Dottor Testiccioli, quanti interventi, e prevalentemente di che tipo, effettua ogni anno con la sua equipe?
“La nostra Unità Operativa esegue circa 1350 interventi l'anno. Le tipologie principali sono la chirurgia protesica di anca e ginocchio (circa 200 interventi l'anno), la chirurgia artroscopica di ginocchio e caviglia, la chirurgia del piede (in particolare la correzione dell'alluce valgo con tecnica prevalentemente mini-invasiva) e infine la chirurgia ricostruttiva e protesica della spalla. Eseguiamo anche molti interventi di chirurgia della mano e delle patologie tendinee. Ovviamente viene eseguita tutta la chirurgia traumatologica degli arti, che per noi è quasi routinaria”.
Passando per i corridoi, fa un certo effetto sentire tanti dialetti...
“E' vero, il nostro bacino di affluenza è piuttosto ampio. Circa il 40% riguarda utenti fuori ASL e più del 10% sono di fuori regione”.
Molti suoi ex-pazienti hanno confessato di essere rimasti estremamente soddisfatti del periodo di ricovero. Come è riuscito a curare, oltre a quella chirurgica, anche la componente cosiddetta alberghiera?
“Il mio gruppo è composto da valenti collaboratori: i Dottori Catalani, Cedri, Di Palma, Sfascia e l'ultimo, fortunato acquisto: la dottoressa M.Grazia Bugatti. C'è poi la brava Caposala M.Gabriella Tossici, che coordina un affiatato gruppo di Infermieri. Il nostro lavoro, quindi, è basato soprattutto su competenze ortopediche, mediche e infermieristiche. Per l'intervento operatorio, e per qualsiasi criticità, ci avvaliamo della stretta collaborazione con le altre Unità Operative dell'Ospedale: l'Anestesia, la Terapia Intensiva, i Reparti di Chirurgia, Cardiologia e, naturalmente, la vostra Medicina. Dal punto di vista diagnostico, inoltre, sicuramente il nostro lavoro è molto facilitato dal Reparto di Radiologia che, con le moderne TAC e RMN, ci permette diagnosi più accurate e precise. Siamo poi sempre attenti che il paziente trovi qui, oltre al trattamento delle sue patologie, anche tanta disponibilità ed empatia, ovvero una cura a 360 gradi”.
Per concludere: rimane qualche problema da risolvere, qualcosa che potrebbe farvi lavorare ancora meglio di così?
“Le criticità derivano dal fatto che il nostro budget annuale e la disponibilità di personale e di sale operatorie sono limitati, e di fatto non ci consentono di rispondere in tempi brevi a tutte le richieste di prestazioni che ci vengono rivolte. Questo può far sì che una parte dell'utenza sia costretta a rivolgersi ad altre strutture, soprattutto extraregionali, con disagio organizzativo ed economico. Mi auguro che, pur nella crisi attuale, la “politica” comprenda che anche in sanità è necessario “investire” in strutture efficienti, e con ciò intendo non solo nell'unità operativa di Ortopedia, ma anche in tutte quelle che in ambito di Area Vasta possono essere reputate “di eccellenza”.
