"Aiutaci ad aiutare". Grande partecipazione sta registrando a Camerino la raccolta solidale, attivata al Centro sociale di Montagnano dalla direzione del Comitato per la valorizzazione dell'omonimo quartiere cittadino, per inviare aiuti umanitari ai migranti bloccati in Bosnia Erzegovina. Si raccolgono alimenti per l'infanzia, scatolame di alimenti non deperibili, olio, riso, biscotti, alimentari a lunga conservazione, farmaci da banco, prodotti per l'igiene personale. Il centro è aperto allo scopo dalle ore 15 alle ore 19 e la raccolta si concluderà questo venerdì 12 febbraio. 
"Un'iniziativa che nasce dal cuore- dichiara la presidente del Comitato Montagnano Cristina Petrelli-. Camerinesi e non hanno risposto prontamente anche perchè entro venerdì 12 febbraio è necessario sistemare i vari prodotti che sono stati richiesti per convogliarli in Ancona dove confluiscono tutti i prodotti raccolti dalla regione Marche.
Bellissima la risposta che stiamo registrando e che ha visto il contributo sia dei privati cittadini, sia di qualche esercizio commerciale. Nel mio piccolo sono anche riuscita a far aderire anche dei grossisti che forniscono farmaci alla mia attività- aggiunge Cristina Petrelli-.Siamo contenti di aver incentivato e sensibilizzato per questa iniziativa umanitaria e di questa solidarietà che riteniamo debba essere espressa nei confronti di persone sicuramente meno fortunate di noi e che debbono essere accolte con uno spirito di vera fratellanza, a maggior ragione da un territorio come il nostro che ancora vive le difficoltà del post sisma  e dunque, sa bene cosa significhi la sofferenza di una situazione.e che valore abbia ricevere e dare solidarietà a chi è nel bisogno. È quello che in concreto sta avvenendo per una iniziativa nata dalla semplicità e che, con altrettanta semplicità viene svolta- conclude la presidente del Comitato Montagnano-.Per  chi volesse unirsi a noi in questo progetto, ricordo dunque che ci sono ancora pochi giorni utili. Il centro sociale è aperto tutti i pomeriggi con l'osservanza di tutte le misure anticovid e nel rispetto di ogni misura di sicurezza anti-assembramento. Ringrazio tutti per questo bellissimo segnale di partecipazione". 

c.c.
Sono stati ripiantumati dagli operai del Comune di Camerino gli alberelli che hanno fatto parte dell'installazione natalizia.
Cresceranno nel terreno del Sottocorte Village, adiacente ai parcheggi. Dopo aver abbellito piazza Dario Conti per tutto il periodo delle feste, ora contribuiranno ad abbellire il paesaggio.

Un’azione, quella di ripiantare gli alberi, pensata già prima di Natale, programmando le decorazioni con la finalità di sistemare l'area, secondo un progetto preordinato, nonché come piccolo, ma fondamentale passo per migliorare la qualità dell'ari

c.c.


Prevista per mercoledi 10 febbraio alle ore 17.30 al Lanciano Forum di Castelraimondo, la riunione con i vertici regionali della sanità e dell'Asur per discutere e affrontare le problematiche riferite alla carenza di personale e al reintegro della piena funzionalità dell'ospedale di Camerino.

All'appello accorato del primo cittadino della città ducale Sandro Sborgia a difesa del presidio ospedaliero, sono seguite le condivisioni di diversi sindaci dell'entroterra, la costituzione sui social di un gruppo apartitico e apolitico che ha superato i 4300 iscritti e una petizione popolare che ha raccolto finora oltre 4100 firme.
Assolutamente infondate, secondo l'assessore alla sanità regionale Filippo Saltamartini, le notizie diffuse relative alla paventata chiusura del nosocomio camerte. "Nessuno ha detto queste cose- afferma Saltamartini- L'ospedale di Camerino anzi deve essere rafforzato. Ricordo che noi siamo entrati in servizio il 15 ottobre 2020 e nessuno di noi ha parlato di chiusura Inviterei ad abbassare i toni ed evitare di raccontare cose non vere. Quello che so è che stiamo lavorando in una situazione non ordinaria e in cui l'obiettivo è curare le persone e salvare vite umane".

Intanto il sindaco Sandro Sborgia tiene a ribadire fermamente che la vicenda sollevata non ha alcuna colorazione politica. "L'ospedale non è né di destra né di sinistra - dichiara -. L'ospedale è di tutti, è dei cittadini gialli, rossi, verdi e di qualsiasi colore siano. Guai a farne una speculazione politica. Noi parliamo per fatti oggettivi: quando i mesi trascorsi ci fanno vedere che vanno via delle professionalità e si cerca di sensibilizzare su questo la Direzione Generale Sanitaria e la Regione affinchè si intervenga, senza ottenere risposta, credo che non possano essere attribuiti intenti di strumentalizzazione politica. Assolutamente questo è un pensiero che non rende onore a chi ha vissuto sulla propria pelle il problema sanitario -conclude Sborgia- Sono tuttavia sicuro che dal confronto che ci sarà dopodomani, l'assessore regionale alla sanità potrà prendere cognizione di quella che è esattamente la situazione e, avrà certamente un quadro più chiaro rispetto a quello che ha oggi".
c.c.
È stato approvato il progetto di fattibilità per il parcheggio meccanizzato in viale Emilio Betti, a Camerino, inagibile a causa del sisma del 2016. Un’opera importante per la città ducale che fu tra le prime delle Marche a realizzare un impianto di risalita completamente automatizzato in grado di portare la cittadinanza e i visitatori direttamente nel cuore della città.

L’uscita del parcheggio è infatti in piazza Cavour. La Giunta ha approvato il progetto di fattibilità per la somma di un milione e 335 mila euro, che era già stata approvata lo scorso settembre dall’Ufficio Speciale per la ricostruzione, in riscontro alla “scheda per la valutazione della Congruità dell’importo richiesto” comunicando l’esito positivo della verifica svolta per l’intervento e convalidando il finanziamento.

"È stato redatto un unico progetto - spiega l'assessore Fanelli - che permette il recupero funzionale degli impianti di servizio dell’intera opera intesa come autoparcheggio e percorso di risalita meccanizzato. Essenzialmente i lavori consistono in due tipologie di interventi: il primo riguarda la riparazione del danno con rafforzamento locale dei nodi trave-pilastro e protezione sismica per vulnerabilità, il secondo   nella riparazione del danno e la manutenzione di una porzione dei solai di primo livello. Il progetto preliminare, o più precisamente il progetto di fattibilità, è il primo livello progettuale, dovranno poi essere predisposti il progetto definitivo ed esecutivo, dopodiché si potrà procedere alla gara di appalto per affidare i lavori".
Il grido del primo cittadino di Camerino, Sandrp Sbolgia per salvare l'ospedale di Camerino si fa forte della voce dei suoi colleghi dell'entroterra.
Da Matelica, infatti, è arrivata la vicinanza del sindaco Massimo Baldini, che in una lettera ha ricosdato come "l’ ospedale dell’alto maceratese sia punto di riferimento delle terre già colpite dal terremoto e struttura adibita anche a sostenere il peso della pandemia del Covid. 
Abbiamo visto anche la preoccupazione di altri sindaci - scrive - , fra cui Mauro Falcucci di Castelsantangelo sul Nera, sulla diminuzione dei servizi sanitari nella zona montana.  
Anche Matelica si associa a questo appello. Anche ai territori montani deve essere garantito un minimo livello di qualità della vita soprattutto dal punto di vista sanitario in territori dove tra l’altro è alto il livello di età delle persone  che necessitano inevitabilmente di più assistenza.
Pertanto ci appelliamo alla nuova amministrazione Regionale che a breve, come sottolineato dal presidente della Giunta Regionale Francesco Acquaroli in un recente incontro con i sindaci dell’alto maceratese, metterà mano al nuovo Piano Sanitario Regionale affinché vengano riordinati  e riorganizzati  i servizi sul territorio per garantire a tutti i cittadini l’assistenza necessaria e indispensabile".

A difesa dell'ospedale e della sanità territoriale, anche a seguito della sollecitazione dei suoi concitaddini preoccupati per i servizi riservati alla montagna, anche il sindaco di Pioraco, Matteo Cicconi: "Ovviamente - dice - oltre ad essere molto preoccupato delle sorti dell'ospedale di Camerino, lo sono per tutta la sanità della nostra area montana che nel corso degli ultimi anni è stata depauperata e depredata di molti servizi essenziali per la nostra comunità. Come già evidenziato da altri colleghi sindaci, anche l'ospedale di San Severino Marche e quello di Matelica, che tra l'altro oggi ospita anche la nostra casa di riposo insieme a quella di Pievetorina e Castelsantangelo sul Nera distrutte dal sisma 2016, negli anni hanno subito un preoccupante e grave declassamento e impoverimento. Quindi anche il mio vuole essere un appello al nostro presidente della Regione Marche Acquaroli affinché riveda urgentemente il Piano Sanitario Regionale per un riequilibrio dei servizi  sanitari sul nostro territorio, nell'ottica di dare la giusta e legittima assistenza sanitaria anche ai cittadini montani".

GS
Il Comune di Camerino ha predisposto il progetto definitivo ed esecutivo della strada comunala Caselle-Ponte della Cerasa, una delle arterie principali della città, finanziata con un milione di euro.

Si tratta della strada che conduce all’ospedale della città ducale, dalla provinciale 256, collegando anche agli impianti sportivi in località Le Calvie e la caserma dei vigili del fuoco in località Caselle. L’arteria viaria da anni necessita di importanti lavori. Il primo consistente danno si era verificato, infatti, nel 2012, quando le abbondanti nevicate di quel febbraio provocarono una frana con conseguente distaccamento della sede stradale, in un tratto che è tuttora regolato dal semaforo a senso unico alternato. Nel 2016, poi, il terremoto ha ulteriormente influito sull’aggravarsi delle condizioni al manto stradale rendendolo sconnesso e pieno di avvallamenti. L'ufficio tecnico ha anche affidato la predisposizione della relazione geologica. Si tratta dell'ultimo atto prima che si possa andare a gara per affidare i lavori:

“Finalmente cominciamo a vedere avvicinarsi la realizzazione dei lavori, dopo che siamo riusciti, in sede di approvazione di CIR, a ottenere dall'USR una cifra maggiore di quella prevista inizialmente, che consente praticamente un intervento per quasi tutta la lunghezza del tratto stradale.
Un'opera importante che i cittadini aspettano da molti anni e che realizzeremo appena trascorsi i tempi tecnici necessari per l'espletamento della procedura di gara – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli – Oltre ad essere una strada molto utilizzata dalla cittadinanza, è spesso utilizzata anche da mezzi di soccorso, quindi si tratta di un intervento che era estremamente necessario”.
Un primo ripristino era stato effettuato dall'Unione montana Marca di Camerino, che è risultata assegnataria di fondi regionali, per un intervento di manutenzione straordinaria per il recupero e consolidamento della scarpata in frana, adiacente alla sede stradale fino alla sponda in erosione del fosso sottostante e il ripristino della corsia stradale, per un tratto localizzato lungo il corso del torrente, di lunghezza limitata a venti metri.
c.c
Sale anche tra i cittadini la preoccupazione dopo il grido d'allarme lanciato dal sindaco Sandro Sborgia sul rischio che corre l'ospedale di Camerino. Grave la situazione del reparto di ortopedia dove col trasferimento di un medico resterebbe una sola professionalità al lavoro. Intanto i cittadini hanno accesso la discussione sui social ed è da qui che il camerte Angiolo Napolioni ha deciso di far sentire la sua voce per non lasciare nulla di intentato a favore del mantenimento di una struttura sanitaria che è a servizio dell'intera montagna. In particolare, sulla risoluzione delle varie problematiche legate al presidio sanitario, viene richiesta maggiore attenzione da parte dei rappresentanti politici  locali che attualmente siedono in Regione.
"Il problema è serio - afferma Angiolo Napolioni - Non possiamo restare indifferenti. Questa struttura fondamentale insiste su un angolo delle Marche che purtroppo è da sempre dimenticato. Ma il presidio ospedaliero è prioritario e prioritario deve essere il suo mantenimento rispetto a qualsiasi altra iniziativa relativa sia alla ricostruzione sia al ripristino di attività precedenti quali ad esempio il tribunale o altri progetti fantasmagorici come le carceri. Io penso che con una popolazione nel territorio di 7- 8 mila abitanti la cui età media è superiore ai 65 annin un presidio ospedaliero come quello di Camerino sia fondamentale per la tutela e la salvaguardia della salute di tutta la cittadinanza e dell'intera comunità dell'entroterra.
In questa particolare situazione - continua Angiolo Napolioni-  utilizzarlo o sotto-utilizzarlo per il covid-19 oppure magari per altre estranee finalità  che non sono ancora a nostra conoscenza,  mi sembra sbagliato. Abito a due passi dall'ospedale e vedo che tutte le notti passano eliambulanze. Voli notturni d'addestramento dicono , ma che  danno a pensare che  fra poco, mi si passi la battuta, anche per un' unghia incarnita corriamo il rischio di essere portati all'ospedale di Ancona o Macerata e, questo io non riesco a tollerarlo. Anche perchè essendo le competenze della sanità tutte regionali, i nostri neo-eletti rappresentanti regionali, nelle persone degli ex sindaci di Camerino Gianluca Pasqui, attuale consigliere e Vice presidente del Consiglio regionale  e Renzo Marinelli, debbono fornirci dei chiarimenti- prosegue il camerte-.Debbono farci conoscere quali siano le intenzioni chiare della Regione riguardo al presidio ospedaliero di Camerino. Credo che davvero non possano esimersi dal darci una risposta esauriente ed esaustiva".
Un accorato appello che sembra stia già sortendo degli effetti e focalizzando l'attenzione di altri camerinesi decisi a sostenere questa ennesima battaglia nell'interesse di un territorio.
"Non credo molto nei comitati ma è certo che non possiamo restare inermi e invece cercare di fare tutto il possibile  per salvaguardare il nostro diritto alla salute e preservare una stuttura eccellente - aggiunge Napolioni-. La mia opinione è che quando sono tanti galli a cantare non si fa mai giorno ma, a monte di tutto, c'è sicuramente la necessità di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che l'ospedale di Camerino corre grossi rischi. Siamo riusciti a salvarlo dopo il terremoto del 1997 ma adesso ci ritroviamo nella stessa e identica, se non peggiore, situazione. Oltre al terremoto che è tornato a colpirci, questa volta c'è anche il Covid che per noi è significato occupare il 60% delle struttura ospedaliera con pazienti covid portati da altri comuni, pazienti che tra l'altro potrebbero essere comodamente collocati  a Civitanova nella mega-struttura appositamente creata o in altre strutture sanitarie. Portarli qui per impedire alla cittadinanza e alla popolazione locale di usufruire di servizi fondamentali mi sembra davvero assurdo. Quindi ripeto, vorrei dei chiarimenti esaustivi dai nostri rappresentanti regionali, anche perché il territorio montano è molto vasto e i comuni coinvolti sono numerosi. Credo che la questione debba coinvolgere anche i sindaci dei piccoli comuni della Montagna che, tranne qualche caso, non sembra siano molto interessati ad un problema che, come ho già detto, è assolutamente  prioritario". 
Non molla la presa il sindaco Sandro Sborgia che più volte è tornato a gridare l'urgenza di ristabilire la funzionalità dell'ospedale, nell'interesse di tutto l'entroterra, sottolineando la necessità di una forte coesione da parte di tutti. 
" I problemi sono quelli che  tutti sapete- afferma il primo cittadino Sandro Sborgia -. Abbiamo un reparto di ortopedia che sta per perdere una sua unità e dunque non sarà più in grado di adempiere a tutte le funzioni alle quali ha adempiuto fino a qualche mese fa, prima della nuova riconversione di quello che hanno chiamato, un reparto dell'ospedale. Di fatto invece l'ospedale è sostanzialmente svuotato di tutte le professionalità e in particolar modo della Rianimazione che non consente di poter adempiere alle funzioni che un normale ospedale deve assolvere. Poi c'è il trasferimento del medico dell'ortopedia che di fatto comporterà  l'impossibilità di lavorare e la chiusura di quel reparto, a meno che non si intervenga con delle misure che al momento non sembrano assolutamente nei pensieri di chi gestisce sia la direzione regionale che la direzione provinciale della sanità.
Questo preoccupa - continua Sborgia- perché sono delle professionalità che non si trovano dietro l'angolo; già è difficile reperirle in situazione di normalità, ma noi invece ce le facciamo scappare. Io credo che questo sia un danno gravissimo che noi dobbiamo assolutamente evitare ed è per questo motivo che stiamo cercando in qualche modo di alzare la voce proprio perché non si può permettere che nel silenzio più assoluto e più assordante si dia luogo alla chiusura del reparto di ortopedia dell'ospedale Camerino". 
Alla nota polemica del circolo di Forza Italia di Camerino che punta il dito anche sulla poca attenzione che l'amministrazione avrebbe dedicato all'ospedale di Camerino, il sindaco Sborgia risponde che non è questo il tempo di litigare.
"Francamente credo che occorre occuparsi dei problemi che abbiamo, anzichè seguire le sciocchezze che vengono dette.  Tutta la cittadinanza sa benissimo che cosa abbiamo fatto come amministrazione, quanto ci siamo impegnati per l'ospedale e come l'abbiamo trovato al nostro insediamento. I problemi dell'ospedale sono nati da parecchio tempo- prosegue il sindaco-. Non sono problemi sorti in questo momento; sono cause che hanno origini lontane.  Porto ad esempio la chiusura della Unità di Terapia Intensiva Coronarica, avvenuta nel dicembre 2017 nel silenzio più assordante. Nessuno ne sapeva nulla. Ma posso fare riferimento anche al fatto che a maggio del 2019 la Cardiologia era senza quattro unità di personale con tutte le problematiche legate al funzionamento H12 e tutti gli sforzi fatti da noi per far sì che arrivassero altri cardiologi. Per non parlare delle criticità della Radiologia. Per spiegare cosa abbiamo trovato, ricordo che nessuno si era mai curato addirittura di sistemare la porta d'ingresso all'ospedale che non si apriva. Dunque, stiamo parlando del nulla. Ora io capisco che queste cose danno fastidio e  che quando c'è qualcuno che se ne interessa, capisco che  questo possa creare imbarazzo. Immagino l’imbarazzo di chi non è stato in grado assolutamente di dare risposte quando c'era bisogno e non è in grado di dare risposte soprattutto in questo momento così difficlie. Io invece penso che non è questo il tempo delle polemiche. Non è il tempo dei bisticci. Qui c' è una città che sta vivendo una grave difficoltà dovuta al terremoto, dovuta alla ricostruzione e dovuta anche al fatto che rischiamo di perdere un servizio fondamentale per la collettività- Non è il momento delle polemiche- rimarca Sborgia-. Questo è il momento dell'unità del richiamo all'interesse della cittadinanza. E' il momento di far sentire uniti la nostra voce. Io credo che tutte queste sciocchezze contribuiscano solo ad indebolirci. 
Mi auguro che il buon senso prevalga, che finalmente si mettano da parte queste inutili e sterili polemiche, per fare l'interesse di tutta la collettività. La realtà è sotto gli occhi di tutti e tutti la conoscevano, per cui non c'è neppure bisogno di rispondere.
La situazione che viviamo richiede veramente di essere più uniti che mai perché l'ospedale è di tutti, è della città, della comunità e di tutta l'aria interna della montagna- conclude Sandro Sborgia- E dobbiamo tutti  fare in modo che il nostro ospedale sia preservato, che continui ad esercitare quella attività fondamentale che ha svolto fino a prima di questa pandemia e che , anche nella pandemia, deve poter assicurare le cure a chi è meno avvantaggiato o a chi si trova nei posti più disagiati. Questo è un impegno di tutti noi e dobbiamo assolutamente fare in modo che questa struttura continui a vivere”.

C.C.
Saranno il Commissario straordinario Giovanni Legnini e il suo capo ufficio stampa Mario Sensini, questo pomeriggio, a chiudere il lungo percorso di didattica del Master di II livello in “Aree interne. Strategie di sviluppo e rigenerazione post eventi catastrofici”, avviato ad aprile scorso nella Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino, con la direzione scientifica di Massimo Sargolini.

In questa edizione del Master, giunto alla sua 14esima edizione, il tradizionale grande tema della valorizzazione delle aree montane, in particolare quelle dell’Appennino centrale, si è innestato su una riflessione a tutto tondo sui percorsi di rinascita e ricostruzione post sisma 2016 e post Covid. Dopo i saluti del rettore Unicam, Claudio Pettinari, e un’introduzione del direttore del Master, Massimo Sargolini, e del segretario generale di Symbola, Fabio Renzi, in rappresentanza della Fondazione per le qualità italiane  partner nell’organizzazione del corso, la giornata di studi proseguirà con un intervento su “La comunicazione nei processi di ricostruzione dei territori e delle comunità” , a cura di Mario Sensini, e con una riflessione del Commissario Legnini su “Il rilancio nel post sisma tra visione, ricostruzione e partecipazione”.

Il percorso didattico del Master Aree Interne, durato oltre 260 ore a cui seguiranno oltre 300 ore di stage fino ad aprile prossimo, ha avuto l’obiettivo di formare ricercatori e professionisti provenienti da ambiti professionali e di studio molto diversi, toccando tematiche e discipline complementari. Dalle dinamiche insediative, con un’analisi del ruolo delle comunità locali, dell’identità territoriale e del capitale umano per lo sviluppo dei territori più fragili, agli aspetti socio-economici, con un focus su sviluppo sostenibile e innovativo e leve culturali; dai paesaggi e risorse naturali in aree montane, con approfondimento di temi quali la  biodiversità e la gestione sostenibile, al  turismo naturalistico nelle aree intere e nelle aree protette montane, con esempi di piani di sviluppo socio-economico e marketing territoriale; dagli strumenti legislativi nazionali ed europei, con particolare riferimento ai territori montani e alle aree protette, al rapporto Natura-Città per delineare un nuovo modello di sviluppo per costruire nuovi spazi di relazione tra città, montagna e aree interne, con particolare attenzione al caso Appennino.

I candidati al titolo di Master hanno anche potuto conoscere casi studio visitando comuni e comunità colpiti dal sisma del 2016: da Arquata a Pescara del Tronto, da Camerino a Cessapalombo, da Bolognola a Fiastra fino ai Sibillini. Da qui la consapevolezza che fondamentale nel processo di ripensamento, rinascita, ricostruzione di questo territorio è e sarà la partecipazione delle comunità.

Investire nell’alta formazione e nella ricerca – commenta Sargolini a chiusura del corso – è condizione imprescindibile per costruire un futuro possibile in aree caratterizzate da straordinarie risorse non opportunamente valorizzate”.
Il sindaco di Camerino Sandro Sborgia ha partecipato alla riunione del
 comitato nazionale “Riapriamo i tribunali”, che da anni si batte per la riapertura dei tribunali soppressi ed ha lanciato una proposta di legge al Consiglio regionale per riattivare il tribunale di Camerino.

Ancora una volta è stata ribadita e sottolineata la necessità di promuovere ogni iniziativa percorribile che consenta la rivisitazione della geografia giudiziaria nel senso di riattivare il funzionamento delle sedi giudiziarie soppresse, anche in considerazione del fatto che le finalità perseguite dalla riforma in termini di efficienza e risparmio di spesa sono state totalmente disattese. Nell’ambito della riunione, il Sindaco ha avuto modo di esprimere la posizione della città di Camerino, non solo condividendo le ragioni espresse dai presenti, ma proponendo anche di coinvolgere e interessare i Consigli regionali, proprio come è stato fatto anche in Abruzzo, seguendo dunque l’esempio di altre amministrazioni che si sono mosse in quella direzione. Una proposta voluta affinchè i Consigli regionali approvino la proposta di legge che prevede la ripresa delle funzioni giudiziarie già esercitate presso i tribunali soppressi. “In questo senso – ha detto Sborgia - l’amministrazione della città ducale trasmetterà al Consiglio regionale delle Marche una nota con allegata la proposta di legge affinché venga espressa unanime volontà dei componenti per riattivare le funzioni giudiziarie già esercitate dal tribunale di Camerino”.  La prossima riunione del comitato è prevista per il 30 gennaio.

B.O.
Il cielo grigio ed il freddo pungente di questa giornata d'inverno sono stati squarciati dalla luce dello sguardo commosso di chi oggi è tornato ad attraversare corso Vittorio Emanuele II, nel cuore della Camerino ferita.
E' stato il sindaco Sandro Sborgia, circondato dai suoi colleghi assessori e consiglieri, a voler togliere con le sue mani le transenne che hanno permesso alle autorità e alle forze dell'ordine di attraversare di nuovo la "strada dei ricordi".
Sì, perchè ognuno dei camerti che ha espresso la propria emozione ai microfoni di Radio C1...inBlu ha parlato di ricordi, di ciò che ha vissuto lungo il corso e di ciò che spera di tornare a vivere.

Sborgia toglie le transenne
Il sindaco Sborgia toglie le transenne, simbolo dellla zona rossa.

"Non è il giorno del trionfo - ha esordito il primo cittadino - ma il segno di ripartenza e di speranza. Oggi ci riappropriamo di una strada del centro perchè è giusto che i cittadini ricomincino a prendere conoscenza della città. La ricostruzione non può attendere oltre. Oggi onoriamo un impegno che avevamo preso con la città dal giorno del nostro insediamento e vogliamo dedicare, tutti insieme, questo piccolo passo alle giovani generazioni, affinchè tornino a conoscere questa città, ma anche a chi ha sperato di poter tornare a vivere il centro e non ce l'ha fatta.
Tutti insieme - ha concluso - dobbiamo continuare a collaborare affinchè la ricostruzione diventi realtà".

il sindaco mentre parla

Il sindaco Sborgia durante il suo discorso

Non ha nascosto la commozione il rettore Unicam, Claudio Pettinari: "Ho camminato su questi sampietrini da bambino, da studente, da ricercatore, ma mai da rettore. Oggi è per me la prima volta in questa veste ed ha un sapore diverso- poi un amarcord familiare a più - . Oggi ci viene restituita la possibilità di rivedere i luoghi dove siamo cresciuti: la colonna che era punto di incontro e di attesa o la fontana dove tutti abbiamo bevuto. Pensare che questa strada collegherà nuovamente i luoghi dell’Ateneo ci fa sentire il sapore di una strada dove il futuro di tanti giovani potrà essere fatto".

"Quando si apre qualcosa - ha detto l'arcivescovo Francesco Massara - si apre anche la speranza che gli obiettivi possono essere raggiunti. Un segnale che si aggiunge  a quelli importanti che daremo tra qualche settimana con i lavori terminati della Casa della Gioventù in via Betti e l'apertura del cantiere del collegio Bongiovanni. 
Spesso il sindaco dice che io corro e lui mi si trova a rincorremi, questo perchè io sono convinto che, se collaboriamo, ognuno può dare apporto alla ripartenza. Quando sono venuto la prima volta in centro storico e abbiamo fatto una veglia, la prima cosa che ho notato è stato il silenzio che c'era e la prima cosa che i cittadini hanno chiesto è stata proprio di poter tornare nel cuore della città. Oggi il corso riporterà dei rumori: sentiremo la vita che esce nuovamente".

LArcivescovo Massara durante il suo intervento
L'Arcivescovo Massara durante il suo intervento

Vedere le tre istituzioni della città, Comune, Università e diocesi insieme e volte verso la stessa direzione ha permesso al presidente della Provincia, Antonio Pettinari, di sottolineare l'importanza della collaborazione: "Vedervi uniti è un monito per tutti noi: Camerino è il riferimento per tutta la montagna e l'intero entroterra deve rconoscerlo; ma anche Camerino deve aprirsi al territorio perchè bisogna fare squadra. Non deve esserci alcun egoismo, né campanilismo. Un ultimo pensiero - ha aggiunto - va a chi continua ad essere miope, guardando dalla collina e dalla costa i problemi della montagna come problemi che non gli appartengono. Se anche loro non concorrono alla ripresa di questo territorio, non ci sarà rinascita".

L'attenzione all'entroterra mostrata anche dal consigliere regionale Renzo Marinelli: "Dopo anni difficili ora si sta iniziando a correre. Porto il saluto del presidente Acquaroli che ha sempre dimostrato interesse verso queste zone. Questi segnali di riapertura rappresentano - ha concluso - un messaggio di speranza a chi è fuori e può pensare di tornare presto nella sua terra". 

Al fianco degli amministratori camerti, anche il questore Vincenzo Trombadore, il vicario del prefetto Emanuela Milan ed il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli: "Ho sempre detto di voler essere un sindaco del territorio - ha riferito ai microfoni di Radio C1 - e non potevo mancare alla riapertura di un corso che mi riporta indietro nel tempo, agli anni della mia giovinezza e mi riempie il cuore di emozione".

I sindaci Sandro Sborgia e Sandro Parcaroli
I sindaci Sandro Sborgia e Sandro Parcaroli

La passeggiata lungo il corso è stata fatta, idealmente, anche dai cittadini collegati in diretta streaming che hanno potuto vivere l'emozione della riapertura della strada e passare davanti ai luoghi simbolo della città. Dopo il ritorno in piazza anche una sosta alla caserma Bonsignore, anch'essa inagibile.
E se oggi molti camerti, per questioni di sicurezza anticovid, non hanno potuto essere presenti, la riapertura del corso gli permetterà di farlo da oggi in poi, con i ricordi nel cuore e gli occhi che brillano di commozione e di speranza.

L'argomento sarà approfondito con ulteriori testimonianze ed approfondimenti nella prossima edizione de L'Appennino Camerte.

Giulia Sancricca



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