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Altro importante riconoscimento per l’Università di Camerino. Il prof. Gilberto Pambianchi, docente di Geomorfologia presso la sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, è stato nominato membro del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Archeoclub d’Italia, composto da personalità che si sono distinte per le competenze professionali nei settori dei beni culturali e ambientali.
L’Associazione Archeoclub d’Italia, attraverso i propri volontari, riuniti in sedi locali, su un territorio circoscritto che conoscono, opera attraverso attività culturali che risvegliano l’attenzione dei concittadini e mettono in luce le tipicità che solo quello stesso territorio possiede, promuovendolo al di fuori dei propri confini.
“Sono naturalmente molto soddisfatto per questa nomina – ha sottolineato il prof. Pambianchi – non solo a livello personale ma anche per l’intera comunità universitaria Unicam; fin dagli anni ’90, infatti, come Ateneo stiamo portando avanti numerosi progetti per la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali. Nel Comitato sono presenti diverse figure professionali, ma finora era assente quella del geologo, o meglio del geomorfologo, che accompagna la valorizzazione e la salvaguardia dei beni culturali, e questo è ulteriore motivo di orgoglio. La mia presenza nel Comitato può essere anche un ulteriore riferimento di Unicam nel territorio, che si aggiunge alle attività del corso di laurea in Tecnologie Innovative per i beni culturali, attivo presso la sede di Ascoli Piceno, ed ai numerosi progetti di ricerca che abbiamo in essere. Potremmo poi collaborare con gli ArcheoClub delle Marche, dell'Umbria e dell'Italia centrale per dare il nostro supporto scientifico”.
L’Associazione Archeoclub d’Italia, attraverso i propri volontari, riuniti in sedi locali, su un territorio circoscritto che conoscono, opera attraverso attività culturali che risvegliano l’attenzione dei concittadini e mettono in luce le tipicità che solo quello stesso territorio possiede, promuovendolo al di fuori dei propri confini.
“Sono naturalmente molto soddisfatto per questa nomina – ha sottolineato il prof. Pambianchi – non solo a livello personale ma anche per l’intera comunità universitaria Unicam; fin dagli anni ’90, infatti, come Ateneo stiamo portando avanti numerosi progetti per la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali. Nel Comitato sono presenti diverse figure professionali, ma finora era assente quella del geologo, o meglio del geomorfologo, che accompagna la valorizzazione e la salvaguardia dei beni culturali, e questo è ulteriore motivo di orgoglio. La mia presenza nel Comitato può essere anche un ulteriore riferimento di Unicam nel territorio, che si aggiunge alle attività del corso di laurea in Tecnologie Innovative per i beni culturali, attivo presso la sede di Ascoli Piceno, ed ai numerosi progetti di ricerca che abbiamo in essere. Potremmo poi collaborare con gli ArcheoClub delle Marche, dell'Umbria e dell'Italia centrale per dare il nostro supporto scientifico”.
Sindaci dell'entroterra contro Anci Marche: «Il sindaco di Treia non può rappresentare il cratere»
21 Lug 2022
«Poco rappresentativa del territorio colpito dal sisma». È stata definita così la nomina di Franco Capponi a rappresentante dei sindaci marchigiani nella cabina di coordinamento della ricostruzione. Lo hanno sottolineato il presidente della provincia di Macerata, Sandro Parcaroli, il presidente dell’Unione montana Marca di Camerino, Alessandro Gentilucci, e il consigliere provinciale con delega al sisma, Vincenzo Felicioli. Unanime la loro posizione, spalleggiata da altri 28 dei sindaci del cratere. Accordo anche sul nome alternativo che propongono: quello del primo cittadino di Arquata del Tronto, Michele Franchi. Oggi la richiesta formale di un tavolo per trovare un accordo che soddisfi tutti. Un appello finito sulla scrivania della presidente dell’Anci Marche, Valeria Mancinelli, del presidente della Regione, Francesco Acquaroli, e dell’assessore alla ricostruzione, Guido Castelli.
Ma non è una bocciatura a Capponi. «Le qualità e le competenze del sindaco di Treia sono assolutamente fuori discussione – precisano Parcaroli, Gentilucci e Felicioli –. Tuttavia Treia è un comune geograficamente marginale nel cratere e non ha subito danni consistenti come molti altri centri. La nostra posizione in questo senso è ferma. La scelta dell’Anci dovrebbe necessariamente ricadere su Arquata del Tronto: è il comune che ha pagato il prezzo più caro in termini di danni e di vite umane dell’intera regione. Le ragioni della presidente Mancinelli sono nella rotazione della nomina. Il ruolo che ricopre le dà facoltà di nominare il rappresentante, ma crediamo che un organo collegiale portavoce di tutti i comuni della regione dovrebbe quantomeno prestare ascolto alle istanze dei sindaci».
A porre l’accento su questo punto è Alessandro Gentilucci. Il sindaco di Pieve Torina sottolinea l’importanza di portare i processi di decisionalità politica quanto più vicino possibile ai cittadini. Per questo è fondamentale che «il nostro rappresentante sia un sindaco perfettamente inserito nelle dinamiche quotidiane che il sisma ha portato con sé – spiega –. Questo è possibile solo se il rappresentante del cratere è qualcuno di vicino a queste realtà, che le vive in prima persona».
«Come sindaco chiedo che l’Anci sia capace di rappresentare me e i miei concittadini – sottolinea Felicioli –. Non stiamo parlando di colore politico, ma di capacità di rappresentare i problemi del cratere. L’Anci è un sindacato di comuni, se non è in grado di rappresentarli nei momenti drammatici valuteremo di uscire dall’associazione. Su 44 sindaci del cratere, la firma è arrivata da 28 di loro: è evidente che questa scelta “imposta dall’alto” non sia soddisfacente. Chiediamo di essere ascoltati, all’Anci così come alla Regione».
l.c.
Ma non è una bocciatura a Capponi. «Le qualità e le competenze del sindaco di Treia sono assolutamente fuori discussione – precisano Parcaroli, Gentilucci e Felicioli –. Tuttavia Treia è un comune geograficamente marginale nel cratere e non ha subito danni consistenti come molti altri centri. La nostra posizione in questo senso è ferma. La scelta dell’Anci dovrebbe necessariamente ricadere su Arquata del Tronto: è il comune che ha pagato il prezzo più caro in termini di danni e di vite umane dell’intera regione. Le ragioni della presidente Mancinelli sono nella rotazione della nomina. Il ruolo che ricopre le dà facoltà di nominare il rappresentante, ma crediamo che un organo collegiale portavoce di tutti i comuni della regione dovrebbe quantomeno prestare ascolto alle istanze dei sindaci».
A porre l’accento su questo punto è Alessandro Gentilucci. Il sindaco di Pieve Torina sottolinea l’importanza di portare i processi di decisionalità politica quanto più vicino possibile ai cittadini. Per questo è fondamentale che «il nostro rappresentante sia un sindaco perfettamente inserito nelle dinamiche quotidiane che il sisma ha portato con sé – spiega –. Questo è possibile solo se il rappresentante del cratere è qualcuno di vicino a queste realtà, che le vive in prima persona».
«Come sindaco chiedo che l’Anci sia capace di rappresentare me e i miei concittadini – sottolinea Felicioli –. Non stiamo parlando di colore politico, ma di capacità di rappresentare i problemi del cratere. L’Anci è un sindacato di comuni, se non è in grado di rappresentarli nei momenti drammatici valuteremo di uscire dall’associazione. Su 44 sindaci del cratere, la firma è arrivata da 28 di loro: è evidente che questa scelta “imposta dall’alto” non sia soddisfacente. Chiediamo di essere ascoltati, all’Anci così come alla Regione».
l.c.
Semaforo verde della giunta dell’Unione montana Potenza Esino Musone al progetto esecutivo per gli interventi selvicolturali di gestione forestale attiva sostenibile finanziati con fondi per le compensazioni ambientali per l’ampliamento della terza corsia dell’autostrada A14 da Rimini nord a Porto S. Elpidio.
L’ente comunitario, il primo di tutta la regione Marche ad aver presentato i necessari elaborati tecnici, avrà a disposizione un “tesoretto” di 1 milione e 103 mila euro che potrà spendere, grazie a una convenzione con la società Autostrade per l’Italia e la Regione Marche, per una serie di interventi mitigatori destinati al contrasto dei cambiamenti climatici e per altre finalità legate sempre all’ambiente.
In particolare il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nell’esprimere parere favorevole circa la compatibilità ambientale del progetto di realizzazione della terza corsia dell’A14, ha prescritto che, a titolo di compensazione, sia predisposto un “Piano finalizzato alla riforestazione di territori, con piante autoctone, nell’ambito della Regione Marche per l’assorbimento di carbonio in linea con gli obiettivi del Piano nazionale di riduzione di gas serra in adempimento al protocollo di Kyoto”.
Il ruolo dell’Unione Montana Potenza Esino Musone sarà un ruolo strategico in questo contesto visto che gli enti locali che hanno messo a disposizione i terreni, oltre ad essere in grado di realizzare le opere nel rispetto di tutte le leggi e regolamenti vigenti, possono favorire, proprio in virtù del ruolo che svolgono e della loro presenza radicata sul territorio, l’accesso agli appalti e all’esecuzione dei lavori a piccole e medie imprese locali presenti nell’Albo regionale delle imprese agricolo-forestali.
“Gli interventi in questione – spiega il presidente dell’ente comunitario, Matteo Cicconi – non solo innescheranno una serie di azioni sul territorio a favore dell’ambiente ma avranno anche la caratteristica di attivare la cosiddetta economica circolare. La convenzione, infatti, prevede che possano essere realizzati interventi di diradamento selettivo in boschi di origine artificiale o boschi di latifoglie un tempo governati a ceduo e poi abbandonati, appartenenti al demanio forestale regionale, in grado di aumentare la capacità di assorbire anidride carbonica e, al tempo stesso, accentuare gli aspetti di rinnovazione, stabilità e resilienza favorendo sia la rinnovazione naturale sia l’incremento diametrico delle piante arboree residue”.
L’ente comunitario, il primo di tutta la regione Marche ad aver presentato i necessari elaborati tecnici, avrà a disposizione un “tesoretto” di 1 milione e 103 mila euro che potrà spendere, grazie a una convenzione con la società Autostrade per l’Italia e la Regione Marche, per una serie di interventi mitigatori destinati al contrasto dei cambiamenti climatici e per altre finalità legate sempre all’ambiente.
In particolare il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nell’esprimere parere favorevole circa la compatibilità ambientale del progetto di realizzazione della terza corsia dell’A14, ha prescritto che, a titolo di compensazione, sia predisposto un “Piano finalizzato alla riforestazione di territori, con piante autoctone, nell’ambito della Regione Marche per l’assorbimento di carbonio in linea con gli obiettivi del Piano nazionale di riduzione di gas serra in adempimento al protocollo di Kyoto”.
Il ruolo dell’Unione Montana Potenza Esino Musone sarà un ruolo strategico in questo contesto visto che gli enti locali che hanno messo a disposizione i terreni, oltre ad essere in grado di realizzare le opere nel rispetto di tutte le leggi e regolamenti vigenti, possono favorire, proprio in virtù del ruolo che svolgono e della loro presenza radicata sul territorio, l’accesso agli appalti e all’esecuzione dei lavori a piccole e medie imprese locali presenti nell’Albo regionale delle imprese agricolo-forestali.
“Gli interventi in questione – spiega il presidente dell’ente comunitario, Matteo Cicconi – non solo innescheranno una serie di azioni sul territorio a favore dell’ambiente ma avranno anche la caratteristica di attivare la cosiddetta economica circolare. La convenzione, infatti, prevede che possano essere realizzati interventi di diradamento selettivo in boschi di origine artificiale o boschi di latifoglie un tempo governati a ceduo e poi abbandonati, appartenenti al demanio forestale regionale, in grado di aumentare la capacità di assorbire anidride carbonica e, al tempo stesso, accentuare gli aspetti di rinnovazione, stabilità e resilienza favorendo sia la rinnovazione naturale sia l’incremento diametrico delle piante arboree residue”.
Sono ben 24 i Comuni della nostra Regione inseriti tra i Borghi più belli d’Italia 2022 nella prestigiosa guida del Touring Club Italiano che orienta le vacanze di milioni di turisti.
Sono infatti 23 i comuni che hanno visto confermato il vessillo e e a loro si aggiunge il nuovo ingresso di Cingoli.
La tradizionale cerimonia di consegna delle bandiere arancioni, i vessilli che certificano il riconoscimento, si terrà quest’anno a Ripatransone domenica prossima 24 luglio alle ore 17.30 in piazza XX settembre.
Interverrà il presidente della Regione Marche e assessore al Turismo Francesco Acquaroli.
Dunque, new entry Cingoli, più 23 conferme: Acquaviva Picena; Amandola; Camerino; Cantiano; Corinaldo; Frontino; Genga; Gradara; Mercatello sul Metauro; Mondavio; Montecassiano; Montelupone; Monterubbiano; Offagna; Ostra; Ripatransone; San Ginesio; Sarnano; Serra San Quirico; Staffolo; Urbisaglia; Valfornace; Visso.
La classifica nazionale testimonia ancora una volta l’eccellenza del territorio marchigiano. Le Marche con 24 Comuni Bandiere Arancioni si piazzano al terzo posto, precedute solo da Piemonte e Toscana (al primo posto a parimerito con 40 vessilli) e seguite proprio dall’Emilia Romagna con 23 riconoscimenti.
“Un risultato che ci riempie di orgoglio – afferma Acquaroli - . I nostri borghi sono i nostri gioielli più preziosi, custodi delle nostre tradizioni e della nostra identità. Questa Regione ne è convinta e per questo motivo ha varato una legge per la loro valorizzazione, stanziando risorse importanti anche nella prossima programmazione europea. Per troppo tempo questi centri, un concentrato di arte, storia, cultura, tradizione e artigianato, sono rimasti poco conosciuti e valorizzati: adesso è ora di farli risplendere per ridare una seconda vita all’entroterra e per far crescere le attività legate al turismo, all’accoglienza e all’enogastronomia, all’artigianato e alle produzioni locali, ma anche nuove opportunità innovative e legate alle nuove forme di lavoro agile”.
In totale le località certificate Touring (sotto i 15.000 abitanti nell’intero territorio comunale e non più di 2.000 nel borgo) sono oggi 270, rigorosamente selezionate tra oltre 3.200 candidature distribuite in tutta Italia. La classificazione avviene attraverso una approfondita analisi da parte del Touring, con l’applicazione del Modello di Analisi Territoriale (M.A.T.) che verifica oltre 250 criteri, raggruppati in cinque macroaree: accoglienza, ricettività e servizi complementari, fattori di attrazione turistica, sostenibilità ambientale, struttura e qualità della località
Sono infatti 23 i comuni che hanno visto confermato il vessillo e e a loro si aggiunge il nuovo ingresso di Cingoli.
La tradizionale cerimonia di consegna delle bandiere arancioni, i vessilli che certificano il riconoscimento, si terrà quest’anno a Ripatransone domenica prossima 24 luglio alle ore 17.30 in piazza XX settembre.
Interverrà il presidente della Regione Marche e assessore al Turismo Francesco Acquaroli.
Dunque, new entry Cingoli, più 23 conferme: Acquaviva Picena; Amandola; Camerino; Cantiano; Corinaldo; Frontino; Genga; Gradara; Mercatello sul Metauro; Mondavio; Montecassiano; Montelupone; Monterubbiano; Offagna; Ostra; Ripatransone; San Ginesio; Sarnano; Serra San Quirico; Staffolo; Urbisaglia; Valfornace; Visso.
La classifica nazionale testimonia ancora una volta l’eccellenza del territorio marchigiano. Le Marche con 24 Comuni Bandiere Arancioni si piazzano al terzo posto, precedute solo da Piemonte e Toscana (al primo posto a parimerito con 40 vessilli) e seguite proprio dall’Emilia Romagna con 23 riconoscimenti.
“Un risultato che ci riempie di orgoglio – afferma Acquaroli - . I nostri borghi sono i nostri gioielli più preziosi, custodi delle nostre tradizioni e della nostra identità. Questa Regione ne è convinta e per questo motivo ha varato una legge per la loro valorizzazione, stanziando risorse importanti anche nella prossima programmazione europea. Per troppo tempo questi centri, un concentrato di arte, storia, cultura, tradizione e artigianato, sono rimasti poco conosciuti e valorizzati: adesso è ora di farli risplendere per ridare una seconda vita all’entroterra e per far crescere le attività legate al turismo, all’accoglienza e all’enogastronomia, all’artigianato e alle produzioni locali, ma anche nuove opportunità innovative e legate alle nuove forme di lavoro agile”.
In totale le località certificate Touring (sotto i 15.000 abitanti nell’intero territorio comunale e non più di 2.000 nel borgo) sono oggi 270, rigorosamente selezionate tra oltre 3.200 candidature distribuite in tutta Italia. La classificazione avviene attraverso una approfondita analisi da parte del Touring, con l’applicazione del Modello di Analisi Territoriale (M.A.T.) che verifica oltre 250 criteri, raggruppati in cinque macroaree: accoglienza, ricettività e servizi complementari, fattori di attrazione turistica, sostenibilità ambientale, struttura e qualità della località
Torna a vivere la biblioteca comunale di Castelraimondo. Chiusa da diversi anni a causa della mancanza di personale per la sua gestione, ora ha di nuovo riaperto i battenti. «La ricostruzione passa anche dal recupero della socialità - dice l’assessore comunale ai servizi sociali, Ilenia Cittadini - per questo l’amministrazione ha deciso di investire nella sua riapertura». Porte aperte, dunque, mentre continuano le attività di archivio per catalogare libri e volumi che negli scorsi anni sono stati donati al comune ma che non erano ancora stati registrati.
«La biblioteca è un luogo importante per la cultura e la socialità dei cittadini di Castelraimondo – spiega l’assessore –. La sua riapertura è parte di un percorso coerente con il resto delle iniziative culturali che il comune ha patrocinato e organizzato in questi mesi. Oltre a questo c’è il valore del recupero: restituiamo al paese un suo spazio che per anni era rimasto inutilizzato. Il problema era tutto nel personale: negli ultimi tempi non c’è stato un ente che si occupasse della gestione della biblioteca. Ora, riorganizzando il personale già assunto e impiegando un ragazzo che svolge il servizio civile in paese, abbiamo risolto. Insieme a questo ragazzo, che sarà fisicamente sul posto, e al personale comunale, che si occuperà della parte amministrativa, abbiamo anche stipulato un tirocinio di inclusione sociale con un altro giovane cittadino. Gli spazi della sede storica vicino alla stazione ferroviaria non sono molto ampi – prosegue –, ma siamo comunque riusciti a ricreare un buon posto per consultare i libri e per lo studio. Non solo: i tempi corrono e per questo abbiamo dotato la biblioteca di una rete wi-fi aperta e di uno spazio con computer per la consultazione di e-book. Siamo soddisfatti, perché riaprire la nostra biblioteca significa restituire una parte del patrimonio al paese e recuperare i nostri spazi storici. La ricostruzione passa anche da questo. Con il recupero di altri edifici di proprietà comunale potremmo riuscire a trovare spazi più ampi e allargare la sede – conclude Cittadini –. Questo intanto è un primo passo».
l.c.
«La biblioteca è un luogo importante per la cultura e la socialità dei cittadini di Castelraimondo – spiega l’assessore –. La sua riapertura è parte di un percorso coerente con il resto delle iniziative culturali che il comune ha patrocinato e organizzato in questi mesi. Oltre a questo c’è il valore del recupero: restituiamo al paese un suo spazio che per anni era rimasto inutilizzato. Il problema era tutto nel personale: negli ultimi tempi non c’è stato un ente che si occupasse della gestione della biblioteca. Ora, riorganizzando il personale già assunto e impiegando un ragazzo che svolge il servizio civile in paese, abbiamo risolto. Insieme a questo ragazzo, che sarà fisicamente sul posto, e al personale comunale, che si occuperà della parte amministrativa, abbiamo anche stipulato un tirocinio di inclusione sociale con un altro giovane cittadino. Gli spazi della sede storica vicino alla stazione ferroviaria non sono molto ampi – prosegue –, ma siamo comunque riusciti a ricreare un buon posto per consultare i libri e per lo studio. Non solo: i tempi corrono e per questo abbiamo dotato la biblioteca di una rete wi-fi aperta e di uno spazio con computer per la consultazione di e-book. Siamo soddisfatti, perché riaprire la nostra biblioteca significa restituire una parte del patrimonio al paese e recuperare i nostri spazi storici. La ricostruzione passa anche da questo. Con il recupero di altri edifici di proprietà comunale potremmo riuscire a trovare spazi più ampi e allargare la sede – conclude Cittadini –. Questo intanto è un primo passo».
l.c.
Cavo elettrico sulla sede stradale, chiuso per alcune ore tratto di superstrada a Tolentino
20 Lug 2022
Superstrada 77 Val di Chienti chiusa in entrambe le direzioni di marcia nel tratto compreso fra le uscite di Tolentino est e Tolentino ovest a causa di un cavo della linea elettrica caduto sulla carreggiata in corrispondenza di un cantiere di risanamento profondo della pavimentazione.
L'incidente è avvenuta all'interno del cantiere dove un camion, impegnato nelle operazioni di scarico, avrebbe urtato un cavo elettrico tranciandolo.
Traffico deviato sulla viabilità secondaria e ingresso di Tolentino ovest chiuso per permettere al personale dell'Assm e dell'Anas di risolvere il problema ripristinare la transitabilità dell'arteria nel tratto interessato.
Dopo circa 2 ore e mezza dalla chiusura il tratto di superstrada è tornato ad essere percorribile
L'incidente è avvenuta all'interno del cantiere dove un camion, impegnato nelle operazioni di scarico, avrebbe urtato un cavo elettrico tranciandolo.
Traffico deviato sulla viabilità secondaria e ingresso di Tolentino ovest chiuso per permettere al personale dell'Assm e dell'Anas di risolvere il problema ripristinare la transitabilità dell'arteria nel tratto interessato.
Dopo circa 2 ore e mezza dalla chiusura il tratto di superstrada è tornato ad essere percorribile
Mattinata sarnanese per la tre volte campionessa italiana di mountain bike Giulia Rinaldoni di Montelupone.
Fresca del titolo tricolore Allievi nella disciplina olimpica del Cross Country conquistato pochissimi giorni fa in Piemonte, che va ad aggiungersi ai titoli conquistati il 17 e 24 giugno nelle specialità “short track” ed “eliminator”, la giovane atleta della Polisportiva Morrovallese ha approfittato della bella giornata estiva per un giro nello splendido circondario sarnanese insieme a Matteo Petetta, maestro di sci e istruttore accompagnatore bike.
Non poteva mancare, ovviamente, una tappa con foto di rito alle cascatelle.
Una stagione d’oro per la promessa italiana del fuoristrada femminile che ora si appresta a partecipare ai Campionati Europei in programma in Svizzera il prossimo mese di agosto.
Fresca del titolo tricolore Allievi nella disciplina olimpica del Cross Country conquistato pochissimi giorni fa in Piemonte, che va ad aggiungersi ai titoli conquistati il 17 e 24 giugno nelle specialità “short track” ed “eliminator”, la giovane atleta della Polisportiva Morrovallese ha approfittato della bella giornata estiva per un giro nello splendido circondario sarnanese insieme a Matteo Petetta, maestro di sci e istruttore accompagnatore bike.
Non poteva mancare, ovviamente, una tappa con foto di rito alle cascatelle.
Una stagione d’oro per la promessa italiana del fuoristrada femminile che ora si appresta a partecipare ai Campionati Europei in programma in Svizzera il prossimo mese di agosto.
Finanziata la rete ecologica locale, un progetto dei comuni di Pieve Torina, Ussita e Visso
20 Lug 2022
Pieve Torina di nuovo sugli scudi per un progetto legato all’attuazione della Rete Ecologica Marche (REM) a livello locale.
“Questa proposta è risultata tra le migliori delle Marche - sottolinea il sindaco, Alessandro Gentilucci - tanto da aver ottenuto un finanziamento per migliorare la qualità ambientale ed ecologica del territorio. Il nostro è un contesto ambientale caratterizzato da un ricco patrimonio boschivo e da una rete fluviale importante su cui però incidono processi di abbandono delle aree marginali con impoverimento degli habitat naturali ed anche interventi di residenzialità emergenziale dovuti al sisma. Abbiamo progettato, Pieve Torina come capofila insieme a Visso e Ussita, azioni di riqualificazione di spazi verdi periurbani e di ripristino naturalistico dei corridoi fluviali in una logica di sistema tra comuni che condividono medesime problematiche”. In particolare, il progetto di Pieve Torina interverrà su aree boschive di proprietà comunale per la creazione di percorsi di mobilità dolce e microhabitat per la conservazione della fauna implementando la qualità della vegetazione. “Insomma”, conclude Gentilucci “un nuovo intervento in ottica green, che guarda al futuro di Pieve Torina”.
Piena solidarietà e condivisione «per il paziente e prezioso lavoro di ricucitura e ricostruzione del quadro politico che il Segretario Enrico Letta a nome di tutto il partito sta portando avanti con lucidità e determinazione» è stata espressa all'unanimità dall'assemblea provinciale del Partito Democratico di Macerata, riunitasi in data 18 Luglio 2022.
Nel comunicato viene sottolineata la forte preoccupazione «per la drammatica situazione venutasi a creare nel Paese a seguito delle dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi e per le gravi ricadute che le stesse, potrebbero avere su famiglie e imprese - si legge -, rischiando di mettere in discussione la stessa tenuta sociale delle nostre comunità già fortemente provate per il terremoto e i ritardi nella ricostruzione, per la pandemia, la guerra in Ucraina e la conseguente chiusura del mercato russo che ha rappresentato per anni, uno dei più importanti sbocchi commerciali per l'export delle piccole e medie imprese manufatturiere del nostro distretto della calzatura, per la crisi energetica con ricadute insostenibili per il sistema produttivo e l'economia di tante famiglie già fortemente in difficoltà, per il riaccendersi di una spinta inflazionistica le cui dimensioni, non conoscevamo da almeno quaranta anni».
È per questi motivi che nell'ordine del giorno approvato all'unanimità, l'assemblea provinciale del Partito Democratico di Macerata chiede «con forza che il Partito Democratico continui in queste ore a percorrere fino in fondo tutte le vie praticabili, per non lasciare nulla di intentato, al fine di evitare una rovinosa crisi di governo per il sistema Paese, in uno dei momenti più difficili della storia repubblicana».
Infine, «si unisce ai Sindaci, ai Presidenti delle regioni, alle forze sociali, al mondo dell'associazionismo laico e cattolico, ai cittadini che chiedono al Presidente Draghi di rimanere alla guida del governo fino almeno al termine naturale della legislatura per dare una risposta immediata anche attraverso la stipula di un nuovo patto sociale, ai problemi che investono ogni giorno giovani e anziani e più in generale per le fasce più deboli della nostra società».
c.c.
Nel comunicato viene sottolineata la forte preoccupazione «per la drammatica situazione venutasi a creare nel Paese a seguito delle dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi e per le gravi ricadute che le stesse, potrebbero avere su famiglie e imprese - si legge -, rischiando di mettere in discussione la stessa tenuta sociale delle nostre comunità già fortemente provate per il terremoto e i ritardi nella ricostruzione, per la pandemia, la guerra in Ucraina e la conseguente chiusura del mercato russo che ha rappresentato per anni, uno dei più importanti sbocchi commerciali per l'export delle piccole e medie imprese manufatturiere del nostro distretto della calzatura, per la crisi energetica con ricadute insostenibili per il sistema produttivo e l'economia di tante famiglie già fortemente in difficoltà, per il riaccendersi di una spinta inflazionistica le cui dimensioni, non conoscevamo da almeno quaranta anni».
È per questi motivi che nell'ordine del giorno approvato all'unanimità, l'assemblea provinciale del Partito Democratico di Macerata chiede «con forza che il Partito Democratico continui in queste ore a percorrere fino in fondo tutte le vie praticabili, per non lasciare nulla di intentato, al fine di evitare una rovinosa crisi di governo per il sistema Paese, in uno dei momenti più difficili della storia repubblicana».
Infine, «si unisce ai Sindaci, ai Presidenti delle regioni, alle forze sociali, al mondo dell'associazionismo laico e cattolico, ai cittadini che chiedono al Presidente Draghi di rimanere alla guida del governo fino almeno al termine naturale della legislatura per dare una risposta immediata anche attraverso la stipula di un nuovo patto sociale, ai problemi che investono ogni giorno giovani e anziani e più in generale per le fasce più deboli della nostra società».
c.c.
Terribile scontro tra auto e camion questa mattina poco dopo le 7 a Genga, lungo la strada provinciale 22 in località Osteria di Colleponi.
Gravissima la donna, di 59 anni di Fabriano, che si trovava alla guida della vettura. Trasportata in eliambulanza all'ospedale regionale di Ancona, le sue condizioni vengono definite serie.
Ancora da chiarire l'esatta dinamica dell'incidente la cui ricostruzione è all'esame dei carabinieri intervenuti per i rilievi.
Da quanto sarebbe emerso, per cause in corso d'accertamento, la conducente della vettura avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo che, invadendo la corsia opposta di marcia è andata a scontrarsi contro un mezzo pesante che sopraggiungeva. Illeso l'uomo alla guida del camion. Complesse le operazioni di soccorso che hanno reso necessario l'ausilio di una squadra dei vigili del fuoco. In seguito al fortissimo impatto infatti l'auto si è ribaltata fermandosi in verticale su lato del passeggero. Una volta estratta dalle lamiere la donna è stata dunque affidata alle cure dei sanitari che, per la gravità dei traumi riportati, ne hanno disposto il trasporto in eliambulanza a Torrette.
Per consentire la messa in sicurezza dei veicoli e gli accertamenti del caso, la strada provinciale 22 è stata chiusa al traffico per circa 2 ore.
Inevitabili le ripercussioni sulla viabilità, con rallentamenti e code.
c.c.
Gravissima la donna, di 59 anni di Fabriano, che si trovava alla guida della vettura. Trasportata in eliambulanza all'ospedale regionale di Ancona, le sue condizioni vengono definite serie.
Ancora da chiarire l'esatta dinamica dell'incidente la cui ricostruzione è all'esame dei carabinieri intervenuti per i rilievi.
Da quanto sarebbe emerso, per cause in corso d'accertamento, la conducente della vettura avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo che, invadendo la corsia opposta di marcia è andata a scontrarsi contro un mezzo pesante che sopraggiungeva. Illeso l'uomo alla guida del camion. Complesse le operazioni di soccorso che hanno reso necessario l'ausilio di una squadra dei vigili del fuoco. In seguito al fortissimo impatto infatti l'auto si è ribaltata fermandosi in verticale su lato del passeggero. Una volta estratta dalle lamiere la donna è stata dunque affidata alle cure dei sanitari che, per la gravità dei traumi riportati, ne hanno disposto il trasporto in eliambulanza a Torrette.
Per consentire la messa in sicurezza dei veicoli e gli accertamenti del caso, la strada provinciale 22 è stata chiusa al traffico per circa 2 ore.
Inevitabili le ripercussioni sulla viabilità, con rallentamenti e code.
c.c.
