Aumentano i benefattori per la missione di Kibiti

Venerdì, 05 Marzo 2010 01:00 | Letto 2064 volte   Clicca per ascolare il testo Aumentano i benefattori per la missione di Kibiti A Kibiti (sud- est della Tanzania) proseguono le iniziative “Cure degli occhi”, “Progetto donna” e “Adozione studenti” intraprese dal compianto padre Adalberto Galassi, missionario caldarolese della Consolata. Grazie allopera di divulgazione, con continue iniziative promosse nel nostro territorio dai familiari, è aumentato il numero dei benefattori, di conseguenza sono di più anche le persone che ne fruiscono. Con le iniziative teatrali, le lotterie, un “Chicco di grano per la vita”, il contributo della Federazione Pensionati CISL Macerata, dei pensionati CISL Marche, del 5 per mille (codice 93046010422) e il contributo del Comune di Caldarola sono stati destinati al progetto circa 35.000 euro. La Regione Marche ha approvato il programma e contribuirà alla sua realizzazione con un finanziamento triennale e con verifiche annuali di attuazione. Una pompa alimentata da due m2 di pannelli solari fa arrivare lacqua del pozzo al centro della missione e a parte degli abitanti di Kibiti. Una volta a regime il progetto UWAWARU (Unione Mussulmani e Cristiani del Rufiji) si cercherà di realizzare altri pozzi a Kibiti e vicino alle zone coltivate, per incoraggiare linsediamento stabile, indispensabile per proteggere le coltivazioni dagli animali selvatici e dagli approfittatori. Il villaggio di Kibiti conta circa diecimila abitanti, mentre la Parrocchia comprende unarea vasta come la Provincia di Macerata con circa 80.000 abitanti. Il progetto UWAWARU è lopera più importante perché può realizzare ciò che il cardinale Polycarpo Pengo sostiene, cioè la contagiosità della solidarietà tra persone di etnie e di religioni diverse, che riescono a lavorare insieme per procurarsi il necessario per vivere. Mentre gli esempi di genere opposto sono allordine del giorno in tutto il mondo. Padre Adalberto pensava a ciò, quando ha trascurato se stesso per la realizzazione questassociazione riconosciuta dal governo tanzaniano sei mesi dopo la sua morte. Leco di questo messaggio che parte dalla missione di Kibiti è già arrivato in Uganda paese confinante. E ciò vale più di tanti assistenzialismi, perché fa nascere la consapevolezza e lautostima necessarie affinché questi popoli possano uscire dalla sfiducia e dal fatalismo, che li costringe da secoli a subire lo sfruttamento e alla povertà. Ciò permetterà agli indigeni di riscattarsi da soli e avviarsi verso uno sviluppo sano e sostenibile. Chi ha sfruttato questi popoli ha pensato allarricchimento immediato devastando lambiente e le loro coscienze. Nella missione quattro ettari sono stati piantumati a teak per la produzione di legno per mobili, poi sono stati arati sei ettari di terreno per la semina dei cereali, noleggiando un trattore sul posto, in attesa dellacquisto del primo trattore e della costruzione del relativo riparo. Nel 1996 alcuni piccoli imprenditori della lavorazione del legno, provenienti in prevalenza dal nord ovest, avevano raggiunto un accordo per evitare che le multinazionali portassero fuori dalla nazione tronchi di legno pregiato, ma almeno prodotti semilavorati per fornire occupazione alle popolazioni locali. In effetti però continuano il disboscamento irrazionale e lesportazione di tronchi interi. La Tanzania è uno dei pochi paesi africani che non ha fatto guerra per raggiungere lindipendenza dalla Gran Bretagna (1961). Il fondatore della patria Julius Nyerere (1922 - 1999), ottenuta la sovranità, dopo i suoi mandati, è riuscito a far dialogare le diverse tribù ed etnie per una convivenza pacifica, alternando alla presidenza della repubblica mussulmani e cattolici. Nyerere fu proposto alla carica di segretario generale dellONU e dal gennaio 2005 è iniziata la causa della sua beatificazione. Questanno ricorre il centesimo anniversario della fondazione delle Suore della Consolata, il regista Alessandro Galassi per questoccasione ha realizzato un documentario su tutte le missioni delle suore in Tanzania. I benefattori della missione di Kibiti sono annualmente informati sulle donazioni e sulle spese sostenute. Per informazioni sulla missione e i progetti: Vittorio Galassi via Bartolini 2 – 62100 Macerata tel. 0733 31492 - cell. 328 8440642 email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById(cloak68736eeeda8ffb622a76f3edfa76c23f).innerHTML = ; var prefix = ma + il + to; var path = hr + ef + =; var addy68736eeeda8ffb622a76f3edfa76c23f = toto43 + @; addy68736eeeda8ffb622a76f3edfa76c23f = addy68736eeeda8ffb622a76f3edfa76c23f + libero + . + it; var addy_text68736eeeda8ffb622a76f3edfa76c23f = toto43 + @ + libero + . + it;document.getElementById(cloak68736eeeda8ffb622a76f3edfa76c23f).innerHTML += +addy_text68736eeeda8ffb622a76f3edfa76c23f+;   Eno Santecchia    

A Kibiti (sud- est della Tanzania) proseguono le iniziative “Cure degli occhi”, “Progetto donna” e “Adozione studenti” intraprese dal compianto padre Adalberto Galassi, missionario caldarolese della Consolata. Grazie all'opera di divulgazione, con continue iniziative promosse nel nostro territorio dai familiari, è aumentato il numero dei benefattori, di conseguenza sono di più anche le persone che ne fruiscono.
Con le iniziative teatrali, le lotterie, un “Chicco di grano per la vita”, il contributo della Federazione Pensionati CISL Macerata, dei pensionati CISL Marche, del 5 per mille (codice 93046010422) e il contributo del Comune di Caldarola sono stati destinati al progetto circa 35.000 euro. La Regione Marche ha approvato il programma e contribuirà alla sua realizzazione con un finanziamento triennale e con verifiche annuali di attuazione.
Una pompa alimentata da due m2 di pannelli solari fa arrivare l'acqua del pozzo al centro della missione e a parte degli abitanti di Kibiti.
Una volta a regime il progetto UWAWARU (Unione Mussulmani e Cristiani del Rufiji) si cercherà di realizzare altri pozzi a Kibiti e vicino alle zone coltivate, per incoraggiare l'insediamento stabile, indispensabile per proteggere le coltivazioni dagli animali selvatici e dagli approfittatori.
Il villaggio di Kibiti conta circa diecimila abitanti, mentre la Parrocchia comprende un'area vasta come la Provincia di Macerata con circa 80.000 abitanti.
Il progetto UWAWARU è l'opera più importante perché può realizzare ciò che il cardinale Polycarpo Pengo sostiene, cioè la contagiosità della solidarietà tra persone di etnie e di religioni diverse, che riescono a lavorare insieme per procurarsi il necessario per vivere. Mentre gli esempi di genere opposto sono all'ordine del giorno in tutto il mondo. Padre Adalberto pensava a ciò, quando ha trascurato se stesso per la realizzazione quest'associazione riconosciuta dal governo tanzaniano sei mesi dopo la sua morte.
L'eco di questo messaggio che parte dalla missione di Kibiti è già arrivato in Uganda paese confinante. E ciò vale più di tanti assistenzialismi, perché fa nascere la consapevolezza e l'autostima necessarie affinché questi popoli possano uscire dalla sfiducia e dal fatalismo, che li costringe da secoli a subire lo sfruttamento e alla povertà. Ciò permetterà agli indigeni di riscattarsi da soli e avviarsi verso uno sviluppo sano e sostenibile. Chi ha sfruttato questi popoli ha pensato all'arricchimento immediato devastando l'ambiente e le loro coscienze.
Nella missione quattro ettari sono stati piantumati a teak per la produzione di legno per mobili, poi sono stati arati sei ettari di terreno per la semina dei cereali, noleggiando un trattore sul posto, in attesa dell'acquisto del primo trattore e della costruzione del relativo riparo.
Nel 1996 alcuni piccoli imprenditori della lavorazione del legno, provenienti in prevalenza dal nord ovest, avevano raggiunto un accordo per evitare che le multinazionali portassero fuori dalla nazione tronchi di legno pregiato, ma almeno prodotti semilavorati per fornire occupazione alle popolazioni locali. In effetti però continuano il disboscamento irrazionale e l'esportazione di tronchi interi.
La Tanzania è uno dei pochi paesi africani che non ha fatto guerra per raggiungere l'indipendenza dalla Gran Bretagna (1961). Il fondatore della patria Julius Nyerere (1922 - 1999), ottenuta la sovranità, dopo i suoi mandati, è riuscito a far dialogare le diverse tribù ed etnie per una convivenza pacifica, alternando alla presidenza della repubblica mussulmani e cattolici. Nyerere fu proposto alla carica di segretario generale dell'ONU e dal gennaio 2005 è iniziata la causa della sua beatificazione.
Quest'anno ricorre il centesimo anniversario della fondazione delle Suore della Consolata, il regista Alessandro Galassi per quest'occasione ha realizzato un documentario su tutte le missioni delle suore in Tanzania.
I benefattori della missione di Kibiti sono annualmente informati sulle donazioni e sulle spese sostenute.
Per informazioni sulla missione e i progetti: Vittorio Galassi via Bartolini 2 – 62100 Macerata tel. 0733 31492 - cell. 328 8440642 email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

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