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Spenti i riflettori sul musical, gli spazi del Teatro Vaccaj di Tolentino tornano immediatamente ad essere protagonisti con l’avvio del corso di formazione professionale gratuito per Performer di Musical Theatre, per formare formare nuovi talenti nel campo del teatro musicale nella dimensione unica di Tolentino.
Accreditata come ente di formazione alla Regione Marche, Compagnia della Rancia dà così il via a questo corso ad occupazione garantita, in risposta al bando emanato dall’Ente Regionale alla formazione di figure professionali nel settore dello spettacolo dal vivo denominato SIPARIO BIS-BIS, che vede Rancia in partenariato con alcune tra le più importanti istituzioni formative ed Enti di produzione presenti sul territorio marchigiano; il corso prevede 600 ore complessive, destinatari sono 15 allievi e 3 uditori marchigiani o domiciliati nella Regione Marche,  provenienti dal Veneto alla Sicilia passando per la Campania e l’Emilia Romagna, che approfondiranno con un taglio altamente professionalizzante e la possibilità di esperienze dirette in palcoscenico, recitazione, canto e danza, con 110 ore dedicate alle tecniche specifiche del teatro musicale. Il corso, inoltre, si svolgerà per le lezioni di danza anche al Politeama.

GS

“La macchina della ricostruzione sta partendo ma va a rilento a causa della burocrazia farraginosa”. Sono 709 le ordinanze di inagibilità emesse a Matelica. Di queste, 65 hanno già un progetto presentate. Tuttavia, i numeri delle pratiche approvate o ancor peggio, gli interventi di riparazione conclusi, sono impietosi.

Intanto, la prima scadenza che il sindaco di Matelica ricorda è quella del 31 dicembre: “Ci sono ancora 148 edifici con danni lievi per i quali i proprietari non hanno ancora fatto richiesta di accesso ai contributi per la ricostruzione. I cittadini hanno tempo fino al 31 dicembre per presentare la domanda, corredata dal progetto di ristrutturazione, in Comune che, a sua volta, dopo aver controllato la veridicità delle autocertificazioni, trasmetterà le pratiche all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione a cui spetta l’approvazione”.

Poi Delpriori ne approfitta per fare il punto della situazione dopo il terremoto del 2016 che, seppur in maniera meno grave delle città epicentrali, è stata colpita: “I soldi ci sono - dice riferendosi ai progetti per danni lievi - ma il tempo stringe e sarebbe davvero un peccato lasciarsi sfuggire questa chance di tornare nei propri alloggi, riaprire negozi o uffici attualmente inagibili. La macchina della ricostruzione privata è partita da tempo, anche se non posso nascondere che sta andando a rilento. Lo smaltimento delle pratiche è frenato da un quadro normativo farraginoso e da un eccesso di burocrazia. Mi auguro almeno che i sei impiegati assegnati a tempo determinato all’ufficio sisma del Comune, indispensabili per seguire un argomento così complesso, vengano confermati altrimenti si rischia lo stallo”. A Matelica sono stati effettuati 1692 sopralluoghi, in seguito ai quali sono state emesse 709 ordinanze di inagibilità. Ad oggi percepiscono il Cas 532 famglie.

Sono 65 i progetti di recupero trasmessi all’Ufficio per la ricostruzione della Regione, di cui 6 per attività produttive, 50 per danni lievi e 9 per danni gravi. Di questi 16 hanno ottenuto l’approvazione, mentre per tre di loro si è concluso l’iter con la dichiarazione di fine lavori. I restanti sono ancora in fase d’istruttoria. “E’ necessario che tutti gli attori della ricostruzione – conclude Delpriori – si impegnino per modificare una normativa complicata che sta mettendo un freno agli interventi di recupero. Bisogna accelerare, Matelica è ripartita, ma cittadini hanno bisogno di certezze per andare avanti”.

g.g.

Indagine sulle Sae marce. A disporre le verifiche preliminari il procuratore Giovanni Giorgio che ha affidato l’incarico alla Guardia di Finanza di Camerino e Macerata. La prima cosa da fare è capire se ci siano gli estremi del reato di frode per pubblica fornitura.

E mentre i militari stanno già effettuando i dovuti sopralluoghi, ritornano in mente le polemiche e i problemi susseguitisi col consorzio Arcale e alcune ditte esecutrici delle Sae, specie quelle costruite in montagna.

Senza considerare le irregolarità commesse, con operai al limite dello sfruttamento nel migliore dei casi, quando non completamente in nero, senza dispositivi di sicurezza e anche minacciati in alcuni casi, tre sindaci della montagna fecero scalpore per le posizioni prese. Giuliano Pazzaglini di Visso, Franco Ceregioli di Sarnano e Mauro Falcucci di Castelsantangelo si rifiutarono di consegnare le casette, lo scorso Natale, perché in condizioni pietose, sporche e con le rifiniture non certo degne di una abitazione che così vuol chiamarsi. E proprio le ditte che hanno realizzato le Sae a Visso che ora presentano muffa e soffitti marci, erano le stesse finite nel mirino dei sindacati di Cgil di Macerata. 

Ecco l’articolo in cui raccontavamo le irregolarità nei cantieri: http://www.appenninocamerte.info/notizie-cronaca/item/6347-cantieri-sae-e-non-solo-cgil-tante-irregolarita-questo-e-troppo

Insomma l’ultima beffa per i terremotati della montagna, ritrovatisi senza casa dopo l’agosto e l’ottobre 2016, ora è che almeno 50 famiglie su 228 hanno dovuto o stanno per lasciare la loro Sae inutilizzabili per permettere alle ditte di rifare i tetti. E chissà che non sia finita qui.

G.G.

Condono tombale” per le case abusive di Ischia; per i 138 comuni del cratere che cercano di ricostruire i loro paesi, nemmeno la sanatoria dei piccoli abusi.

Essere indignati è il minimo”. Così il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci, su quelle che definisce inaccettabili disparità di trattamento introdotte dal Decreto Genova con il quale ad Ischia , il governo consente di intervenire anche in deroga ai vincoli paesaggistici “purché le costruzioni non siano totalmente abusive”, offrendo pure un “contributo fino al 100%” per ricostruire. C’è rabbia nelle parole del primo cittadino di uno dei centri tra i più devastati dal sisma e già dall’agosto 2016. Da due anni lotta contro una  burocrazia che non permette di sanare nemmeno le piccole irregolarità quando, gli si presenta sotto gli occhi il Decreto su Genova che consente all’isola d’Ischia di sanare richieste di condono pendenti fin dagli anni ‘80 ; verranno collegate alla ricostruzione post terremoto del 21 agosto 2017. Edifici abusivi costruiti negli anni ’80 che ,oltre ad essere sanati otterrebbero il completo rimborso da parte dello Stato per la ricostruzione. La sanatoria riguarda gli immobili distrutti o danneggiati dal sisma per i quali è stata presentata istanza di condono alla data di entrata in vigore del decreto legge. “ Più che altro -continua Falcucci-da noi-  alle parole continuano a non seguire  i fatti; continuiamo ad assistere a grandi appelli ed annunci, l’ultimo quello del vice ministro Di Maio le cui dichiarazioni ormai viaggiano sui social; da Accumoli si è detto vicino alle popolazioni dei territori feriti e poi leggiamo sull’art.25 del Decreto speciale sulla ricostruzione n.109 del settembre 2018 che consente ad Ischia una sanatoria degli abusi richiamando alle conformità della legge 47 del 1985, molto più aperta rispetto ai successivi condoni , normati dalle leggi del 1994 e del 2003, le cui disposizioni sono molto più restrittive sia in ordine alle cubature, sia sulla tassativa esclusione dal condono degli immobili realizzati in aree di vincolo paesaggistico o culturale.” Intanto- prosegue il sindaco- credo che tutti con me siano convinti dell’incostituzionalità di questo decreto che in momento di rettifica non potrà passare perché non si possono creare norme da applicare ad una sola realtà. Confermo di essere indignato ed insieme a me lo è la popolazione della montagna; il terremoto vero è qui e noi che siamo pieni di difformità su quello che dobbiamo ricostruire, non possiamo e non potremo fare nulla . Aggiungo che il decreto 109 avrebbe dovuto inserire anche un perimetro perché così ci era stato anticipato che sarebbe stato; poi,  per ragioni di carattere politico espresse in termini di consensi e di voti, anche su questo punto si è soprasseduto e invece abbiamo messo una bella chicca con la sanatoria che fa riferimento alla legge 47 del 1985 che invito tutti a leggere per vedere quanto è diversa dalla sanatoria del 1994 . Cosa aggiungere? La sensazione è che questa politica di oggi , quella di prima e  tutto quello che ci hanno promesso, non trova il modo di dirci cosa dobbiamo fare. L’ho detto anche in altre occasioni : quando andiamo dal medico perché, nostro malgrado siamo colpiti da una malattia il medico con tutte le cautele e tutte le delicatezze del caso ha l’obbligo di dirci qual è la patologia e quale la diagnosi e da lì possiamo comprendere qual è la prognosi Allora, ci dicano che per noi non c’è più nulla da fare.  Che il nostro destino è infausto e che, per via di questioni tecniche, economiche, sociali e quant’altro, i nostri paesi non verranno ricostruiti. Diciamo la verità; non illudiamo perché è un’offesa all’essere umano. Con questo decreto Genova che , anche se deve essere convertito per ora è legge, viene leso per l’ennesima volta il diritto costituzionale di vivere in questa Repubblica e allora bisogna dire che le promesse che sono state fatte dal Capo dello Stato in poi, e che erano priorità nazionale sono solo un assunto. Credo che dopo due anni- conclude Falcucci-  abbiamo il sacrosanto diritto di sapere la verità o di vedere iniziative vere per quello che dobbiamo fare ‘ieri’ e non con quello che dobbiamo fare domani. Purtroppo siamo rimasti all’altro ieri”.

Carla Campetella

 

Dal grigio del cemento, al colore. Grazie alla mano creativa degli alunni e degli insegnanti dell’Istituto IPSIA di Camerino, sta prendendo forma il murales di sei metri  di lunghezza nel quartiere di Vallicelle. Il gruppo “ La rinascita” composto da studenti dell’Istituto Professionale ‘Gilberto Ercoli’ è infatti risultato primo classificato al recente concorso “Un murales per la città” il paesaggio i fiori, gli animali del territorio, indetto in occasione della 12ma edizione di “ Cortili in fiore”,  dalla sede camerte dell’Archeoclub d’Italia, con il Comune e in collaborazione con l’Ufficio Comunicazione dell’Università di Camerino. Il live painting dell’opera è appena cominciato; tra accostamenti cromatici e giochi di luce impressi dalle pennellate, iniziano già ad intravedersi parecchi dettagli di quello che sarà il risultato finale, che contribuirà a reinventare la parete finale del muro di contenimento in cemento di Via Baudana Vaccolini, proprio di fronte al parco giochi. L’opera intera potrà essere ‘liberata’ tra una quindicina di giorni, condizioni meteo permettendo. Un messaggio di fiducia e di ottimismo che viene dalla creatività e dal colore, quasi una dichiarazione d’amore per le proprie radici, per una città che guarda dall’alto, incastrata tra le montagne, circondata da tutti quegli elementi della natura che, da una vita, scandiscono le giornate di chi vive da sempre queste terre. E’ un po’ lo spunto di narrazione dell’opera, omaggio a un territorio che ha costruito l’identità dei suoi abitanti.  Non mancano riferimenti al progresso e alla tecnologia,  dai quali leggere un messaggio di positività e speranza proiettato nel futuro.

Carla Campetella

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Valfornace, Camerino, San Severino, Visso e San Ginesio. Sono i Comuni del maceratese che ospiteranno gli appuntamenti durante i quali saranno illustrate le opportunità del Piano Sviluppo Rurale Marche 2014/2020 a sostegno del cratere

In totale nelle Marche saranno dieci i seminari per presentare, alle imprese e ai cittadini, i bandi in uscita del PSR destinati all’area colpita dal terremoto. Sono stati organizzati dalla Regione Marche, nell’ambito dell’iniziativa “L’Europa con noi per ripartire”. L’obiettivo, secondo la vice presidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura, è quello di “illustrare, direttamente sul territorio, le possibilità offerte con la rimodulazione dei fondi europei per favorire la rinascita post sisma. Grazie alla solidarietà delle altre Regioni italiane e dello Stato, sono stati assegnati alle Marche 159,25 milioni di euro. È importante conoscere le tante opportunità, pensate e confezionate, come un abito su misura, per le comunità terremotate, in modo da garantire che gli investimenti programmati trovino quella giusta e necessaria ricaduta sul territorio”. Secondo Casini, la rinascita parte anche dalla conoscenza delle occasioni esistenti per il mondo agricolo da cogliere per rilanciare un settore caratteristico delle aree interne. La presentazione dei bandi e delle modalità di accesso sarà a cura dei funzionari regionali che offriranno un focus su: Pacchetto giovani; Filiere agroalimentari, Corte e mercati locali, Legno – Energia – No food; Mitigazione conflitti allevatori-lupo; Sostegno alla forestazione e all’imboschimento (focus “tartuficoltura”); Miglioramento della viabilità rurale. Un accenno sarà comunque offerto su tutti i bandi in scadenza e di prossima uscita. Le sedi degli incontri sono state individuate cercando di raggiungere la maggior parte del territorio interessato.

Gli appuntamenti in territorio alto maceratese sono per il 22 a Valfornace alle 18, il 24 a Camerino alle 16:30, il 29 a San Severino alle 16:30, stesso orario per Visso, che si svolgerà il 5 novembre, e San Ginesio il 6 novembre.

Ai 159,25 milioni di euro aggiuntivi del Psr, per sostenere la ripartenza delle zone colpite dal sisma, si sommano agli altri fondi stanziati attraverso Fesr (Sviluppo regionale) e Fse (Lavoro). Un totale di oltre 400 milioni di euro di fondi ulteriori che l’Europa ha assegnato allo sviluppo dell’area del sisma, puntando sulla crescita rurale, sulla salvaguardia del territorio, sul sostegno alle imprese, sulle infrastrutture pubbliche. La programmazione di queste risorse ha tenuto conto del fatto che il territorio interessato ha una forte vocazione rurale. Ha quindi dedicato una grande percentuale alla competitività delle aziende agricole impegnate nel biologico, nella zootecnia e nel benessere animale. Ugualmente sono state fornite opportunità ai giovani di insediare nuove aziende e sostegno alla ripresa economica e sociale, riservando attenzione al miglioramento dei servizi alla popolazione, allo sviluppo turistico e al ripristino della viabilità minore.

“È fondamentale che tutti gli attori coinvolti, a vario titolo, in questo processo di rinascita, facciano rete e collaborino per orientare e sostenere cittadini e imprenditori alla migliore ed efficace utilizzazione di queste risorse”, conclude Casini. Ampio spazio verrà riservato anche al dibattito e alle domande dal pubblico, per favorire un confronto costruttivo e pratico, finalizzato a consentire agli interessati la predisposizione di progetti corretti e utili alla realizzazione di validi investimenti. La partecipazione è libera.

g.g.

Inceneritore a Tolentino: la Provincia dice no.

L’ente ieri si è trovato a valutare la richiesta, presentata dalla ditta Biorecovery srl, di Falconara Marittima, che chiedeva l’autorizzazione per realizzare un impianto per il recupero di fanghi biologici tramite essiccamento e termovalorizzazione (incenerimento).

Il luogo individuato per la realizzazione dell’impianto era in Contrada Cisterna: “Effettuata la verifica della richiesta sia sotto l'aspetto formale che sostanziale - si legge in una nota della Provincia - con particolare riferimento alla conformità al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, la domanda è risultata carente tanto da un punto di vista dell’adeguatezza della documentazione necessaria all'istruttoria, quanto dal punto di vista dei presupposti necessari alla sua approvazione e ne è stata, pertanto, disposta l’archiviazione”. Dunque un sospiro di sollievo per la popolazione e tutti quanti si erano schierati contro quest’idea con la costituzione di un comitato pronto anche a manifestare per scongiurare la nascita dell’inceneritore.

g.g.

Paura a Tolentino. Una nube di fumo si alza dall’ex fonderia Fioretti.

È successo stamattina intorno alle 11 nello stabilimento che si trova in viale XXX Giugno. Un forte odore di bruciato ha inondato la zona e allertato i residenti nei dintorni. 

L’impianto un tempo ospitava una industria insalubre e una ditta si trovava lì per i lavori di smantellamento.

Le fiamme sarebbero partite accidentalmente ma sul posto, oltre ai Vigili del fuoco, sono intervenuti anche i Carabinieri per tutti i rilievi del caso.

Prime giornate di incontri sul territorio per il prof. Piero Farabollini, nella nuova veste che assomma al ruolo di tecnico e geologo che ben conosce le problematiche delle zone colpite dal sisma, la nomina a nuovo Commissario per la ricostruzione. Prima di affrontare la novità di un incarico del quale ha dichiarato di sentire tutta la responsabilità, il neo-commissario, forte anche di competenze amministrative acquisite nel lavoro svolto all’Ufficio Progetti della Regione Marche nel post-sisma del 1997, più volte è intervenuto in questi lunghi mesi, sui temi della ricostruzione e del rischio sismico, insistendo per un maggiore coinvolgimento dei geologi anche nell’elaborazione delle normative di settore. Lo scorso 5 ottobre la notizia del mandato, seguito cinque giorni dopo dall’insediamento ufficiale.

“ Il mio impegno – dice Farabollini- è quello di dare risposte al territorio il più velocemente possibile e, nelle more di tutto il lavoro che è stato fatto finora, cercare di dare un input affinché la ricostruzione possa partire in tempi brevi. Sono arrivato da poco a ricoprire questo ufficio – continua- ed è ovvio che io debba prendere coscienza e conoscenza di tutto quello che finora è stato fatto,è chiaro però che nell’ordinario andiamo avanti”.

Lentezza nelle procedure, burocrazia farraginosa, colli di bottiglia, difficoltà nell’interpretare le norme e le tante ordinanze che si sono succedute, hanno portato ad un numero esiguo di progetti effettivamente partiti. Invocato da lunghi mesi, quel desiderio di maggiore speditezza ha trovato frapposti per strada una miriade di impedimenti e ostacoli.

“ Tutto questo è innegabile ma- continua il neo commissario- bisogna anche capire i colli di bottiglia da che parte stanno; è per questo che credo sia necessario ascoltare le comunità, i tecnici e tutte le istituzioni che fanno capo al territorio, per capire con attenzione quali siano le difficoltà che si incontrano nella presentazione dei progetti e, ovviamente, anche lì si cercherà di intervenire. Se vogliamo far partire la ricostruzione è indubbia la necessità di evitare il più possibile di frapporre ostacoli che possano rallentare; occorre dunque andare a vedere quali sono gli impedimenti”.

Provenendo dal territorio del maceratese, dove peraltro ha studiato, si è laureato e  finora ha insegnato come docente all’università di Camerino, pensa che dal suo ruolo potrà imprimere anche un’attenzione diversa a queste zone dell’entroterra che per certi versi, si sentono un po’ trascurate dalla politica e dal governo nella risoluzione delle loro problematiche?

La cosa che ha creato più difficoltà in questo drammatico evento sismico- spiega Farabollini- è senz’altro la vastità dell’area che è stata coinvolta e, soprattutto, un entroterra con delle caratteristiche geologiche, strutturali, edificatorie, economiche, sociali, anche particolari. E in effetti la questione danneggiamento è poi fortemente collegata all’assetto del territorio e a quella che era la tipologia edilizia e questo, il terremoto l’ha fatto vedere; cercare comunque di ragionare in questa ottica, tenendo conto degli aspetti del territorio credo che possa portarci ad affrontare le problematiche in una certa maniera. A mio avviso, non è tanto una questione di differenziare le zone, quanto pensare a porre in essere delle norme, dei regolamenti e delle linee guida che siano veramente rispondenti a quella che è la realtà, cercando di calare i provvedimenti sul territorio. E’ proprio per questo che dico che c’è necessità di un forte confronto con chi il territorio lo sta vivendo, sia da un punto di vista professionale, sia istituzionale, sia tecnico. E' così che la ricostruzione potrà avviarsi, procedere e camminare da sola. La mia intenzione è pertanto quella di trovare una forte sinergia con chi questo territorio lo studia, lo conosce, lo frequenta, ci lavora e lo gestisce da un punto di vista amministrativo”.

Più volte il neo Commissario per la Ricostruzione ha ripetuto che il desiderio grande è quello di affrontare questo suo nuovo percorso con grande forza di volontà e con la voglia di cercare di risolvere i problemi : “E’ da dire che la bacchetta magica non ce l’ha nessuno – conclude Farabollini - Il mio primo pensiero è però quello di cercare il più possibile di affrontare questa nuova sfida, con decisione e impegno, con la volontà di conoscere, di capire le esigenze, le situazioni complicate e le criticità che vengono espresse dallo stesso territorio. Lo spirito è questo; sicuramente, ci metterò tutta l’energia di cui sono capace

Carla Campetella

 

 

Un pentagramma e le note dell’Inno di Mameli. È l’idea che il fabbro tolentinate Andrea Cervigni, titolare dell’omonima azienda di lavorazioni in ferro, ha pensato per le due panchine che dalla prossima settimana animeranno la piazza del teatro Nicola Vaccaj.

Le panchine saranno esposte in anteprima durante la sesta edizione di TolentinoExpo a partire da domani.

Tanti i riferimenti al teatro che compongono le due panchine: oltre al pentagramma, anche la lira che sostiene la seduta e la facciata del teatro Nicola Vaccaj.

“Abbiamo anche pensato di lanciare un nuovo rito scaramantico per gli artisti che si esibiranno al teatro - spiega Cervigni - . Metteremo in dei punti nascosti un ferro di cavallo e un chiodo storto, così che prima di ogni spettacolo, gli artisti si siederanno sulle panchine e toccheranno i due “amuleti” per la buona riuscita dello spettacolo. Ovviamente abbiamo scelto due simboli già attinenti alla magia teatrale: si dice che il chiodo storto rappresenti la fretta degli scenografi nel montare le scene perché il pubblico è in arrivo e il ferro di cavallo è già un noto portafortuna”.

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Il ritorno del teatro Vaccaj in città ha davvero rianimato lo spirito di tutti, anche di coloro che, come Cervigni, hanno messo in moto la loro creatività per dare un valore aggiunto al gioiello di Tolentino.

Giulia Sancricca

 

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