Sostenere le famiglie che vivono nel cratere sismico, casa per casa, quando c’è bisogno di aiuto per superare difficoltà di apprendimento. Oppure quando c’è da dare supporto ai ragazzi disabili e ai loro genitori. L’assistenza educativa domiciliare raggiunge un centinaio di minori nelle zone di San Severino, Matelica e Camerino. La gestione del progetto è della cooperativa Cooss Marche che ha potenziato il servizio grazie al supporto di Resiliamoci, progetto selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
Sara Mascioni, una delle trenta educatrici che lavorano al progetto: “Ogni settimana vado ad aiutare i figli di famiglie che vivono nelle Sae. Assieme facciamo i compiti, oppure accompagno i bimbi in delle passeggiate che diventano anche occasioni educative. Già in molti stanno migliorando”.
Tra le famiglie la preoccupazione è molta, qualche genitore è rimasto senza lavoro a causa del Covid e il supporto educativo è un conforto anche per loro. “Le persone non si perdono d’animo – aggiunge l’educatrice – Ci confidano problemi e speranze. Si sentono accompagnate e protette grazie al nostro supporto”.
I Comuni si attivano su segnalazione delle Unità multidisciplinari, viene stabilito il numero di ore d’ intervento e a quel punto entrano in campo gli educatori. Prima di ogni incontro, al telefono con la famiglia, ci si accerta che non ci siano problematiche legate al Covid. Qualora ci fossero rischi si procede con l’assistenza online.
Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti territoriali sociali coinvolti, spiega: “L’apporto di Resiliamoci ha rafforzato il servizio, ed è stato fondamentale. Gli operatori agiscono in un contesto vulnerabile, quello del cratere sismico, ancora costellato di case sventrate dalle scosse. Ora si somma l’emergenza epidemiologica, con tutte le sue minacce e limitazioni. La povertà educativa ne esce amplificata, per una serie di problemi legati all’isolamento, alla mancanza di servizi e trasporti. In questo contesto, l’opera degli educatori assume un valore sociale ulteriore”.
Red.
Sara Mascioni, una delle trenta educatrici che lavorano al progetto: “Ogni settimana vado ad aiutare i figli di famiglie che vivono nelle Sae. Assieme facciamo i compiti, oppure accompagno i bimbi in delle passeggiate che diventano anche occasioni educative. Già in molti stanno migliorando”.
Tra le famiglie la preoccupazione è molta, qualche genitore è rimasto senza lavoro a causa del Covid e il supporto educativo è un conforto anche per loro. “Le persone non si perdono d’animo – aggiunge l’educatrice – Ci confidano problemi e speranze. Si sentono accompagnate e protette grazie al nostro supporto”.
I Comuni si attivano su segnalazione delle Unità multidisciplinari, viene stabilito il numero di ore d’ intervento e a quel punto entrano in campo gli educatori. Prima di ogni incontro, al telefono con la famiglia, ci si accerta che non ci siano problematiche legate al Covid. Qualora ci fossero rischi si procede con l’assistenza online.
Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti territoriali sociali coinvolti, spiega: “L’apporto di Resiliamoci ha rafforzato il servizio, ed è stato fondamentale. Gli operatori agiscono in un contesto vulnerabile, quello del cratere sismico, ancora costellato di case sventrate dalle scosse. Ora si somma l’emergenza epidemiologica, con tutte le sue minacce e limitazioni. La povertà educativa ne esce amplificata, per una serie di problemi legati all’isolamento, alla mancanza di servizi e trasporti. In questo contesto, l’opera degli educatori assume un valore sociale ulteriore”.
Red.
Il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Santa Maria della Pietà” di Camerino sarà ampliato: il sindaco Sandro Sborgia ha incontrato il dottor Carlo Di Falco, direttore sanitario dell’Area Vasta 3, e l’ingegnere Lucia Mosciatti dell’ufficio tecnico Asur. Sul tavolo la bozza del progetto di ampliamento del Pronto Soccorso del nosocomio camerte. Parte dei fondi Covid stanziati per la Regione Marche dal Commissario straordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, saranno destinati alla realizzazione di questo intervento. Il progetto definitivo sarà consegnato tra una quindicina di giorni mentre la tempistica dei lavori è stata calcolata in 4-5 mesi.
Il sindaco Sborgia ha commentato: “Abbiamo visionato la bozza del progetto e l’ampliamento consentirà di potenziare il Pronto Soccorso, nonché di gestire al meglio eventuali situazioni di emergenza, come la fase pandemica che stiamo affrontando, così da evitare contatti tra pazienti Covid e non, anche attraverso la creazione di due diversi ingressi. Abbiamo accolto con piacere il progetto dell’ampliamento, visto naturalmente anche in un’ottica di potenziamento del nostro ospedale, punto di riferimento di tutta l’area interna e quindi fondamentale per garantire il servizio sanitario nell’entroterra”.
red.
Il sindaco Sborgia ha commentato: “Abbiamo visionato la bozza del progetto e l’ampliamento consentirà di potenziare il Pronto Soccorso, nonché di gestire al meglio eventuali situazioni di emergenza, come la fase pandemica che stiamo affrontando, così da evitare contatti tra pazienti Covid e non, anche attraverso la creazione di due diversi ingressi. Abbiamo accolto con piacere il progetto dell’ampliamento, visto naturalmente anche in un’ottica di potenziamento del nostro ospedale, punto di riferimento di tutta l’area interna e quindi fondamentale per garantire il servizio sanitario nell’entroterra”.
red.
La risoluzione che blocca la realizzazione degli ospedali di primo livello in Regione non è passata inosservata a Macerata dove l'ex sindaco e attuale consigliere regionale di minoranza, Romano Carancini, definisce la scelta "penosa" nei confronti dei cittadini.
"Si va verso uno smantellamento - dice - una demolizione del lavoro che era stato fatto con tutti i sindaci nel 2017, compreso l'allora sindaco di Camerino Gianluca Pasqui che ora si trova nella maggioranza regionale. Tutti insieme si decise di realizzare un ospedale di primo livello a Macerata, mantenendo anche l'ospedale della città ducale.
Un lavoro che viene cancellato con un tratto di penna dagli anconetani, con il benestare della maggioranza di centro destra.
Vorrei sottolineare - spiega Carancini - che non si sta facendo un dispetto al centro sinistra, ma ai cittadini.
Se noi avessimo avuto l'ospedale di primo livello, nella provincia di Macerata, durante la pandemia non ci sarebbero stati così tanti morti, nonci sarebbe stata la chiusura degli ospedali e delle unità operative complesse".
Il consigliere dem interviene anche in merito alle ultime decisioni regionali che hanno riguardato l'ospedale di Camerino: "Hanno dato il piccolo zuccherino - dice - confermando di non trasformare il nosocomio in Covid hospital, ma allo stesso tempo hanno tolto gran parte delle strutture delle unità operative complesse rendendolo inefficace. Non si dimostra così il rispetto. Avrebbero potuto lasciare aperte a Camerino tutte le unità operative complesse dal momento che la struttura di trova in una zona già. Ho il timore - conclude - che smantelleranno i progetti che erano stati condivisi da tutti i sindaci e che con fatica siamo riusciti a portare avanti con grande senso di responsabilità e rispetto della legge".
GS
"Si va verso uno smantellamento - dice - una demolizione del lavoro che era stato fatto con tutti i sindaci nel 2017, compreso l'allora sindaco di Camerino Gianluca Pasqui che ora si trova nella maggioranza regionale. Tutti insieme si decise di realizzare un ospedale di primo livello a Macerata, mantenendo anche l'ospedale della città ducale.
Un lavoro che viene cancellato con un tratto di penna dagli anconetani, con il benestare della maggioranza di centro destra.
Vorrei sottolineare - spiega Carancini - che non si sta facendo un dispetto al centro sinistra, ma ai cittadini.
Se noi avessimo avuto l'ospedale di primo livello, nella provincia di Macerata, durante la pandemia non ci sarebbero stati così tanti morti, nonci sarebbe stata la chiusura degli ospedali e delle unità operative complesse".
Il consigliere dem interviene anche in merito alle ultime decisioni regionali che hanno riguardato l'ospedale di Camerino: "Hanno dato il piccolo zuccherino - dice - confermando di non trasformare il nosocomio in Covid hospital, ma allo stesso tempo hanno tolto gran parte delle strutture delle unità operative complesse rendendolo inefficace. Non si dimostra così il rispetto. Avrebbero potuto lasciare aperte a Camerino tutte le unità operative complesse dal momento che la struttura di trova in una zona già. Ho il timore - conclude - che smantelleranno i progetti che erano stati condivisi da tutti i sindaci e che con fatica siamo riusciti a portare avanti con grande senso di responsabilità e rispetto della legge".
GS
Lavori alla rete fognaria delle frazioni a Camerino: le situazioni di difficoltà nelle zone di Polverina e Pulciano hanno imposto infatti un intervento. A Pulciano il rifacimento della linea di smaltimento delle acque bianche e l’adeguamento degli scarichi, mentre a Polverina i lavori erano improrogabili: la frazione affronta severe difficoltà di fronte a piogge particolarmente abbondanti, come accaduto anche nei mesi scorsi.
Il sistema di smaltimento delle acque piovane era insufficiente a garantire un idoneo smaltimento anche in situazioni di normalità, sia per la sezione inadeguata dei tubi, sia per il deterioramento a cui sono andati incontro negli anni, con frequenti episodi di allagamento delle sedi stradali e anche delle abitazioni.
L’assessore ai lavori pubblici di Camerino, Mario Fanelli, ha commentato: “Non potevamo rimandare ancora la necessità dei cittadini di Polverina: da anni erano costretti a far fronte a disagi ogni qualvolta si presenta un temporale. Abbiamo cercato di adeguare la linea delle acque bianche sia a Polverina sia a Pulciano, dove, per altro, nei giorni scorsi è stata anche riaperta la strada che collega con Ponte la Trave”.
Red.
Il sistema di smaltimento delle acque piovane era insufficiente a garantire un idoneo smaltimento anche in situazioni di normalità, sia per la sezione inadeguata dei tubi, sia per il deterioramento a cui sono andati incontro negli anni, con frequenti episodi di allagamento delle sedi stradali e anche delle abitazioni.
L’assessore ai lavori pubblici di Camerino, Mario Fanelli, ha commentato: “Non potevamo rimandare ancora la necessità dei cittadini di Polverina: da anni erano costretti a far fronte a disagi ogni qualvolta si presenta un temporale. Abbiamo cercato di adeguare la linea delle acque bianche sia a Polverina sia a Pulciano, dove, per altro, nei giorni scorsi è stata anche riaperta la strada che collega con Ponte la Trave”.
Red.
La prossima settimana il primo report intermedio del progetto esecutivo di Casa Amica, la nuova casa di riposo che la Croce Rossa Italiana ha donato alla città di Camerino dopo il sisma del 2016. Lo si apprende da un comunicato. Passi avanti importanti per l’inizio dei lavori della nuova struttura di ospitalità che sorgerà nel quartiere Vallicelle, con un investimento da oltre 2 milioni di euro. A maggio il parere positivo sulla compatibilità e sulla congruità dell’opera da parte della Regione, ora si attende l’ok definitivo dai vertici della Croce Rossa.
"Siamo in contatto costante con la Croce Rossa – afferma il sindaco di Camerino Sandro Sborgia –, con l’obiettivo di seguire scrupolosamente lo svolgersi delle procedure e arrivare all’inizio dei lavori il prima possibile. Abbiamo sbloccato le pratiche, ora cerchiamo di accelerare, anche in ragione dell’emergenza pandemica”.
La nuova struttura metterà a disposizione trentacinque posti letto.
red.
"Siamo in contatto costante con la Croce Rossa – afferma il sindaco di Camerino Sandro Sborgia –, con l’obiettivo di seguire scrupolosamente lo svolgersi delle procedure e arrivare all’inizio dei lavori il prima possibile. Abbiamo sbloccato le pratiche, ora cerchiamo di accelerare, anche in ragione dell’emergenza pandemica”.
La nuova struttura metterà a disposizione trentacinque posti letto.
red.
Nonostante al momento la didattica stia vivendo un periodo nuovo dovuto al diffondersi della seconda ondata della pandemia, Camerino guarda al futuro e alla normalità e si prepara con 500mila euro di lavori che interessano il completamento delle opere esterne del polo scolastico ITGC, Liceo Sportivo e Socio-Pedagogico di via Madonna delle Carceri.
Da alcune settimane, infatti, dopo la consegna dei lavori da parte della Provincia di Macerata ad una Associazione Temporanea di Imprese, è stato avviato l’intervento che prevede la sistemazione dell’area esterna della scuola.
In particolare viene realizzato il completamento dell’ingresso sud dell’istituto che si aggiunge agli altri accessi già in uso con il contenimento dei terrazzamenti attraverso muri di sostegno e terre armate. Sono previsti anche il compimento della strada perimetrale alla scuola e i parcheggi e l’accesso all’Aula magna - auditorium, attraverso una scala e una rampa in cemento armato.
La progettazione, l’appalto e la direzione dei lavori è interamente a carico della Provincia. Nello stesso polo scolastico stanno per arrivare a conclusione anche i lavori di un secondo appalto, per un valore di 400mila euro, che interessa le opere interne per il completamento dell’edificio.
Entrambi i progetti rientrano nella convenzione che regolano i rapporti tra Regione Marche e la Provincia di Macerata per l’ultimazione di questo polo scolastico camerte.
“Inoltre, nello stesso polo sta per partire un altro importante cantiere - afferma presidente Antonio Pettinari - che riguarda i lavori di adeguamento sismico e il completamento dell’Aula magna - auditorium. Infatti, tale progetto è stato approvato un mese fa circa dall’amministrazione provinciale: si tratta di un intervento cospicuo, dell’importo complessivo di 800 mila euro, le cui risorse sono state reperite attraverso tre canali differenti di finanziamento: da risorse europee (POR FESR) legate al terremoto, da fondi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca riservati all’edilizia scolastica e da fondi della ricostruzione”.
GS
Da alcune settimane, infatti, dopo la consegna dei lavori da parte della Provincia di Macerata ad una Associazione Temporanea di Imprese, è stato avviato l’intervento che prevede la sistemazione dell’area esterna della scuola.
In particolare viene realizzato il completamento dell’ingresso sud dell’istituto che si aggiunge agli altri accessi già in uso con il contenimento dei terrazzamenti attraverso muri di sostegno e terre armate. Sono previsti anche il compimento della strada perimetrale alla scuola e i parcheggi e l’accesso all’Aula magna - auditorium, attraverso una scala e una rampa in cemento armato.
La progettazione, l’appalto e la direzione dei lavori è interamente a carico della Provincia. Nello stesso polo scolastico stanno per arrivare a conclusione anche i lavori di un secondo appalto, per un valore di 400mila euro, che interessa le opere interne per il completamento dell’edificio.
Entrambi i progetti rientrano nella convenzione che regolano i rapporti tra Regione Marche e la Provincia di Macerata per l’ultimazione di questo polo scolastico camerte.
“Inoltre, nello stesso polo sta per partire un altro importante cantiere - afferma presidente Antonio Pettinari - che riguarda i lavori di adeguamento sismico e il completamento dell’Aula magna - auditorium. Infatti, tale progetto è stato approvato un mese fa circa dall’amministrazione provinciale: si tratta di un intervento cospicuo, dell’importo complessivo di 800 mila euro, le cui risorse sono state reperite attraverso tre canali differenti di finanziamento: da risorse europee (POR FESR) legate al terremoto, da fondi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca riservati all’edilizia scolastica e da fondi della ricostruzione”.
GS
Non è la prima volta che prliamo dei ‘luoghi del cuore’, di quelli che Capossela, cantando, definisce “i luoghi dove si amò la vita”.
Leggendo un post di Stefano Russo sulla pagina Facebook Mondo Camerte si intuisce subito che Camerino, per quello che negli anni ‘90 era uno studente fuori sede e oggi è avvocato nella sua Taranto, è un luogo del cuore. Russo è l’esempio della ricchezza che Camerino offre a chi la visita e la vive, anche se per poco tempo; la conferma che la forza della gente di montagna sa lasciare un segno indelebile nei cuori di chi la conosce e le parole che Stefano Russo usa per descrivere i ricordi che sono ancora vivi nella sua anima dovrebbero essere un segnale di speranza e una spinta a non mollare, continuando a credere in un domani migliore.
“Mi sono laureato a Camerino a febbraio del 1990 - racconta Stefano Russo - . Provenivo da un’altra sede in cui ho avuto dei problemi e mio cugino mi suggerì di andare a Camerino smentendo che la facoltà fosse più semplice. Semplicemente era meno affollata, con un rapporto diretto con i docenti, molto bello, gratificante ma soprattutto umano. Studiai come un pazzo e mi trovai benissimo”.

Russo nel giorno della sua laurea
Cosa ricorda della città?
Ricordo tutto. io abitavo in via Medici, in una splendida mansarda affacciata sulle colline. Era di proprietà di una famiglia meravigliosa di cui ho uno stupendo ricordo. Ho memoria di ogni angolo della città e dopo trent’anni è come se stessi ancora lì. Non ho alcun ricordo negativo né per quanto riguarda la gente e né per i luoghi che adoravo.
Ci sono delle persone o degli aneddoti che porta nel cuore?
Un mio amico greco che studiava all’università mi presentò padre Onorio che occupava l’eremo di Valpovera, ma si trovava a Renacavata per motivi di salute. Ricordo che la prima cosa che fece, intuendo la mia disponibilità, fu darmi le chiavi di una grande voliera che si trovava a Valpovera e mi chiese di occuparmi degli uccelli che custodiva. Io accettai e andavo a dar da mangiare agli uccelli un paio di volte alla settimana; Presi anche l’abitudine di andarci a studiare: gironzolavo con il libro in mano in quei sentieri.
Tutto rende indimenticabile quel tempo.
E’ mai tornato a Camerino?
Sì, più volte. L’ultima nel 1997, dopo il terremoto di quell’anno, perchè nel 1996 mi sposai e volli portare mia moglie a vedere quei luoghi che per me erano stati importanti e continuano ad esserlo. Ogni tanto mi ritrovo su Google Maps a gironzolare per le strade di Camerino. Ammetto che sia una cosa curiosa da sentire, perchè magari chi ci vive lo trova normale, mentre chi è lontano ne conserva un bel ricordo. Ogni tanto mi piace davvero ‘passeggiare virtualmente’ per le stesse strade in cui gironzolavo più di trent’anni fa. Camerino mi è rimasta nel cuore.
Il sisma l’ha mutata, ha visto i cambiamenti?
Ho dificioltà a riconoscere qualche zona. I miei voli pindarici telematici mi portano più spesso in centro rispetto alla periferia. Sulla pagina Facebook Mondo Camerte leggo, ogni tanto, di qualcosa che viene restituito alla comunità e ne gioisco. Mi colpisce vedere l’entusiasmo di tanti cittadini che credono in questa rinascita e devono continuare a farlo. Non solo hanno le capacità e la forza, ma anche quella determinazione di rimanere lì nonostante i problemi. Sanno di vivere in un posto meraviglioso e devono riuscire a recuperarlo. Ci sono tanti paesi fantasma in giro per l’Italia che sono tali perchè la gente ha rinunciato a rivivere in quei posti. Non c’è niente di più bello, invece, che salvare una memoria così bella.
Se ha vissuto a camerino saprà che la tenacia fa parte dell’indole della gente di montagna.
E’ la cosa che mi piacque subito: gente schietta, sincera, a volte tagliente come un rasoio ma a me è così che piacciono le persone. Comunque sempre sorridenti. Di Camerino ricordo il sorriso della gente; un sorriso che ho davanti agli occhi, come se li vedessi adesso. Ricordo il titolare di un pub che c’era in piazza “Le piccole ore” dove trascorrevo buona parte delle mie serate e tanta gente che ricordo spesso come se li avessi ora davanti alla mia scrivania. Quelli a Camerino sono stati i tre anni più belli della mia vita. Ho avuto altre emozioni, gioie immense, ma se penso alla felicità penso ai miei tre anni a Camerino.
I social le permettono di essere più vicino a questa città.
Io rimasi in attesa per mesi prima di essere incluso nella pagina Mondo Camerte. Ero certo di non essere accolto perchè non sono del posto, ma sono stato felicissimo quando sono entrato. Intervengo nei commenti in punta di piedi perchè comprendo che alcune ferite, in questa ter, sono ancora aperte.
Ho paura che il mio intervento possa essere fuoriluogo perchè ho la sensazione che ci siano ferite aperte.
Tornerà a Camerino?
A me piacerebbe venire a vivere a Camerino e lo farò. Purtroppo a 56 anni non ci si può inventare un mestiere partendo da zero, però prima o poi arriverà la pensione anche per me. Se io mi dovessi immaginare a passeggio per qualche strada, a chiacchierare con qualche amico da qualche parte nel mondo, io mi vedo vecchiarello col bastone in mano a Camerino, non a casa mia.
Giulia Sancricca
Leggendo un post di Stefano Russo sulla pagina Facebook Mondo Camerte si intuisce subito che Camerino, per quello che negli anni ‘90 era uno studente fuori sede e oggi è avvocato nella sua Taranto, è un luogo del cuore. Russo è l’esempio della ricchezza che Camerino offre a chi la visita e la vive, anche se per poco tempo; la conferma che la forza della gente di montagna sa lasciare un segno indelebile nei cuori di chi la conosce e le parole che Stefano Russo usa per descrivere i ricordi che sono ancora vivi nella sua anima dovrebbero essere un segnale di speranza e una spinta a non mollare, continuando a credere in un domani migliore.
“Mi sono laureato a Camerino a febbraio del 1990 - racconta Stefano Russo - . Provenivo da un’altra sede in cui ho avuto dei problemi e mio cugino mi suggerì di andare a Camerino smentendo che la facoltà fosse più semplice. Semplicemente era meno affollata, con un rapporto diretto con i docenti, molto bello, gratificante ma soprattutto umano. Studiai come un pazzo e mi trovai benissimo”.

Russo nel giorno della sua laurea
Cosa ricorda della città?
Ricordo tutto. io abitavo in via Medici, in una splendida mansarda affacciata sulle colline. Era di proprietà di una famiglia meravigliosa di cui ho uno stupendo ricordo. Ho memoria di ogni angolo della città e dopo trent’anni è come se stessi ancora lì. Non ho alcun ricordo negativo né per quanto riguarda la gente e né per i luoghi che adoravo.
Ci sono delle persone o degli aneddoti che porta nel cuore?
Un mio amico greco che studiava all’università mi presentò padre Onorio che occupava l’eremo di Valpovera, ma si trovava a Renacavata per motivi di salute. Ricordo che la prima cosa che fece, intuendo la mia disponibilità, fu darmi le chiavi di una grande voliera che si trovava a Valpovera e mi chiese di occuparmi degli uccelli che custodiva. Io accettai e andavo a dar da mangiare agli uccelli un paio di volte alla settimana; Presi anche l’abitudine di andarci a studiare: gironzolavo con il libro in mano in quei sentieri.
Tutto rende indimenticabile quel tempo.
E’ mai tornato a Camerino?
Sì, più volte. L’ultima nel 1997, dopo il terremoto di quell’anno, perchè nel 1996 mi sposai e volli portare mia moglie a vedere quei luoghi che per me erano stati importanti e continuano ad esserlo. Ogni tanto mi ritrovo su Google Maps a gironzolare per le strade di Camerino. Ammetto che sia una cosa curiosa da sentire, perchè magari chi ci vive lo trova normale, mentre chi è lontano ne conserva un bel ricordo. Ogni tanto mi piace davvero ‘passeggiare virtualmente’ per le stesse strade in cui gironzolavo più di trent’anni fa. Camerino mi è rimasta nel cuore.
Il sisma l’ha mutata, ha visto i cambiamenti?
Ho dificioltà a riconoscere qualche zona. I miei voli pindarici telematici mi portano più spesso in centro rispetto alla periferia. Sulla pagina Facebook Mondo Camerte leggo, ogni tanto, di qualcosa che viene restituito alla comunità e ne gioisco. Mi colpisce vedere l’entusiasmo di tanti cittadini che credono in questa rinascita e devono continuare a farlo. Non solo hanno le capacità e la forza, ma anche quella determinazione di rimanere lì nonostante i problemi. Sanno di vivere in un posto meraviglioso e devono riuscire a recuperarlo. Ci sono tanti paesi fantasma in giro per l’Italia che sono tali perchè la gente ha rinunciato a rivivere in quei posti. Non c’è niente di più bello, invece, che salvare una memoria così bella.
Se ha vissuto a camerino saprà che la tenacia fa parte dell’indole della gente di montagna.
E’ la cosa che mi piacque subito: gente schietta, sincera, a volte tagliente come un rasoio ma a me è così che piacciono le persone. Comunque sempre sorridenti. Di Camerino ricordo il sorriso della gente; un sorriso che ho davanti agli occhi, come se li vedessi adesso. Ricordo il titolare di un pub che c’era in piazza “Le piccole ore” dove trascorrevo buona parte delle mie serate e tanta gente che ricordo spesso come se li avessi ora davanti alla mia scrivania. Quelli a Camerino sono stati i tre anni più belli della mia vita. Ho avuto altre emozioni, gioie immense, ma se penso alla felicità penso ai miei tre anni a Camerino.
I social le permettono di essere più vicino a questa città.
Io rimasi in attesa per mesi prima di essere incluso nella pagina Mondo Camerte. Ero certo di non essere accolto perchè non sono del posto, ma sono stato felicissimo quando sono entrato. Intervengo nei commenti in punta di piedi perchè comprendo che alcune ferite, in questa ter, sono ancora aperte.
Ho paura che il mio intervento possa essere fuoriluogo perchè ho la sensazione che ci siano ferite aperte.
Tornerà a Camerino?
A me piacerebbe venire a vivere a Camerino e lo farò. Purtroppo a 56 anni non ci si può inventare un mestiere partendo da zero, però prima o poi arriverà la pensione anche per me. Se io mi dovessi immaginare a passeggio per qualche strada, a chiacchierare con qualche amico da qualche parte nel mondo, io mi vedo vecchiarello col bastone in mano a Camerino, non a casa mia.
Giulia Sancricca
118 edifici tornati agibili con 95 famiglie rientrare a casa, per un totale di 211 persone.
Sono questi i numeri del bilancio che, a quattro anni dal sisma, l’amministrazione comunale di Camerino ha stilato sullo stato della ricostruzione, dopo aver rimandato l'assemblea pubblica con la cittadinanza a seguito del nuovo Dpcm che vieta riunioni e convegni.
"Avevamo programmato di fare un incontro pubblico almeno un paio di volte l'anno con la cittadinanza, ma quest'anno purtroppo non è possibile - spiega il sindaco Sandro Sborgia - . Grazie al coinvolgimento e alla collaborazione dei cittadini e dei tecnici sono stati individuati 53 interventi unitari che coinvolgeranno ben 193 edifici, permettendo così di risparmiare 140 progetti singoli. In questi mesi si sono costituiti quasi tutti i consorzi relativi, dando di fatto il via alla progettazione della ristrutturazione dei meravigliosi palazzi del nostro centro storico".
Individuate, poi, 7 aree soggette a perimetrazione, 2 nel capoluogo più 5 nelle frazioni.Ricostruzione privata, piani attuativi, perimetrazioni.
"Per la redazione dei piani attutivi delle aree perimetrate è stata indetta una procedura di gara - aggiunge il sindaco - che porterà a breve all’assegnazione del lavoro di progettazione. Proseguono intanto i lavori nelle aree non soggette a perimetrazione. Nel centro storico è terminata la definizione degli aggerati edilizi e proseguono le messe in sicurezza. Per dare una definitiva svolta alla ricostruzione, la collaborazione della cittadinanza è fondamentale – spiega il primo cittadino - il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini ha confermato la scadenza del 30 novembre per presentare i progetti di ricostruzione leggera, per edifici classificati B dalle schede Aedes. A Camerino degli oltre 1.800 progetti di ristrutturazione, ne sono stati presentati solo 361, intorno al 20 per cento. Ci risulta che ci siano circa 260 edifici B che ancora non hanno presentato il progetto: di questi sicuramente per alcuni sono stati rilevati dei danni superiori a livello L0, altri sono compresi negli aggregati edilizi e altri ancora sono nelle aree perimetrate. Per questi la scadenza del 30 novembre sarà naturalmente prorogata, mentre per gli altri diventa perentoria e una mancata presentazione del progetto comporterà l’esclusione dalla concessione di contributo per la ricostruzione”. Dalla entrata in vigore dell’ordinanza 100, a Camerino sono state presentate o convertite 23 domande di contributo e di queste 3 si sono già convertite in decreti, dando atto dell’effettiva accelerazione dell’iter di approvazione.
GS
Sono questi i numeri del bilancio che, a quattro anni dal sisma, l’amministrazione comunale di Camerino ha stilato sullo stato della ricostruzione, dopo aver rimandato l'assemblea pubblica con la cittadinanza a seguito del nuovo Dpcm che vieta riunioni e convegni.
"Avevamo programmato di fare un incontro pubblico almeno un paio di volte l'anno con la cittadinanza, ma quest'anno purtroppo non è possibile - spiega il sindaco Sandro Sborgia - . Grazie al coinvolgimento e alla collaborazione dei cittadini e dei tecnici sono stati individuati 53 interventi unitari che coinvolgeranno ben 193 edifici, permettendo così di risparmiare 140 progetti singoli. In questi mesi si sono costituiti quasi tutti i consorzi relativi, dando di fatto il via alla progettazione della ristrutturazione dei meravigliosi palazzi del nostro centro storico".
Individuate, poi, 7 aree soggette a perimetrazione, 2 nel capoluogo più 5 nelle frazioni.Ricostruzione privata, piani attuativi, perimetrazioni.
"Per la redazione dei piani attutivi delle aree perimetrate è stata indetta una procedura di gara - aggiunge il sindaco - che porterà a breve all’assegnazione del lavoro di progettazione. Proseguono intanto i lavori nelle aree non soggette a perimetrazione. Nel centro storico è terminata la definizione degli aggerati edilizi e proseguono le messe in sicurezza. Per dare una definitiva svolta alla ricostruzione, la collaborazione della cittadinanza è fondamentale – spiega il primo cittadino - il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini ha confermato la scadenza del 30 novembre per presentare i progetti di ricostruzione leggera, per edifici classificati B dalle schede Aedes. A Camerino degli oltre 1.800 progetti di ristrutturazione, ne sono stati presentati solo 361, intorno al 20 per cento. Ci risulta che ci siano circa 260 edifici B che ancora non hanno presentato il progetto: di questi sicuramente per alcuni sono stati rilevati dei danni superiori a livello L0, altri sono compresi negli aggregati edilizi e altri ancora sono nelle aree perimetrate. Per questi la scadenza del 30 novembre sarà naturalmente prorogata, mentre per gli altri diventa perentoria e una mancata presentazione del progetto comporterà l’esclusione dalla concessione di contributo per la ricostruzione”. Dalla entrata in vigore dell’ordinanza 100, a Camerino sono state presentate o convertite 23 domande di contributo e di queste 3 si sono già convertite in decreti, dando atto dell’effettiva accelerazione dell’iter di approvazione.
GS
Il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini ha inviato ai sindaci del cratere una nota: l’obiettivo è quello di sollecitare i cittadini ad avviare le pratiche e a presentare le domande all’Ufficio Speciale della Ricostruzione per la ristrutturazione delle abitazioni che hanno subito danni lievi. Il termine ultimo è fissato al 30 novembre, data oltre la quale non sarà possibile accedere ai contributi. Il sindaco di Camerino Sandro Sborgia ha parlato ai microfoni di Radio C1 inBlu: “con il commissario Legnini ci sono stati incontri negli ultimi giorni sul tema ricostruzione: in una nota il commissario ha sollecitato i proprietari a presentare le pratiche relative alla ristrutturazione delle abitazioni che hanno subito danni lievi, quelle per intenderci, di categoria ‘b’. È necessario presentare le richieste di contributo, ed è necessario farlo entro il 30 novembre, che è stato fissato come termine ultimo e improrogabile. Qualora le pratiche non dovessero essere presentate i soggetti, ipotetici beneficiari, perderebbero l’accesso ai contributi. La raccomandazione che faccio a tutti i cittadini che sono in queste condizioni è quella di presentare prima possibile le domande di accesso al contributo”.
Don Marco Gentilucci, parroco di San Venanzio a Camerino, è risultato positivo al Covid 19.
Il sacerdote, direttore anche della scuola paritaria della parrocchia, ha deciso di sottoporsi a tampone dopo che un'insegnante della scuola stessa era risultata positiva.
Così don Marco si trova ora in isolamento, mentre precauzionalmente l'arcivescovo Francesco Massara e i sacerdoti che condividono con lui l'appartamento sono in quarantena fiduciaria.
f.u.
Il sacerdote, direttore anche della scuola paritaria della parrocchia, ha deciso di sottoporsi a tampone dopo che un'insegnante della scuola stessa era risultata positiva.
Così don Marco si trova ora in isolamento, mentre precauzionalmente l'arcivescovo Francesco Massara e i sacerdoti che condividono con lui l'appartamento sono in quarantena fiduciaria.
f.u.
