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Il prefetto di Macerata Flavio Ferdani ha firmato il decreto di espulsione dal territorio nazionale nei confronti di tre cittadini extracomunitari di nazionalità egiziana e tunisina clandestini in Italia.
I tre sono stati individuati e fermati, nel corso di un’operazione congiunta di controllo e sicurezza del territorio effettuata da carabinieri e agenti di polizia, a Civitanova Marche nella zona del centro e del lungomare nord.
I tre sono stati individuati e fermati, nel corso di un’operazione congiunta di controllo e sicurezza del territorio effettuata da carabinieri e agenti di polizia, a Civitanova Marche nella zona del centro e del lungomare nord.
Cicloturismo e bike al centro di un nuovo importante e ambizioso progetto a Treia dove sabato sarà inaugurato il PumpTrack, un circuito interamente dedicato alle due ruote a San Lorenzo in campo. Una pista modulare che, sorgendo in prossimità della stazione cicloturistica, risponde alle esigenze di allenamento di atleti di diverse discipline, stimolando la coordinazione, l’equilibrio e permettendo di compiere un lavoro altamente aerobico. Un turismo nuovo e sostenibile, con l’obiettivo di diventare vettore strategico per lo sviluppo del turismo nel suo complesso e del territorio comunale nel quale si inserisce. «Il progetto, costituito da numerose linee di azione – spiega David Buschittari assessore allo sport e vicesindaco di Treia - ha il merito di rifunzionalizzare l’intera località di San Lorenzo e di attivare una pluralità di servizi per il cicloturista e per gli appassionati di diverse pratiche sportive e attività ricreative in bicicletta, intercettando una domanda che, negli ultimi tempi, è divenuta sempre più imponente».
Il PumpTrack, presentato dal Comune di Treia nell’ambito “Fermenti in Comune” progetto di ANCI, nasce con l’obiettivo di favorire l’occupazione giovanile: il punto di partenza è stata la creazione della start-up TERRATTIVA, formata da giovani fra i 18 e i 35 anni, alla quale sono stati affidati la progettazione, la produzione e la gestione di servizi per lo sviluppo del turismo in bicicletta.
«È importante sottolineare che la realizzazione del PumpTrack è il risultato di un lavoro di squadra che ha visto come attori protagonisti i ragazzi della la cooperativa TERRATTIVA che, con dedizione, professionalità e impegno si sono adoperati per rispettare tutte le tempistiche previste, nonchè l’Amministrazione comunale di Treia che, oltre ad aver cofinanziato il progetto, ha supervisionato le varie linee di azione, ha messo in contatto i vari partner di progetto e ha collaborato a ogni fase operativa. Infine, ultimo ma non per importanza, ANCI, senza il cui prezioso contributo economico e supporto tecnico-amministrativo non si sarebbe potuto realizzare nulla. Si tratta – termina Buschittari – della conclusione di un progetto, ma anche di un punto di partenza per lo sviluppo di nuove pratiche sportive, di un nuovo tipo di turismo per la valorizzazione e la scoperta dell’intero territorio comunale».
Il PumpTrack, presentato dal Comune di Treia nell’ambito “Fermenti in Comune” progetto di ANCI, nasce con l’obiettivo di favorire l’occupazione giovanile: il punto di partenza è stata la creazione della start-up TERRATTIVA, formata da giovani fra i 18 e i 35 anni, alla quale sono stati affidati la progettazione, la produzione e la gestione di servizi per lo sviluppo del turismo in bicicletta.
«È importante sottolineare che la realizzazione del PumpTrack è il risultato di un lavoro di squadra che ha visto come attori protagonisti i ragazzi della la cooperativa TERRATTIVA che, con dedizione, professionalità e impegno si sono adoperati per rispettare tutte le tempistiche previste, nonchè l’Amministrazione comunale di Treia che, oltre ad aver cofinanziato il progetto, ha supervisionato le varie linee di azione, ha messo in contatto i vari partner di progetto e ha collaborato a ogni fase operativa. Infine, ultimo ma non per importanza, ANCI, senza il cui prezioso contributo economico e supporto tecnico-amministrativo non si sarebbe potuto realizzare nulla. Si tratta – termina Buschittari – della conclusione di un progetto, ma anche di un punto di partenza per lo sviluppo di nuove pratiche sportive, di un nuovo tipo di turismo per la valorizzazione e la scoperta dell’intero territorio comunale».

Due cuccioli di pastori abruzzesi per la salvaguardia delle greggi consegnati a un allevatore
21 Set 2022
Cani pastori abruzzesi per la salvaguardia delle greggi, due cuccioli consegnati ad un allevatore vissano.
Tutto nasce da un progetto di tesi della professoressa Alessandra Roncarati, della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di UNICAM, con lo scopo di individuare le vulnerabilità di un’azienda del territorio rispetto alle predazioni da fauna selvatica, in particolare riferibili al lupo, e proporre azioni per prevenirle e contrastarle. Lo studio, a carattere sperimentale, si è svolto sul Monte Cardosa nel comune di Visso applicando il metodo PAN (Predatori Allevatori Natura) messo a punto dal prof. Giampaolo Pennacchioni del Centro Studi per l’Ecologia e la Biodiversità degli Appennini (CSEBA) in collaborazione con il Dott. Andrea Gallizia del Project Wolf Ethology.
La tematica ha suscitato l’interesse di una studentessa, laureanda in Medicina Veterinaria, che è stata coinvolta in tutte le fasi sperimentali. Alla luce di quanto analizzato attraverso ricerche è stato proposto all’allevatore il rafforzamento del gruppo canino preposto alla custodia del gregge con l’acquisizione di due cuccioli di Pastore Abruzzese provenienti da un allevamento di fiducia dello CSEBA, situato in provincia dell’Aquila.
Il progetto si inserisce in percorsi che il Parco costantemente propone per permettere e favorire una convivenza fra attività agro-silvo-pastorali e fauna selvatica.
Tutto nasce da un progetto di tesi della professoressa Alessandra Roncarati, della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di UNICAM, con lo scopo di individuare le vulnerabilità di un’azienda del territorio rispetto alle predazioni da fauna selvatica, in particolare riferibili al lupo, e proporre azioni per prevenirle e contrastarle. Lo studio, a carattere sperimentale, si è svolto sul Monte Cardosa nel comune di Visso applicando il metodo PAN (Predatori Allevatori Natura) messo a punto dal prof. Giampaolo Pennacchioni del Centro Studi per l’Ecologia e la Biodiversità degli Appennini (CSEBA) in collaborazione con il Dott. Andrea Gallizia del Project Wolf Ethology.
La tematica ha suscitato l’interesse di una studentessa, laureanda in Medicina Veterinaria, che è stata coinvolta in tutte le fasi sperimentali. Alla luce di quanto analizzato attraverso ricerche è stato proposto all’allevatore il rafforzamento del gruppo canino preposto alla custodia del gregge con l’acquisizione di due cuccioli di Pastore Abruzzese provenienti da un allevamento di fiducia dello CSEBA, situato in provincia dell’Aquila.
Il progetto si inserisce in percorsi che il Parco costantemente propone per permettere e favorire una convivenza fra attività agro-silvo-pastorali e fauna selvatica.
Nel corso di un’iniziativa di solidarietà, i finanzieri del Gruppo di Macerata hanno consegnato alla struttura Attività Caritatevoli della Delegazione Marche Sud dell’Ordine di Malta, circa 250 capi di abbigliamento confiscati, tra camicie, polo, t-shirt, giubbini e pantaloni, per la successiva devoluzione a persone bisognose del territorio.
In particolare,gli articoli erano stati sottoposti a sequestro da parte delle Fiamme Gialle maceratesi nel giugno del 2017 nel corso di un’attività d’indagine finalizzata al contrasto della commercializzazione di prodotti contraffatti.
Divenuta definitiva la sentenza di condanna, i militari del Gruppo, in relazione al considerevole quantitativo di materiale in argomento, hanno chiesto all’Autorità Giudiziaria la possibilitàdi devolvere in beneficenza gli articoli a suo tempo sequestrati che altrimenti sarebbero stati consegnati in discarica e distrutti.
In particolare,gli articoli erano stati sottoposti a sequestro da parte delle Fiamme Gialle maceratesi nel giugno del 2017 nel corso di un’attività d’indagine finalizzata al contrasto della commercializzazione di prodotti contraffatti.
Divenuta definitiva la sentenza di condanna, i militari del Gruppo, in relazione al considerevole quantitativo di materiale in argomento, hanno chiesto all’Autorità Giudiziaria la possibilitàdi devolvere in beneficenza gli articoli a suo tempo sequestrati che altrimenti sarebbero stati consegnati in discarica e distrutti.

I carabinieri di San Severino marche, nel corso di specifici controlli antidroga, hanno arrestato in flagranza di reato per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti un trentacinquenne di origini albanesi.
Sottoposto a perquisizione l’uomo è stato trovato in possesso di 3 dosi di cocaina da un grammo circa ciascuna pronte per essere consegnate. I militari hanno così esteso la perquisizione all’abitazione del trentacinquenne rinvenendo all’interno della camera da letto un piatto con residui di stupefacente e con sopra una confezione di cellophane con 17 grammi di cocaina.
Ulteriore droga dello stesso tipo, ancora non tagliata, era invece nascosta in un barattolo contenente riso.
I carabinieri hanno poi sequestrato un bilancino di precisione e numerosi ritagli di buste destinati al confezionamento dello stupefacente (tra cui la busta blu e verde da “spazzatura” utilizzata per le dosi che l’uomo aveva al seguito), anch’essi posti sotto sequestro.
Così sono scattate le manette ai polsi dell’uomo
Sottoposto a perquisizione l’uomo è stato trovato in possesso di 3 dosi di cocaina da un grammo circa ciascuna pronte per essere consegnate. I militari hanno così esteso la perquisizione all’abitazione del trentacinquenne rinvenendo all’interno della camera da letto un piatto con residui di stupefacente e con sopra una confezione di cellophane con 17 grammi di cocaina.
Ulteriore droga dello stesso tipo, ancora non tagliata, era invece nascosta in un barattolo contenente riso.
I carabinieri hanno poi sequestrato un bilancino di precisione e numerosi ritagli di buste destinati al confezionamento dello stupefacente (tra cui la busta blu e verde da “spazzatura” utilizzata per le dosi che l’uomo aveva al seguito), anch’essi posti sotto sequestro.
Così sono scattate le manette ai polsi dell’uomo
Venti piante di marijuana coltivate nell’orto, mezzo chilo conservato in casa, pronto allo spaccio. È quello che si sono trovati di fronte i finanzieri di Macerata durante un controllo in un casale di campagna a Penna San Giovanni. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.
Le indagini condotte dalla Guardia di finanza nelle scorse settimane hanno fatto luce su un casolare nelle campagne di Penna San Giovanni. Apparentemente disabitato, si è rivelato in realtà una vera e propria “fabbrica” di marijuana. Il sopralluogo dei finanzieri, infatti, ha portato alla scoperta di una piantagione a cielo aperto nel terreno adiacente allo stabile: venti piante di canapa indiana, nascoste alla vista da altra vegetazione, alte quasi due metri. Una volta rinvenuta la coltivazione, i finanzieri hanno deciso per la perquisizione dell’abitazione. Qui hanno trovato mezzo chilo di infiorescenze già essiccate. Identificato anche il responsabile: si tratta di un cittadino italiano già gravato da precedenti legati allo spaccio e al consumo di stupefacenti.
Per l’uomo è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria, mentre la coltivazione e la marijuana già essiccata sono state sequestrate.
Le indagini condotte dalla Guardia di finanza nelle scorse settimane hanno fatto luce su un casolare nelle campagne di Penna San Giovanni. Apparentemente disabitato, si è rivelato in realtà una vera e propria “fabbrica” di marijuana. Il sopralluogo dei finanzieri, infatti, ha portato alla scoperta di una piantagione a cielo aperto nel terreno adiacente allo stabile: venti piante di canapa indiana, nascoste alla vista da altra vegetazione, alte quasi due metri. Una volta rinvenuta la coltivazione, i finanzieri hanno deciso per la perquisizione dell’abitazione. Qui hanno trovato mezzo chilo di infiorescenze già essiccate. Identificato anche il responsabile: si tratta di un cittadino italiano già gravato da precedenti legati allo spaccio e al consumo di stupefacenti.
Per l’uomo è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria, mentre la coltivazione e la marijuana già essiccata sono state sequestrate.
Nel corso della notte i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Civitanova Marche hanno arrestato due ventiduenni tunisini irregolari, sorpresi dopo essere entrati ed aver abusivamente occupato una abitazione privata.
I due giovani, penetrati nell’abitazione dopo aver forzato la porta d’ingresso, sono stati scoperti dai militari all’interno della camera da letto dove si erano chiusi a chiave.
Condotti in caserma per l’identificazione e sottoposti a perquisizione sono stati trovati in possesso di un arnese multifunzione, un grammo di hashish e la somma contante di 570 euro, ritenuta provento dell’attività illecita, tutto sottoposto a sequestro.
All’esito dell’udienza di convalida il giudice ha disposto nei loro confronti l’espulsione dal territorio nazionale.
I due giovani, penetrati nell’abitazione dopo aver forzato la porta d’ingresso, sono stati scoperti dai militari all’interno della camera da letto dove si erano chiusi a chiave.
Condotti in caserma per l’identificazione e sottoposti a perquisizione sono stati trovati in possesso di un arnese multifunzione, un grammo di hashish e la somma contante di 570 euro, ritenuta provento dell’attività illecita, tutto sottoposto a sequestro.
All’esito dell’udienza di convalida il giudice ha disposto nei loro confronti l’espulsione dal territorio nazionale.
Naltempo che non concede tregua alla nostra regione. Mentre nelle zone colpite dall'alluvione continuano le ricerche dei dispersi e si comincia la conta dei danni, a Jesi le forti raffiche di vento hanno provocato la caduta di un grosso albero sulla sede stradale.
La caduta ha interessato due autovetture che stavano transitando in quel momento, ma per fortuna non ci sono feriti.
Sul posto i vigili del fuoco che hanno provveduto alla rimozione dell’albero e alla messa in sicurezza dell’area dell’intervento.
La caduta ha interessato due autovetture che stavano transitando in quel momento, ma per fortuna non ci sono feriti.
Sul posto i vigili del fuoco che hanno provveduto alla rimozione dell’albero e alla messa in sicurezza dell’area dell’intervento.
Guida senza revisione, senza assicurazione e con patente extraeuropea. Multato per oltre mille euro
16 Set 2022
Alla guida senza revisione, assicurazione e con una patente extraeuropea non convertita. Fermato dai vigili urbani tenta la fuga ma viene preso. Mille euro di multa per un cittadino indiano residente a Cessapalombo.
L’operazione della polizia locale associata Belforte del Chienti – Caldarola è partita dopo una segnalazione. Una settimana di indagini, supportate dalle telecamere di videosorveglianza nel centro abitato del paese dei cardinali Pallotta, che hanno portato ad identificare, fermare e controllare il cittadino indiano, operaio di una ditta proprio di Caldarola. Grazie alle telecamere disposte lungo le strade, i vigili hanno potuto controllare la targa del veicolo, appurando come la revisione fosse scaduta nel 2018 e fosse sprovvisto di copertura assicurativa. Da qui gli appostamenti e i posti di blocco a cui l’uomo ha cercato di sottrarsi dandosi alla fuga. Un tentativo da cui ha desistito dopo un breve inseguimento nella zona industriale di Caldarola.
Oltre alla conferma degli accertamenti effettuati grazie alla videosorveglianza, è emerso anche che l’uomo fermato era provvisto solamente della patente di guida extraeuropea, non convertita per la circolazione nei paesi comunitari. L’automobile gli è stata sequestrata, la patente ritirata. Oltre a questo gli sono state contestate tre multe, per un totale di quasi mille euro di sanzioni.
l.c.
L’operazione della polizia locale associata Belforte del Chienti – Caldarola è partita dopo una segnalazione. Una settimana di indagini, supportate dalle telecamere di videosorveglianza nel centro abitato del paese dei cardinali Pallotta, che hanno portato ad identificare, fermare e controllare il cittadino indiano, operaio di una ditta proprio di Caldarola. Grazie alle telecamere disposte lungo le strade, i vigili hanno potuto controllare la targa del veicolo, appurando come la revisione fosse scaduta nel 2018 e fosse sprovvisto di copertura assicurativa. Da qui gli appostamenti e i posti di blocco a cui l’uomo ha cercato di sottrarsi dandosi alla fuga. Un tentativo da cui ha desistito dopo un breve inseguimento nella zona industriale di Caldarola.
Oltre alla conferma degli accertamenti effettuati grazie alla videosorveglianza, è emerso anche che l’uomo fermato era provvisto solamente della patente di guida extraeuropea, non convertita per la circolazione nei paesi comunitari. L’automobile gli è stata sequestrata, la patente ritirata. Oltre a questo gli sono state contestate tre multe, per un totale di quasi mille euro di sanzioni.
l.c.
