Albeggiava quando i primi pellegrini sono giunti a Loreto. Al loro passaggio la cittadina marchigiana si è risvegliata e sono stati in molti ad accogliere con gioia tutti i partecipanti al pellegrinaggio scendendo in strada o affacciandosi alle finestre decorate con drappi vivacemente colorati. Per ben 27 volte Loreto ha visto passare tutte queste persone che, anche se provate dalla lunga camminata, percorrono gli ultimi metri che li separano dalla loro meta, la basilica della santa casa, sempre con gioia, intonando canti che convolgono anche coloro che non hanno vissuto la loro straordinaria esperienza, invogliandoli a partecipare, ad unirsi a questo lungo corteo vivace e festoso.
Come ogni anno tutto è iniziato molte ore prima, a circa 30 Km di distanza, nello stadio Helvia Recina di Macerata dove, coloro che sono riusciti ad entrare (circa 16.000 persone), hanno potuto assistere agli interventi di molti ospiti che hanno offerto la loro testimonianza e il loro augurio a tutti i pellegrini. Fra questi anche il giornalista Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano “Il Foglio” e Savino Pezzotta, segretario della CISL, ma anche Rita, una ragazza dell'associazione "Papaboys". Inoltre sono stati letti molti messaggi di saluto, come il telegramma di augurio del Santo Padre Benedetto XVI e la lettera del colonnello Antonio Albanese, che ha chiesto di pregare anche per le famiglie dei soldati morti recentemente in Iraq sotto il suo comando a seguito dell'incidente capitato al loro elicottero. Poi tutti i presenti allo stadio hanno potuto assistere alla Santa Messa celebrata da sua Eminenza Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, che nell'omelia ha sottolineato l'importanza del pellegrinaggio come gesto di preghiera ma anche di testimonianza ed ha esortato i partecipanti a vivere la notte di cammino come “umili pellegrini” per rispondere ad una società che troppo spesso ci invoglia ad essere “comodi vagabondi”.
Subito dopo la cerimonia, la partenza. Ai 16.000 dello stadio si sono uniti molti altri fino a raggiungere la cifra di 60.000 persone. Durante il tragitto si è recitato il Santo Rosario e molti canti hanno animato il cammino. Non sono mancati anche interventi come quelli dei presidenti delle province di Macerata ed Ancona e testimonianze come quella dell'assessore del comune di Milano, Aldo Brandirali, fondatore di "Servire il popolo" che fino a 25 anni fa sposava le coppie nelle sedi del suo partito e ora, convertito al cristianesimo, si sente uno che a don Giussani deve semplicemente la vita, o quella di don Oreste Benzi che ha ricordato che ci sono persone ancora schiave e che c'è bisogno che i cristiani le accolgano e le liberino dalla loro condizione, e quella di Matteo, un ragazzo di una comunità di recupero, che raffrontandosi con gli altri ha saputo ritrovare se stesso. Si è poi pregato per molte intenzioni fatte prevenire all'organizazone dai fedeli, ma oltre a quelle espresse ve ne erano molte altre non dichiarate pubblicamente ma che comunque sono state ascoltate, sono quelle che ogni partecipante ha portato intimamente dentro di se per tutto il cammino. Infatti ogni persona aveva un motivo diverso per partecipare al pellegrinaggio ma vi è anche qualcosa che accomunava tutti, la fede in Maria Madre di Gesù e di tutta l'umanità e la certezza di trovare sempre aiuto e conforto rivolgendosi a Lei.
E alla fine del percorso, (questa edizione lievemente più lungo a seguito di una deviazione causa un tratto di strada impraticabile) davanti alla statua della Madonna di Loreto ognuno ha consegnato le intenzioni per cui ha camminato tutta la notte. Poi il ritorno a casa, sicuramente con un po' di stanchezza, ma anche con la gioia di aver compiuto un gesto di fede che ha arricchito l'animo.
Concluso il 27° pellegrinaggio Macerata - Loreto
Domenica, 12 Giugno 2005 02:00 | Letto 5206 volte Clicca per ascolare il testo Concluso il 27° pellegrinaggio Macerata - Loreto Albeggiava quando i primi pellegrini sono giunti a Loreto. Al loro passaggio la cittadina marchigiana si è risvegliata e sono stati in molti ad accogliere con gioia tutti i partecipanti al pellegrinaggio scendendo in strada o affacciandosi alle finestre decorate con drappi vivacemente colorati. Per ben 27 volte Loreto ha visto passare tutte queste persone che, anche se provate dalla lunga camminata, percorrono gli ultimi metri che li separano dalla loro meta, la basilica della santa casa, sempre con gioia, intonando canti che convolgono anche coloro che non hanno vissuto la loro straordinaria esperienza, invogliandoli a partecipare, ad unirsi a questo lungo corteo vivace e festoso.Come ogni anno tutto è iniziato molte ore prima, a circa 30 Km di distanza, nello stadio Helvia Recina di Macerata dove, coloro che sono riusciti ad entrare (circa 16.000 persone), hanno potuto assistere agli interventi di molti ospiti che hanno offerto la loro testimonianza e il loro augurio a tutti i pellegrini. Fra questi anche il giornalista Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano “Il Foglio” e Savino Pezzotta, segretario della CISL, ma anche Rita, una ragazza dellassociazione "Papaboys". Inoltre sono stati letti molti messaggi di saluto, come il telegramma di augurio del Santo Padre Benedetto XVI e la lettera del colonnello Antonio Albanese, che ha chiesto di pregare anche per le famiglie dei soldati morti recentemente in Iraq sotto il suo comando a seguito dellincidente capitato al loro elicottero. Poi tutti i presenti allo stadio hanno potuto assistere alla Santa Messa celebrata da sua Eminenza Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, che nellomelia ha sottolineato limportanza del pellegrinaggio come gesto di preghiera ma anche di testimonianza ed ha esortato i partecipanti a vivere la notte di cammino come “umili pellegrini” per rispondere ad una società che troppo spesso ci invoglia ad essere “comodi vagabondi”.Subito dopo la cerimonia, la partenza. Ai 16.000 dello stadio si sono uniti molti altri fino a raggiungere la cifra di 60.000 persone. Durante il tragitto si è recitato il Santo Rosario e molti canti hanno animato il cammino. Non sono mancati anche interventi come quelli dei presidenti delle province di Macerata ed Ancona e testimonianze come quella dell'assessore del comune di Milano, Aldo Brandirali, fondatore di "Servire il popolo" che fino a 25 anni fa sposava le coppie nelle sedi del suo partito e ora, convertito al cristianesimo, si sente uno che a don Giussani deve semplicemente la vita, o quella di don Oreste Benzi che ha ricordato che ci sono persone ancora schiave e che cè bisogno che i cristiani le accolgano e le liberino dalla loro condizione, e quella di Matteo, un ragazzo di una comunità di recupero, che raffrontandosi con gli altri ha saputo ritrovare se stesso. Si è poi pregato per molte intenzioni fatte prevenire allorganizazone dai fedeli, ma oltre a quelle espresse ve ne erano molte altre non dichiarate pubblicamente ma che comunque sono state ascoltate, sono quelle che ogni partecipante ha portato intimamente dentro di se per tutto il cammino. Infatti ogni persona aveva un motivo diverso per partecipare al pellegrinaggio ma vi è anche qualcosa che accomunava tutti, la fede in Maria Madre di Gesù e di tutta lumanità e la certezza di trovare sempre aiuto e conforto rivolgendosi a Lei.E alla fine del percorso, (questa edizione lievemente più lungo a seguito di una deviazione causa un tratto di strada impraticabile) davanti alla statua della Madonna di Loreto ognuno ha consegnato le intenzioni per cui ha camminato tutta la notte. Poi il ritorno a casa, sicuramente con un po di stanchezza, ma anche con la gioia di aver compiuto un gesto di fede che ha arricchito lanimo.
Albeggiava quando i primi pellegrini sono giunti a Loreto. Al loro passaggio la cittadina marchigiana si è risvegliata e sono stati in molti ad accogliere con gioia tutti i partecipanti al pellegrinaggio scendendo in strada o affacciandosi alle finestre decorate con drappi vivacemente colorati. Per ben 27 volte Loreto ha visto passare tutte queste persone che, anche se provate dalla lunga camminata, percorrono gli ultimi metri che li separano dalla loro meta, la basilica della santa casa, sempre con gioia, intonando canti che convolgono anche coloro che non hanno vissuto la loro straordinaria esperienza, invogliandoli a partecipare, ad unirsi a questo lungo corteo vivace e festoso.
Come ogni anno tutto è iniziato molte ore prima, a circa 30 Km di distanza, nello stadio Helvia Recina di Macerata dove, coloro che sono riusciti ad entrare (circa 16.000 persone), hanno potuto assistere agli interventi di molti ospiti che hanno offerto la loro testimonianza e il loro augurio a tutti i pellegrini. Fra questi anche il giornalista Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano “Il Foglio” e Savino Pezzotta, segretario della CISL, ma anche Rita, una ragazza dell'associazione "Papaboys". Inoltre sono stati letti molti messaggi di saluto, come il telegramma di augurio del Santo Padre Benedetto XVI e la lettera del colonnello Antonio Albanese, che ha chiesto di pregare anche per le famiglie dei soldati morti recentemente in Iraq sotto il suo comando a seguito dell'incidente capitato al loro elicottero. Poi tutti i presenti allo stadio hanno potuto assistere alla Santa Messa celebrata da sua Eminenza Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, che nell'omelia ha sottolineato l'importanza del pellegrinaggio come gesto di preghiera ma anche di testimonianza ed ha esortato i partecipanti a vivere la notte di cammino come “umili pellegrini” per rispondere ad una società che troppo spesso ci invoglia ad essere “comodi vagabondi”.
Subito dopo la cerimonia, la partenza. Ai 16.000 dello stadio si sono uniti molti altri fino a raggiungere la cifra di 60.000 persone. Durante il tragitto si è recitato il Santo Rosario e molti canti hanno animato il cammino. Non sono mancati anche interventi come quelli dei presidenti delle province di Macerata ed Ancona e testimonianze come quella dell'assessore del comune di Milano, Aldo Brandirali, fondatore di "Servire il popolo" che fino a 25 anni fa sposava le coppie nelle sedi del suo partito e ora, convertito al cristianesimo, si sente uno che a don Giussani deve semplicemente la vita, o quella di don Oreste Benzi che ha ricordato che ci sono persone ancora schiave e che c'è bisogno che i cristiani le accolgano e le liberino dalla loro condizione, e quella di Matteo, un ragazzo di una comunità di recupero, che raffrontandosi con gli altri ha saputo ritrovare se stesso. Si è poi pregato per molte intenzioni fatte prevenire all'organizazone dai fedeli, ma oltre a quelle espresse ve ne erano molte altre non dichiarate pubblicamente ma che comunque sono state ascoltate, sono quelle che ogni partecipante ha portato intimamente dentro di se per tutto il cammino. Infatti ogni persona aveva un motivo diverso per partecipare al pellegrinaggio ma vi è anche qualcosa che accomunava tutti, la fede in Maria Madre di Gesù e di tutta l'umanità e la certezza di trovare sempre aiuto e conforto rivolgendosi a Lei.
E alla fine del percorso, (questa edizione lievemente più lungo a seguito di una deviazione causa un tratto di strada impraticabile) davanti alla statua della Madonna di Loreto ognuno ha consegnato le intenzioni per cui ha camminato tutta la notte. Poi il ritorno a casa, sicuramente con un po' di stanchezza, ma anche con la gioia di aver compiuto un gesto di fede che ha arricchito l'animo.
Come ogni anno tutto è iniziato molte ore prima, a circa 30 Km di distanza, nello stadio Helvia Recina di Macerata dove, coloro che sono riusciti ad entrare (circa 16.000 persone), hanno potuto assistere agli interventi di molti ospiti che hanno offerto la loro testimonianza e il loro augurio a tutti i pellegrini. Fra questi anche il giornalista Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano “Il Foglio” e Savino Pezzotta, segretario della CISL, ma anche Rita, una ragazza dell'associazione "Papaboys". Inoltre sono stati letti molti messaggi di saluto, come il telegramma di augurio del Santo Padre Benedetto XVI e la lettera del colonnello Antonio Albanese, che ha chiesto di pregare anche per le famiglie dei soldati morti recentemente in Iraq sotto il suo comando a seguito dell'incidente capitato al loro elicottero. Poi tutti i presenti allo stadio hanno potuto assistere alla Santa Messa celebrata da sua Eminenza Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, che nell'omelia ha sottolineato l'importanza del pellegrinaggio come gesto di preghiera ma anche di testimonianza ed ha esortato i partecipanti a vivere la notte di cammino come “umili pellegrini” per rispondere ad una società che troppo spesso ci invoglia ad essere “comodi vagabondi”.
Subito dopo la cerimonia, la partenza. Ai 16.000 dello stadio si sono uniti molti altri fino a raggiungere la cifra di 60.000 persone. Durante il tragitto si è recitato il Santo Rosario e molti canti hanno animato il cammino. Non sono mancati anche interventi come quelli dei presidenti delle province di Macerata ed Ancona e testimonianze come quella dell'assessore del comune di Milano, Aldo Brandirali, fondatore di "Servire il popolo" che fino a 25 anni fa sposava le coppie nelle sedi del suo partito e ora, convertito al cristianesimo, si sente uno che a don Giussani deve semplicemente la vita, o quella di don Oreste Benzi che ha ricordato che ci sono persone ancora schiave e che c'è bisogno che i cristiani le accolgano e le liberino dalla loro condizione, e quella di Matteo, un ragazzo di una comunità di recupero, che raffrontandosi con gli altri ha saputo ritrovare se stesso. Si è poi pregato per molte intenzioni fatte prevenire all'organizazone dai fedeli, ma oltre a quelle espresse ve ne erano molte altre non dichiarate pubblicamente ma che comunque sono state ascoltate, sono quelle che ogni partecipante ha portato intimamente dentro di se per tutto il cammino. Infatti ogni persona aveva un motivo diverso per partecipare al pellegrinaggio ma vi è anche qualcosa che accomunava tutti, la fede in Maria Madre di Gesù e di tutta l'umanità e la certezza di trovare sempre aiuto e conforto rivolgendosi a Lei.
E alla fine del percorso, (questa edizione lievemente più lungo a seguito di una deviazione causa un tratto di strada impraticabile) davanti alla statua della Madonna di Loreto ognuno ha consegnato le intenzioni per cui ha camminato tutta la notte. Poi il ritorno a casa, sicuramente con un po' di stanchezza, ma anche con la gioia di aver compiuto un gesto di fede che ha arricchito l'animo.
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