Una simbolica, ma forte forma di protesta nei confronti del Governo così come avvenuto anche nel resto del Paese.
E’ l’iniziativa adottata dai commercianti di Camerino che hanno richiesto al sindaco Sandro Sborgia

un incontro nel corso del quale, oltre a rappresentare le proprie esigenze e difficoltà, hanno simbolicamente riconsegnato nelle mani del primo cittadino le chiavi dei propri esercizi commerciali.
"Riaprire in queste condizioni non è la soluzione migliore - a parlare Alessio Bottacchiari - soprattutto perchè non conosciamo bene criteri e modalità. Inoltre vorremo capire bene quando e come arriveranno gli aiuti economici previsti". Saracinesche che rischiano di essere abbassate definitivamente, come sottolinea Mario Bottega. "Se in questo momento la situazione è molto preoccupante per il domani sarà drammatica - le sue parole - Ogni attività ha quindi bisogno e diritto ad aiuti immediati per evitare chiusure di massa che saranno, purtroppo, molto probabili". Aveva già scritto una lettera al Premier Conte Serena Cerescioli, che aggiunge: "Una forma di protesta necessaria da parte di tante attività di Camerino e non solo che in questo momento hanno bisogno di essere sostenute da parte dello Stato. Un sostegno che non vuole essere una rinuncia alle prescrizioni volte alla salvaguardia della salute, ma chiediamo misure adeguate per affrontare i mesi che verranno e che saranno duri per tutti".
Un gesto di forte carattere simbolico per sensibilizzare il Governo ad adottare provvedimenti più rispondenti alle problematiche che alcuni settori commerciali, in testa bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, si trovano a dover affrontare a causa delle disposizioni che ne posticipano la riapertura ad inizio giugno. Richieste e problematiche che l’amministrazione comunale ha accolto e che trasmetterà nelle opportune sedi istituzionali, Regione e Governo, rappresentando le difficoltà di chi dopo il terremoto cercava di rialzarsi e che, invece, rischia ora di restare definitivamente al tappeto. Urgono provvedimenti mirati per evitare la desertificazione economico-produttiva, e non solo, di una città e di un territorio.
f.u.
E’ l’iniziativa adottata dai commercianti di Camerino che hanno richiesto al sindaco Sandro Sborgia

un incontro nel corso del quale, oltre a rappresentare le proprie esigenze e difficoltà, hanno simbolicamente riconsegnato nelle mani del primo cittadino le chiavi dei propri esercizi commerciali.
"Riaprire in queste condizioni non è la soluzione migliore - a parlare Alessio Bottacchiari - soprattutto perchè non conosciamo bene criteri e modalità. Inoltre vorremo capire bene quando e come arriveranno gli aiuti economici previsti". Saracinesche che rischiano di essere abbassate definitivamente, come sottolinea Mario Bottega. "Se in questo momento la situazione è molto preoccupante per il domani sarà drammatica - le sue parole - Ogni attività ha quindi bisogno e diritto ad aiuti immediati per evitare chiusure di massa che saranno, purtroppo, molto probabili". Aveva già scritto una lettera al Premier Conte Serena Cerescioli, che aggiunge: "Una forma di protesta necessaria da parte di tante attività di Camerino e non solo che in questo momento hanno bisogno di essere sostenute da parte dello Stato. Un sostegno che non vuole essere una rinuncia alle prescrizioni volte alla salvaguardia della salute, ma chiediamo misure adeguate per affrontare i mesi che verranno e che saranno duri per tutti".
Un gesto di forte carattere simbolico per sensibilizzare il Governo ad adottare provvedimenti più rispondenti alle problematiche che alcuni settori commerciali, in testa bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, si trovano a dover affrontare a causa delle disposizioni che ne posticipano la riapertura ad inizio giugno. Richieste e problematiche che l’amministrazione comunale ha accolto e che trasmetterà nelle opportune sedi istituzionali, Regione e Governo, rappresentando le difficoltà di chi dopo il terremoto cercava di rialzarsi e che, invece, rischia ora di restare definitivamente al tappeto. Urgono provvedimenti mirati per evitare la desertificazione economico-produttiva, e non solo, di una città e di un territorio.
f.u.
Con l'avvio della Fase 2 del piano di contenimento dell'emergenza coronavirus, dal 4 maggio potranno essere riaperti anche i cantieri edili della ricostruzione post sisma 2016. Proprio oggi il commissario straordinario Giovanni Legnini, ha auspicato che, grazie alle nuove disposizioni, possa ripartire il più alto numero possibile di cantieri, tornando nel contempo a ribadire che la ripresa delle attività dovrà avvenire nel pieno rispetto delle misure di sicurezza indicate dal governo e dai protocolli siglati dalle parti sociali. Riapriranno dunque sia i cantieri interrotti per l'emergenza Covid 19, sia quelli nuovi, che potranno avvantaggiarsi anche della semplificazione delle procedure per ottenere i contributi alla ricostruzione che verrà introdotta dall’ordinanza in cabina di regia per l’approvazione già questo giovedì 30 aprile .
Soddisfazione per un segnale atteso, nelle parole dei sindaci dell’entroterra montano, i cui comuni sono tra i più danneggiati dalle scosse del 2016.
“ Mi auguro davvero che si possa ripartire subito, a cominciare dai lavori che erano già in corso e bloccati dal virus - afferma il primo cittadino di Visso Gianluigi Spiganti Maurizi-. Certo, non sarà così semplice a Visso, dove scarse sono le possibilità di garantire agli operai un appoggio logistico per dormire e mangiare. Le nostre strutture disponibili, si riducono infatti ad un b&b con otto stanze e un altro affittacamere, costretti a chiudere a causa delle disposizioni dell’emergenza sanitaria. E’ per questo motivo che, nell’osservanza di tutte le precauzioni del caso, abbiamo chiesto e ottenuto dalla Regione Marche e dalla Prefettura la possibilità di farli riaprire, col limite dell'accoglienza ai soli operai delle ditte impegnate nei lavori ”. Apprezzamento dal primo cittadino anche in merito al cambio di passo che il Commissario Legnini sta dimostrando con i fatti di voler imprimere a tutto il percorso della ricostruzione. “Semplificazione e sburocratizzazione di tutte le pratiche - continua il sindaco-sono quello che attendiamo da tempo e che immobilizza tutto. Perimetrazioni o non perimetrazioni, siamo arrivati ad un punto che comunque ci vede tutti fermi. Così, è impossibile fare; se per portare avanti quei pochi progetti impieghiamo otto mesi, quando riusciremo a vedere una luce? A Visso bene o male sulle strutture pubbliche i progetti sono stati portati tutti a termine: entro giugno credo che riusciremo a partire con i lavori del Laghetto e la sistemazione del nuovo bar e, augurandoci che venga superata al più presto questa pandemia, magari riusciremo ad avere qualche persona che venga a trovarci. Riceviamo richieste da turisti e visitatori che vorrebbero tornare a passeggiare sulle nostre montagne e, proprio per questo, cresce l’esigenza di far ripartire le nostre attività e i lavori già avviati: mi riferisco ad esempio a quelli dell’area del Park Hotel ferma ormai da due mesi o alle strutture private rimaste anch'esse bloccate a causa di questo nemico invisibile che per noi che viviamo di turismo e che abbiamo subito una devastazione precedente, è purtroppo causa di un danno ulteriore”.
Dello stesso tenore il commento del sindaco di Muccia Mario Baroni, il quale sottolinea la necessità di mettere mano alla ricostruzione delle abitazioni, in maniera tale da consentire il ritorno a casa di tanti cittadini. “Capisco che in questo periodo la salute sia ben più importante dei cantieri e delle abitazioni- dice- tuttavia, con il calo dei contagiati e, soprattutto per queste nostre terre in cui il virus in realtà non è arrivato con la prepotenza di altre zone, è auspicabile che da lunedì prossimo si riparta. Nel vedere in tv che a Genova tutto è stato risolto, in deroga ad ogni disposizione e nonostante l'emergenza sanitaria nazionale, provo una certa rabbia - continua Baroni-; da noi anche i minimi interventi o i piccoli progetti sono segnati da mesi e mesi di attesa. E' evidente quindi che per ricostruire in fretta, le regole debbano essere semplificate”. Diversi i cantieri tra pubblici e privati che a Muccia stavano andando avanti e che il Covid ha fermato. “Quello che è più grave- sottolinea il sindaco- è che l’arresto ha riguardato anche le gare che restano ferme fino al 18 maggio, quando senza alcun contatto fisico tra le persone e per via telematica, sarebbero potute andare avanti ugualmente. Un’ulteriore perdita di tempo che poteva evitarsi. Adesso- conclude- l’augurio di tutti è che finalmente si riesca a prendere un passo spedito, perché siamo davvero stanchi di doverci lamentare sempre delle stesse problematiche irrisolte”.
Vede la ripartenza dei lavori come il segnale che ci voleva, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia: “La notizia che dal 4 maggio riaprono i cantieri ci rende felici - dichiara- ma occorre farlo con attenzione e responsabilità, perché questo nemico invisibile non è stato affatto debellato. Era ora che si ripartisse e non possiamo che essere contenti, ma le azioni responsabili non devono mai venir meno e, dato che questo passo in avanti porterà un maggiore movimento e una nuova concentrazione di persone impegnate nella ricostruzione, dovremo adottare tutte le cautele e le precauzioni necessarie e responsabilizzarci anche di più per evitare ogni rischio per la salute delle persone”. Riprendono dunque anche le messe in sicurezza nel centro storico e il percorso, bruscamente interrotto dalla pandemia, di rendere accessibili sempre più vie della zona rossa di Camerino. “L’obiettivo rimane quello e torneremo a perseguirlo da subito - dice Sborgia-. La priorità sarà proprio nella ripartenza di quei cantieri delle messe in sicurezza; abbiamo perso oltre un mese e mezzo che dobbiamo necessariamente recuperare, dunque, proseguiremo su quella strada”.
C.C.
Soddisfazione per un segnale atteso, nelle parole dei sindaci dell’entroterra montano, i cui comuni sono tra i più danneggiati dalle scosse del 2016.
“ Mi auguro davvero che si possa ripartire subito, a cominciare dai lavori che erano già in corso e bloccati dal virus - afferma il primo cittadino di Visso Gianluigi Spiganti Maurizi-. Certo, non sarà così semplice a Visso, dove scarse sono le possibilità di garantire agli operai un appoggio logistico per dormire e mangiare. Le nostre strutture disponibili, si riducono infatti ad un b&b con otto stanze e un altro affittacamere, costretti a chiudere a causa delle disposizioni dell’emergenza sanitaria. E’ per questo motivo che, nell’osservanza di tutte le precauzioni del caso, abbiamo chiesto e ottenuto dalla Regione Marche e dalla Prefettura la possibilità di farli riaprire, col limite dell'accoglienza ai soli operai delle ditte impegnate nei lavori ”. Apprezzamento dal primo cittadino anche in merito al cambio di passo che il Commissario Legnini sta dimostrando con i fatti di voler imprimere a tutto il percorso della ricostruzione. “Semplificazione e sburocratizzazione di tutte le pratiche - continua il sindaco-sono quello che attendiamo da tempo e che immobilizza tutto. Perimetrazioni o non perimetrazioni, siamo arrivati ad un punto che comunque ci vede tutti fermi. Così, è impossibile fare; se per portare avanti quei pochi progetti impieghiamo otto mesi, quando riusciremo a vedere una luce? A Visso bene o male sulle strutture pubbliche i progetti sono stati portati tutti a termine: entro giugno credo che riusciremo a partire con i lavori del Laghetto e la sistemazione del nuovo bar e, augurandoci che venga superata al più presto questa pandemia, magari riusciremo ad avere qualche persona che venga a trovarci. Riceviamo richieste da turisti e visitatori che vorrebbero tornare a passeggiare sulle nostre montagne e, proprio per questo, cresce l’esigenza di far ripartire le nostre attività e i lavori già avviati: mi riferisco ad esempio a quelli dell’area del Park Hotel ferma ormai da due mesi o alle strutture private rimaste anch'esse bloccate a causa di questo nemico invisibile che per noi che viviamo di turismo e che abbiamo subito una devastazione precedente, è purtroppo causa di un danno ulteriore”.
Dello stesso tenore il commento del sindaco di Muccia Mario Baroni, il quale sottolinea la necessità di mettere mano alla ricostruzione delle abitazioni, in maniera tale da consentire il ritorno a casa di tanti cittadini. “Capisco che in questo periodo la salute sia ben più importante dei cantieri e delle abitazioni- dice- tuttavia, con il calo dei contagiati e, soprattutto per queste nostre terre in cui il virus in realtà non è arrivato con la prepotenza di altre zone, è auspicabile che da lunedì prossimo si riparta. Nel vedere in tv che a Genova tutto è stato risolto, in deroga ad ogni disposizione e nonostante l'emergenza sanitaria nazionale, provo una certa rabbia - continua Baroni-; da noi anche i minimi interventi o i piccoli progetti sono segnati da mesi e mesi di attesa. E' evidente quindi che per ricostruire in fretta, le regole debbano essere semplificate”. Diversi i cantieri tra pubblici e privati che a Muccia stavano andando avanti e che il Covid ha fermato. “Quello che è più grave- sottolinea il sindaco- è che l’arresto ha riguardato anche le gare che restano ferme fino al 18 maggio, quando senza alcun contatto fisico tra le persone e per via telematica, sarebbero potute andare avanti ugualmente. Un’ulteriore perdita di tempo che poteva evitarsi. Adesso- conclude- l’augurio di tutti è che finalmente si riesca a prendere un passo spedito, perché siamo davvero stanchi di doverci lamentare sempre delle stesse problematiche irrisolte”.
Vede la ripartenza dei lavori come il segnale che ci voleva, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia: “La notizia che dal 4 maggio riaprono i cantieri ci rende felici - dichiara- ma occorre farlo con attenzione e responsabilità, perché questo nemico invisibile non è stato affatto debellato. Era ora che si ripartisse e non possiamo che essere contenti, ma le azioni responsabili non devono mai venir meno e, dato che questo passo in avanti porterà un maggiore movimento e una nuova concentrazione di persone impegnate nella ricostruzione, dovremo adottare tutte le cautele e le precauzioni necessarie e responsabilizzarci anche di più per evitare ogni rischio per la salute delle persone”. Riprendono dunque anche le messe in sicurezza nel centro storico e il percorso, bruscamente interrotto dalla pandemia, di rendere accessibili sempre più vie della zona rossa di Camerino. “L’obiettivo rimane quello e torneremo a perseguirlo da subito - dice Sborgia-. La priorità sarà proprio nella ripartenza di quei cantieri delle messe in sicurezza; abbiamo perso oltre un mese e mezzo che dobbiamo necessariamente recuperare, dunque, proseguiremo su quella strada”.
C.C.
Si amplifica il successo dell’iniziativa JukeBox delle Favole ideata dal gruppo Teatro in bilico di Camerino. La proposta virtuale nata con l’intento di tenere compagnia ai bambini, ragazzi ed adulti costretti dalla pandemia a restare a casa, ha infatti catturato l’attenzione dell'associazione Tolkieniani Italiani che riunisce vari studiosi, gruppi tolkieniani (come i Cavalieri del Mark) e singoli appassionati, allo scopo di tenere un dibattito culturale sulle opere del professore J.R.R. Tolkien dal punto di vista filologico, linguistico, filosofico. C'è inoltre l'interesse della web radio "La voce di Arda" che fa riferimento alla stessa associazione ed è nata esclusivamente per comunicare, trattare e scambiarsi pareri sulle opere del padre del Fantasy. Ne è scaturito dunque un inaspettato contatto che renderà possibile ulteriori connessioni già a partire da giovedì 30 aprile.
Attiva già da qualche settimana a cadenza giornaliera, l’iniziativa camerte del JukeBox delle Favole alla quale è possibile accedere dal Canale YouTube o dalla pagina facebook dell’associazione Teatro in Bilico, visto il grande successo riscontrato si è affrettata a raddoppiare gli appuntamenti, aggiungendo a quello delle ore 17.00 l'evento dellle ore 21.00. Ogni giorno lo spazio si anima di incontri accattivanti con le pagine più belle di racconti e storie, lette dai componenti del gruppo teatrale secondo una scelta personale o in base al gradimento e alle stesse segnalazioni pervenute dal pubblico da casa. Tra coloro che si sono messi all’ascolto, anche i componenti della società culturale tolkieniana alla quale non è sfuggita la lettura di Lo Hobbit fatta di Emy Morelli, la cui declamazione è stata molto apprezzata, tanto che la stessa attrice del Gruppo Teatro in Bilico, è stata chiamata a leggere sui canali della web Radio nella puntata Tolkien e Beowulf di giovedì 30 aprile alle ore 21.00.
“Debbo dire che siamo molto contenti dell’inaspettato successo che sta registrando la nostra iniziativa, partita in realtà quasi per gioco e in un periodo così difficile e duro da affrontare, più che altro per impiegare il nostro tempo e quello di chi ha desiderio di ascoltarci - spiega la presidente Giulia Giontella -. Oltre all’ottimo riscontro con tanti bambini che poi ci hanno anche scritto, tanti adulti che hanno espresso apprezzamento e condiviso anche le scelte delle storie che abbiamo deciso di raccontare ,c’è stata appunto la sorpresa di questo contatto che abbiamo avuto con la società tolkieniana che raggruppa gli studiosi di Tolkien. L’ascolto della lettura di Lo Hobbit a cura di Emy Morelli è stata l’occasione per apprezzare quello che stavamo facendo e chiederci di condividere con noi la passione per Tolkien, il che avverrà attraverso la diffusione via web radio di una delle nostre voci. Solo con la lettura di Lo Hobbit siamo arrivati ad oltre 3000 visualizzazioni che per la nostra ‘timida’ attività di lettura delle favole è un’attestazione senz’altro gratificante. Una sorpresa che non può che rallegrarci anche perché avviene da parte di chi sostanzialmente neanche ci conosce, però ha funzionato come una ventata molto positiva e di questo possiamo solo che essere contenti".
Entusiasta del segnale di amicizia che si è potuto instaurare, è la stessa Emy Morelli la quale, per questa bella opportunità e a nome del Gruppo Teatro in Bilico, ringrazia Giuseppe Scattolini, fondatore e presidente dei Cavalieri del Mark (gruppo tolkieniano che unisce gli appassionati marchigiani) e tra gli iniziatori e coordinatori del progetto dei Tolkieniani italiani
"Tutto quello che noi facciamo- conclude Giulia Giontella- racchiude uno spirito di passione, divertimento, oltre che, come già avvenuto in altre occasioni, un intento di solidarietà. E poi accadono queste cose che non possiamo che guardare con stupore ma che ci trasmettono un’ulteriore energia positiva e voglia di fare. E una cosa di cui siamo particolarmente contenti, è quella di portare il nome di Camerino fuori dal nostro territorio. Ci presentiamo e ci facciamo conoscere come Gruppo teatrale della città di Camerino e di questo siamo orgogliosi”.
C.C.
Attiva già da qualche settimana a cadenza giornaliera, l’iniziativa camerte del JukeBox delle Favole alla quale è possibile accedere dal Canale YouTube o dalla pagina facebook dell’associazione Teatro in Bilico, visto il grande successo riscontrato si è affrettata a raddoppiare gli appuntamenti, aggiungendo a quello delle ore 17.00 l'evento dellle ore 21.00. Ogni giorno lo spazio si anima di incontri accattivanti con le pagine più belle di racconti e storie, lette dai componenti del gruppo teatrale secondo una scelta personale o in base al gradimento e alle stesse segnalazioni pervenute dal pubblico da casa. Tra coloro che si sono messi all’ascolto, anche i componenti della società culturale tolkieniana alla quale non è sfuggita la lettura di Lo Hobbit fatta di Emy Morelli, la cui declamazione è stata molto apprezzata, tanto che la stessa attrice del Gruppo Teatro in Bilico, è stata chiamata a leggere sui canali della web Radio nella puntata Tolkien e Beowulf di giovedì 30 aprile alle ore 21.00.
“Debbo dire che siamo molto contenti dell’inaspettato successo che sta registrando la nostra iniziativa, partita in realtà quasi per gioco e in un periodo così difficile e duro da affrontare, più che altro per impiegare il nostro tempo e quello di chi ha desiderio di ascoltarci - spiega la presidente Giulia Giontella -. Oltre all’ottimo riscontro con tanti bambini che poi ci hanno anche scritto, tanti adulti che hanno espresso apprezzamento e condiviso anche le scelte delle storie che abbiamo deciso di raccontare ,c’è stata appunto la sorpresa di questo contatto che abbiamo avuto con la società tolkieniana che raggruppa gli studiosi di Tolkien. L’ascolto della lettura di Lo Hobbit a cura di Emy Morelli è stata l’occasione per apprezzare quello che stavamo facendo e chiederci di condividere con noi la passione per Tolkien, il che avverrà attraverso la diffusione via web radio di una delle nostre voci. Solo con la lettura di Lo Hobbit siamo arrivati ad oltre 3000 visualizzazioni che per la nostra ‘timida’ attività di lettura delle favole è un’attestazione senz’altro gratificante. Una sorpresa che non può che rallegrarci anche perché avviene da parte di chi sostanzialmente neanche ci conosce, però ha funzionato come una ventata molto positiva e di questo possiamo solo che essere contenti".
Entusiasta del segnale di amicizia che si è potuto instaurare, è la stessa Emy Morelli la quale, per questa bella opportunità e a nome del Gruppo Teatro in Bilico, ringrazia Giuseppe Scattolini, fondatore e presidente dei Cavalieri del Mark (gruppo tolkieniano che unisce gli appassionati marchigiani) e tra gli iniziatori e coordinatori del progetto dei Tolkieniani italiani
"Tutto quello che noi facciamo- conclude Giulia Giontella- racchiude uno spirito di passione, divertimento, oltre che, come già avvenuto in altre occasioni, un intento di solidarietà. E poi accadono queste cose che non possiamo che guardare con stupore ma che ci trasmettono un’ulteriore energia positiva e voglia di fare. E una cosa di cui siamo particolarmente contenti, è quella di portare il nome di Camerino fuori dal nostro territorio. Ci presentiamo e ci facciamo conoscere come Gruppo teatrale della città di Camerino e di questo siamo orgogliosi”.
C.C.
L'emergenza coronavirus costringe a ripensare anche " Cortili in fiore", diventato da parecchi anni evento di punta della città ducale. Per l'occasione, gli spazi suggestivi della città di Camerino, avrebbero dovuto essere ingentiliti da tanti fiori proprio in questi giorni. Ma una manifestazione che non si è mai arresa di fronte ad ostacolo alcuno, non poteva che rifiorire di nuovo e con identico spirito, anche se in una veste completamente diversa. E' così che è nato il contest "Bacheche in fiore" (#bachecheinfiore) rivisitazione forzata di "Cortili in fiore" che, come altre maniifestazioni all'aperto e aperte al pubblico costrette al rinvio,non potrà svolgersi nella data tradizionale. "Perché non godere lo stesso dei colori di questa stagione? "Bacheche in fiore è pensato per cercare di condividere, una stagione bella come la primavera, ricca di fiori e colori che purtroppo non possiamo vivere appieno - spiega l'assessore alla cultura Giovanna Sartori - Certo, non si può compensare il rinvio di un evento, ma perché rinunciarvi completamente? Viviamo un territorio stupendo, che in questo periodo fiorisce letteralmente. C'è naturalmente, il dispiacere di non poter organizzare Cortili in fiore, che speriamo di poter rimandare a ottobre, ma c'è anche il pensiero di non perderci d'animo e cercare di coinvolgere lo stesso la comunità, seppure in maniera diversa. Così-confida l'assessore Sartori- ci siamo confrontate con Roberta Grifantini e Fiorella Paino, ideatrici di Cortili in fiore, e loro sono state subito entusiaste di questa idea. Anzi, le ringrazio per averla subito condivisa. La disponibilità nel collaborare, condividere i progetti e le proposte per la città, dà la forza di riorganizzarsi e reinventarsi sempre". Il contest consisterà nel pubblicare fino all'1 maggio sulla propria bacheca Facebook foto di fiori del nostro giardino, di un vaso, che abbiamo in terrazzo, negli orti, oppure foto delle passate edizioni della manifestazione o fiori disegnati da bimbi e ragazzi, accompagnate dall'hashtag #bachecheinfiore. E così, sarà di nuovo Cortili in fiore".
C.C.

C.C.

Tra le principali novità introdotte dal presidente del Consiglio Conte, in concomitanza con la partenza della fase 2 dell’emergenza coronavirus e una maggiore libertà di movimento nel rispetto dei protocolli di sicurezza, dal 4 maggio c’è la possibilità per ristoranti e bar di attivare il take away o servizio da asporto.
I locali potranno effettuare consegne a domicilio ,come già in parte fanno, ma i clienti, sempre nel rispetto delle regole potranno anche recarsi loro stessi a ritirare i prodotti ordinati. Così recita il decreto: “Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi”.
Un timido segnale di ripresa per coloro che, nella generalità dei casi, in tutto questo tempo hanno accusato ill fermo delle loro attività.
" In realtà queste nuove disposizioni non danno grandi speranze a settori come il nostro- afferma Elisa, titolare dell’agriturismo Le Querce di Sarnano- Il cibo da asporto che infatti producono gli agriturismi, è molto complicato da farsi. Noi utilizziamo sempre prodotti freschi a chilometro zero, il che significa poter garantire tutti i giorni ai nostri clienti un' offerta che oggi è molto difficile da reperire o comunque poter immagazzinare in breve tempo, per averne ampia diponibilità. Proprio per questo motivo – aggiunge Elisa- non penso che tante attività come la nostra o tanti ristoranti potranno aderire a questa iniziativa, a differenza invece delle pizzerie o dei pub che magari utilizzano dei prodotti a lunga conservazione.

Come agriturismo, in realtà tutto questo periodo noi lo abbiamo vissuto in un modo molto produttivo, perché la campagna e la natura non si sono fermate e di lavoro da fare nei campi, nell’orto e nel frutteto ne abbiamo avuto. Di certo il blocco della clientela in un periodo come questo ricco di festività ha pesato molto e la predita per tutto il settore dell’agriturismo è stata consistente. Date quelle del lunedì di pasquetta, 25 aprile o 1 maggio in cui le temperature sono ancora basse e le persone prediligono la natura e le passeggiate in campagna e questo ha comportato per noi una grossa perdita economica. Per il futuro siamo certamente come tutti molto preoccupati- conclude Elisa- Difficile capire come potremo organizzarci nel momento in cui ci diranno che potremo muoverci. Il mantenimento delle distanze di sicurezza sia per i clienti che per noi stessi e per i dipendenti. Ci preoccupa molto; nell’attività ristorativa è infatti impossibile non potersi avvicinare ad un cliente e dunque bisognerà lavorarci molto”.
Più positivo il commento di Deborah dell’Agri –Gourmet “Spizzicus” di Camerino che già dal 31 marzo scorso, per quel che si è potuto, ha ripreso ad effettuare consegne a domicilio di pizza bio nelle zone limitrofe,. “Per questo mese ce la siamo cavata abbastanza bene; anche se le difficoltà e i disagi sono parecchi, siamo riusciti ad accontentare la clientela e ne siamo contenti perché abbiamo passione per il nostro lavoro e ci fa piacere contribuire ad alleviare per quel che si può la problematica che tutti stanno vivendo.

Seppure partiti un po’ sfiduciati- continua Deborah-giorno per giorno ci siamo resi conto di quanto siano legati gli italiani ad un prodotto come la pizza, per cui il nostro lavoro ha potuto continuare bene e in tranquillità. Certo, per il futuro la vediamo abbastanza dura. Prima che l’economia riprenda ce ne vorrà, specie per i piccoli imprenditori come noi o comunque per i privati. Che dire, ce la metteremo tutta, la volontà c’è. A farci ben sperare è anche la particolarità del biologico e della stagionalità delle materie prime da noi utilizzate, che stanno riscuotendo il favore delle persone. Abbiamo adottato questa scelta, ma è un sacrificio che alla fine ci sta ripagando con un bell'apprezzamento della clientela”.
Meno rosea la visione di chi si trova sulla costa e, al primo raggio di sole primaverile, avrebbe visto locale e ampi spazi antistanti riempirsi.
” Già la possibilità di poter fare l’asporto è qualcosa – dice Andrea Savoretti, titolare dello chalet “ Ai due re” del lungomare Piermanni a Civitanova Marche-.
"La ripresa del lavoro in un settore finora completamento fermo per tutto il periodo dell'mergenza, significa già qualcosa, tuttavia, essendo la nostra un’attività che comprende sia ristorazione e pizzeria che il balneare, la preoccupazione maggiore è per l’incognita e la scarsa chiarezza su come poter affrontare il passo successivo. Ci auguriamo che il governo riesca a dare delle linee guida che tutelino chi ha delle attività che hanno problemi di ristrettezza di spazi, altrimenti c'è chi non potrà riaprie.

Siamo tutti in balia di una situazione molto confusa- continua Andrea- Meglio non dire quanto abbiamo perso fino ad oggi ma per averne l'amara sorpresa basta un semplice confronto col fatturato dello stesso periodo di prima della pandemia. Il tema della salute è primario e fondamentale - sottolinea il titolare dello chalet-pizzeria discoteca- diversa è però una situazione sanitaria nella quale con tutta probabilità dovremo convivere, nel qual caso, sarà necessario intraprendere delle azioni più forti e bisognerà anche assumere un atto di responsabilità nel delineare le linee guida. A dirla con chiare parole, siamo arrivati a maggio e il settore che deve essere trainante per l’Italia è il turismo e un decreto che non ci fa aprire fino al primo giugno, sapendo che poi nel momento in cui si potrà partire dovremo mettere in atto una serie di misure ristrettive, ci crea preoccupazione. Per assorbirle, la verità è che se ne andrà anche tutto il mese di giugno”.
Tengono duro ma temono il futuro lanche i titolari dell’Osteria "Spartacus" di Camerino. Solo da pochissimi giorni, l'attività ha iniziato il servizio di consegne a domicilio ma esclusivamente per cibi preparati a base di carni, grigliate miste e dolci. Piccoli passi di riconquista nel lavoro, ma non tutto appare così scontato e semplice; poca cosa lo stesso contributo arrivato dallo Stato che non è bastato nemmeno per pagare le quote fisse di luce e metano .

“Abbiamo pubblicato sui social che saremmo ripartiti in modalità diversa e qualche richiesta l'abbiamo già ricevuta- dice la titolare Fiorella-. Speriamo di poter continuare, altrimenti vedremo dopo il 4 maggio come poter proseguire. La scelta dei prodotti da asporto è limitata a poche preparazioni per garantire il fresco, per cui si potranno ordinare solo cibi più semplici a base di carne e qualche dolce ma non facciamo i primi piatti ”. Durissimo il periodo di chiusura per un’attività sulla quale la famiglia, rimasta senza lavoro dopo il sisma del 2016, aveva investito. “Ritrovarsi chiusi dopo nemmeno due anni dall’apertura, per un locale che comunque stava andando bene, vuol dire subire un danno gravissimo. Andare avanti è molto dura; l’unica cosa che possiamo augurarci è che da giugno tutto possa riprendere normalmente, altrimenti il nostro futuro sarà a pezzi. Io sono sempre positiva, ma questa volta la vedo davvero difficile. E’ un’idea stroncata sul nascere quella che mi coinvolge in prima persona insieme a mio figlio e due dipendenti e, anche se l’indole è quella di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, qui c’è da aggrapparsi alla sola speranza che tutti riescano a superare questa situazione nel migliore dei modi possibile”.
C.C.
I locali potranno effettuare consegne a domicilio ,come già in parte fanno, ma i clienti, sempre nel rispetto delle regole potranno anche recarsi loro stessi a ritirare i prodotti ordinati. Così recita il decreto: “Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi”.
Un timido segnale di ripresa per coloro che, nella generalità dei casi, in tutto questo tempo hanno accusato ill fermo delle loro attività.
" In realtà queste nuove disposizioni non danno grandi speranze a settori come il nostro- afferma Elisa, titolare dell’agriturismo Le Querce di Sarnano- Il cibo da asporto che infatti producono gli agriturismi, è molto complicato da farsi. Noi utilizziamo sempre prodotti freschi a chilometro zero, il che significa poter garantire tutti i giorni ai nostri clienti un' offerta che oggi è molto difficile da reperire o comunque poter immagazzinare in breve tempo, per averne ampia diponibilità. Proprio per questo motivo – aggiunge Elisa- non penso che tante attività come la nostra o tanti ristoranti potranno aderire a questa iniziativa, a differenza invece delle pizzerie o dei pub che magari utilizzano dei prodotti a lunga conservazione.

Come agriturismo, in realtà tutto questo periodo noi lo abbiamo vissuto in un modo molto produttivo, perché la campagna e la natura non si sono fermate e di lavoro da fare nei campi, nell’orto e nel frutteto ne abbiamo avuto. Di certo il blocco della clientela in un periodo come questo ricco di festività ha pesato molto e la predita per tutto il settore dell’agriturismo è stata consistente. Date quelle del lunedì di pasquetta, 25 aprile o 1 maggio in cui le temperature sono ancora basse e le persone prediligono la natura e le passeggiate in campagna e questo ha comportato per noi una grossa perdita economica. Per il futuro siamo certamente come tutti molto preoccupati- conclude Elisa- Difficile capire come potremo organizzarci nel momento in cui ci diranno che potremo muoverci. Il mantenimento delle distanze di sicurezza sia per i clienti che per noi stessi e per i dipendenti. Ci preoccupa molto; nell’attività ristorativa è infatti impossibile non potersi avvicinare ad un cliente e dunque bisognerà lavorarci molto”.
Più positivo il commento di Deborah dell’Agri –Gourmet “Spizzicus” di Camerino che già dal 31 marzo scorso, per quel che si è potuto, ha ripreso ad effettuare consegne a domicilio di pizza bio nelle zone limitrofe,. “Per questo mese ce la siamo cavata abbastanza bene; anche se le difficoltà e i disagi sono parecchi, siamo riusciti ad accontentare la clientela e ne siamo contenti perché abbiamo passione per il nostro lavoro e ci fa piacere contribuire ad alleviare per quel che si può la problematica che tutti stanno vivendo.

Seppure partiti un po’ sfiduciati- continua Deborah-giorno per giorno ci siamo resi conto di quanto siano legati gli italiani ad un prodotto come la pizza, per cui il nostro lavoro ha potuto continuare bene e in tranquillità. Certo, per il futuro la vediamo abbastanza dura. Prima che l’economia riprenda ce ne vorrà, specie per i piccoli imprenditori come noi o comunque per i privati. Che dire, ce la metteremo tutta, la volontà c’è. A farci ben sperare è anche la particolarità del biologico e della stagionalità delle materie prime da noi utilizzate, che stanno riscuotendo il favore delle persone. Abbiamo adottato questa scelta, ma è un sacrificio che alla fine ci sta ripagando con un bell'apprezzamento della clientela”.
Meno rosea la visione di chi si trova sulla costa e, al primo raggio di sole primaverile, avrebbe visto locale e ampi spazi antistanti riempirsi.
” Già la possibilità di poter fare l’asporto è qualcosa – dice Andrea Savoretti, titolare dello chalet “ Ai due re” del lungomare Piermanni a Civitanova Marche-.
"La ripresa del lavoro in un settore finora completamento fermo per tutto il periodo dell'mergenza, significa già qualcosa, tuttavia, essendo la nostra un’attività che comprende sia ristorazione e pizzeria che il balneare, la preoccupazione maggiore è per l’incognita e la scarsa chiarezza su come poter affrontare il passo successivo. Ci auguriamo che il governo riesca a dare delle linee guida che tutelino chi ha delle attività che hanno problemi di ristrettezza di spazi, altrimenti c'è chi non potrà riaprie.

Siamo tutti in balia di una situazione molto confusa- continua Andrea- Meglio non dire quanto abbiamo perso fino ad oggi ma per averne l'amara sorpresa basta un semplice confronto col fatturato dello stesso periodo di prima della pandemia. Il tema della salute è primario e fondamentale - sottolinea il titolare dello chalet-pizzeria discoteca- diversa è però una situazione sanitaria nella quale con tutta probabilità dovremo convivere, nel qual caso, sarà necessario intraprendere delle azioni più forti e bisognerà anche assumere un atto di responsabilità nel delineare le linee guida. A dirla con chiare parole, siamo arrivati a maggio e il settore che deve essere trainante per l’Italia è il turismo e un decreto che non ci fa aprire fino al primo giugno, sapendo che poi nel momento in cui si potrà partire dovremo mettere in atto una serie di misure ristrettive, ci crea preoccupazione. Per assorbirle, la verità è che se ne andrà anche tutto il mese di giugno”.
Tengono duro ma temono il futuro lanche i titolari dell’Osteria "Spartacus" di Camerino. Solo da pochissimi giorni, l'attività ha iniziato il servizio di consegne a domicilio ma esclusivamente per cibi preparati a base di carni, grigliate miste e dolci. Piccoli passi di riconquista nel lavoro, ma non tutto appare così scontato e semplice; poca cosa lo stesso contributo arrivato dallo Stato che non è bastato nemmeno per pagare le quote fisse di luce e metano .

“Abbiamo pubblicato sui social che saremmo ripartiti in modalità diversa e qualche richiesta l'abbiamo già ricevuta- dice la titolare Fiorella-. Speriamo di poter continuare, altrimenti vedremo dopo il 4 maggio come poter proseguire. La scelta dei prodotti da asporto è limitata a poche preparazioni per garantire il fresco, per cui si potranno ordinare solo cibi più semplici a base di carne e qualche dolce ma non facciamo i primi piatti ”. Durissimo il periodo di chiusura per un’attività sulla quale la famiglia, rimasta senza lavoro dopo il sisma del 2016, aveva investito. “Ritrovarsi chiusi dopo nemmeno due anni dall’apertura, per un locale che comunque stava andando bene, vuol dire subire un danno gravissimo. Andare avanti è molto dura; l’unica cosa che possiamo augurarci è che da giugno tutto possa riprendere normalmente, altrimenti il nostro futuro sarà a pezzi. Io sono sempre positiva, ma questa volta la vedo davvero difficile. E’ un’idea stroncata sul nascere quella che mi coinvolge in prima persona insieme a mio figlio e due dipendenti e, anche se l’indole è quella di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, qui c’è da aggrapparsi alla sola speranza che tutti riescano a superare questa situazione nel migliore dei modi possibile”.
C.C.
Con la sentenza n. 337/2020 del 23 aprile, il Tribunale di Macerata ha rigettate tutte le domande proposte dalla ditta appaltatrice I Platani SRL in due giudizi, successivamente riuniti, promossi contro la Provincia di Macerata relativamente ai lavori per la realizzazione del campus scolastico di Camerino. Oltre al rigetto delle domande la ditta è stata condannata al pagamento delle spese legali e della consulenza tecnica d'ufficio svolta in corso di causa.
Nel corso della costruzione, l’impresa appaltatrice ha interrotto i lavori nel dicembre 2008 e ha abbandonato il cantiere nonostante il richiamo della Provincia. Di conseguenza l’Ente ha deciso la risoluzione contrattuale per grave inadempimento.
Nello stesso periodo il cantiere venne sottoposto a sequestro penale per quasi due anni in esito a un esposto da parte della stessa ditta appaltatrice, rivelatosi poi infondato, e che però portò addirittura all'apertura di un procedimento penale per frana colposa contro, tra gli altri, alcuni funzionari della Provincia che vennero in seguito completamente scagionati.
Oltre alla vicenda penale, la ditta avviò, negli anni 2009 e 2010, due cause civili avanti al Tribunale di Macerata, poi successivamente riunite, chiedendo un risarcimento danni per un importo complessivo di oltre 7 milioni di euro.
“Una vicenda assurda legata alla costruzione di una importante opera pubblica - afferma il Presidente Antonio Pettinari - e che vedeva una ditta responsabile di ritardi e di lavori in parte eseguiti male, con un cantiere abbandonato senza motivo. Questa azienda addirittura avrebbe preteso un risarcimento e per giunta milionario”.
La Provincia si costituì in giudizio per resistere a questa iniziativa giudiziaria, contestando totalmente le richieste e chiedendo a sua volta, in via riconvenzionale, il risarcimento dei danni subiti a causa del blocco del cantiere e delle notevoli spese necessarie per riparare i lavori non eseguiti a regola d’arte e quelli non effettuati affatto. L’Amministrazione provinciale, infatti, dopo il provvedimento di risoluzione contrattuale, si è trovata con un cantiere incompleto, abbandonato e chiuso a seguito del sequestro.
“Quando sono stato eletto nel 2011 trovai un cantiere in completo degrado, a seguito anche del lungo periodo di sequestro penale, sepolto dalle erbacce e dai rovi, una vera e propria incompiuta che rischiava di rimanere tale - prosegue Pettinari -. Al primo sopralluogo provai un colpo al cuore, ma poi ci siamo rimboccati le maniche; creai un gruppo di lavoro ad hoc insieme alla Provincia e grazie al lavoro e all’impegno dei nostri tecnici e delle imprese incaricate e di tutti noi siamo riusciti nel miracolo. All’inizio dell’anno scolastico nel settembre 2013, il nuovo campus fu inaugurato, nonostante non fosse completato in alcune parti. Ieri il Tribunale di Macerata con la sentenza ha quindi riconosciuto la correttezza dell’operato della Provincia e, al contrario, ha respinto in toto le richieste dell’azienda, ritenendola responsabile di quanto accaduto. Esprimo la soddisfazione dell’Amministrazione provinciale per una conclusione di una vicenda surreale che ha visto l’Ente fortemente danneggiato dal comportamento dell’impresa anche a livello economico e costretta a eseguire lavori aggiuntivi e molto costosi. Analoghi danni e gravi disagi sono stati subiti dalla comunità scolastica e dall’intero comprensorio montano che hanno dovuto attendere molti anni per avere finalmente a disposizione una nuova scuola confortevole e sicura. Attualmente nel campus sono ospitate tutte le scuole superiori di Camerino. La Provincia ha progettato, approvato e in parte già eseguito nuovi interventi per il completamento del campus”.
C.C.
Nel corso della costruzione, l’impresa appaltatrice ha interrotto i lavori nel dicembre 2008 e ha abbandonato il cantiere nonostante il richiamo della Provincia. Di conseguenza l’Ente ha deciso la risoluzione contrattuale per grave inadempimento.
Nello stesso periodo il cantiere venne sottoposto a sequestro penale per quasi due anni in esito a un esposto da parte della stessa ditta appaltatrice, rivelatosi poi infondato, e che però portò addirittura all'apertura di un procedimento penale per frana colposa contro, tra gli altri, alcuni funzionari della Provincia che vennero in seguito completamente scagionati.
Oltre alla vicenda penale, la ditta avviò, negli anni 2009 e 2010, due cause civili avanti al Tribunale di Macerata, poi successivamente riunite, chiedendo un risarcimento danni per un importo complessivo di oltre 7 milioni di euro.
“Una vicenda assurda legata alla costruzione di una importante opera pubblica - afferma il Presidente Antonio Pettinari - e che vedeva una ditta responsabile di ritardi e di lavori in parte eseguiti male, con un cantiere abbandonato senza motivo. Questa azienda addirittura avrebbe preteso un risarcimento e per giunta milionario”.
La Provincia si costituì in giudizio per resistere a questa iniziativa giudiziaria, contestando totalmente le richieste e chiedendo a sua volta, in via riconvenzionale, il risarcimento dei danni subiti a causa del blocco del cantiere e delle notevoli spese necessarie per riparare i lavori non eseguiti a regola d’arte e quelli non effettuati affatto. L’Amministrazione provinciale, infatti, dopo il provvedimento di risoluzione contrattuale, si è trovata con un cantiere incompleto, abbandonato e chiuso a seguito del sequestro.
“Quando sono stato eletto nel 2011 trovai un cantiere in completo degrado, a seguito anche del lungo periodo di sequestro penale, sepolto dalle erbacce e dai rovi, una vera e propria incompiuta che rischiava di rimanere tale - prosegue Pettinari -. Al primo sopralluogo provai un colpo al cuore, ma poi ci siamo rimboccati le maniche; creai un gruppo di lavoro ad hoc insieme alla Provincia e grazie al lavoro e all’impegno dei nostri tecnici e delle imprese incaricate e di tutti noi siamo riusciti nel miracolo. All’inizio dell’anno scolastico nel settembre 2013, il nuovo campus fu inaugurato, nonostante non fosse completato in alcune parti. Ieri il Tribunale di Macerata con la sentenza ha quindi riconosciuto la correttezza dell’operato della Provincia e, al contrario, ha respinto in toto le richieste dell’azienda, ritenendola responsabile di quanto accaduto. Esprimo la soddisfazione dell’Amministrazione provinciale per una conclusione di una vicenda surreale che ha visto l’Ente fortemente danneggiato dal comportamento dell’impresa anche a livello economico e costretta a eseguire lavori aggiuntivi e molto costosi. Analoghi danni e gravi disagi sono stati subiti dalla comunità scolastica e dall’intero comprensorio montano che hanno dovuto attendere molti anni per avere finalmente a disposizione una nuova scuola confortevole e sicura. Attualmente nel campus sono ospitate tutte le scuole superiori di Camerino. La Provincia ha progettato, approvato e in parte già eseguito nuovi interventi per il completamento del campus”.
C.C.
" Mai avrei pensato, come Presidente di questa associazione, di dover scrivere queste parole, eppure la situazione legata all’emergenza sanitaria del Covid-19 me lo impone"
Così Stefania Scuri, presidente dell'associazione Corsa alla Spada e Palio di Camerino nell'annunciare con dispiacere che, a causa dell'emergenza sanitaria del Covid-19, non sarà possibile assicurare per l'imminente mese di maggio, il ricco calendario di eventi e iniziative della rievocazione camerte , in preparazione già da tempo. Ma una delle cerimonie più suggestive quale l'Offerta dei Ceri che tradizionalmente si tiene il 17 maggio, vigilia della festa del patrono, anche se in forma diversa e più raccolta, riuscirà ugualmente ad essere garantita.
"Questo sarebbe stato il periodo in cui avremmo letto con gioia, tutti insieme, il calendario denso di eventi della nostra rievocazione storica - scrive la presidente Stefania Scuri- ed invece ciò non sarà possibile. In questi giorni, tuttavia, dopo uno scrupoloso confronto con il Direttivo Centrale, abbiamo deciso che un’offerta dei Ceri debba essere comunque vissuta, poiché da sempre esprime la devozione di tutta la nostra città al Santo Venanzio. Chiaramente - continua Stefania Scuri- sarà un’offerta dei ceri diversa, densa di significato, ma rispettosa di quelle che sono o saranno le norme preventive in essere. Questo non vuol dire che non potremo assistere in alcun modo alla cerimonia ma ci organizzeremo affinché ognuno di voi la possa vivere da casa. Certo sarà diverso ma sarà comunque emozionante e rappresenterà un momento nel quale ognuno di noi potrà portare, simbolicamente, un po’ di luce accendendo magari la propria lanterna. Per quanto riguarda, invece, la corsa che come da tradizione si corre la domenica successiva il giorno del Patrono, dobbiamo necessariamente rinviarla a data da destinarsi, con la ferma volontà di organizzarla appena sarà possibile, sempre nel rispetto delle norme che verranno stabilite per la Fase 2 dell’emergenza.
Da parte mia e di tutta l’Associazione - conclude la presidente Stefania Scuri- verrà profuso tutto l’impegno possibile affinché la 39° edizione non venga persa e possa essere ricordata come una ulteriore vittoria per la città. Vi giunga, nell’attesa di poterci incontrare di nuovo, da parte della Corsa alla Spada e Palio un affettuoso abbraccio simbolico".
C.C.
Così Stefania Scuri, presidente dell'associazione Corsa alla Spada e Palio di Camerino nell'annunciare con dispiacere che, a causa dell'emergenza sanitaria del Covid-19, non sarà possibile assicurare per l'imminente mese di maggio, il ricco calendario di eventi e iniziative della rievocazione camerte , in preparazione già da tempo. Ma una delle cerimonie più suggestive quale l'Offerta dei Ceri che tradizionalmente si tiene il 17 maggio, vigilia della festa del patrono, anche se in forma diversa e più raccolta, riuscirà ugualmente ad essere garantita.
"Questo sarebbe stato il periodo in cui avremmo letto con gioia, tutti insieme, il calendario denso di eventi della nostra rievocazione storica - scrive la presidente Stefania Scuri- ed invece ciò non sarà possibile. In questi giorni, tuttavia, dopo uno scrupoloso confronto con il Direttivo Centrale, abbiamo deciso che un’offerta dei Ceri debba essere comunque vissuta, poiché da sempre esprime la devozione di tutta la nostra città al Santo Venanzio. Chiaramente - continua Stefania Scuri- sarà un’offerta dei ceri diversa, densa di significato, ma rispettosa di quelle che sono o saranno le norme preventive in essere. Questo non vuol dire che non potremo assistere in alcun modo alla cerimonia ma ci organizzeremo affinché ognuno di voi la possa vivere da casa. Certo sarà diverso ma sarà comunque emozionante e rappresenterà un momento nel quale ognuno di noi potrà portare, simbolicamente, un po’ di luce accendendo magari la propria lanterna. Per quanto riguarda, invece, la corsa che come da tradizione si corre la domenica successiva il giorno del Patrono, dobbiamo necessariamente rinviarla a data da destinarsi, con la ferma volontà di organizzarla appena sarà possibile, sempre nel rispetto delle norme che verranno stabilite per la Fase 2 dell’emergenza.
Da parte mia e di tutta l’Associazione - conclude la presidente Stefania Scuri- verrà profuso tutto l’impegno possibile affinché la 39° edizione non venga persa e possa essere ricordata come una ulteriore vittoria per la città. Vi giunga, nell’attesa di poterci incontrare di nuovo, da parte della Corsa alla Spada e Palio un affettuoso abbraccio simbolico".
C.C.
L'impegno di tanti anni di Sagra dell'Acquaticcio rimarrà tangibile per molto tempo all'ospedale di Camerino.
Un segno indelebile quello che l'ex direttivo della Sagra dell'Acquaticcio di Belforte del Chienti ha voluto lasciare per tutto il territorio, in questo periodo di emergenza.
Dopo aver contribuito alla retta della scuola di equitazione per una famiglia del paese con un ragazzo disabile e dopo aver acquistato le mascherine per tutte le famiglie di Belforte, gli ex componenti del direttivo belfortese hanno consegnato, questa mattina, al Covid Hospital di Camerino, due barelle che in questo momento serviranno per la terapia intensiva e la degenza breve, ma passata l'emergenza potranno essere utilizzate anche per il pronto soccorso. Su entrambe le barelle, una targhetta che ricorda gli autori della donazione.

"L'obiettivo, infatti - come ricorda l'ex presidente della sagra, Simonetta Mancini - era quello di offrire un aiuto che restasse all'ospedale anche dopo l'emergenza. Con l'ex direttivo abbiamo organizzato per quarant'anni la festa belfortese, oggi siamo orgogliosi di aver azzerato il fondo cassa aiutando chi ne ha bisogno. Gli ultimi risparmi andranno alla Protezione civile di Belforte del Chienti".
Presenti alla consegna alcuni rappresentanti dell'ex comitato, il sindaco di Belforte del Chienti Alessio Vita e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia e una delegazione di sanitari dell'ospedale camerte.
"Un grande gesto - ha detto il sindaco di Belforte del Chienti - che i miei concittadini hanno voluto fare a tutte quelle persone che, purtroppo, stanno attraversando un momento difficile. Credo che, come sindaco, non ci sia nulla di più bello che sottolineare questo gesto che si aggiunge a quello di aver donato le mascherine a tutti i belfortesi. Un bel segno di solidarietà e fratellanza".
Grato il sindaco della città ducale, Sandro Sborgia: "Stiamo vedendo tantissima solidarietà e molta attenzione per la nostra struttura sanitaria. La vicinanza e l'affetto che le comunità provano nei confronti di questo ospedale dimostrano come il nosocomio camerte sia il punto di riferimento dell'area montana. Sebbene il nostro entroterra non sia densamente popolato come le zone costiere, questo costituisce un presidio vitale per la salute di tutti i cittadini dell'entroterra. Camerino e le comunità vicine lo dimostrano con questi segni".
GS



Un segno indelebile quello che l'ex direttivo della Sagra dell'Acquaticcio di Belforte del Chienti ha voluto lasciare per tutto il territorio, in questo periodo di emergenza.
Dopo aver contribuito alla retta della scuola di equitazione per una famiglia del paese con un ragazzo disabile e dopo aver acquistato le mascherine per tutte le famiglie di Belforte, gli ex componenti del direttivo belfortese hanno consegnato, questa mattina, al Covid Hospital di Camerino, due barelle che in questo momento serviranno per la terapia intensiva e la degenza breve, ma passata l'emergenza potranno essere utilizzate anche per il pronto soccorso. Su entrambe le barelle, una targhetta che ricorda gli autori della donazione.

"L'obiettivo, infatti - come ricorda l'ex presidente della sagra, Simonetta Mancini - era quello di offrire un aiuto che restasse all'ospedale anche dopo l'emergenza. Con l'ex direttivo abbiamo organizzato per quarant'anni la festa belfortese, oggi siamo orgogliosi di aver azzerato il fondo cassa aiutando chi ne ha bisogno. Gli ultimi risparmi andranno alla Protezione civile di Belforte del Chienti".
Presenti alla consegna alcuni rappresentanti dell'ex comitato, il sindaco di Belforte del Chienti Alessio Vita e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia e una delegazione di sanitari dell'ospedale camerte.
"Un grande gesto - ha detto il sindaco di Belforte del Chienti - che i miei concittadini hanno voluto fare a tutte quelle persone che, purtroppo, stanno attraversando un momento difficile. Credo che, come sindaco, non ci sia nulla di più bello che sottolineare questo gesto che si aggiunge a quello di aver donato le mascherine a tutti i belfortesi. Un bel segno di solidarietà e fratellanza".
Grato il sindaco della città ducale, Sandro Sborgia: "Stiamo vedendo tantissima solidarietà e molta attenzione per la nostra struttura sanitaria. La vicinanza e l'affetto che le comunità provano nei confronti di questo ospedale dimostrano come il nosocomio camerte sia il punto di riferimento dell'area montana. Sebbene il nostro entroterra non sia densamente popolato come le zone costiere, questo costituisce un presidio vitale per la salute di tutti i cittadini dell'entroterra. Camerino e le comunità vicine lo dimostrano con questi segni".
GS



Segnali subito positivi per l’iniziativa della colletta alimentare, attiva da lunedì scorso a Camerino col duplice obiettivo di mettere in circolo solidarietà e contribuire ad aiutare famiglie e cittadini in difficoltà economiche a causa dell'emergenza sanitaria del Covid-19. Proposto all’amministrazione comunale da Claudio Cingolani Presidente dell'Associazione IoNonCrollo, questo semplice gesto di straordinaria vicinanza si sta già facendo sentire nel suo obiettivo d’incontro con i bisogni della gente.
“Un’operazione che sta già andando molto bene e che l’amministrazione comunale ha inteso accogliere visti i risvolti sociali dell’emergenza sanitaria che si fanno sentire e che continueranno a farsi sentire anche in futuro- afferma Claudio Cingolani- Ad oggi infatti ci sono tante persone che purtroppo non riescono a lavorare da casa e di conseguenza non hanno reddito. Ecco perché è nata l’idea di questa colletta alimentare che prevede la consegna dei prodotti al mattino, mentre nel pomeriggio è possibile ritirarli. Già in queste due prime giornate abbiamo ricevuto parecchio materiale e iniziato a distribuirlo il che evidenzia che c’è necessità e nel contempo, forte interesse a contribuire e la risposta positiva della città. Oltre all’associazione IoNon Crollo che ha promosso l'iniziativa, molto del lavoro viene svolto dai ragazzi del "Movimento giovanile Panta Rei" che tanto stanno facendo in questo periodo ma un aiuto nel servizio ci viene anche dai volontari di Protezione civile. Abbiamo inoltre coinvolto anche la Caritas diocesana per collaborare con loro su quelli che potrebbero essere degli scambi, sia nei materiali sia nei contatti con le persone in stato di bisogno e ci siamo rapportati anche con le suore in maniera tale che il servizio possa essere il più ampio e il più efficace possibile. IoNonCRollo a tale scopo ha messo a disposizione la propria sede di via Ridolfini n.29 a pochi passi da piazza San Domenico che è molto semplice da raggiungere. Si arriva con l’auto in piazza, c’è un tavolino all’esterno della sede dove è possibile consegnare il materiale che in caso di pioggia può essere lasciato anche nello spazio coperto dell’ingresso . All’interno dei locali i volontari provvedono poi a classificare e catalogare i prodotti per tipologia e, chi avesse necessità di aiuti alimentari potrà invece venire a ritirarli sempre dall’esterno nel pomeriggio, in modo tale da non aver contatto tra chi consegna la merce o la viene a prendere e gli stessi volontari che in un numero molto ridotto di presenti organizza ogni azione all’interno della sede per garantire questo servizio”.

Il servizio di consegna è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 11.00 alle 13.00 mentre per prelevare prodotti l’orario è pomeridiano sempre dal lunedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30.
“ Si è preferito dividere la consegna dalla distribuzione- spiega il presidente di IoNonCrollo- proprio per consentire la preparazione e divisione dei prodotti. Chiediamo a tutti di collaborare perché riteniamo importante la vicinanza ai nostri cittadini più in difficoltà . Per coloro che personalmente fossero impossibilitati alla consegna- aggiunge Cingolani- vorrei ricordare che si può utilizzare il canale della spesa a domicilio ordinando al negozio o supermercato e chiedendo di provvedere al mattino alla consegna dei prodotti nella sede di IoNonCrollo. Stessa cosa per coloro che necessitano di ritirare la merce ma non hanno possibilità di muoversi: possono chiamare il numero telefonico 320 4316893 chiedendo ciò di cui hanno bisogno; dopo aver preparato il tutto, i volontari nel pomeriggio provvederanno alla consegna direttamente a loro domicilio. Quanto ai prodotti che è possibile consegnare si fa riferimento a tutti gli alimenti non deperibili: pasta, riso, cibo in scatola, conserve di pomodoro, latte, farine, olio e in genere tutti i prodotti a lunga conservazione, nonché saponi, prodotti per l’igiene personale, per la pulizia della casa e per l’igiene dei bambini. “Chiediamo ai cittadini di seguirci oltre che sulla pagina facebook IoNonCrollo, anche dai profili delle altre associazioni che collaborano, perché le aggiorniamo costantemente anche con gli avvisi di particolari prodotti che ci vengano richiesti.
Carla Campetella
“Un’operazione che sta già andando molto bene e che l’amministrazione comunale ha inteso accogliere visti i risvolti sociali dell’emergenza sanitaria che si fanno sentire e che continueranno a farsi sentire anche in futuro- afferma Claudio Cingolani- Ad oggi infatti ci sono tante persone che purtroppo non riescono a lavorare da casa e di conseguenza non hanno reddito. Ecco perché è nata l’idea di questa colletta alimentare che prevede la consegna dei prodotti al mattino, mentre nel pomeriggio è possibile ritirarli. Già in queste due prime giornate abbiamo ricevuto parecchio materiale e iniziato a distribuirlo il che evidenzia che c’è necessità e nel contempo, forte interesse a contribuire e la risposta positiva della città. Oltre all’associazione IoNon Crollo che ha promosso l'iniziativa, molto del lavoro viene svolto dai ragazzi del "Movimento giovanile Panta Rei" che tanto stanno facendo in questo periodo ma un aiuto nel servizio ci viene anche dai volontari di Protezione civile. Abbiamo inoltre coinvolto anche la Caritas diocesana per collaborare con loro su quelli che potrebbero essere degli scambi, sia nei materiali sia nei contatti con le persone in stato di bisogno e ci siamo rapportati anche con le suore in maniera tale che il servizio possa essere il più ampio e il più efficace possibile. IoNonCRollo a tale scopo ha messo a disposizione la propria sede di via Ridolfini n.29 a pochi passi da piazza San Domenico che è molto semplice da raggiungere. Si arriva con l’auto in piazza, c’è un tavolino all’esterno della sede dove è possibile consegnare il materiale che in caso di pioggia può essere lasciato anche nello spazio coperto dell’ingresso . All’interno dei locali i volontari provvedono poi a classificare e catalogare i prodotti per tipologia e, chi avesse necessità di aiuti alimentari potrà invece venire a ritirarli sempre dall’esterno nel pomeriggio, in modo tale da non aver contatto tra chi consegna la merce o la viene a prendere e gli stessi volontari che in un numero molto ridotto di presenti organizza ogni azione all’interno della sede per garantire questo servizio”.

Il servizio di consegna è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 11.00 alle 13.00 mentre per prelevare prodotti l’orario è pomeridiano sempre dal lunedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30.
“ Si è preferito dividere la consegna dalla distribuzione- spiega il presidente di IoNonCrollo- proprio per consentire la preparazione e divisione dei prodotti. Chiediamo a tutti di collaborare perché riteniamo importante la vicinanza ai nostri cittadini più in difficoltà . Per coloro che personalmente fossero impossibilitati alla consegna- aggiunge Cingolani- vorrei ricordare che si può utilizzare il canale della spesa a domicilio ordinando al negozio o supermercato e chiedendo di provvedere al mattino alla consegna dei prodotti nella sede di IoNonCrollo. Stessa cosa per coloro che necessitano di ritirare la merce ma non hanno possibilità di muoversi: possono chiamare il numero telefonico 320 4316893 chiedendo ciò di cui hanno bisogno; dopo aver preparato il tutto, i volontari nel pomeriggio provvederanno alla consegna direttamente a loro domicilio. Quanto ai prodotti che è possibile consegnare si fa riferimento a tutti gli alimenti non deperibili: pasta, riso, cibo in scatola, conserve di pomodoro, latte, farine, olio e in genere tutti i prodotti a lunga conservazione, nonché saponi, prodotti per l’igiene personale, per la pulizia della casa e per l’igiene dei bambini. “Chiediamo ai cittadini di seguirci oltre che sulla pagina facebook IoNonCrollo, anche dai profili delle altre associazioni che collaborano, perché le aggiorniamo costantemente anche con gli avvisi di particolari prodotti che ci vengano richiesti.
Carla Campetella
Attestato d’onore di "Alfiere della Repubblica" per la camerinese Maria Gabriella Lucarini. La bambina di 11 anni, ha ricevuto il riconoscimento dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 25 i giovani destinatari dell’attestato, scelti per essersi distinti come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali. Sono giovani che rappresentano modelli positivi di cittadinanza e che sono esempi dei molti ragazzi meritevoli presenti nel nostro Paese.
" Sono onorata di questo premio e del fatto che il Presidente abbia scelto me tra tanti bambini. Farò sicuramente tutto il possibile per aiutare sempre la mia città".
Così Maria Gabriella Lucarini commenta il riconoscimento ricevuto e motivato dall’"attaccamento dimostrato a Camerino, città nella quale è cresciuta e di cui è diventata dopo il terremoto, testimone della volontà di ricostruzione”. Alunna della scuola media G.Boccati di Camerino, la ragazzina frequenta attualmente il primo anno del percorso ad indirizzo musicale e lo studio del violoncello. "Il mio desiderio è quello di dare un segnale di speranza alla comunità e alla ricostruzione della città purtroppo ancora ferma" dice la giovane Alfiere della Repubblica

A dimostrazione della profonda sensibilità che contraddistingue il suo carattere, l'undicenne camerinese ha messo insieme una serie di azioni lodevoli tutte improntate alla solidarietà nei confronti del prossimo e allo sconfinato amore per la sua città. Sotto forma di toccanti pensieri, striscioni colorati, sensibilità verso gli amici a quattro zampe, partecipazione attiva alle difficoltà della comunità, Maria Gabriella è riuscita ad irradiare tanta speranza e positività.
Un riconoscimento che dunque le fa onore e che riempie di grande soddisfazione il dirigente Maurizio Cavallaro che ne ha segnalato l'impegno:
"Siamo davvero felicissimi - commenta Maurizio Cavallaro-. Noi siamo un po' come i fratelli maggiori che accompagnano per un periodo della vita questi ragazzi e cercano di far scoprire loro tanta bellezza, dall'arte alla musica, dall'impegno nello studio al guardarsi intorno. Non dimentichiamo poi che questi ragazzi sono cresciuti in un periodo pieno di difficoltà, prima col terremoto e adesso con l'emergenza sanitaria. Quando mi è stato chiesto di segnalare qualcuno - continua il dirigente- mi sono orientato tra chi nei ragazzi avesse mantenuto questo senso del volontariato e dell'altruismo e l'interesse per tutto quello che accade intorno. Siamo orgogliosi di una ragazzina come lei e di tutti i giovani che si impegnano nella costruzione di una umanità migliore. Noi facciamo solo la nostra parte, ma poi c'è l'appoggio determinante delle loro famiglie che mettono il loro contributo nel far crescere bene i loro figli. Siamo contenti di Maria Gabriella e di tutto l'ambiente per il quale stiamo lavorando in stretto rapporto con le famiglie. Il riconoscimento da lei ricevuto è motivo di grande gioia per noi tutti - conclude Cavallaro- sicuramente è la punta di un iceberg di tante situazioni che ci danno la soddisfazione e la consapevolezza di un lavoro svolto con impegno e con buoni risultati".
Tra i primi a complimentarsi con Maria Gabriella Lucarini, l'arcivescovo Francesco Massara, nel sottolineare l'orgoglio dell'amata e martoriata Città di Camerino.
“E’ una notizia meravigliosa per tutti noi – ha commentato il sindaco Sandro Sborgia - perché porta ancora più alla luce come una bambina del nostro territorio sia in grado di rappresentare la forza d’animo e il carattere dell’intero territorio stesso. Il fatto che sia stata destinataria di questo riconoscimento è l’emblema di come i nostri figli, i ragazzi, i più piccoli sappiano affrontare le difficoltà della vita, siano in grado di indicarci anche la strada da seguire e ci diano gli insegnamenti su come affrontarle. Il riconoscimento per Maria Gabriella ci riempie davvero di grande orgoglio e gioia. E’ figlia della nostra terra e ne incarna pienamente lo spirito: ne è proprio il simbolo. Colgo l’occasione per rivolgere un pensiero in più a tutti i bambini che affrontano quotidianamente i disagi conseguenti al sisma e ancora di più in questo particolare momento in cui sono costretti ad affrontare anche l’emergenza Covid19, a casa, in isolamento, a volte dentro alle Sae” afferma il sindaco Sborgia che aggiunge: "Mi fa piacere condividere una cosa che considero molto bella. Il giorno di Pasqua proprio Maria Gabriella mi ha inviato un lavoretto, su cui era scritto: supereremo anche questo periodo".
Carla Campetella
Il lavoretto che Maria Gabriella ha regalato al sindaco per Pasqua

Sotto, la lettera 'inno d'amore per la sua città ' scritta da Gabriella quando aveva 7 anni

" Sono onorata di questo premio e del fatto che il Presidente abbia scelto me tra tanti bambini. Farò sicuramente tutto il possibile per aiutare sempre la mia città".
Così Maria Gabriella Lucarini commenta il riconoscimento ricevuto e motivato dall’"attaccamento dimostrato a Camerino, città nella quale è cresciuta e di cui è diventata dopo il terremoto, testimone della volontà di ricostruzione”. Alunna della scuola media G.Boccati di Camerino, la ragazzina frequenta attualmente il primo anno del percorso ad indirizzo musicale e lo studio del violoncello. "Il mio desiderio è quello di dare un segnale di speranza alla comunità e alla ricostruzione della città purtroppo ancora ferma" dice la giovane Alfiere della Repubblica

A dimostrazione della profonda sensibilità che contraddistingue il suo carattere, l'undicenne camerinese ha messo insieme una serie di azioni lodevoli tutte improntate alla solidarietà nei confronti del prossimo e allo sconfinato amore per la sua città. Sotto forma di toccanti pensieri, striscioni colorati, sensibilità verso gli amici a quattro zampe, partecipazione attiva alle difficoltà della comunità, Maria Gabriella è riuscita ad irradiare tanta speranza e positività.
Un riconoscimento che dunque le fa onore e che riempie di grande soddisfazione il dirigente Maurizio Cavallaro che ne ha segnalato l'impegno:
"Siamo davvero felicissimi - commenta Maurizio Cavallaro-. Noi siamo un po' come i fratelli maggiori che accompagnano per un periodo della vita questi ragazzi e cercano di far scoprire loro tanta bellezza, dall'arte alla musica, dall'impegno nello studio al guardarsi intorno. Non dimentichiamo poi che questi ragazzi sono cresciuti in un periodo pieno di difficoltà, prima col terremoto e adesso con l'emergenza sanitaria. Quando mi è stato chiesto di segnalare qualcuno - continua il dirigente- mi sono orientato tra chi nei ragazzi avesse mantenuto questo senso del volontariato e dell'altruismo e l'interesse per tutto quello che accade intorno. Siamo orgogliosi di una ragazzina come lei e di tutti i giovani che si impegnano nella costruzione di una umanità migliore. Noi facciamo solo la nostra parte, ma poi c'è l'appoggio determinante delle loro famiglie che mettono il loro contributo nel far crescere bene i loro figli. Siamo contenti di Maria Gabriella e di tutto l'ambiente per il quale stiamo lavorando in stretto rapporto con le famiglie. Il riconoscimento da lei ricevuto è motivo di grande gioia per noi tutti - conclude Cavallaro- sicuramente è la punta di un iceberg di tante situazioni che ci danno la soddisfazione e la consapevolezza di un lavoro svolto con impegno e con buoni risultati".
Tra i primi a complimentarsi con Maria Gabriella Lucarini, l'arcivescovo Francesco Massara, nel sottolineare l'orgoglio dell'amata e martoriata Città di Camerino.
“E’ una notizia meravigliosa per tutti noi – ha commentato il sindaco Sandro Sborgia - perché porta ancora più alla luce come una bambina del nostro territorio sia in grado di rappresentare la forza d’animo e il carattere dell’intero territorio stesso. Il fatto che sia stata destinataria di questo riconoscimento è l’emblema di come i nostri figli, i ragazzi, i più piccoli sappiano affrontare le difficoltà della vita, siano in grado di indicarci anche la strada da seguire e ci diano gli insegnamenti su come affrontarle. Il riconoscimento per Maria Gabriella ci riempie davvero di grande orgoglio e gioia. E’ figlia della nostra terra e ne incarna pienamente lo spirito: ne è proprio il simbolo. Colgo l’occasione per rivolgere un pensiero in più a tutti i bambini che affrontano quotidianamente i disagi conseguenti al sisma e ancora di più in questo particolare momento in cui sono costretti ad affrontare anche l’emergenza Covid19, a casa, in isolamento, a volte dentro alle Sae” afferma il sindaco Sborgia che aggiunge: "Mi fa piacere condividere una cosa che considero molto bella. Il giorno di Pasqua proprio Maria Gabriella mi ha inviato un lavoretto, su cui era scritto: supereremo anche questo periodo".
Carla Campetella
Il lavoretto che Maria Gabriella ha regalato al sindaco per Pasqua

Sotto, la lettera 'inno d'amore per la sua città ' scritta da Gabriella quando aveva 7 anni

