A Macerata e Civitanova di scena il futurismo

Venerdì, 12 Giugno 2009 02:00 | Letto 2170 volte   Clicca per ascolare il testo A Macerata e Civitanova di scena il futurismo Le città di Macerata e di Civitanova Marche sono state le protagoniste de “Limportanza del tentativo”, il progetto che, sotto la direzione artistica di Massimo Angelucci, ha avuto lo scopo di ricordare e di valorizzare la nascita del movimento futurista. Per rendere omaggio a questa corrente che segnò un cambio radicale nellarte, nella filosofia, esaltando la fiducia illimitata nel progresso e nelle nuove scoperte della tecnologia dellinizio del XX esimo secolo, il progetto, realizzato dallAssociazione Artesettima di Recanati con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia e del Comune di Macerata, ha previsto la produzione e la proiezione di un documentario su Casa Zampini di Esanatoglia, arredata da Ivo Pannaggi, e lallestimento di uno spettacolo futurista, “Forme simultanee poliedriche curve angolari”, che è stato messo in scena al Teatro Lauro Rossi di Macerata. La rappresentazione, che ha avuto per protagonisti Stefano Mora (musicista), Laura Missiroli (danzatrice) e Angelo Manzotti (cantante lirico), con la coreografica di Marta Giardili e la regia dello stesso Angelucci, “è stato un complesso di tracce futuriste segnate da voce, musica, danza, proiezioni, che hanno avuto vita simultanea a sostegno della scena, ma anche momenti di assolo”. Il documentario su Casa Zampini è stato proiettato in anteprima al Chiostro San Francesco di Civitanova Marche, dove alla presentazione del progetto si è accompagnata la degustazione di piatti ispirati dal futurismo. Il documentario ha illustrato quanto ancora presente oggi a Casa Pannaggi, gli oggetti e gli arredi rari. Con riprese ed interviste, il filmato ha ricostruito il senso di unepoca e limpronta che diede lapplicazione di queste nuove idee nellarredamento. “Il futurismo – spiega il direttore artistico Massimo Angelucci – è stato un movimento di grande impatto scenico e comunicativo che ha parlato attraverso la figuratività, sintesi di parole, musica, danza, letteratura, non fermandosi alla sola materia artistica, ma spingendosi ad una ‘ricostruzione futurista delluniverso attraverso il rinnovamento della scienza, della cucina, della religione-morale, delleducazione, del tatto, del dolore”.     Nella foto, una scena dello spettacolo

Le città di Macerata e di Civitanova Marche sono state le protagoniste de' “L'importanza del tentativo”, il progetto che, sotto la direzione artistica di Massimo Angelucci, ha avuto lo scopo di ricordare e di valorizzare la nascita del movimento futurista. Per rendere omaggio a questa corrente che segnò un cambio radicale nell'arte, nella filosofia, esaltando la fiducia illimitata nel progresso e nelle nuove scoperte della tecnologia dell'inizio del XX esimo secolo, il progetto, realizzato dall'Associazione Artesettima di Recanati con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia e del Comune di Macerata, ha previsto la produzione e la proiezione di un documentario su Casa Zampini di Esanatoglia, arredata da Ivo Pannaggi, e l'allestimento di uno spettacolo futurista, “Forme simultanee poliedriche curve angolari”, che è stato messo in scena al Teatro Lauro Rossi di Macerata. La rappresentazione, che ha avuto per protagonisti Stefano Mora (musicista), Laura Missiroli (danzatrice) e Angelo Manzotti (cantante lirico), con la coreografica di Marta Giardili e la regia dello stesso Angelucci, “è stato un complesso di tracce futuriste segnate da voce, musica, danza, proiezioni, che hanno avuto vita simultanea a sostegno della scena, ma anche momenti di assolo”.

Il documentario su Casa Zampini è stato proiettato in anteprima al Chiostro San Francesco di Civitanova Marche, dove alla presentazione del progetto si è accompagnata la degustazione di piatti ispirati dal futurismo. Il documentario ha illustrato quanto ancora presente oggi a Casa Pannaggi, gli oggetti e gli arredi rari. Con riprese ed interviste, il filmato ha ricostruito il senso di un'epoca e l'impronta che diede l'applicazione di queste nuove idee nell'arredamento.

“Il futurismo – spiega il direttore artistico Massimo Angelucci – è stato un movimento di grande impatto scenico e comunicativo che ha parlato attraverso la figuratività, sintesi di parole, musica, danza, letteratura, non fermandosi alla sola materia artistica, ma spingendosi ad una ‘ricostruzione futurista dell'universo' attraverso il rinnovamento della scienza, della cucina, della religione-morale, dell'educazione, del tatto, del dolore”.

 

 

Nella foto, una scena dello spettacolo

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