Radioc1inBlu

Una festa nella festa per la città di San Severino Marche alla cerimonia di consegna delle Bandiere Arancioni ospitata a Mondavio, in provincia di Pesaro Urbino, alla presenza del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e dei vertici del Touring Club Italiano.

Il vessillo viene assegnato proprio dal Tci alle località dell’entroterra che si distinguono per offerta e accoglienza d’eccellenza tenendo conto della valorizzazione del patrimonio culturale, della tutela dell’ambiente, dell’accesso e della fruibilità delle risorse e della qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici.

Siamo il quarto Comune della regione per estenzione, con i nostri 194 chilometri quadrati di territorio. Vantiamo un patrimonio storico, naturalistico, architettonico e artistico senza uguali. La Bandiera Arancione sventolerà su questa unicità che mette insieme i nostri dodici Castelli e presenta testimonianze di resti che risalgono al paleolitico e alla civiltà dei Piceni” - ha sottolineato il sindaco ringraziando nel ritirare la Bandiera Arancione in qualità di primo cittadino di una delle realtà new entry.

Di qui la doppia festa per San Severino Marche che ha presentato anche i suoi tanti borghi tra tutti quello di Elcito, il Tibet delle Marche con la vicina faggeta di Canfaito con i suoi alberi secolari. Per non parlare del castello di Pitino, una delle più importanti località picene dell’area centro italica.

“Questa Bandiera sarà per noi un biglietto da visita in più” - ha ancora ripetuto il sindaco portando il saluto della città insieme al presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata.

Con San Severino Marche e Frontone, altra new entry, sono 27 le Bandiere Arancioni che sventolano nella nostra regione.


bandiera gruppo
Risponde al nome di Lorenzo Simoni il vincitore della XXVII edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani, conclusosi domenica a Camerino. Ventiquattro anni, il sassofonista di Gragnano, in provincia di Lucca, ha sorpreso tutti con un gusto e una tecnica smaliziata, un buon interplay e grande conoscenza dello strumento. Assieme al gradino più alto del podio, il sassofonista conquista anche il Premio Paolo Piangiarelli.

Una finalissima di grande livello che ha costretto la giuria tecnica presieduta da un ex vincitore del Premio Internazionale Massimo Urbani, Francesco Cafiso, a valutare con grande attenzione ogni dettaglio al fine di stilare una classifica quanto più rispondente alle effettive qualità dei musicisti in gara.

«Il Premio rappresenta un momento importante di condivisione, di scambio artistico, di crescita, di riflessione – commenta a caldo Cafiso – e nell’ascolto dei 10 talentuosi finalisti, ho cercato personalmente di valutare, assieme ai tratti principali quali il timing, lo swing, il linguaggio, la conoscenza della tradizione, tantissimi dettagli che costruiscono una impressione artistica dei musicisti nell’ascoltatore – evidenzia il sassofonista – Ad esempio l’interplay, il numero di chorus, la padronanza e il controllo, la varietà nei soli, gli attacchi, i finali e molto altro. Dettagli che fanno la differenza – conclude – e che sono stati la traccia per valutare i ragazzi e scegliere il vincitore. Benché la musica, il jazz in particolare, non sia competizione, siamo all’interno del più importante concorso per solisti jazz e quindi necessariamente, quelli che sono gli aspetti che ho attenzionato si sono rivelati la strada per leggere l’esibizione di Lorenzo. Siamo stati tutti concordi in giuria nell’assegnare a lui il primo premio».

«È stata un’esperienza incredibile, una grande sorpresa e sono ovviamente molto contento del risultato – commenta Lorenzo Simoni – Ho cercato di pensare il meno possibile al contesto del concorso e di concentrarmi esclusivamente sul piacere di suonare insieme, come ad un concerto, valorizzando inevitabilmente l’individualità ma basandomi molto sulle possibilità che emergono dall’interplay. Questa occasione la vivo come un trampolino di lancio, di quelle cose che ti accadono nella vita e che ti consentono di spingerti un po’ più in là, di andare avanti nella costruzione della propria identità musicale».

Sul secondo gradino del podio è salito Vitantonio Gasparro, vibrafonista di 25 anni di Sammichele di Bari che si aggiudica anche il premio del pubblico e quello della giuria critica formata da Fabio Ciminiera di Jazz Convention, Massimiliano Viti, giornalista del Corriere Adriatico, Giancarlo di Napoli, presidente di Ancona Jazz, e da Libero Farnè di All About Jazz Italia.

A seguire al terzo posto un ex aequo, quello aggiudicatosi dal chitarrista Gianmarco Ferri, 24 anni di Campobasso e dal contraltista israeliano Igor Senderov, di 22 anni. La cantante maceratese Perla Palmieri, vince il Premio Social e la borsa di studio a Nuoro Jazz, mentre la borsa di studio Fara Music Summer School, è stata assegnata al chitarrista Edoardo Cimino.

«Una XXVII edizione davvero bellissima – racconta il direttore artistico del Premio Internazionale Massimo Urbani, Daniele Massimi – che nonostante un esordio bagnato che ci ha costretti a spostarci all’Auditorium Benedetto XXIII, si è poi chiusa alla Rocca Borgesca in un contesto meraviglioso. Voglio ringraziare personalmente il Sindaco Lucarelli e l’amministrazione di Camerino, il numeroso pubblico di appassionati accorso e i tanti esperti che hanno composto le nostre giurie, quella tecnica e quella critica. Un grazie va anche ai musicisti del trio, Alessandro Lanzoni, Massimo Manzi e Gabriele Pesaresi che hanno accompagnato i finalisti in modo eccellente, nonché al presidente di giuria Francesco Cafiso, un gradito ritorno al Premio che aveva vinto da giovanissimo nel 2001.  La qualità dei musicisti in gara è stata, come sempre, di altissimo livello e mi auguro che tutti i ragazzi abbiano tratto il meglio da questa esperienza, che la serbino nei ricordi e che possano farne tesoro per il prosieguo della loro carriera».

Il Premio Internazionale Massimo Urbani è organizzato dall’associazione Musicamdo, in collaborazione con il Comune di Camerino, la Regione Marche, l’Università degli Studi di Camerino, I-Jazz, MIDJ, Nuoro Jazz, Fara Music Festival, Emme Record Label, NUOVO IMAIE, nonché con il supporto del MIBACT



Dieci  borse di ricerca con l’obiettivo di premiare laureate e laureati Unicam che si siano distinti per la qualità del corso di studi e della ricerca effettuata durante la stesura della tesi di laurea: è quanto stabilito nella convenzione tra l’Università di Camerino e la famiglia Berdini, presentata stamattina in Ateneo.


L’iniziativa è nata dalla volontà della dott.ssa Maria Clementina Colangelo Berdini, farmacista e laureata Unicam, che, in memoria della figlia Clementina prematuramente scomparsa nel 2021 ed anche lei laureata Unicam, e del marito Ernesto Berdini, ha voluto effettuare una donazione all’Ateneo camerte per un importo di 10.000 euro l’anno per dieci anni, da destinare all’erogazione di borse di studio annuali per attività di ricerca per laureati e laureate.



Ogni anno, dunque, Unicam emanerà un bando riservato a laureate e laureati dei corsi di laurea magistrale in Farmacia e Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, per una borsa di studio finalizzata a proseguire o perfezionare la ricerca oggetti della tesi di laurea su temi relativi a piante medicinali, nutrizione oncologica e tematiche afferenti a queste discipline.



Presenti all’incontro il Rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari, il Direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini, ed in rappresentanza della famiglia Berdini l’ing. Bernardino Berdini e l’avv. Angelo Piscopiello.



“Ringrazio, anche a nome dell’intera comunità universitaria, – ha dichiarato il Rettore Claudio Pettinari – la dott.ssa Maria Clementina Colangelo Berdini per il contributo a sostegno del nostro Ateneo, dei giovani e della ricerca. Investire sui giovani significa investire sul loro futuro e sul futuro delle nostre comunità, così come investire sulla ricerca scientifica significa investire sul futuro e sul benessere, nel più ampio senso possibile, di ciascuno di noi”.

Lo stop al cantiere dell’istituto tecnico “Eustachio Divini” è arrivato anche in consiglio comunale. Le schermaglie dei giorni scorsi tra la minoranza guidata da Tarcisio Antognozzi e la giunta capitanata dal sindaco Rosa Piermattei si è spostata dai giornali all’aula dell’assise cittadina. Era stato proprio Antognozzi, nel pomeriggio di lunedì a sottolineare come alcuni abitanti della zona dell’istituto tecnico avessero notato che il cantiere era in fase di smontaggio. Indiscrezioni in seguito confermate. Il cantiere è in fase di stallo e la Cari costruzioni, la ditta aggiudicataria dell’appalto, ha provveduto alla smobilitazione di alcuni dei mezzi e delle strutture impiegati nei lavori.

Nelle ore successive ha parlato anche il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che si è confrontato in prima persona con i vertici della ditta edile. Proprio il commissario ha confermato le intenzioni della ditta di non voler abbandonare il cantiere e la necessità di trovare una soluzione finanziaria e burocratica per l’impasse che si è creata. Il cantiere è ormai fermo dallo scorso novembre e questi ultimi avvenimenti hanno spinto anche il consiglio di istituto del “Divini” a intervenire nel dibattito. Parole ma anche fatti, visto che nel tardo pomeriggio di ieri, poco prima della seduta consiliare è apparso uno striscione proprio ad opera del consiglio di istituto. «Non ci fermiamo, ricostruiamo! Il tempo del Divini è adesso» hanno scritto, per poi assistere in presenza alla riunione del consiglio comunale.

È stato il sindaco Piermattei a fare chiarezza sui diversi punti della vicenda, partendo dalle dimissioni nello scorso febbraio dell’ingegner Marco Barcaioni, fino ad allora direttore dei lavori. «Il responsabile dell’area tecnica del comune non è più direttore dei lavori – ha precisato Piermattei –, avendo lasciato l’incarico nello scorso mese di febbraio. Detto questo il commissario Castelli ha fatto sapere di aver incontrato la ditta appaltatrice Cari Costruzioni e di essersi lungamente confrontato con l’azienda, che non ritiene di abbandonare il cantiere. Tuttavia la ditta pretende la puntuale esecuzione di quanto disposto dal collegio tecnico consuntivo. Il commissario mi ha anche riferito di aver tracciato una linea di condotta che potrà consentire la definizione positiva della vicenda, cosicché possano riprendere a pieno ritmo i lavori del cantiere. Ricordo poi, come già riferito in precedenza, che il soggetto attuatore dei lavori dell’istituto non sarà più la struttura commissariale, ma la provincia di Macerata».

l.c.
Un grave incidente stradale si è verificato nel territorio di Sant'Elpidio a Mare, in provincia di fermo.
Per cause in corso di accertamento il conducente di un'auto, su cui viaggiavano altri due passeggeri, ha perso il controllo del mezzo che è precipitato lungo una scarpata facendo un volo di circa 10 metri e capovolgendosi più volte.
Lanciato l'allarme sul posto sono giunte le squadre dei vigili del fuoco di Fermo, la pattuglia della Polizia locale e i sanitari del 118 che, viste le condizioni degli occupanti la vettura, hanno disposto per due dei tre feriti il trasferimento in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette.






Oltre diecimila presenze e più di duecento visite guidate. Sono numeri eccezionali quelli che sta facendo registrare il Museo dell’arte recuperata a San Severino Marche ad appena un anno dalla sua apertura. L’esposizione allestita all’interno del palazzo Scina Gentili continua a riscuotere l’approvazione dei turisti, italiani ma anche provenienti dall’estero. Diverse, infatti, le visite internazionali al MARec registrate negli ultimi mesi. Tra i commenti positivi che i visitatori hanno voluto affidare alle pagine del registro del museo sono comparsi apprezzamenti da turisti in arrivo dal Canada e dagli Stati Uniti, ma anche dal Brasile e dalla Germania. Un museo che continua ad attirare tanta attenzione, per le storie che sta raccontando e per le opere che racchiude, ma anche per le molte attività collaterali che sta ospitando.

Nel corso dei suoi primi dodici mesi di vita, infatti, «il MARec ha ospitato cinquanta attività di laboratorio in collaborazione con le scuole del territorio – spiega la direttrice, Barbara Mastrocola –. Oltre a questo, nel laboratorio dell’ultimo piano sono state restaurate dieci opere d’arte. Nella sala che abbiamo allestito all’interno del palazzo Scina Gentili, inoltre, si sono già tenute diverse conferenze ed eventi di promozione, tra cui spicca senz’altro la riconsegna da parte dei carabinieri di un’opera trafugata 17 anni fa. Il museo sta riscuotendo un grande successo e siamo soddisfatti che anche il volume dedicato alle opere esposte abbia ottenuto moltissimi apprezzamenti».

A creare ancora più attenzione nei confronti del MARec è stata infatti la pubblicazione del volume sulle opere. L’arcivescovo Francesco Massara e la direttrice Mastrocola lo hanno presentato nello scorso aprile e ne hanno spedito copie nei maggiori musei e gallerie d’arte del mondo, oltre ad averle donate anche a diversi vescovi e arcivescovi in tutta Italia. Le risposte non tardano ad arrivare. Ultima in ordine di tempo quella firmata dal vescovo di Cremona, Antonio Napolioni.

Napolioni, originario di Camerino, si è confessato particolarmente «commosso dal dono del volume sul Museo dell’arte recuperata – scrive in una lettera autografa spedita all’arcivescovo Massara –. Puoi immaginare i miei sentimenti di gratitudine, gioia, ma anche commozione, ripensando ai legami che ho con alcune delle opere custodite e raffigurate. In particolare la Madonna di Macereto, davanti alla quale si sposarono i miei genitori e che ha vegliato su tantissimi campi scout diocesani e parrocchiali. Dio benedica il vostro impegno – conclude Napolioni –, nella speranza che, una dopo l’altra, le opere possano tornare nelle chiese del territorio, in dialogo con i fedeli oltre che con i turisti».

In foto un particolare della statua della Madonna di Macereto

l.c.
Il 2028 sarà l’anno clou del cinquecentesimo anniversario della fondazione dell’Ordine dei Cappuccini. L’Ordine è nato con la Bolla papale Religionis zelus del 3 luglio 1528 e, partendo da Camerino, si è esteso così capillarmente nel mondo che oggi, forte di oltre 10mila religiosi, è presente in ben 110 nazioni ed è uno degli Ordini più importanti nel mondo.

Un anniversario plurisecolare che si vuole celebrare con un percorso quinquennale. Dal 2023 al 2028, si concentrerà sulle “Marche, Culla dei Cappuccini” svolgendosi in luoghi significativi della regione con l’obiettivo di fare conoscere la storia, i tesori e l’eredità spirituale che l’Ordine ha seminato nella terra che lo ha visto nascere. 

Quest’anno i comuni coinvolti sono Camerino dal 1° al 3 luglio; Sarnano dal 25 al 27 agosto e Cingoli, il 14 e 15 ottobre. 

La prima iniziativa, prevista nel Convento di Camerino, è la “Festa della Scintilla”.
Un titolo che prende spunto dalla frase “Basta una scintilla per incendiare il mondo” del romanzo storico “Lo Spirito dei Cappuccini” di Fra Sergio Lorenzini.


Evoca il bagliore di una luce vivissima che, da Camerino, ha generato una preziosa energia che, tuttora, si legge nelle memorie architettoniche e urbanistiche, nelle testimonianze artistiche e culturali, nei fondi librari, negli archivi custoditi nelle 15 città marchigiane dove i Frati Minori Cappuccini sono presenti, ma anche inavvertitamente in 33 comuni delle Marche.
img42 


Tutto si svolge nel Convento dei Frati Minori Cappuccini di Camerino in località Renacavata a Camerino. 
Per tutti e tre i giorni, dalle 19 alle 23.30, è previsto un servizio navetta dalla sede Contram al convento dei Cappuccini.
  Nei tre giorni sarà possibile visitare il Convento e il Museo Storico, e sarà allestita la Mostra fotografica “La vita dei Cappuccini “a cura di Ernesto Riccobelli.

Il convento è addobbato con i doni dei bambini delle scuole dell'infanzia e primarie di Camerino. La festa e le celebrazioni per il Cinquecentenario sono organizzate dai Frati Minori Cappuccini delle Marche, in collaborazione con la Regione Marche, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università degli studi di Urbino Carlo Bo, l’Università degli studi di Macerata, l’Università di Camerino, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Ancona e Pesaro e Urbino, per le Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, e la Soprintendenza archivistica e bibliografica delle Marche. L’evento è patrocinato, dalla Regione Marche, dall’Unità Pastorale di Camerino e dalla Città di Camerino.


Il Programma della "Festa della Scintilla"


Sabato 1° luglio, alle 17.30, si svolgerà  lo spettacolo “Il dono di Caterina”, piccola rievocazione storica sulla nascita dei Cappuccini; alle 20, cena rinascimentale e alle 21, spettacolo di Frate mago e serata musicale con “Clara People”.

Domenica 2 luglio alle 7.30 e alle 10.30 Santa Messa in Convento; alle ore 9, camminata intorno al convento alla scoperta della vegetazione locale e Santa Messa all’aperto (scelta tra i percorsi lunghi 2 km e 8 km); alle 13, Pranzo a buffet con la cucina del convento; alle ore 17, incontro di Fra Fabio Furiasse, direttore dell’archivio storico dei Cappuccini delle Marche su “I Cappuccini: chi sono?”; alle 19.30, cena con ricettario dei Cappuccini e Serata musicale con “Familja Iljazi”.

Lunedì 3 luglio alle 9.30, i giochi di una volta per piccoli e nonni; alle 12.30, primo offerto dai Frati; due iniziative sono in programma alle ore 16: per gli sportivi “Pedalando sui luoghi della scintilla cappuccina”, ciclo pellegrinaggio di 22km (possibile noleggiare le bici), mentre i più curiosi potranno partecipare alla “Caccia al tesoro cappuccina”. Alle ore 19 merenda-cena e alle 21.15, Messa sotto le stelle.
Un incidente stradale ha provocato la chiusura temporanea della carreggiata monti-mare lungo la superstrada 77 Val di Chienti tra le uscite di Corridonia e Morrovalle, con traffico deviato sulla viabilità secondaria.
A causa dello scoppio di uno dei pneumatici anteriori un mezzo pesante è sbandato finendo la propria corsa contro il guard rail centrale ed è stato centrato da una vettura che stava sopraggiungendo alla cui guida si trovava un giovane che è stato trasportato in ambulanza all'ospedale.
Sul posto anche le pattuglie della polizia stradale, che hanno provveduto a deviare il traffico dopo che si erano formate lunghe code fino allo svincolo di Sforzacosta, e i mezzi dei vigili del fuoco per provvedere allo sgombero della carreggiata e alla messa in sicurezza della zona dell'incidente.
La superstrada è stata riaperta al traffico nel tratto interessato dall'indicente dopo alcune ore.
Entra nel vivo l'appuntamento con la fioritura di Castelluccio di Norcia, lo spettacolo floreale che attira ogni anno centinaia di visitatori e turisti. Quest’anno, a seguito dell’incontro organizzato dalla Prefettura di Macerata a cui hanno partecipato tutti gli Enti interessati, si è deciso di lasciare aperta al transito la strada provinciale 136 “Pian Perduto”, con l’assoluto divieto di sosta e fermata.

Quindi è consigliabile, per quanti vorranno fermarsi e ammirare la fioritura, parcheggiare l’auto nel piazzale di Monte Prata e utilizzare le apposite navette i cui servizi sono stati programmati su indicazione della Prefettura, del Parco Nazionale dei Sibillini, del Comune di Castelsantangelo sul Nera, con il supporto del Comune di Visso, degli enti locali di zona e la gestione tecnica di Contram spa.

I weekend interessati sono quelli dell’1-2, 8-9 e 15-16 luglio. La navetta fino al Pian Grande sarà attiva dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 18. Partenza ogni ora circa dal parcheggio di Monte Prata fino all’incrocio con la strada per Forca di Presta sulla Piana Grande e fermata a Castelluccio.

La navetta effettuerà due fermate al Pian Grande:

– la prima all’incrocio tra la strada di Forca di Presta sp477

– la seconda a Castelluccio paese.

Per quanto riguarda la navetta, l’acquisto del servizio è strutturato in un pacchetto base al costo di   5,00 euro a persona andata/ritorno. Se si è in più persone o si vogliono trasportare animali e/o biciclette basterà aggiungere 1 unità per ogni successivo accompagnatore ospitato nello stesso mezzo, per ogni bicicletta e per ogni animale che necessita del servizio navetta oltre all’autista del mezzo. Persone, biciclette e animali pagano 2 euro per il trasporto sulla navetta.


«Un appello accorato» al commissario Castelli e al presidente della provincia Parcaroli, quello del consiglio di istituto dell’Itts “Eustachio Divini” di San Severino Marche. In un comunicato diramato alla stampa, l’organo della scuola ha espresso «preoccupazione, indignazione e rammarico» in merito alla notizia dello stop ai lavori della nuova sede. Continua dunque la discussione intorno allo smobilitazione del cantiere dell’istituto tecnico settempedano. Dopo il botta e risposta tra la giunta Piermattei e la minoranza guidata da Tarcisio Antognozzi, anche il consiglio di istituto ha reso nota la sua posizione a pochi giorni dallo smontaggio del cantiere della maggiore opera della ricostruzione pubblica nel cratere sismico.

I lavori sono fermi dallo scorso novembre e il cantiere è stato smontato a inizio settimana. Al momento non è chiaro quando le opere potranno ripartire. A tal proposito il consiglio di istituto ha sottolineato di non voler «entrare assolutamente nel dibattito politico che si sta sviluppando – dicono –. Siamo comunque costretti a constatare che gli ostacoli alla realizzazione della nuova scuola si stanno dimostrando infiniti. I lavori della nuova sede rischiano addirittura di fermarsi. Questo in un momento in cui le aziende ci chiedono sempre più diplomati-tecnici da assumere e in una fase storica che, con i fondi del Pnrr, ci consente l’acquisto di nuovi strumenti per la didattica e l’avvio di numerosi corsi di aggiornamento per alunni e docenti. L’ultimazione della nuova palestra non risolve il problema di fondo – continuano –, che rimane la realizzazione e la consegna dell’edificio principale. C’è grande delusione, visto che un’ opera dello stato dalla priorità assoluta deve soggiacere a lungaggini amministrative e ad accordi disattesi tra le parti coinvolte. Questo consiglio si è chiesto ripetutamente: “A chi giova se il nuovo ‘Divini’ non vedrà la luce?” Non certo alla cittadinanza settempedana, né agli abitanti dei comuni limitrofi. Testimoni dell’attenzione che il sindaco Piermattei ha rivolto in questi anni alla realizzazione della scuola, rivolgiamo un accorato appello al commissario alla ricostruzione, Guido Castelli, e al presidente della provincia di Macerata, Sandro Parcaroli, proprietaria degli istituti superiori. Chiediamo che tutto quanto in loro potere sia fatto per far ripartire i lavori e concludere l’opera, ridando speranza ai giovani del territorio e a tutta la comunità. Se così non fosse – concludono – dovremo assistere all’ennesima sconfitta dello Stato che, pur avendo autorizzato l’opera e concesso il finanziamento, a distanza di ben 7 anni dal sisma non riesce ancora ad aprire una scuola essenziale per lo sviluppo e il rilancio del territorio».

l.c.

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Trasparenza

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo