Radioc1inBlu
Parchi acquatici a fondo. Lo ha fatto sapere l’Associazione Parchi Permanenti Italiani, che ha denunciato un calo degli ingressi prossimo al 50% nella prima settimana dall’entrata in vigore del Green Pass. Un comparto, quello dei parchi divertimento, che si rivolge per la maggiore a un pubblico di giovanissimi. Una categoria che risulta essere tra le meno vaccinate nel nostro Paese.
Alla denuncia generale dell’Associazione, hanno fatto eco anche diversi parchi acquatici marchigiani, tra cui spicca la questione legata all’Eldorado di Apiro. Difficoltà legate per la maggiore alla gestione della clientela, poco informata e spesso costretta a rivedere i propri piani di vacanza. A queste problematiche si è legata anche una questione prettamente concorrenziale. Negli scorsi giorni, infatti, proprio il Parco Acquatico Eldorado ha fatto sapere come gli affari siano stati danneggiati sia dalla disinformazione intorno al Green Pass, sia da quella che è stata definita sostanzialmente “concorrenza sleale” a causa dell’assetto normativo attuale.
In sostanza le differenze che hanno portato al solco tra i parchi Verdeazzurro e, appunto, Eldorado, sono presumibilmente legate ai diversi codici ATECO che li contraddistinguono. Il Verdeazzurro è infatti a ridosso di un villaggio turistico, e non richiede il Green Pass per l’accesso alle sue strutture. I clienti tendono quindi ad optare, per evitare le complicazioni legate alla certificazione verde, per la struttura del Verdeazzurro.
“Accettiamo le regole della concorrenza, sono il sale del nostro sistema economico – fa sapere la direzione dell’Eldorado – ma le regole devono essere uguali per tutti, non si possono penalizzare solo quelli che rispettano la legge”.
l.c.
Alla denuncia generale dell’Associazione, hanno fatto eco anche diversi parchi acquatici marchigiani, tra cui spicca la questione legata all’Eldorado di Apiro. Difficoltà legate per la maggiore alla gestione della clientela, poco informata e spesso costretta a rivedere i propri piani di vacanza. A queste problematiche si è legata anche una questione prettamente concorrenziale. Negli scorsi giorni, infatti, proprio il Parco Acquatico Eldorado ha fatto sapere come gli affari siano stati danneggiati sia dalla disinformazione intorno al Green Pass, sia da quella che è stata definita sostanzialmente “concorrenza sleale” a causa dell’assetto normativo attuale.
In sostanza le differenze che hanno portato al solco tra i parchi Verdeazzurro e, appunto, Eldorado, sono presumibilmente legate ai diversi codici ATECO che li contraddistinguono. Il Verdeazzurro è infatti a ridosso di un villaggio turistico, e non richiede il Green Pass per l’accesso alle sue strutture. I clienti tendono quindi ad optare, per evitare le complicazioni legate alla certificazione verde, per la struttura del Verdeazzurro.
“Accettiamo le regole della concorrenza, sono il sale del nostro sistema economico – fa sapere la direzione dell’Eldorado – ma le regole devono essere uguali per tutti, non si possono penalizzare solo quelli che rispettano la legge”.
l.c.
Caldo insopportabile nelle SAE: Muccia apre l'ex mensa climatizzata, ma serve il Green Pass
11 Ago 2021
Mettere al riparo dal caldo gli anziani e le persone fragili. Per questo il Comune di Muccia ha deciso di mettere a disposizione della cittadinanza i locali climatizzati dell’ex mensa. Il problema dell’afa e della canicola, particolarmente fastidiose, è accentuato nella zona montana per chi vive nelle Soluzioni Abitative di Emergenza. Poco isolate, le SAE tendono a surriscaldarsi molto più velocemente delle normali abitazioni, rendendo difficile restare al loro interno.
Il Comune ha sottolineato come sia di fondamentale importanza preservare la sicurezza di chi dovesse decidere di accedere all’ex mensa per cercare una tregua dal caldo. Sarà infatti necessario esibire il Green Pass: “Muccia è un Comune Covid-free – ha sottolineato il sindaco, Mario Baroni – , ed è fondamentale che chi decidesse di usufruire di questi spazi sia vaccinato o abbia un tampone negativo. Gestire il Coronavirus e gli eventuali isolamenti, soprattutto in questo periodo in cui vivere nelle SAE è molto problematico, è della massima importanza. Dobbiamo fare di tutto per evitare di tornare ad avere casi di positività, a cominciare dal completare la campagna di vaccinazione. La nostra iniziativa nasce per offrire ai nostri cittadini più anziani una tregua dal caldo – conclude il primo cittadino muccese – , ma chi ne usufruisce deve poterlo fare nella massima sicurezza”.
l.c.
Il Comune ha sottolineato come sia di fondamentale importanza preservare la sicurezza di chi dovesse decidere di accedere all’ex mensa per cercare una tregua dal caldo. Sarà infatti necessario esibire il Green Pass: “Muccia è un Comune Covid-free – ha sottolineato il sindaco, Mario Baroni – , ed è fondamentale che chi decidesse di usufruire di questi spazi sia vaccinato o abbia un tampone negativo. Gestire il Coronavirus e gli eventuali isolamenti, soprattutto in questo periodo in cui vivere nelle SAE è molto problematico, è della massima importanza. Dobbiamo fare di tutto per evitare di tornare ad avere casi di positività, a cominciare dal completare la campagna di vaccinazione. La nostra iniziativa nasce per offrire ai nostri cittadini più anziani una tregua dal caldo – conclude il primo cittadino muccese – , ma chi ne usufruisce deve poterlo fare nella massima sicurezza”.
l.c.
La carenza dei medici di famiglia ha fatto scattare un nuovo piano regionale ed una nuova riorganizzazione. La conferma arriva dall’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, che ha anticipato l’iniziativa in una intervista radiofonica su RadioC1inBlu.
“Un problema molto stringente quello della mancanza dei medici di medicina generale – ha dichiarato l’assessore regionale - in prima analisi perché non sono stati formati in passato uomini e donne, quindi c'è una carenza generale di medici specializzati e in seconda analisi perché è una professione che molti giovani non amano più svolgere.
Per evitare – sottolinea Saltamartini – che sostanzialmente molti cittadini non abbiano il proprio medico di medicina generale a cui rivolgersi, in via del tutto temporanea abbiamo convocato l'assemblea dei medici e raggiunto un accordo per garantire che il numero dei pazienti sia portato da 1.500 a 1.800 unità. Quindi nei comuni e nelle zone dove non c'è più il medico di famiglia, perché pensionato, perché non esercita più la professione o perché non c'è stata la sostituzione, i cittadini possono rivolgersi ai medici presenti in zona e chiedere di essere aggiunti all'elenco degli assistiti perché il massimale è stato elevato a 1800 unità.
300 pazienti in più con direttive che sono state emanate sul territorio. Se ci sono ancora uffici che negano questa possibilità, lo voglio sottolineare con forza – ribadisce l’assessore - c'è un accordo, c'è una delibera della giunta regionale e tutti gli atti sono stati adottati ed approvati.
Quindi se c'è una mancanza di comunicazione di alcuni distretti o di qualche Cup, potete farlo presente agli uffici relazioni esterne delle Asur territoriali. In ogni caso – conclude Saltamartini - io resto a disposizione potete scrivermi o telefonare, il mio numero di cellulare si trova sul sito della regione Marche”.
Ma l’assessore ha anche comunicato un’altra novità.
Per gli sportivi , che non hanno ancora effettuato la vaccinazione, l’assessorato regionale alla sanità ha dato la possibilità di accedere direttamente ai punti vaccinali, questa operazione è stata resa possibile grazie all’intesa con le Federazioni sportive e l'assessore allo sport Giorgia Latini.
M.S.
“Un problema molto stringente quello della mancanza dei medici di medicina generale – ha dichiarato l’assessore regionale - in prima analisi perché non sono stati formati in passato uomini e donne, quindi c'è una carenza generale di medici specializzati e in seconda analisi perché è una professione che molti giovani non amano più svolgere.
Per evitare – sottolinea Saltamartini – che sostanzialmente molti cittadini non abbiano il proprio medico di medicina generale a cui rivolgersi, in via del tutto temporanea abbiamo convocato l'assemblea dei medici e raggiunto un accordo per garantire che il numero dei pazienti sia portato da 1.500 a 1.800 unità. Quindi nei comuni e nelle zone dove non c'è più il medico di famiglia, perché pensionato, perché non esercita più la professione o perché non c'è stata la sostituzione, i cittadini possono rivolgersi ai medici presenti in zona e chiedere di essere aggiunti all'elenco degli assistiti perché il massimale è stato elevato a 1800 unità.
300 pazienti in più con direttive che sono state emanate sul territorio. Se ci sono ancora uffici che negano questa possibilità, lo voglio sottolineare con forza – ribadisce l’assessore - c'è un accordo, c'è una delibera della giunta regionale e tutti gli atti sono stati adottati ed approvati.
Quindi se c'è una mancanza di comunicazione di alcuni distretti o di qualche Cup, potete farlo presente agli uffici relazioni esterne delle Asur territoriali. In ogni caso – conclude Saltamartini - io resto a disposizione potete scrivermi o telefonare, il mio numero di cellulare si trova sul sito della regione Marche”.
Ma l’assessore ha anche comunicato un’altra novità.
Per gli sportivi , che non hanno ancora effettuato la vaccinazione, l’assessorato regionale alla sanità ha dato la possibilità di accedere direttamente ai punti vaccinali, questa operazione è stata resa possibile grazie all’intesa con le Federazioni sportive e l'assessore allo sport Giorgia Latini.
M.S.
Dopo i gravi fatti avvenuti nei giorni scorsi a Civitanova Marche nei confronti di una farmacia e di un bar, le forze dell’ordine hanno fatto scattare una serie di controlli nel territorio, ed è stata ulteriormente rafforzata la presenza delle Forze dell’ordine.
Le indagini condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Macerata, del Commissariato della Polizia di Stato e della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche hanno chiuso il cerchio intorno alle due vicende che più avevano suscitato allarme nella cittadinanza civitanovese e fra i tanti villeggianti.
Le scritte e i messaggi minatori ai danni della farmacia Angelini nel centro cittadino, i fatti risalgono a venerdì e domenica scorsi, il danneggiamento perpetrato ai danni del bar “Infinity” nella notte tra sabato e domenica, avevano arrecato molti disagi.
La sinergia investigativa tra la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, sotto la direzione ed il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Macerata Dr. Claudio Rastrelli, hanno permesso di giungere in pochi giorni all’identificazione del responsabile di quegli atti vandalici e intimidatori.
L’uomo identificato è un cittadino straniero, di circa 35 anni, da tempo residente in città, con alcuni precedenti penali e già noto alle Forze dell’ordine.
I militari, dopo varie testimonianze, hanno fin da subito collegato i due episodi allo stesso personaggio che aveva era riconducibile all’episodio della Farmacia Angelini, per l’uomo scattava la perquisizione presso la sua abitazione, dove venivano recuperati tutti i capi di abbigliamento indossati durante la commissione dei fatti. Il vistoso orologio notato durante il danneggiamento alla vetrina del bar ed il coltello utilizzato per il danneggiamento della capote della Mercedes 220D cabrio.
L’uomo, ha confessato ed ammesso la sua responsabilità in ordine ai fatti delittuosi per i quali gli vengono contestati i reati di minacce, danneggiamento e tentata estorsione. Nell’abitazione del 35enne sono stati rinvenuti gli indumenti indossati negli episodi considerati, riconosciuti dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, oltre ad oggetti collegati a quelli e ad altri danneggiamenti commessi. I gesti sarebbero scaturiti da alcuni presunti “sgarbi” subiti dallo straniero da parte dei titolari delle attività danneggiate che lo avrebbero portato a “vendicarsi” con gesti eclatanti.
M.S.
Le indagini condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Macerata, del Commissariato della Polizia di Stato e della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche hanno chiuso il cerchio intorno alle due vicende che più avevano suscitato allarme nella cittadinanza civitanovese e fra i tanti villeggianti.
Le scritte e i messaggi minatori ai danni della farmacia Angelini nel centro cittadino, i fatti risalgono a venerdì e domenica scorsi, il danneggiamento perpetrato ai danni del bar “Infinity” nella notte tra sabato e domenica, avevano arrecato molti disagi.
La sinergia investigativa tra la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, sotto la direzione ed il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Macerata Dr. Claudio Rastrelli, hanno permesso di giungere in pochi giorni all’identificazione del responsabile di quegli atti vandalici e intimidatori.
L’uomo identificato è un cittadino straniero, di circa 35 anni, da tempo residente in città, con alcuni precedenti penali e già noto alle Forze dell’ordine.
I militari, dopo varie testimonianze, hanno fin da subito collegato i due episodi allo stesso personaggio che aveva era riconducibile all’episodio della Farmacia Angelini, per l’uomo scattava la perquisizione presso la sua abitazione, dove venivano recuperati tutti i capi di abbigliamento indossati durante la commissione dei fatti. Il vistoso orologio notato durante il danneggiamento alla vetrina del bar ed il coltello utilizzato per il danneggiamento della capote della Mercedes 220D cabrio.
L’uomo, ha confessato ed ammesso la sua responsabilità in ordine ai fatti delittuosi per i quali gli vengono contestati i reati di minacce, danneggiamento e tentata estorsione. Nell’abitazione del 35enne sono stati rinvenuti gli indumenti indossati negli episodi considerati, riconosciuti dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, oltre ad oggetti collegati a quelli e ad altri danneggiamenti commessi. I gesti sarebbero scaturiti da alcuni presunti “sgarbi” subiti dallo straniero da parte dei titolari delle attività danneggiate che lo avrebbero portato a “vendicarsi” con gesti eclatanti.
M.S.
Si è chiusa con un grande successo a Serrapetrona la 9à edizione del Festival d'estate, che ogni anno vede protagonista la spendida località famosa per la Vernaccia Doc, ed è già in cantiere la rassegna 2022 con una mostra dedicata a Claudio Claudi per il cinquantesimo anniversario della sua morte.
La serata finale del Festival d'estate 2021, a Palazzo Claudi, si è chiusa con il concerto finale e con l'esecuzione magistrale - da parte del Sestetto d'archi composto da Michele Torresetti, Stefano Menna, Francoise Renard, Matteo Torresetti, Giacomo Grava, Chiara Burattini - che hanno suonato un brano di Strauss tratto dall'Opera Capriccio op. 85 e del sestetto per archi op. 18 di Brahms.
Nell'intermezzo è stata ricordata la figura della filosofa e saggista Maria Zambrano, di cui ricorrono i 30 anni dalla morte.
Il presidente della Fondazione Claudi, il professor Massimo Ciambotti, (foto) ha letto pubblicamente una lettera da lei inviata nell'aprile del 1962 all'amico Claudio Claudi.
In essa, con riferimento a un esperimento di fisica sul vuoto dei liquidi, la Zambrano scriveva: “Mi impressiona da un punto di vista metafisico. Dato che sarebbe qualcosa di molto vicino alla creazione (…). Una creazione totale supporrebbe di creare il vuoto, creare il nulla e poi la realtà. Creare il nulla (…). Dio ha fatto la prima cosa.
E questo l'uomo non lo può fare, perché in quel nulla egli sprofonderebbe...”. Parole sulle quali gli spettatori hanno poi meditato, “cullati” dalle dolci note del Sestetto d'archi e accarezzati dalla timida frescura serale di Serrapetrona.
“Un ringraziamento particolare va al maestro Michele Torresetti per la direzione artistica del Festival - sottolinea il presidente Ciambotti - e a tutto lo staff operativo della Fondazione che ha reso possibile, come ogni anno, la realizzazione di questo evento partecipato da un pubblico sempre più numeroso. Arrivederci dunque alla decima edizione che promette grandi sorprese, nell'anno in cui ricorderemo i 50 anni della morte di Claudio Claudi con una grande mostra allestita nelle stanze del Palazzo Claudi a Serrapetrona”.
M.S.
La serata finale del Festival d'estate 2021, a Palazzo Claudi, si è chiusa con il concerto finale e con l'esecuzione magistrale - da parte del Sestetto d'archi composto da Michele Torresetti, Stefano Menna, Francoise Renard, Matteo Torresetti, Giacomo Grava, Chiara Burattini - che hanno suonato un brano di Strauss tratto dall'Opera Capriccio op. 85 e del sestetto per archi op. 18 di Brahms.
Nell'intermezzo è stata ricordata la figura della filosofa e saggista Maria Zambrano, di cui ricorrono i 30 anni dalla morte.
Il presidente della Fondazione Claudi, il professor Massimo Ciambotti, (foto) ha letto pubblicamente una lettera da lei inviata nell'aprile del 1962 all'amico Claudio Claudi.
In essa, con riferimento a un esperimento di fisica sul vuoto dei liquidi, la Zambrano scriveva: “Mi impressiona da un punto di vista metafisico. Dato che sarebbe qualcosa di molto vicino alla creazione (…). Una creazione totale supporrebbe di creare il vuoto, creare il nulla e poi la realtà. Creare il nulla (…). Dio ha fatto la prima cosa.
E questo l'uomo non lo può fare, perché in quel nulla egli sprofonderebbe...”. Parole sulle quali gli spettatori hanno poi meditato, “cullati” dalle dolci note del Sestetto d'archi e accarezzati dalla timida frescura serale di Serrapetrona.
“Un ringraziamento particolare va al maestro Michele Torresetti per la direzione artistica del Festival - sottolinea il presidente Ciambotti - e a tutto lo staff operativo della Fondazione che ha reso possibile, come ogni anno, la realizzazione di questo evento partecipato da un pubblico sempre più numeroso. Arrivederci dunque alla decima edizione che promette grandi sorprese, nell'anno in cui ricorderemo i 50 anni della morte di Claudio Claudi con una grande mostra allestita nelle stanze del Palazzo Claudi a Serrapetrona”.
M.S.
Caso Mannelli, Fiuminata pagherà oltre 250mila euro. Felicioli: "Rischiamo il commissariamento"
10 Ago 2021
Non ci saranno proroghe al risarcimento nei confronti della famiglia Mannelli. Lo ha stabilito il Tar di Bologna, che ha respinto la trattativa che gli eredi di Pino Mannelli e il Comune di Fiuminata avevano intavolato. Sul piatto il pagamento di una somma prossima ai 230mila euro a titolo di risarcimento per una vicenda che si prolunga ormai da più di quarant’anni. La questione, nata negli anni settanta, riguarda l’acquisto di un terreno a Spindoli su cui la famiglia Mannelli edificò un capannone. L’affare non si perfezionò e iniziò l’iter che avrebbe dovuto portare al risarcimento dei Mannelli.
La giurisprudenza ha stabilito, dopo lunghi e tortuosi passaggi, che alla famiglia spetta una somma di 258mila euro. Consapevoli del fatto, le amministrazioni comunali di Fiuminata che si sono succedute negli anni, hanno provveduto a stanziare fondi che sarebbero stati destinati al pagamento. Una somma prossima ai 100mila euro quella che l’attuale governo comunale Felicioli ha avuto a disposizione per saldare la prima “rata” spettante ai Mannelli. L’accordo, nato tra le due parti, avrebbe previsto il pagamento di ulteriori 130mila euro, 100 dei quali reperiti attraverso l’accensione di un mutuo e da corrispondere entro dicembre, i restanti 30 dilazionati nei prossimi cinque anni. Il Tar ha detto no, visto che un accordo pattizio non può scavalcare quanto deliberato da una sentenza definitiva. In sintesi: il Comune di Fiuminata dovrà risarcire senza ulteriori passaggi la famiglia di Pino Mannelli per un ammontare totale, appunto, di 258mila euro.
“Un duro colpo per le casse del nostro Comune – sostiene il sindaco Vincenzo Felicioli – . Sapendo di dover adempiere a questo risarcimento, le amministrazioni hanno ‘risparmiato’ da anni le somme che sarebbero state necessarie: questa giunta è riuscita ad accumulare 30mila euro, che sommati agli oltre 60mila già in cassa hanno permesso di pagare la prima ‘rata’ alla fine di luglio. Attraverso l’accordo con la famiglia avremmo avuto, certamente, delle difficoltà, ma il risarcimento sarebbe stato, dilazionandolo, sostenibile. Ora questa sentenza è molto gravosa per le nostre casse: considerando che parliamo di un bilancio da circa 2 milioni e mezzo di euro, la somma da corrispondere è del 10%. Rischiamo di essere commissariati – conclude Felicioli – . Speriamo in un pronto intervento della Prefettura, in una loro intercessione, altrimenti è probabile che Fiuminata finisca in dissesto”.
l.c.
La giurisprudenza ha stabilito, dopo lunghi e tortuosi passaggi, che alla famiglia spetta una somma di 258mila euro. Consapevoli del fatto, le amministrazioni comunali di Fiuminata che si sono succedute negli anni, hanno provveduto a stanziare fondi che sarebbero stati destinati al pagamento. Una somma prossima ai 100mila euro quella che l’attuale governo comunale Felicioli ha avuto a disposizione per saldare la prima “rata” spettante ai Mannelli. L’accordo, nato tra le due parti, avrebbe previsto il pagamento di ulteriori 130mila euro, 100 dei quali reperiti attraverso l’accensione di un mutuo e da corrispondere entro dicembre, i restanti 30 dilazionati nei prossimi cinque anni. Il Tar ha detto no, visto che un accordo pattizio non può scavalcare quanto deliberato da una sentenza definitiva. In sintesi: il Comune di Fiuminata dovrà risarcire senza ulteriori passaggi la famiglia di Pino Mannelli per un ammontare totale, appunto, di 258mila euro.
“Un duro colpo per le casse del nostro Comune – sostiene il sindaco Vincenzo Felicioli – . Sapendo di dover adempiere a questo risarcimento, le amministrazioni hanno ‘risparmiato’ da anni le somme che sarebbero state necessarie: questa giunta è riuscita ad accumulare 30mila euro, che sommati agli oltre 60mila già in cassa hanno permesso di pagare la prima ‘rata’ alla fine di luglio. Attraverso l’accordo con la famiglia avremmo avuto, certamente, delle difficoltà, ma il risarcimento sarebbe stato, dilazionandolo, sostenibile. Ora questa sentenza è molto gravosa per le nostre casse: considerando che parliamo di un bilancio da circa 2 milioni e mezzo di euro, la somma da corrispondere è del 10%. Rischiamo di essere commissariati – conclude Felicioli – . Speriamo in un pronto intervento della Prefettura, in una loro intercessione, altrimenti è probabile che Fiuminata finisca in dissesto”.
l.c.
Afa e siccità come non accadeva da 60 anni. Si soffre particolarmente la canicola estiva, ormai dall’inizio di giugno. Ma anche la primavera è stata piuttosto avara di piogge. È così che, in controtendenza rispetto alla normalità, la vendemmia quest’anno inizierà con largo anticipo. Lo ha fatto sapere Coldiretti Marche che, con una nota, ha sottolineato come le straordinarie condizioni atmosferiche di questo 2021 abbiano imposto una raccolta delle uve addirittura a ridosso di Ferragosto.
Non soltanto: produzione più ridotta rispetto al solito e costi più alti per garantire la qualità dei vini della nostra Regione. Intanto gli imprenditori del vitivinicolo attendono con ansia una tregua da parte del caldo torrido di questi giorni, sperando in qualche pioggia nei giorni decisivi – quelli della prossima settimana – della maturazione dei grappoli. I disagi della calura sono legati anche alle procedure di raccolta. In queste condizioni gli operatori sarebbero costretti a lavorare in fasce orarie particolari – al mattino presto e alla sera tardi – oltre a dover predisporre sistemi di refrigerazione adeguati alla conservazione dei grappoli. Alle questioni citate si aggiunge anche la problematica legata alla manodopera: la situazione sanitaria mondiale ha reso già complicata la vendemmia del 2020. Per questo Coldiretti ha chiesto una proroga ai permessi di soggiorno dei lavoratori agricoli. Sono infatti circa 5000 gli stranieri che lavorano stagionalmente nel settore: senza un intervento del Ministero degli Interni gli operai sarebbero costretti a lasciare il paese, costringendo le aziende a una vendemmia a ranghi ridotti e, logicamente, molto più faticosa.
Stando alle stime di Coldiretti, in chiusura, la vendemmia dei vitigni normalmente precoci come pinot, chardonnay e sauvignon dovrebbe partire già dai primi giorni successivi al Ferragosto, mentre per gli autoctoni Verdicchio, Bianchello, Pecorino e Passerina si parla dei primi giorni di settembre.
l.c.
Non soltanto: produzione più ridotta rispetto al solito e costi più alti per garantire la qualità dei vini della nostra Regione. Intanto gli imprenditori del vitivinicolo attendono con ansia una tregua da parte del caldo torrido di questi giorni, sperando in qualche pioggia nei giorni decisivi – quelli della prossima settimana – della maturazione dei grappoli. I disagi della calura sono legati anche alle procedure di raccolta. In queste condizioni gli operatori sarebbero costretti a lavorare in fasce orarie particolari – al mattino presto e alla sera tardi – oltre a dover predisporre sistemi di refrigerazione adeguati alla conservazione dei grappoli. Alle questioni citate si aggiunge anche la problematica legata alla manodopera: la situazione sanitaria mondiale ha reso già complicata la vendemmia del 2020. Per questo Coldiretti ha chiesto una proroga ai permessi di soggiorno dei lavoratori agricoli. Sono infatti circa 5000 gli stranieri che lavorano stagionalmente nel settore: senza un intervento del Ministero degli Interni gli operai sarebbero costretti a lasciare il paese, costringendo le aziende a una vendemmia a ranghi ridotti e, logicamente, molto più faticosa.
Stando alle stime di Coldiretti, in chiusura, la vendemmia dei vitigni normalmente precoci come pinot, chardonnay e sauvignon dovrebbe partire già dai primi giorni successivi al Ferragosto, mentre per gli autoctoni Verdicchio, Bianchello, Pecorino e Passerina si parla dei primi giorni di settembre.
l.c.
Tanta paura in Superstrada oggi pomeriggio intorno alle 16, un uomo di circa 35 anni al volante di una Fiat Stilo all'imbocco della galleria di Belforte del Chienti, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia stradale, ha perso il controllo del mezzo che si è schiantato contro il muro della galleria provocando il ribaltamento della vettura.
Fortunatamente in quel momento non transitavano altre vetture e l'auto ha terminato la sua corsa sulla carreggiata.
Il conducente ha riportato varie contusioni ed è stato trasferito in codice rosso all'ospedale di Macerata. Il ragazzo era coscente e non in gravi condizioni.
L'arteria è rimasta bloccata per alcune ore. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco di Camerino che hanno provveduto a rimuovere il mezzo accidentato e ripristinare la viabilità.
Servizio in aggiornamento
M.S.
Fortunatamente in quel momento non transitavano altre vetture e l'auto ha terminato la sua corsa sulla carreggiata.
Il conducente ha riportato varie contusioni ed è stato trasferito in codice rosso all'ospedale di Macerata. Il ragazzo era coscente e non in gravi condizioni.
L'arteria è rimasta bloccata per alcune ore. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco di Camerino che hanno provveduto a rimuovere il mezzo accidentato e ripristinare la viabilità.
Servizio in aggiornamento
M.S.
L’accademia della musica di Camerino ABF“Franco Corelli” vince il Premio Internazionale Architettura
09 Ago 2021
Arriva da Chicago il prestigioso e storico premio internazionale dell’Architettura, è assegnato alla Accademia della Musica realizzata e donata alla città di Camerino dalla Andrea Bocelli Foundation e inaugurata nell’Ottobre 2020.
“Un segnale importante, un riconoscimento di eccellenza e qualità in un settore chiave e protagonista della rinascita di un territorio” - dice il Sindaco Sandro Sborgia - e confido che segni un ulteriore punto di svolta nella storia di nuovo sviluppo che sarà scritta nei prossimi anni.
“L’Accademia della Musica di Camerino è il terzo intervento nel le zone sisma 2016 che ABF ha completato” - dice Laura Biancalani direttore generale - “La volontà è sempre la medesima restituire alle comunità luoghi non solo funzionali ma anche belli, dove la cura degli spazi è la stessa che cerchino di mettere nella cura delle relazioni. Luoghi belli da esperire e dai quali lasciarsi ispirare”.
Il progetto, realizzato in 150 giorni cantiere dopo un lo stop forzato di 40 giorni causa pandemia COVID-19, ha visto la collaborazione di più team di lavoro. Il prestigioso studio Alvisi Kirimoto, i giovani talentuosi architetti Harcome Studio di Camerino e i progettisti ed esperti ABF.
Uno spazio destinato ad aggregare la popolazione all’insegna della musica.
La ricostruzione della nuova Accademia della Musica di Camerino, progettata da Alvisi Kirimoto in collaborazione con Harcome, si colloca come terzo intervento post-sisma centro Italia 2016 promosso dalla Andrea Bocelli Foundation a favore dell’area, tra le più colpite dagli eventi tellurici.
Il progetto non solo restituisce a Camerino la locale Accademia Musicale, volta ad accogliere oltre 160 studenti e le tante iniziative culturali della comunità, ma dota la città universitaria di una nuova identità architettonica.
L'idea che ha guidato la progettazione è stata quella di creare un volume che meravigliasse, non solo da vicino, ma anche da lontano. La pelle, impalpabile, si ispira alla materia delle nuvole, e dona dall'interno uno sguardo ampio verso il cielo. L’auditorium, invece, è una scatola perfetta, che lavora energicamente come un laboratorio musicale.
Dalle linee pulite ed eleganti, l’edificio, che si sviluppa su due livelli per un totale di 600 mq, si distingue per la sua pelle eterea in pannelli bianchi di lamiera caratterizzata da forature regolari di dimensione variabile. Ispirato alla rarefazione e al dinamismo delle nuvole, il volume inclinato, adagiato sul declivio del terreno e su una cortina vetrata scandita da pilastri grigi, si dissolve nel contesto.

La facciata nord, visibile dalla strada e dal giardino superiore, presenta il volume come una scatola, con i pannelli sospesi a poche decine di centimetri dal terreno. I due prospetti laterali, invece, ne tradiscono l’inclinazione e la pendenza del terreno. A sud, la pelle che avvolge il volume si interrompe, rivelando il piano terra vetrato dietro cui si cela l’auditorium, affacciato sul centro storico di Camerino. Il dicromatismo del prospetto, dato dal grigio scuro della struttura esterna e degli infissi e dal bianco del rivestimento di lamiera, delinea un volume leggiadro ma risoluto, perfettamente integrato nel contesto e al tempo stesso iconico nello skyline cittadino. Un giardino ombreggiato e la piazza inferiore, costituiscono nuovi spazi aperti a disposizione della comunità.
Al suo interno, l’edificio ospita nel livello seminterrato un auditorium di 226 mq, mentre al piano superiore un ufficio e 9 aule per l’insegnamento, di cui due più ampie da oltre 30 mq, una da 22 mq per l'insegnamento della musica ai bambini da 0 a 6 anni, e le restanti di circa 14 mq.
Il progetto degli interni dell’auditorium, volto a valorizzare lo spazio nonostante le dimensioni contenute, si caratterizza per l’uso dinamico dei materiali. Da un lato il legno di rovere di molteplici superfici ed elementi che compongono la sala, come i pannelli sospesi dalle differenti inclinazioni, i listelli circolari, i pannelli che emergono dalla parete laterale, il fondale interamente ricoperto di legno ed il palco centrale con i suoi pannelli rotanti. Dall’altro il cemento, che definisce le superfici principali che forgiano la struttura, dal pavimento in gres, alla parete di fondo verso al foyer, dal solaio superiore a vista fino agli elementi strutturali. La platea da 180 posti si sviluppa su tre settori, mentre nella zona laterale il percorso degli artisti si inserisce tra i pannelli di legno a parete ed i listelli a tutta altezza, che come le canne di un organo, ritmano lo spazio secondo un’alternanza di pieni e di vuoti.
La parete di fondo, interamente trasparente, mette in connessione diretta l’auditorium con il foyer, ampliando la percezione dello spazio.
Nel foyer, listelli lignei rettangolari si stagliano dalla parete di fondo fino al controsoffitto, che si inclina verso la facciata di ingresso, seguendo la tensione definita dalla giacitura del volume della pelle bianca esterna.
A collegare verticalmente l’edificio, oltre all’ascensore, una scala in resina arancione dona grande vivacità ed energia all’ambiente. Una nota di colore vigorosa che si espande anche al piano superiore, dal pavimento dello spazio connettivo, alle porte di accesso alle aule didattiche e a una delle pareti al loro interno. Nelle aule, oltre agli arredi necessari e alla strumentazione musicale, sono stati previsti specchi e pannelli in legno che gli studenti possono personalizzare, appendendo spartiti o composizioni musicali.
Le due aule in fondo di dimensioni maggiori, ospitano studi di registrazione e lezioni-concerti di musica elettronica. A differenza delle altre, sono di colore grigio scuro e presentano alle pareti particolari pannelli lignei microforati che ne migliorano le prestazioni acustiche. In tutte le sale del piano superiore, le finestre circolari posizionate a due differenti altezze, consentono alla luce che filtra dalle molteplici forature dei pannelli di entrare.
Aperta tutto l’anno e pronta ad ospitare convegni, manifestazioni, attività di studio e workshop a servizio della comunità, la nuova architettura si presenta come una fucina didattica e innovativa dedicata alla musica, capace di restituire a Camerino un ruolo di riferimento nel panorama culturale del territorio marchigiano e non solo.
Proprio il mix tra competenze, esperienze, amore per il territorio, passione per l’architettura, ha fatto si che la struttura prendesse forma e aprisse le sue porte ad una comunità entusiasta, e non solo perché già molto artisti di fama nazionale e internazionale hanno avuto modo di lavorare nell’Accademia, in pochi mesi grazie anche alla direzione lavori dell’Ing. Paolo Bianchi.
Tra i partner del progetto, Fondazione De Agostini, Poligrafici Editoriale, Celebrity Fight Night Foundation, Associazione Adesso Musica, PSC Group, Subissati, Senato della Repubblica, Fabbrini Pianoforti, Order Sons and Daughters of Italy in America, Mike Ferry Organization, Stewart Rahr Foundation, Stefano Ricci SpA, Columbus Citizens Foundation, insieme a Luxy, Blackfin, Fondazione Varaldo di Pietro, Rotary Club Montecarlo-Piana di Lucca, Club Zeta3mendi, Confartigianato Cremona – Gruppo Liutai E Scuola Internazionale di Liuteria, Italy For Christ, Siae, Shure, Lenovo, Amitie Sans Frontieres Firenze, Ermenegildo Gnutti, Targetti, Gruppo Giardini, Lions Club Busseto.
L’architettura contemporanea può convivere con le necessità di rispondere alle esigenze di ricostruzione nei tempi e nelle forme che restituiscono dignità e speranza ad un luogo. Questo premio ne è l’esempio.
“Un segnale importante, un riconoscimento di eccellenza e qualità in un settore chiave e protagonista della rinascita di un territorio” - dice il Sindaco Sandro Sborgia - e confido che segni un ulteriore punto di svolta nella storia di nuovo sviluppo che sarà scritta nei prossimi anni.
“L’Accademia della Musica di Camerino è il terzo intervento nel le zone sisma 2016 che ABF ha completato” - dice Laura Biancalani direttore generale - “La volontà è sempre la medesima restituire alle comunità luoghi non solo funzionali ma anche belli, dove la cura degli spazi è la stessa che cerchino di mettere nella cura delle relazioni. Luoghi belli da esperire e dai quali lasciarsi ispirare”.
Il progetto, realizzato in 150 giorni cantiere dopo un lo stop forzato di 40 giorni causa pandemia COVID-19, ha visto la collaborazione di più team di lavoro. Il prestigioso studio Alvisi Kirimoto, i giovani talentuosi architetti Harcome Studio di Camerino e i progettisti ed esperti ABF.
Uno spazio destinato ad aggregare la popolazione all’insegna della musica.
La ricostruzione della nuova Accademia della Musica di Camerino, progettata da Alvisi Kirimoto in collaborazione con Harcome, si colloca come terzo intervento post-sisma centro Italia 2016 promosso dalla Andrea Bocelli Foundation a favore dell’area, tra le più colpite dagli eventi tellurici.
Il progetto non solo restituisce a Camerino la locale Accademia Musicale, volta ad accogliere oltre 160 studenti e le tante iniziative culturali della comunità, ma dota la città universitaria di una nuova identità architettonica.
L'idea che ha guidato la progettazione è stata quella di creare un volume che meravigliasse, non solo da vicino, ma anche da lontano. La pelle, impalpabile, si ispira alla materia delle nuvole, e dona dall'interno uno sguardo ampio verso il cielo. L’auditorium, invece, è una scatola perfetta, che lavora energicamente come un laboratorio musicale.
Dalle linee pulite ed eleganti, l’edificio, che si sviluppa su due livelli per un totale di 600 mq, si distingue per la sua pelle eterea in pannelli bianchi di lamiera caratterizzata da forature regolari di dimensione variabile. Ispirato alla rarefazione e al dinamismo delle nuvole, il volume inclinato, adagiato sul declivio del terreno e su una cortina vetrata scandita da pilastri grigi, si dissolve nel contesto.

La facciata nord, visibile dalla strada e dal giardino superiore, presenta il volume come una scatola, con i pannelli sospesi a poche decine di centimetri dal terreno. I due prospetti laterali, invece, ne tradiscono l’inclinazione e la pendenza del terreno. A sud, la pelle che avvolge il volume si interrompe, rivelando il piano terra vetrato dietro cui si cela l’auditorium, affacciato sul centro storico di Camerino. Il dicromatismo del prospetto, dato dal grigio scuro della struttura esterna e degli infissi e dal bianco del rivestimento di lamiera, delinea un volume leggiadro ma risoluto, perfettamente integrato nel contesto e al tempo stesso iconico nello skyline cittadino. Un giardino ombreggiato e la piazza inferiore, costituiscono nuovi spazi aperti a disposizione della comunità.
Al suo interno, l’edificio ospita nel livello seminterrato un auditorium di 226 mq, mentre al piano superiore un ufficio e 9 aule per l’insegnamento, di cui due più ampie da oltre 30 mq, una da 22 mq per l'insegnamento della musica ai bambini da 0 a 6 anni, e le restanti di circa 14 mq.
Il progetto degli interni dell’auditorium, volto a valorizzare lo spazio nonostante le dimensioni contenute, si caratterizza per l’uso dinamico dei materiali. Da un lato il legno di rovere di molteplici superfici ed elementi che compongono la sala, come i pannelli sospesi dalle differenti inclinazioni, i listelli circolari, i pannelli che emergono dalla parete laterale, il fondale interamente ricoperto di legno ed il palco centrale con i suoi pannelli rotanti. Dall’altro il cemento, che definisce le superfici principali che forgiano la struttura, dal pavimento in gres, alla parete di fondo verso al foyer, dal solaio superiore a vista fino agli elementi strutturali. La platea da 180 posti si sviluppa su tre settori, mentre nella zona laterale il percorso degli artisti si inserisce tra i pannelli di legno a parete ed i listelli a tutta altezza, che come le canne di un organo, ritmano lo spazio secondo un’alternanza di pieni e di vuoti.
La parete di fondo, interamente trasparente, mette in connessione diretta l’auditorium con il foyer, ampliando la percezione dello spazio.
Nel foyer, listelli lignei rettangolari si stagliano dalla parete di fondo fino al controsoffitto, che si inclina verso la facciata di ingresso, seguendo la tensione definita dalla giacitura del volume della pelle bianca esterna.
A collegare verticalmente l’edificio, oltre all’ascensore, una scala in resina arancione dona grande vivacità ed energia all’ambiente. Una nota di colore vigorosa che si espande anche al piano superiore, dal pavimento dello spazio connettivo, alle porte di accesso alle aule didattiche e a una delle pareti al loro interno. Nelle aule, oltre agli arredi necessari e alla strumentazione musicale, sono stati previsti specchi e pannelli in legno che gli studenti possono personalizzare, appendendo spartiti o composizioni musicali.
Le due aule in fondo di dimensioni maggiori, ospitano studi di registrazione e lezioni-concerti di musica elettronica. A differenza delle altre, sono di colore grigio scuro e presentano alle pareti particolari pannelli lignei microforati che ne migliorano le prestazioni acustiche. In tutte le sale del piano superiore, le finestre circolari posizionate a due differenti altezze, consentono alla luce che filtra dalle molteplici forature dei pannelli di entrare.
Aperta tutto l’anno e pronta ad ospitare convegni, manifestazioni, attività di studio e workshop a servizio della comunità, la nuova architettura si presenta come una fucina didattica e innovativa dedicata alla musica, capace di restituire a Camerino un ruolo di riferimento nel panorama culturale del territorio marchigiano e non solo.
Proprio il mix tra competenze, esperienze, amore per il territorio, passione per l’architettura, ha fatto si che la struttura prendesse forma e aprisse le sue porte ad una comunità entusiasta, e non solo perché già molto artisti di fama nazionale e internazionale hanno avuto modo di lavorare nell’Accademia, in pochi mesi grazie anche alla direzione lavori dell’Ing. Paolo Bianchi.
Tra i partner del progetto, Fondazione De Agostini, Poligrafici Editoriale, Celebrity Fight Night Foundation, Associazione Adesso Musica, PSC Group, Subissati, Senato della Repubblica, Fabbrini Pianoforti, Order Sons and Daughters of Italy in America, Mike Ferry Organization, Stewart Rahr Foundation, Stefano Ricci SpA, Columbus Citizens Foundation, insieme a Luxy, Blackfin, Fondazione Varaldo di Pietro, Rotary Club Montecarlo-Piana di Lucca, Club Zeta3mendi, Confartigianato Cremona – Gruppo Liutai E Scuola Internazionale di Liuteria, Italy For Christ, Siae, Shure, Lenovo, Amitie Sans Frontieres Firenze, Ermenegildo Gnutti, Targetti, Gruppo Giardini, Lions Club Busseto.
L’architettura contemporanea può convivere con le necessità di rispondere alle esigenze di ricostruzione nei tempi e nelle forme che restituiscono dignità e speranza ad un luogo. Questo premio ne è l’esempio.
Temperature record e siccità hanno spinto l'assessore alla Protezione Civile regionale Stefano Aguzzi a scrivere una lettera a tutti i sindaci delle Marche, invitandoli ad adottare tutte le misure necessarie per affrontare le criticità
Il provvedimento coinvolge i primi cittadini ma anche a tutte le Forze dell'Ordine e le Prefetture.
L'invito è quello di adottare le misure necessarie per arginare le problematiche legate alle ondate di calore e la siccità che stanno colpendo tutto il territorio regionale.
Si tratta di provvedimenti dettati dalle condizioni meteo previste per i prossimi giorni, i più caldi dell’anno, con un allarmante protrarsi di temperature roventi, il pericolo di incendi e la mancanza di precipitazioni

“E’ massima l’attenzione della Regione verso questi fenomeni che stanno assumendo toni piuttosto severi, vigiliamo e adottiamo i provvedimenti necessari e tutte quelle misure che possiamo mettere in atto in un gioco di squadra efficiente quale migliore strada per arginare le criticità e uscire quanto prima da questa difficile situazione” raccomanda Stefano Aguzzi. (foto)
L'assessore sollecita ad attenersi alla serie di indicazioni operative riportate nella lettera, come la comunicazione da dare a tutti i cittadini delle particolari condizioni ambientali che rendono alto il pericolo di principio di incendio e della sua propagazione; sensibilizzare sulla tenuta di comportamenti corretti; segnalare tempestivamente al NUE (112) ogni informazione utile alla rapida attivazione del Sistema AIB; mettere in atto tempestivamente le operazioni di pulizia delle scarpate e bordi delle reti viarie; vietare i fuochi e intensificare i controlli; verifica dei Piani Comunali di Protezione Civile; emanare specifiche Ordinanze di interdizione; evitare gli spettacoli pirotecnici che possono interferire con aree suscettibili di incendio e vietare gli spettacoli luminosi con ‘lanterne cinesi’.
“La tutela e la cura dell’ambiente e del patrimonio naturale devono avere la priorità - conclude l’assessore – dalla natura stanno arrivando segnali allarmanti in tutto il pianeta. Sono emergenze climatiche per cui la Regione sta facendo la sua parte ma occorre che ognuno di noi contribuisca con piccole preziose attenzioni quotidiane come il risparmio dell’acqua, bene fondamentale purtroppo carente attualmente nel nostro territorio” raccomanda l’assessore.
M.S.
Il provvedimento coinvolge i primi cittadini ma anche a tutte le Forze dell'Ordine e le Prefetture.
L'invito è quello di adottare le misure necessarie per arginare le problematiche legate alle ondate di calore e la siccità che stanno colpendo tutto il territorio regionale.
Si tratta di provvedimenti dettati dalle condizioni meteo previste per i prossimi giorni, i più caldi dell’anno, con un allarmante protrarsi di temperature roventi, il pericolo di incendi e la mancanza di precipitazioni

“E’ massima l’attenzione della Regione verso questi fenomeni che stanno assumendo toni piuttosto severi, vigiliamo e adottiamo i provvedimenti necessari e tutte quelle misure che possiamo mettere in atto in un gioco di squadra efficiente quale migliore strada per arginare le criticità e uscire quanto prima da questa difficile situazione” raccomanda Stefano Aguzzi. (foto)
L'assessore sollecita ad attenersi alla serie di indicazioni operative riportate nella lettera, come la comunicazione da dare a tutti i cittadini delle particolari condizioni ambientali che rendono alto il pericolo di principio di incendio e della sua propagazione; sensibilizzare sulla tenuta di comportamenti corretti; segnalare tempestivamente al NUE (112) ogni informazione utile alla rapida attivazione del Sistema AIB; mettere in atto tempestivamente le operazioni di pulizia delle scarpate e bordi delle reti viarie; vietare i fuochi e intensificare i controlli; verifica dei Piani Comunali di Protezione Civile; emanare specifiche Ordinanze di interdizione; evitare gli spettacoli pirotecnici che possono interferire con aree suscettibili di incendio e vietare gli spettacoli luminosi con ‘lanterne cinesi’.
“La tutela e la cura dell’ambiente e del patrimonio naturale devono avere la priorità - conclude l’assessore – dalla natura stanno arrivando segnali allarmanti in tutto il pianeta. Sono emergenze climatiche per cui la Regione sta facendo la sua parte ma occorre che ognuno di noi contribuisca con piccole preziose attenzioni quotidiane come il risparmio dell’acqua, bene fondamentale purtroppo carente attualmente nel nostro territorio” raccomanda l’assessore.
M.S.
