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Sui fondi europei del Pnrr assegnati alla regione Marche, per un importo complessivo di 183milioni di euro, la Giunta regionale appare in confusione e senza una visione strategica.

A denunciarlo è il gruppo assembleare del Partito Democratico, che vede a rischio il potenziamento della sanità territoriale nella fase post Covid.  

“Sono mesi - spiega il capogruppo Maurizio Mangialardi - che si conosce l’entità delle risorse che il governo Draghi, attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha destinato alla Regione Marche per quanto riguarda la missione salute. La giunta regionale, con grande imbarazzo da parte di tutti, ha perso intere settimane a tergiversare, tenendo i sindaci, il consiglio regionale, i sindacati e quasi l’intero mondo della sanità all’oscuro della sua strategia. Molto probabilmente perché una strategia non ce l’hanno e non sanno come soddisfare le promesse fatte in campagna elettorale”.

“In questo anno e mezzo - afferma Romano Carancini - abbiamo presentato almeno tre atti per far sì che il consiglio regionale e il territorio non arrivasse a questo appuntamento impreparato, ma pronto a cogliere un’occasione, quella del Pnrr, di portata storica. Tutto inutile, perché questi dilettanti allo sbaraglio non hanno dato né a noi né ai sindaci l’opportunità di confrontarsi sui loro progetti e sulle reali esigenze dei territori”.

“Hanno costruito delle proposte - precisa la vice capogruppo Anna Casini - senza neppure conoscere i contenuti del Pnrr. Basti pensare che intendevano utilizzare le risorse europee per fare le manutenzioni ordinarie, invece di programmare il potenziamento della medicina del territorio. Insomma, sono completamente scollegati dai bisogni delle nostre comunità”.

“Non ci sono idee - conclude Fabrizio Cesetti - si va avanti a tentoni e la giunta è completamente assente. Le risorse dovrebbero essere indirizzate a ridurre e superare le disparità territoriali nei livelli di assistenza e prevenzione, come previsto dalle linee guida dello stesso Pnrr. Dunque, i progetti dovrebbero essere inquadrati nell’ambito di una strategia quanto meno regionale. Invece il centrodestra preferisce inseguire logiche di campanile e rispondere alle esigenze elettorali di assessori e consiglieri di maggioranza anziché quelle dei territori”.
Un incidente stradale si è verificato a Tolentino in via del Carmelo, nel varco del cantiere per la ricostruzione del monastero.

Ad entrare in collisione una Fiat Punto, condotta da un anziano di 88 anni residente in città, e un autocarro Iveco, alla cui guida si trovava un operaio 33enne residente a bastia Umbra.

L’autista del mezzo pesante, che stava uscendo in retromarcia dal cantiere, probabilmente non si è avveduto del sopraggiungere dell’auto e di conseguenza l’impatto è stato inevitabile.

Fortunatamente nello scontro nessuno dei due conducenti ha riportato ferite.

Sul posto sono intervenuti per i rilievi di legge gli agenti della Polizia locale, che hanno provveduto anche a regolare il traffico con temporanea chiusura della strada nella corsia di percorrenza dal centro città verso contrada San Giuseppe.
Sono stati attimi di paura quelli vissuti a Castelraimondo in località Colsalvatico, nella zona sovrastante gli impianti sportivi, per un incendio che ha interessato la veranda esterna ad un'abitazione, con le fiamme che si sono propagate anche all’interno dell’appartamento.

Lanciato l’allarme sul posto sono giunte le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Camerino con i pompieri che sono riusciti a domare il rogo e a mettere in sicurezza l’area dell’incendio.

Fortunatamente nessuna conseguenza per la donna che al momento si trovava nella casa, che è riuscita ad uscire nonostante le fiamme e il denso fumo che si era sprigionato.

Sull’individuazione delle cause del rogo stanno indagando gli esperti dei vigili del fuoco.

Un piano di finanziamenti di circa 40 milioni di euro, riferiti esclusivamente al 2021, distribuiti su tutto il territorio comunale provenienti dal PNRR (Piano Nazionale Recupero e Resilienza), dal CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) dal MIUR, MIT, Regione Marche e dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini: sono queste le risorse che daranno un sostegno concreto alla ripartenza del borgo.

Con le ordinanze n. 6, 7 e 8 del 31 dicembre 2021 per l’attuazione degli interventi del Piano complementare nei territori colpiti dal sisma 2009-2016 (ossia fondi stanziati dal Governo che vanno ad integrare e completare gli interventi ritenuti validi per la ripartenza previsti dal PNRR), a San Ginesio sono stati assegnati 3 mln 770mila euro che prevedono diverse progettualità legate all’Ex Convento dei Cappuccini in Albergo diffuso e Bike Station; il rifacimento della Strada Comunale San Savino; riqualificazione centro storico e di Passo San Ginesio con nuove pavimentazioni, arredi e servizi.

Con il CIS, invece, San Ginesio è il Comune Capofila del Progetto “S.N.C.: Storia, Natura e Cultura nei Borghi e Vallate del Fiastra” (Delibera CIPESS del 3 novembre 2021 Fondo sviluppo coesione 2021-2027) per 9mln 180 mila euro e destinatario al momento di oltre 5 mln di euro di cui 3,4 mln per la realizzazione del “Parco lineare Pubblico” che va a ridisegnare e ad abbellire tutto lo spazio intorno alla cinta muraria a cui vanno ad aggiungersi ulteriori 800 mila euro da parte del Ministero dei Trasporti per l’adeguamento sismico della “Strada Panoramica”.

nella foto sotto l'assessore all'urbanistica Saltari 
Assessore urbanistca saltari

Un ulteriore contributo del MIT di150mila euro ha reso possibile la copertura di tutte le spese relative alla progettazione sia del “Parco lineare Pubblico” che della “Strada Panoramica”.

Sempre grazie ai fondi CIS si provvederà all’ampliamento e sistemazione degli impianti sportivi dello Stadio “M. Corridoni”, al rifacimento della strada vicinale Cerreto-Salino e all’acquisto dell’Albergo Centrale in Piazza A. Gentili che, insieme alla sistemazione dell’“Ex Convento dei Cappuccini” (come da ordinanza n. 8), sarà fondamentale per il rilancio turistico del borgo grazie un’offerta ricettiva di qualità.

Una parte molto consistente dei finanziamenti sarà destinata al “Progetto Scuole”, altro asset strategico per la ripresa del borgo.

Ai fondi dell’Ordinanza Speciale n° 9 del 29/05/2021 (Lotti A, B e C) da 20.905.376,73 euro i cui lavori dei lotti A e B partiranno entro metà anno, mentre il lotto C è già realizzato, si aggiungono 500 mila  euro per la messa in sicurezza, l’adeguamento sismico, la ventilazione meccanica controllata nelle aule e negli altri spazi e la sostituzione delle persiane destinati agli altri plessi scolastici del Comune i cui lavori possono definirsi conclusi.

Ulteriori risorse ottenute saranno destinate per importantissimi progetti legati all’edilizia scolastica per importi complessivi di circa 4.651.000,00 euro che prevedono: la Realizzazione del Polo per l’Infanzia 0-6 anni presso l’Agrinido di Vallato; l’adeguamento sismico della Scuola “D. e F. Costantini” di Passo San Ginesio; la realizzazione degli spogliatoi della Struttura Geodetica e dell’edificio strategico per la delocalizzazione temporanea dei laboratori scolastici dell’IPSIA sempre a Passo San Ginesio.

Massima attenzione è stata posta anche alla riqualificazione della viabilità rurale: un investimento di 2 mln di euro con i fondi di varia provenienza permetterà la sistemazione di buona parte delle strade comunali e vicinali su tutto il territorio, così come per località Collina, sono stati assegnati 80mila 500 euro per la manutenzione straordinaria del ponte, al fine di tutelare la sicurezza dei veicoli e dei pedoni.

Non mancano i contributi presi per il miglioramento degli impianti sportivi: 975mila euro europer la messa in sicurezza della pista di atletica, l’ampliamento e sistemazione degli impianti e la progettazione del rischio idrogeologico dello stadio “M. Corridoni”.

Inoltre, ulteriori 500mila euro andranno ad integrare quanto già assegnato dal CIS per la realizzazione di piste ciclabili (San Liberato–Rocca Colonnalta; Cerqueto–Molinaccio; Macchie-San Savino).

Ai tanti finanziamenti ottenuti, si aggiunge anche la generosità di qualche ginesino che sta apprezzando il “piano della bellezza” già operativo: al contributo di oltre 120 mila euro (fondi del GAL SIBILLA e cofinanziamento del Comune) si aggiunge una corposa donazione che consentirà di riqualificare e abbellire il “Campo del Palio”, così da offrire al visitatore una bellissima cartolina all’ingresso del centro storico.

Sono questi i progetti più significativi già finanziati e prossimi all’avvio che faranno di San Ginesio il luogo ideale del well being, ossia dove poter vivere bene.
Nasce nel Centro Italia colpito dai devastanti terremoti del 2009 e del 2016 una rete integrata per la ricerca e l’innovazione, la prima che si realizza in Italia, che coinvolge tutte le Università ed i principali centri di ricerca di un territorio.

L’iniziativa, unica nel suo genere, e finanziata con 60 milioni di euro dal Pnrr Aree Sisma, ha mosso i suoi primi passi con l’insediamento del Comitato di Indirizzo, dove sono rappresentati gli atenei di Camerino, L’Aquila, Teramo, Chieti[1]Pescara, Perugia, Macerata, Roma La Sapienza, Tuscia, la Politecnica delle Marche, l’Università per stranieri di Perugia, e Gran Sasso Science Institute, Parco Tecnologico dell’Alto Lazio, Istituto di Geofisica e Vulcanologia e l’Istituto di Fisica Nucleare, che vi aderiscono.

Le Università e gli istituti collaboreranno per la creazione di quattro centri di ricerca ed alta formazione in alcuni settori chiave, alle Marche il settore scienza e tecnica delle ricostruzioni, con quattro poli di coordinamento ed il coinvolgimento di tutte le altre Università per la creazione di una rete di conoscenze anche per favorire la nascita di sistemi imprenditoriali locali.

Entro il 31 marzo si concluderà la fase di progettazione dell’intervento, ed entro giugno dovranno essere definite le convenzioni per l’avvio delle attività.

“La rete degli atenei del Centro Italia - ha sottolineato il Commissario Giovanni Legnini - è la prima iniziativa che a livello nazionale vede coinvolti diversi istituti universitari e di ricerca nella progettazione di centri destinati a dare impulso alla creazione di ecosistemi della conoscenza, fondamentali per collegare la formazione alle esigenze del tessuto economico e delle comunità locali. Promuoviamo un sistema per mettere in rete saperi e tecnologie destinate non solo a rafforzare la ricerca universitaria, ma a dotare le aree colpite dai sismi dell’Appennino centrale di riferimenti importanti per promuovere lo sviluppo economico in collaborazione con le reti di impresa presenti sul territorio, sfruttando anche le sinergie con gli investimenti privati che possono essere attivati grazie ai bandi del Pnrr Aree Sisma destinate alle imprese che si stanno mettendo a punto in queste settimane”.

Il caro energia si fa sentire anche in campagna e Coldiretti Marche lancia l’allarme: “Un impatto devastante che si sta abbattendo su un settore strategico”.

Carburanti, materie prime, fertilizzanti, elettricità: non c’è voce che non abbia subito un incremento tra quelle legate all’agricoltura. Costi che le aziende devono affrontare per i combustibili dei trattori, per il riscaldamento delle serre, per l’acquisto di fitosani­tari e fertilizzanti, per l’impiego di materiali come la plastica, la carta o il vetro.

“In questa situazione drammatica il Governo è chiamato a intervenire per alleggerire la bolletta energetica. Con la situazione attuale si penalizza un settore strategico per quel che riguarda l’approvvigionamento alimentare – spiegano da Coldiretti Marche – nel medio lungo termine dobbiamo dotarci di riserve energetiche sostenibili. Per questo, come Coldiretti, sosteniamo la filiera del biometano agricolo da fonti rinnovabili con l’obiettivo di arrivare a rappresentare il 10% del fabbisogno della rete del gas nazionale”.

Secondo Coldiretti su dati Enea la produzione agricola e quella alimentare in Italia assorbono oltre il 11% dei consumi energetici industriali totali. Rincari che poi si riversano sugli scaffali e, di conseguenza, nelle tasche delle famiglie. Produrre grano duro per la pasta costa il 30% in più, circa 400 euro in più all’ettaro, olio extravergine di oliva il 12%.
Il consiglio regionale delle Marche sta lavorando alla nuova legge che regola i Consorzi di bonifica, da tempo al centro di discussioni e anche di polemiche. Una proposta organica di riforma del Consorzio è stata presentata dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Simona Lupini.

“Il consorzio di bonifica è uno strumento che potrebbe essere importante per assicurare la manutenzione del territorio, ma così com’è oggi non funziona: da anni raccogliamo le proteste degli agricoltori e dei proprietari di piccoli terreni che lamentano di dover pagare balzelli non collegati a reali benefici” – esordisce così la consigliera pentastellata che chiede maggiore trasparenza nelle azioni del Consorzio stesso – “Quello che proponiamo, innanzitutto, è di chiarire di cosa il Consorzio si occupi: una definizione precisa delle aree soggette a bonifica, e anche dei benefici, che oggi sono tutti schiacciati sull’attività idraulica. Crediamo invece che si debba distinguere tra presidi di bonifica, miglioramenti fondiari e disponibilità irrigua: in questo modo, gli agricoltori sapranno finalmente con chiarezza per cosa stanno pagando”.

Anche a livello gestionale, i 5 Stelle chiedono più garanzie, proponendo un collegio, anziché un revisore dei conti unico, cui affidare il controllo dei Consorzi al fine di garantire una verifica più rigorosa.

Ultimo punto, cruciale, è quello di allargare la partecipazione: “Per come sono costruiti attualmente, i Consorzi scoraggiano in ogni modo la partecipazione diretta alle loro decisioni: il centrodestra è d’accordo con noi nel consentire a chi non è in regola coi versamenti di votare, ma crediamo sia il momento di fare un passo in più. Liste più semplici da presentare, obbligo di andare comunque ad elezioni, e limite di mandati per il Presidente.”

L’appello è a una riforma che metta davvero i consorzi al servizio del mondo agricolo.
"Un progetto che avrà durata di due anni nel corso dei quali dovremo discutere su quelll che sono i risultati della analisi, che già sono state eseguite  e che attraverso la società consortile  Ecocerved del sistema italiano delle Camere di commercio  continuano ad essere condotte; dovremo cercare di capire se i rifiuti di scarto delle imprese possano essere riutilizzati per creare nuove materie prime e seconde ed essere riutilizzati non necessariamente dalle stesse imprese ma anche da altre. L'obiettivo è quello di ridurre il più possibile il conferimento in discarica, l'emissione nell'ambiente di C02 e cercare di verificare anche come i rifiuti di scarto potenzialmente nocivi possano essere resi inattivi o ridurne la pericolosità".
Così il rettore dell'Università di Camerino prof. Claudio Pettinari ha sintetizzato il portato dell'accordo siglato tra Unicam e Camera Marche, finalizzato alla creazione di nuovi servizi e azioni offerte alle Piccole medie Imprese marchigiane per favorire lo sviluppo di un mercato circolare con particolare riguardo all'aspetto dei sottoprodotti del settore manifatturiero e con un primo focus dedicato al comparto tessile,calzaturiero.
Il progetto di economia circolare, portato avanti da Camera Marche e Università di Camerino all'interno del “Programma sostenibilità ambientale” di Unioncamere, è stato presentato questa mattina nella sala stampa del Centro di Ricerca ChIP di Unicam. 
Sono intervenuti il Rettore dell'Università di Camerino Claudio Pettinari, il Presidente di Camera Marche Gino Sabatini, il Presidente dell'Albo Gestori Ambientali Marche Giorgio Menichelli che ha partecipato all'incontro da remoto e, i docenti di Unicam Rita Giovannetti e Francesco Balducci.
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"Siamo grati a Camera Marche ed Unioncamere per averci identificato come possibili partner per un progetto che potrà veramente lasciare il segno e siamo certi che lo lascerà  - ha commentato il rettore Claudio Pettinari - . La problematica dei rifiuti e materiali di scarto ogni giorno si fa più sentire mentre c'è carenza di materie prime. L'analisi attenta, condotta con metodologie scientifiche, dei rifiuti delle aziende di questo territorio  - ha spiegato-  permetterà di capire cosa farne, se sarà possibile immaginare una loro seconda vita, utilizzarli magari per qualcosa di diverso. Si potranno dunque creare delle filiere ideali tra le imprese che scartano determinate tipologie di materiali o hanno un certo tipo di rifiuto e avviare uno scambio di queste "nuove materie" tra imprese. Per fare questo è necessario analizzare scientificamente il rifiuto, comprenderne le potenzialità e immaginare un secondo o terzo utilizzo. Anche sulla base dello studio precedente condotto da Ecocerved sui rifiuti delle imprese marchigiane -  ha aggiunto -, i ricercatori di Unicam condurranno una specifica analisi. L'importanza del ruolo del nostro ateneo è che potremmo essere anche ente formatore per quelle imprese che non parteciperanno al progetto. ma che, sulla scorta del successo della filiera raccontata alla nazione, potranno essere motivate a mettere in campo le opportune strategie per ridurre l'inquinamento del nostro pianeta".
Numerose le aziende marchigiane già coinvolte nel meccanismo di recupero degli scarti, nell'incentivazione del 'green' e delle nuove tecnologie ad impatto positivo sull'ambiente. Dunque, come sottolineato dal presidente Gino Sabatini, un tema quello della sostenibilità sul quale, in sinergia con l'Università di Camerino, entra a pieno titolo la Camera di Commercio Marche: "Avvalora  questa nostra scelta - ha rimarcato Sabatini - anche l'ultima azione del Parlamento per inserire la salvaguardia del nostro ambiente nella Costituzione italiana. Oggi più che mai, con l'Università di Camerino vorremo creare quell'humus  di conoscenza del tessuto imprenditoriale marchigiano che riesce a lavorare su questo sistema del riciclo, del recupero e della sostenibilità ambientale. In tutto questo non verranno tralasciate le nostre strutture di riferimento quali l'Albo gestori ambientali presieduto da Giorgio Menichelli che, all'interno del suo ruolo, gestisce tutte le aziende sul riciclo. Inoltre, utilizzeremo l'Ecocerved e tutte quelle piattaforme che, grazie al ruolo che riveste a Roma, l'Unioncamere potrà mettere in campo. Grazie a questo accordo e allo studio condotto da Unicam potranno avere risalto tutte quelle aziende che lavorano ed hanno intenzione di continuare su questo percorso, così da dare forza a chi è in Parlamento nel riuscire a semplificare il più possibile  una situazione che potrebbe rappresentare davvero un valore aggiunto anche in termini di occupazione. Se si punta sulla sostenibilità e sulle imprese che lo vogliono fare, con gli interventi economici che la Regione di sicuro metterà in campo  -  ha osservato Sabatini - credo che dal canto nostro noi potremo solo essere dei facilitatori nel comunicare al meglio ciò che la comunità economica marchigiana mette in campo su questo settore.  Lo facciamo con l'Università perchè crediamo fortemente che condividere questa progettualità con un ateneo rappresenti un valore aggiunto, sia per gli stakeholder politici, sia per gli stessi imprenditori".  
c.c.








Circa 15mila mascherine chirurgiche donate all’Arcidiocesi. È l’iniziativa partita dagli studenti dei Licei Varano di Camerino che oggi le hanno consegnate all’arcivescovo Francesco Massara dopo essere stati ricevuti in curia. Edoardo Pettinari, Giulia Brutti, Sofia Menghi Cerrà e Stefano Chiavoni – questi i liceali accolti dall’arcivescovo – hanno poi visitato la redazione de L’Appennino camerte e spiegato le motivazioni della scelta di donare le mascherine: «Non possiamo più utilizzare quelle chirurgiche fornite in dotazione alla scuola – dicono –, visto che le ultime normative a contrasto della diffusione del Covid impongono l’uso delle FFP2. Per questo abbiamo deciso di non sprecare strumenti di protezione personale che possono comunque essere preziosi per le persone fragili».

Sarà ora l'Arcidiocesi camerte, grazie al contributo della Caritas, a distribuire le mascherine a chi ne avrà bisogno. «È stata un’iniziativa degli studenti, che hanno insistito per mettere le mascherine a disposizione delle persone più bisognose – precisa il preside dei Licei Varano, Antonio Cappelli –. Penso che sia una grande dimostrazione di umanità e sensibilità da parte dei nostri studenti».

Soddisfatto anche l'arcivescovo Massara, che ha sottolineato l'importanza di un gesto «solidale e lungimirante. Questi studenti rappresentano il futuro della nostra società e della città di Camerino. Hanno dimostrato grande umanità e comprensione delle difficoltà che le persone fragili vivono ogni giorno».

In foto l'incontro degli studenti con l'arcivescovo Massara

l.c.
Fertitecnica Colfiorito e l’Università di Camerino hanno rinnovato la loro cooperazione con un accordo che evidenzia le potenzialità e le sinergie esistenti tra impresa e università.
La partnership tra l’azienda di Colfiorito e Unicam è ormai decennale e si è concentrata negli anni su molteplici progetti di ricerca specifici e sul finanziamento di due dottorati di ricerca.

“E’ una collaborazione che è iniziata per vicinanza geografica, ma che si è sviluppata nel tempo con una sempre maggior condivisione di obiettivi, dalla collaborazione sullo sviluppo prodotti all’approfondimento delle caratteristiche benefiche dei legumi, con due dottorati di ricerca all’attivo. Una familiarità ormai così consolidata che ci è sembrata un’evoluzione naturale quella di cercare un’intesa ancora più allargata e profonda.”, dichiara Luca Mattioni, Vice Presidente e proprietario dell’azienda.

Con la firma dell’accordo-quadro è stato istituito un tavolo di lavoro in cui condividere progettualità, spunti di ricerca e potenziali attività coerenti con le competenze dei soggetti coinvolti. Un orizzonte che va oltre i singoli progetti e fa parte di un approccio aperto e dinamico all’innovazione.

Per noi la collaborazione con i centri di ricerca è fondamentale – spiega Alessio Miliani, Direttore Generale di Fertitecnica e coordinatore del tavolo dal lato dell’impresa –. Pur essendo l’azienda leader di mercato nel settore dei legumi secchi, cereali e semi, abbiamo una squadra di ricerca e sviluppo di relativamente poche persone, che si concentra sulla capacità di ascolto del mercato e la combinazione di competenze trasversali. Per questo noi parliamo di “Ricerca e Sviluppo Diffusa”: dobbiamo saper integrare in modo aperto, rapido e dinamico le conoscenze e spunti che ci arrivano da aziende partner, mondo accademico e realtà internazionali come FAO, altro nostro partner storico, cementando il tutto con la nostra competenza dei prodotti. In questo mondo dove sempre di più accedere alle scoperte fatte è importante tanto quanto farne di nuove, i rapporti con le Università vitali per le PMI e lo saranno sempre di più.”

L’obiettivo ambizioso del nuovo modello di cooperazione è fare da cornice ad una serie di iniziative che abbraccino l’intera filiera gastronomica, che viene studiata ed analizzata con un taglio trasversale attraverso le discipline delle scienze degli alimenti e della nutrizione, del management e marketing, del food design, del diritto alimentare e della storia e cultura dell’alimentazione.

Questo si presta ad ambiti che vanno dalla valorizzazione della qualità delle filiere alla capacità di intercettare le esigenze di consumo in evoluzione della popolazione, dalla progettazione di prodotti che siano contemporaneamente più ricchi, sostenibili e genuini assieme, fino a un approccio scientifico e trasparente alle frontiere offerte dalla nutraceutica.

L’interdisciplinarietà delle tematiche è da sempre l’approccio con il quale Unicam affronta le attività di ricerca anche per una più utile applicazione dei risultati della stessa sul territorio – aggiunge il Prof. Gianni Sagratini, Direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e Prodotti della Salute, coordinatore del tavolo per UNICAMRiteniamo che il percorso intrapreso con il corso di laurea in Scienze Gastronomiche, vada nella direzione del confronto tra saperi e l’interdisciplinarietà dei contenuti, garantendo allo studente un valore aggiunto nella propria formazione oggi fondamentale per l’inserimento nel mondo del lavoro”.

Soddisfazione anche da parte del Rettore dell’Università, Prof. Claudio Pettinari, direttamente coinvolto nel progetto di convenzione: “Con questo progetto si conferma ancora una volta non solo la vitalità dei nostri ricercatori, ma anche l’importanza delle attività di trasferimento tecnologico dell’innovazione prodotta all’interno dei nostri laboratori a beneficio dello sviluppo economico del territorio, attraverso il sostegno alle imprese che in esso vi operano, in questo caso a beneficio della valorizzazione dell’agroalimentare con un attenzione particolare alla sostenibilità”.

I primi progetti sono già in corso di discussione e, come d’abitudine per la dinamica realtà di Colfiorito, si propongono di arrivare a risultati tangibili come prodotti, convegni e pubblicazioni già nel corso del 2022.



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