Esposito nel segno della continuità, batte Piergallini, torna sul '' trono'' e vince la corsa più importante della sua storia....
'' Ora bisognerà correre, correre per far emergere il modello Camerino, in Italia e in Europa..... "
Sono queste le prime battute del riconfermato rettore di Camerino professor Fulvio Esposito, rilasciate a caldo al nostro inviato Luigi Cardarelli .
Vittoria netta, superiore alle aspettative, 231 i voti conquistati dal professor Esposito, contro 153 dello sfidante, professor Riccardo Piergallini.
78 voti in più, questo è lo scarto tra i due concorrenti. Il personale docente ha fatto emergere un piccolo dissenso, ora bisognerà ricompattare il tutto, lo statuto e tutti gli altri problemi devono essere risolti in fretta, recuperare il tempo perduto è un obbligo per tutti....
di seguito ripercorriamo le fasi delle dimissioni.........
Dopo le sue dimissioni dalla carica di rettore dell'Università di camerino, il prof. Fulvio Esposito ha inteso precisare ulteriormente il suo pensiero in una lettera che, di seguito, integralmente pubblichiamo:
A tutte le persone impegnate, con ruoli diversi (docenti-ricercatori, tecnici e amministrativi, studenti), nell'Università di Camerino.
Questi tre anni, ed in particolare questi ultimi mesi, ci hanno visti costantemente impegnati in una riflessione importante sul nostro futuro, sul futuro della nostra Università.
Insieme ad uno sforzo, tuttora in corso, per identificare gli elementi che possono caratterizzare la nostra presenza ed il nostro ruolo nel sistema universitario italiano e nello spazio europeo della ricerca e dell'alta formazione, abbiamo provato, tutti insieme, ad immaginare un assetto di governo nuovo e più adatto di quello attuale a rispondere alle sollecitazioni di un contesto che ci propone ogni giorno nuove e più impegnative sfide.
Il progressivo erodersi delle risorse di origine pubblica, purtroppo non accompagnato da una simmetrica crescita di quelle private, l'aumento repentino della ‘concorrenza' (le Università, in vent'anni, sono quasi raddoppiate e le sedi universitarie sono ormai prossime a 200!), che accentua difficoltà oggettivamente legate alla nostra dimensione ed alla nostra collocazione geografica, richiedevano – e richiedono – a parer mio, il coraggio di intraprendere strade nuove, cercando di anticipare i tempi, piuttosto che attendere “cosa fanno gli altri” o “cosa ci dicono da Roma”, rimanendo omologati ad un sistema le cui molteplici, gravi debolezze sono sotto gli occhi di tutti.
Occorreva – ed occorre – dare all'opinione pubblica, che da tempo ha sfiduciato il mondo universitario, e la cui stima e considerazione determinano la direzione degli investimenti, il segnale della volontà di un cambiamento, non limitato a piccoli ritocchi, a ‘stuccature' di un muro ormai pieno di crepe, ma forte, chiaro e profondo, volto ad introdurre nel sistema maggiore responsabilità e trasparenza.
Questa era ed è la sola ambizione – certo un'ambizione non da poco – di quella bozza di Statuto che tutti e tutte voi avete avuto l'occasione di leggere, di commentare, di modificare fin dalla sua preliminare, acerba versione (è la prima volta che accade!).
Un dibattito così ampio (sono intervenuti anche cittadini non universitari: anche questo è la prima volta che accade), così vero (gli interventi ed i suggerimenti hanno condotto a modifiche sostanziali, a differenza di ciò che accade in tanti ‘finti' dibattiti) è stato definito ‘inusuale'. Chi lo ha detto, l'ha inteso come una critica; per me è un vanto ed una scelta: la nostra Università è inusuale, ha caratteristiche speciali e s'impone solo se riesce ad esserlo anche nelle sue idee. L'omologazione, nel nostro caso, non paga, conduce solo, ineluttabilmente, all'estinzione; l'originalità, la capacità e la voglia di essere diversi e riconoscibili sono la nostra forza.
In quante iniziative, durante questi anni (e non mi riferisco agli ultimi 3, ma agli ultimi venti e più!) siamo stati ‘i primi', tra dubbi, scetticismi e vere e proprie resistenze? Se dovessi farne un elenco, ne dimenticherei sicuramente qualcuna e sarei anche noioso. Dunque ricordo solo l'ultima: Giovani più Università uguale Lavoro. Un successo straordinario d'incontro fra i nostri studenti ed il mondo del lavoro, delle professioni e dei servizi, con la partecipazione attiva di oltre 1400 studenti e più di 100 aziende ed enti pubblici. Non sempre le nostre iniziative ‘originali' hanno avuto successo, anche noi abbiamo avuto i nostri flop, ci mancherebbe altro! Ma non importa: importante è la voglia di provare ad essere primi, a non copiare e basta, ma a tentare di essere noi il modello da copiare.
Presunzione? Forse. Ambizione? Certo. Velleitarismo? Non credo: in questi tre anni ci abbiamo, ci avete, provato e riprovato, con grande determinazione. Ci siamo avventurati in terreni per noi sconosciuti, tante volte con successo, qualche volta no. Ma ora vi conoscono e – ve lo garantisco – vi stimano, in Italia ed in Europa. Il nome di Camerino suscita ovunque rispetto, spesso ammirazione; ed il merito è vostro, del vostro lavoro da professionisti: nella ricerca e nella formazione, nell'orientamento e nell'avviamento al lavoro, ma anche nella gestione e nell'amministrazione, nel supporto informatico e nei servizi agli studenti. Volete un'evidenza? Guardate le cifre del 5 per mille del 2006: le Università hanno raccolto relativamente poco (9 milioni di Euro) a fronte dei 28 milioni dell'AIRC, dei 4 di Emergency e dei 3 milioni raccolti dal solo Istituto di ricerca oncologica di Umberto Veronesi. L'ho già detto: l'opinione pubblica, a torto o a ragione, ci stima poco, ancor meno ci ama e non ci considera una priorità. Ebbene, in un quadro così poco confortante, la nostra Università ha avuto un introito fra i più alti, se rapportato alla sua dimensione: 112.000 Euro, che la mettono al 2° posto assoluto tra le scelte dei contribuenti, normalizzando i dati in base alla dimensione. Dunque, in un contesto di scarsa affezione per il sistema universitario, la ‘piccola' Università di Camerino è una di quelle che ne esce meglio. Non è cosa da poco!
Le discussioni che, in via telematica o convenzionale, abbiamo condotto in questi mesi sulla bozza di un nuovo Statuto per la nostra Università, hanno rappresentato per me un'ulteriore esperienza estremamente positiva, faticosa come tante, ma che, a differenza di altre, mi farà ricordare con piacere gli anni vissuti compiendo l'ufficio di rettore, perché ho colto un interesse genuino e diffuso ad essere attori protagonisti di quello che potrà divenire domani la nostra Università. Negli incontri che ho avuto con voi, insieme a tanti responsabili e ragionevoli suggerimenti di modifica, ho riscontrato una diffusa condivisione dell'esigenza di cambiare e dell'idoneità di quell'impianto a realizzare il cambiamento.
Che il disegno strategico innovativo, costruito insieme nel programma del rettorato 2004-08 e riattualizzato puntualmente ogni anno nelle indicazioni programmatiche condivise in occasione delle inaugurazioni degli anni accademici 2005-06 e 2006-07, non piacesse proprio a tutti, era prevedibile. Ma io mi sono messo al vostro servizio ed al servizio della nostra Università soltanto per realizzare, con voi, quel disegno strategico. Se finora ci sono riuscito o meno non sta a me, ma a voi dirlo. Io posso solo confermarvi che questa era – ed è – la mia unica motivazione per fare il rettore e vi assicuro (ma lo sapete) che non ho risparmiato nulla delle mie energie per riuscirci. Non ho mai concepito l'incarico di rettore come l'occupazione di una carica o, peggio, come l'esercizio di un potere volto al conseguimento di privilegi o vantaggi personali.
Per questo avverto la necessità di chiedere alla Comunità Universitaria se si riconosce ancora in questi obiettivi. Adesso, solo voi potete dire qual è l'Università che vogliamo, per oggi e per domani; solo voi potete confermare se è ancora quella che abbiamo sognato e cercato di costruire insieme.
Nel ringraziarvi ancora una volta per la vostra pazienza (lo so, ho un pessimo carattere, non sempre mi controllo, a volte strillo…), per l'affetto e la stima che tante volte ed in tanti modi – soprattutto correndo senza sosta per la ‘maglia' e con la ‘maglia' della nostra Università – mi avete dimostrato e per il grande onore che mi avete fatto nel chiamarmi a rappresentare in questi anni la vostra (la nostra) magnifica Università, vi abbraccio idealmente,
Fulvio Esposito
La modifica dello Statuto si arena in Senato Accademico: il Rettore auspica un'ampia verifica della condivisione del piano strategico e degli strumenti necessari a realizzarlo
Il Professor Fulvio Esposito, Rettore dell'Università di Camerino, ha comunicato oggi, al termine della seduta del Consiglio d'Amministrazione, la propria volontà di dimettersi dalla carica, per consentire alla Comunità Universitaria di esprimersi sul permanere della fiducia negli obiettivi del mandato rettorale. La decisione segue la votazione con la quale il Senato Accademico si è diviso su una mozione appoggiata dai Presidi, che ha riscosso 11 voti favorevoli, 10 voti contrari ed un'astensione. La mozione ha di fatto determinato il blocco della bozza di modifica di Statuto proposta dal Rettore.
Fulvio Esposito ha dichiarato: ”Il sistema universitario italiano, e dunque anche la nostra Università che ne è parte costitutiva, deve crescere, anche attraverso forti segnali di cambiamento, nella considerazione da parte dell'opinione pubblica. Solo questo potrà determinare l'assegnazione, all'Università e alla ricerca, di una reale priorità da parte della politica e i sostanziali investimenti di cui il sistema ha bisogno. In questo senso, anche gli strumenti di governo, primo fra tutti lo Statuto, che ne è il fondamento, debbono essere adattati e rimodellati per garantire la funzionalità dei meccanismi operativi. Non avendo mai concepito l'incarico di Rettore come l'occupazione di una carica o, peggio, come l'esercizio di un potere volto al conseguimento di privilegi o vantaggi personali, avverto la necessità di chiedere alla Comunità Universitaria se crede ancora in questi obiettivi – previsti dal programma del rettorato 2004-2008 - perché niente è impossibile a chi crede, ma niente si può fare se manca la fiducia”.
La bozza di modifica dello Statuto mira a portare più autonomia e responsabilità all'interno delle strutture universitarie e ad un'apertura del sistema Università verso l'esterno. Il progetto prevede, tra l'altro, una riduzione del peso del Rettore nella designazione dei membri del Consiglio d'Amministrazione ed un mandato non rinnovabile della durata di sei anni.
Il processo di elaborazione della proposta di modifica dello Statuto è consistito in una condivisione diffusa all'interno della Comunità Universitaria attraverso mezzi innovativi quali la creazione di un forum online, o più “tradizionali” quali incontri e discussioni, con tutte le componenti e strutture della Comunità Universitaria. La proposta presentata in Senato Accademico è stata dunque frutto di mesi di dibattiti e dell'accoglimento di osservazioni pervenute da parte di singoli e di organismi universitari.
Tutte le attività dell'Ateneo proseguono normalmente, in attesa della convocazione del corpo elettorale da parte del Decano. Il Prorettore Vicario, Prof.ssa Gloria Cristalli, assumerà le funzioni del Rettore fino a nuove elezioni.
