendere meglio il valore delle scelte e quello che è stato fatto. Oggi è il giorno del risultato ottenuto grazie al contributo di tutti; essere in questa frazione significa anche cogliere il valore del paesaggio e dell'amore per le proprie radici. Si voleva restare qui e da qui si riparte; se si fosse scelta un'area in pianura, sarebbe stato più facile realizzare il tutto ma avremmo portato la gente a vivere da un'altra parte, le sette casette di Morro rappresentano invece la testimonianza più chiara del lavoro che è stato svolto, con una qualità alta delle opere di urbanizzazione dell'intero spazio che fa capire quanto abbiamo a cuore la ricostruzione dei territori. Continueremo con il nostro impegno cercando sempre diaffrontare insieme le problematiche e, con lo spirito di migliorare". 

" Sono particolarmente lieto di partecipare alla consegna delle prime 7 SAE di Camerino - ha dichiarato Borrelli- città che ha un considerevole numero di abitanti e per la quale l'amministrazione comunale,grazie ad una attività oculata, ci ha fatto risparmiare in termini economici e di consumo del suolo, Mi piace ricordare anche la collaborazione con l'università della quale in passato sono stato studente; noi dobbiamo lavorare molto  affinchè l'ateneo possa riprendersi e tutto il territorio possa ritornare alla normalità. Da parte del Dipartimento di Protezione civile garantiamo presenza e disponibilità per tutte le esigenze della gente di queste zone".

Spirito combattivo nelle parole del rettore Pettinari, fermamente convinto che si debba ripartire dalla residenzialità  sia per quanto riguarda i cittadini che gli stessi studenti " A fianco al nuovo Campus che si sta realizzando, metteremo strutture dove poter fare ricerca e didattica ed erogare servizi di alto livello qualitativo e, nell'immediato, sapendo di non poter rientrare a breve in zona rossa,  avremo bisogno di laboratori ed aule . Noi ci siamo e ci auguriamo di vivere sempre più spesso momenti gioiosi come quello di oggi e di immaginare un territorio ancora migliore di quello che era".

" Per la città di Camerino- ha detto l'arcivescovo Brugnaro- quello di oggi è un segno di continua ripresa e fiducia". Prima della consegna delle chiavi alle famiglie, il presule ha benedetto l'area. Tratto dal Vangelo di Luca il brano letto dall'arcivescovo che ne ha ricavato come fondamentali le parole della solidarietà e fraternità da considerare come dei gradini di perfezionamento della socialità".   

C.C.

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Presentato ufficialmente il bus della Contram che porterà in giro per l’Italia e l’Europa l’immagine di Caldarola. L’obiettivo, mettere in evidenza le bellezze del territorio.

“Quello della Contram - ha detto il sindaco Luca Giuseppetti - è un bel dono e un’opportunità. La foto del paesaggio, del castello, della stanza del paradiso, faranno il giro dell’Europa. È una pubblicità, anche se stiamo attraversando un momento non felice. Il sisma ha fatto danni immensi quindi dovremo impiegare tanta voglia per ritornare a come eravamo. Sarà un’opportunità perché chi vorrà potrà comunque venirci a trovare”.

Giuseppetti ha ricordato la necessità che le persone, i turisti, vengano a visitare i territori colpiti dal sisma che “forse ci ha aperto gli occhi e ci ha fatto capire la bellezza che abbiamo”. Ha poi ricordato e ringraziato la Contram per la vicinanza e l’operatività fin dai primi istanti dell’emergenza: “ nel momento più critico si è attivata e ha permesso a molti concittadini dislocati sulla costa di venire a Caldarola e poi tornare negli alloggi. È stato un momento di panico ma la presenza della Contram è stata essenziale e la loro vicinanza ci dà la carica per andare avanti”.

Presente alla presentazione del bus che riporta sulla scocca le immagini di Caldarola, anche il vicesindaco Debora Speziani: “è una bellissima iniziativa. Le persone potranno vedere come era Caldarola e come noi ci auguriamo che possa tornare. Speriamo anche che i nostri ragazzi possano usarlo per girare e allargare i loro orizzonti”.

A concludere, il presidente dell’azienda, Stefano Belardinelli che ha ricordato l’impegno di Contram nel guardare al futuro, alle energie rinnovabili, a nuovi carburanti e alle nuove tecnologie: “Siamo approdati sugli smartphone con una nuova app con gli orari aggiornati in tempo reale. Stiamo investendo su nuovi mezzi. Ma il futuro - ha sottolineato - lo guardiamo anche dalla storia. Noi partiamo da un territorio bellissimo, distrutto dal terremoto, e dobbiamo portare in tutta Europa le sue immagini. È importante far conoscere le nostre ricchezze”.  
g.g.

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“Noi vogliamo e pretendiamo di rimanere in montagna. È un nostro diritto sancito dalla Costituzione e vogliamo esercitarlo fino in fondo”. Con queste parole il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, ha concluso il suo discorso prima di consegnare le ultime 40 soluzioni abitative emergenziali. Con la mattinata di oggi, è stata ultimata la consegna delle 63 casette che il Comune aveva richiesto, per le frazioni di Gualdo e Nocria e per il capoluogo.

Sono quindi 62 i nuclei familiari che tornano ad abitare Castelsantangelo, 125 persone, che si vanno ad aggiungere alle 15 le cui abitazioni non hanno subito danni dal terremoto.

Alla cerimonia hanno preso parte, insieme al sindaco Falcucci, l’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, il presidente della Regione Luca Ceriscioli, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, il presidente della Provincia Antonio Pettinari e il presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini Oliviero Olivieri.

Dopo il taglio del nastro per l’area Sae, sono stati inaugurati anche un prefabbricato adibito ad ambulatorio medico, donato dalla Prefabbricati Ferrocostruzioni, dalla città di Portogruaro, dal comitato festeggiamenti Marina di Lugugnana e dall’associazione Proloco Portogruaro; e anche una struttura polivalente nei pressi delle casette di 110 metri quadri, donata dall’associazione Solidarietà Vigolana, dall’amministrazione comunale di Altopiano della Vigolana e da quella di Revò, dalla Proloco di Revò e dalla Cavit Trento.

 

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Presenti anche tante altre delegazioni di amministrazioni e associazioni che sono state vicine al Comune di Castesantangelo negli ultimi 19 mesi.

“Grazie per la vostra pazienza - ha esordito così il sindaco, rivolgendosi ai suoi cittadini -. Le istituzioni hanno il dovere di scusarsi per i ritardi, perché altre parole non ci sono. Oggi è una giornata importante, non può essere di festa perché di festa lo sarà quando vedremo le gru e le case verranno ricostruite. Però è una giornata importante - ha ribadito - perché ritorniamo tutti qui. Troppo pochi, lo sapevamo, eravamo pochi prima e il terremoto ci ha fatto perdere altre persone”. L’area in cui sono state edificate le Sae non era delle più semplici da lavorare, ma con il lavoro delle maestranze, è stato possibile alzarla e metterla in sicurezza dal rischio idraulico. Sono presenti anche tutti i servizi minimi, nella piazza Piccinini “ed anche una bella struttura donata dall’associazione Solidarietà Vigolana che sarà un punto di aggregazione, un luogo dove raccontarci. Noi vogliamo rimanere in montagna, lo pretendiamo, la Costituzione ce ne dà il diritto e vogliamo esercitarlo fino in fondo. Qualsiasi ombra, noi la fermeremo. C’è lavoro e cercheremo di portare altra occupazione - ha concluso - quella che basta per avere un territorio antropizzato. È la montagna italiana che va salvata”. 

Un momento particolare anche per il vescovo Brugnaro che, al termine della cerimonia di consegna degli attestati a tutte le istituzioni e associazioni che sono state vicine al Comune, ha voluto sottolineare l’importanza della solidarietà e della fratellanza: “Ciò che il terremoto ha rovinato sono le case, le chiese e quant’altro. Questo ha messo un po’ in crisi anche le nostre capacità relazionali nel senso della giustizia, della condivisione e della paura. Nella ricerca della propria casa, della propria sicurezza, il Signore ci permette di crescere anche attraverso l’esperienza negativa del terremoto. Crescita non è solo la socialità ma l’anima più grande che prevede anche la nostra Costituzione, ovvero la solidarietà tra cittadini, e la fraternità. Se ora abbiamo avuto le casette, bisogna che si arrivi anche a ricostituire i paesi, che ci appartengono. E in quanto ci appartengono, è dovere di tutti restituirli nella loro pienezza”.

 

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Da parte sua, il presidente Ceriscioli ha ribadito l’impegno della Regione per far sì che si semplifichino alcune leggi, in particolare quelle riferite ai vincoli paesaggistici, e sottolineato l’importanza di realizzare le aree Sae il più possibile vicine ai territori di appartanenza: “Procedendo con la ricostruzione abbiamo visto quali sono i nodi, di carattere paesaggistico. In questo territorio sono stati fatti piccoli abusi - ha spiegato - che le persone non sapevano nemmeno di fare, senza speculazione. Sono piccole cose. Andrebbe dato un premio a chi vive in questi territori, lo dico sempre, figuriamoci se i vincoli paesaggistici possono essere un problema. In ogni passaggio di legge noi abbiamo proposto la semplificazione di questi aspetti. È cambiato il Parlamento, speriamo ci sia una sensibilità adeguata perché significherebbe accelerare molte procedure di ricostruzione. Sulla questione casette - ha poi detto - fin ora sono state realizzate nei luoghi più vicini ai punti di origine, magari sacrificando la semplicità dell’intervento a favore di una vicinanza maggiore alla terra. Una scelta pagata in termini di tempo, di immagine della Regione se vogliamo e di polemiche, che però corrisponde ad un desiderio di profondo di lasciare le persone nei loro territori d’origine”.
g.g.

 

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