Per ricordare Sandro Pertini.

Venerdì, 19 Maggio 2006 02:00 | Letto 4424 volte   Clicca per ascolare il testo Per ricordare Sandro Pertini. E piaciuta al sen. Emanuele Macaluso lidea della Provincia di Macerata di intitolare a Sandro Pertini unopera pubblica importante come il ponte di Villa Potenza. Non solo per la sua grande ammirazione verso lex presidente della Repubblica, ma anche perché convinto del fatto che un esempio qual è stato Pertini può indicare – come nel caso di un ponte – la strada da seguire per ripensare la politica e per cambiare i comportamenti di chi si occupa del bene pubblico. Dalle 13 di oggi, infatti, il ponte di Villa Potenza è ufficialmente dedicato a Sandro Pertini. Il sen. Macaluso e il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, hanno scoperto la targa dintitolazione posta accanto al marciapiede pedonale che percorre la struttura. Alla breve e significativa cerimonia hanno preso parte anche il prefetto Ferdinando Buffoni, il presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, e rappresentanti dellAmministrazione comunale di Macerata, nonché alcuni abitanti della frazione, altre autorità e cittadini che poco prima avevano partecipato, nella sala consiliare della Provincia, alla conferenza tenuta dallo stesso Macaluso sulla figura di Pertini, un uomo e un capo di Stato particolarmente amato.  Ad introdurre lomaggio a Sandro Pertini era stato, poco prima, Giulio Silenzi: “Quando nel 78 fu eletto presidente della Repubblica, mi sentii – ha detto – subito idealmente un giovane amministratore molto legato a lui e frequentemente nei miei discorsi pubblici mi sono ispirato ai contenuti delle sue dichiarazioni e dei suoi scritti. Una consuetudine che per me è stata anche estremamente formativa”. “Vivo fu sempre in lui – ha continuato Silenzi nel ricordare Sandro Pertini – linsegnamento a guidare lazione politica con umiltà e con rettitudine, senza fini personali, ma nellinteresse esclusivo del nostro popolo. Il senso profondo e la qualità della sua presidenza della Repubblica hanno lasciato una traccia non più cancellabile nella storia dellItalia repubblicana e nellanimo degli italiani”.  

E' piaciuta al sen. Emanuele Macaluso l'idea della Provincia di Macerata di intitolare a Sandro Pertini un'opera pubblica importante come il ponte di Villa Potenza. Non solo per la sua grande ammirazione verso l'ex presidente della Repubblica, ma anche perché convinto del fatto che un esempio qual è stato Pertini può indicare – come nel caso di un ponte – la strada da seguire per ripensare la politica e per cambiare i comportamenti di chi si occupa del bene pubblico. Dalle 13 di oggi, infatti, il ponte di Villa Potenza è ufficialmente dedicato a Sandro Pertini. Il sen. Macaluso e il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, hanno scoperto la targa d'intitolazione posta accanto al marciapiede pedonale che percorre la struttura. Alla breve e significativa cerimonia hanno preso parte anche il prefetto Ferdinando Buffoni, il presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, e rappresentanti dell'Amministrazione comunale di Macerata, nonché alcuni abitanti della frazione, altre autorità e cittadini che poco prima avevano partecipato, nella sala consiliare della Provincia, alla conferenza tenuta dallo stesso Macaluso sulla figura di Pertini, un uomo e un capo di Stato particolarmente amato.  Ad introdurre l'omaggio a Sandro Pertini era stato, poco prima, Giulio Silenzi: “Quando nel '78 fu eletto presidente della Repubblica, mi sentii – ha detto – subito idealmente un giovane amministratore molto legato a lui e frequentemente nei miei discorsi pubblici mi sono ispirato ai contenuti delle sue dichiarazioni e dei suoi scritti. Una consuetudine che per me è stata anche estremamente formativa”. “Vivo fu sempre in lui – ha continuato Silenzi nel ricordare Sandro Pertini – l'insegnamento a guidare l'azione politica con umiltà e con rettitudine, senza fini personali, ma nell'interesse esclusivo del nostro popolo. Il senso profondo e la qualità della sua presidenza della Repubblica hanno lasciato una traccia non più cancellabile nella storia dell'Italia repubblicana e nell'animo degli italiani”.

 

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