Regione, aiuti per assistenza domiciliare

Lunedì, 21 Marzo 2011 01:00 | Letto 2254 volte   Clicca per ascolare il testo Regione, aiuti per assistenza domiciliare   La Giunta regionale ha stabilito i criteri e definito le risorse per il 2011 per lassistenza domiciliare indiretta a disabili in situazione di particolare gravità. A disposizione 2.532.000 euro da assegnare a persone con ridotta autonomia a causa di minorazione singola o plurima. Una condizione che rende necessario un intervento assistenziale permanente e continuativo. Lassistenza è svolta da un familiare, convivente o non con il disabile, oppure da un operatore esterno individuato dal disabile stesso o dalla famiglia.  “Un altro intervento – spiega lassessore regionale ai Servizi sociali, Luca Marconi – attraverso cui la Regione, nonostante i pesanti tagli al settore da parte del Governo nazionale, intende continuare a sostenere le persone con disabilità e le loro famiglie, senza arretrare sulla quantità e sul livello dei servizi offerti”. “La famiglia – continua Marconi – deve diventare lelemento centrale attraverso cui costruire una rete di interventi socio-sanitari”. Avranno diritto ai contributi coloro che abbiano riconosciuta la propria disabilità da parte di unapposita Commissione sanitaria provinciale. Una volta in possesso dellattestazione di particolare gravità, il disabile o la sua famiglia prendono contatti con i servizi sociali del Comune di residenza e richiedono lammissione al contributo regionale. Il Comune valuta listanza e attribuisce un punteggio in base al quale viene stabilito un monte ore massimo settimanale da ammettere al contributo.  

  La Giunta regionale ha stabilito i criteri e definito le risorse per il 2011 per l'assistenza domiciliare indiretta a disabili in situazione di particolare gravità. A disposizione 2.532.000 euro da assegnare a persone con ridotta autonomia a causa di minorazione singola o plurima. Una condizione che rende necessario un intervento assistenziale permanente e continuativo. L'assistenza è svolta da un familiare, convivente o non con il disabile, oppure da un operatore esterno individuato dal disabile stesso o dalla famiglia.  “Un altro intervento – spiega l'assessore regionale ai Servizi sociali, Luca Marconi – attraverso cui la Regione, nonostante i pesanti tagli al settore da parte del Governo nazionale, intende continuare a sostenere le persone con disabilità e le loro famiglie, senza arretrare sulla quantità e sul livello dei servizi offerti”.

“La famiglia – continua Marconi – deve diventare l'elemento centrale attraverso cui costruire una rete di interventi socio-sanitari”. Avranno diritto ai contributi coloro che abbiano riconosciuta la propria disabilità da parte di un'apposita Commissione sanitaria provinciale. Una volta in possesso dell'attestazione di particolare gravità, il disabile o la sua famiglia prendono contatti con i servizi sociali del Comune di residenza e richiedono l'ammissione al contributo regionale. Il Comune valuta l'istanza e attribuisce un punteggio in base al quale viene stabilito un monte ore massimo settimanale da ammettere al contributo.

 

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