Il Ministro Brambilla al Castello di Lanciano

Mercoledì, 03 Novembre 2010 01:00 | Letto 2046 volte   Clicca per ascolare il testo Il Ministro Brambilla al Castello di Lanciano Il mondo del turismo riflette ormai da anni sulle sue “responsabilità” nei confronti del creato e della sua salvaguardia. E cosciente che la “bellezza” rappresentata dalle molteplici forme di vita è minacciata dallespansione di un turismo “selvaggio”, che ha perso il senso della misura, che non è attento al rispetto, alla salvaguardia, alla tutela della varietà ecologica ed ambientale. Eppure il turismo può dare un contributo fondamentale nellassicurare la salvaguardia, la cura, la sopravvivenza delle specie e mettere argine a quelli che sono oggi i pericoli più evidenti: la desertificazione, i cambiamenti del clima, la scomparsa delle specie (perdita della biodiversità). Il turismo è per luomo, per la vita, per la ricchezza e la diversità della vita e non luomo, la vita, il futuro per il turismo. La Chiesa sa di avere una responsabilità grande verso il creato e per questo alza la voce per “proteggere luomo contro la distruzione di se stesso” ( Benedetto XVI , Caritas in veritate). Per la celebrazione della 31ª Giornata Mondiale del Turismo dal titolo “Turismo e Biodiversità”, lUfficio Nazionale della Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport insieme alla Conferenza Episcopale Marchigiana e allArcidiocesi di Camerino-San Severino Marche organizza, sabato 6 novembre, un incontro di studio presso il castello di Lanciano (Castelraimondo). “La scelta della Cei è caduta su Camerino – dice l'arcivescovo Brugnaro – per I particolari aspetti del territorio della nostra arcidiocesi. Un territorio che è legato al turismo non solo per la natura che lo caratterizza, ma anche per la cultura che è immersa in questo territorio, per l'artigianato, le tradizioni e per la grande storia che vanta”. La prima parte del convegno, nella mattinata del 6 novembre, si terrà all'interno del Castello di Lanciano con l'intervento dell'arcivescovo di Ancona Edoardo Menichelli, delegato della Conferenza Episcopale Marchigiana per la pastorale del turismo, del direttore dell'ufficio nazionale della Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport don Mario Lusek, del prefetto di Macerata Vittorio Piscitelli, dell'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, già osservatore della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo, del dott. Matteo Lanza, membro del gruppo “Custodia del creato” dell'ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro, e del ministro del turismo, onorevole Michela Vittoria Brambilla. “Un convegno che tratterà non solo aspetti ecclesiali, ma anche sociali – continua mons. Brugnaro – ed è un vanto per la nostra diocesi poter offrire ai partecipanti il Castello di Lanciano, luogo dove si condensa la storia e la civiltà del territorio. Quindi il tema “Turismo e Biodiversità” verrà trattato in un contesto che invita a riflettere sul dono del creato. Noi abbiamo due tipi di creato: quello che Dio mette a disposizione dell'uomo attraverso la natura e quello che l'uomo costruisce con la sua intelligenza e con la sua abilità. Bisogna che questi due creati, che sono ordine, siano in profonda sintonia per permettere all'uomo di vivere in maniera dignitosa”. Nel pomeriggio, a Camerino, il convegno vivrà un momento di festa, in piazza Cavour, con un carosello medievale curato dall'Associazione Corsa alla Spada di Camerino e dall'Associazione Rievocazioni Storiche delle Marche ed un momento di riflessione presso il monastero delle clarisse. “Naturalmente – conclude l'arcivescovo – si vuol fare in modo che tutte le associazioni folkloristiche che animano le nostre comunità diano un saggio delle loro abilità che tanto colpiscono la sensibilità della gente. Infine il momento di meditazione, offerto dalle sorelle povere del monastero di Camerino, si inserisce nell'evento della canonizzazione di santa Battista Camilla, che è una santa francescana. E la sensibilità di san Francesco permette a tutti di recuperare la bellezza del creato, facendo sì che l'uomo, all'interno del creato stesso, svolga non un ruolo dissacratore, ma sia un ottimo conservatore e garantisca anche per I posteri che il cresto resti il luogo nel quale l'uomo continui a vivere dignitosamente”.  

Il mondo del turismo riflette ormai da anni sulle sue “responsabilità” nei confronti del creato e della sua salvaguardia. E' cosciente che la “bellezza” rappresentata dalle molteplici forme di vita è minacciata dall'espansione di un turismo “selvaggio”, che ha perso il senso della misura, che non è attento al rispetto, alla salvaguardia, alla tutela della varietà ecologica ed ambientale. Eppure il turismo può dare un contributo fondamentale nell'assicurare la salvaguardia, la cura, la sopravvivenza delle specie e mettere argine a quelli che sono oggi i pericoli più evidenti: la desertificazione, i cambiamenti del clima, la scomparsa delle specie (perdita della biodiversità).
Il turismo è per l'uomo, per la vita, per la ricchezza e la diversità della vita e non l'uomo, la vita, il futuro per il turismo. La Chiesa sa di avere una responsabilità grande verso il creato e per questo alza la voce per “proteggere l'uomo contro la distruzione di se stesso” ( Benedetto XVI , Caritas in veritate).
Per la celebrazione della 31ª Giornata Mondiale del Turismo dal titolo “Turismo e Biodiversità”, l'Ufficio Nazionale della Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport insieme alla Conferenza Episcopale Marchigiana e all'Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche organizza, sabato 6 novembre, un incontro di studio presso il castello di Lanciano (Castelraimondo).
“La scelta della Cei è caduta su Camerino – dice l'arcivescovo Brugnaro – per I particolari aspetti del territorio della nostra arcidiocesi. Un territorio che è legato al turismo non solo per la natura che lo caratterizza, ma anche per la cultura che è immersa in questo territorio, per l'artigianato, le tradizioni e per la grande storia che vanta”.
La prima parte del convegno, nella mattinata del 6 novembre, si terrà all'interno del Castello di Lanciano con l'intervento dell'arcivescovo di Ancona Edoardo Menichelli, delegato della Conferenza Episcopale Marchigiana per la pastorale del turismo, del direttore dell'ufficio nazionale della Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport don Mario Lusek, del prefetto di Macerata Vittorio Piscitelli, dell'arcivescovo di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro, già osservatore della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo, del dott. Matteo Lanza, membro del gruppo “Custodia del creato” dell'ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro, e del ministro del turismo, onorevole Michela Vittoria Brambilla. “Un convegno che tratterà non solo aspetti ecclesiali, ma anche sociali – continua mons. Brugnaro – ed è un vanto per la nostra diocesi poter offrire ai partecipanti il Castello di Lanciano, luogo dove si condensa la storia e la civiltà del territorio. Quindi il tema “Turismo e Biodiversità” verrà trattato in un contesto che invita a riflettere sul dono del creato. Noi abbiamo due tipi di creato: quello che Dio mette a disposizione dell'uomo attraverso la natura e quello che l'uomo costruisce con la sua intelligenza e con la sua abilità. Bisogna che questi due creati, che sono ordine, siano in profonda sintonia per permettere all'uomo di vivere in maniera dignitosa”.
Nel pomeriggio, a Camerino, il convegno vivrà un momento di festa, in piazza Cavour, con un carosello medievale curato dall'Associazione Corsa alla Spada di Camerino e dall'Associazione Rievocazioni Storiche delle Marche ed un momento di riflessione presso il monastero delle clarisse.
“Naturalmente – conclude l'arcivescovo – si vuol fare in modo che tutte le associazioni folkloristiche che animano le nostre comunità diano un saggio delle loro abilità che tanto colpiscono la sensibilità della gente. Infine il momento di meditazione, offerto dalle sorelle povere del monastero di Camerino, si inserisce nell'evento della canonizzazione di santa Battista Camilla, che è una santa francescana. E la sensibilità di san Francesco permette a tutti di recuperare la bellezza del creato, facendo sì che l'uomo, all'interno del creato stesso, svolga non un ruolo dissacratore, ma sia un ottimo conservatore e garantisca anche per I posteri che il cresto resti il luogo nel quale l'uomo continui a vivere dignitosamente”.


 

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