Notizie sportive nelle Marche
Lunedì, 05 Luglio 2021 13:39
Chiusura strade per Castelluccio, poche visite per la fioritura. Falcucci: "Scelta inaccettabile"
Quella che doveva essere la prima domenica di grande afflusso nelle piane di Castelluccio, caratterizzate in questo periodo dell’anno dallo spettacolo della fioritura, si è rivelata invece un buco nell’acqua: poche le auto, pochissimi i visitatori. “Una decisione senza senso”. Ha parlato così il vicesindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi, che in una nota ha espresso il rammarico per la decisione di contingentare gli accessi.
Nella nota si legge come la scelta di “militarizzare - questa la parola scelta da Franchi - gli accessi i primi due week end di luglio rischia di avere pessime conseguenze sull’economia di un territorio già gravemente provato dal sisma di cinque anni fa. Un flop vero e proprio - continua Franchi - , dovuto a come sono state gestite le cose e in particolare alla strategia del Comune di Norcia, che ha deciso di chiudere di fatto gli accessi da Castelsantangelo e da Arquata”.
Il primo territorio a pagare lo scotto di queste scelte è stato proprio quello di Castelluccio: “Oggi doveva essere uno dei giorni clou della fioritura di Castelluccio, ma l'affluenza alla piana è stata fortemente deludente. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso gli autoveicoli che sono transitati nel nostro territorio sono stati nettamente inferiori. Chiederò formalmente alle autorità - chiude il vice sindaco Franchi - di riaprire il traffico senza eccezioni”.
A fare eco alla nota diramata da Michele Franchi il primo cittadino di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, che ha sottolineato un’altra criticità oltre a quelle economiche e turistiche: “Non ha senso chiudere gli accessi alle auto per motivi ambientali quando poi le moto sono libere di accedere al sito: in alcuni casi sono addirittura più inquinanti. Hanno cercato di coprire la scelta di chiudere gli accessi, a cui faremo ricorso perché è inaccettabile - prosegue Falcucci - , con il servizio navetta da Visso. Un servizio che si è dimostrato fallimentare: lo testimoniano i risultati. È impensabile coprire una tratta così lunga con una navetta, i turisti lo hanno capito e hanno scelto altri luoghi. Queste - chiude Falcucci - sono decisioni che fanno male alle nostre montagne e allontanano le persone”.
l.c.
Il primo territorio a pagare lo scotto di queste scelte è stato proprio quello di Castelluccio: “Oggi doveva essere uno dei giorni clou della fioritura di Castelluccio, ma l'affluenza alla piana è stata fortemente deludente. Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso gli autoveicoli che sono transitati nel nostro territorio sono stati nettamente inferiori. Chiederò formalmente alle autorità - chiude il vice sindaco Franchi - di riaprire il traffico senza eccezioni”.
A fare eco alla nota diramata da Michele Franchi il primo cittadino di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, che ha sottolineato un’altra criticità oltre a quelle economiche e turistiche: “Non ha senso chiudere gli accessi alle auto per motivi ambientali quando poi le moto sono libere di accedere al sito: in alcuni casi sono addirittura più inquinanti. Hanno cercato di coprire la scelta di chiudere gli accessi, a cui faremo ricorso perché è inaccettabile - prosegue Falcucci - , con il servizio navetta da Visso. Un servizio che si è dimostrato fallimentare: lo testimoniano i risultati. È impensabile coprire una tratta così lunga con una navetta, i turisti lo hanno capito e hanno scelto altri luoghi. Queste - chiude Falcucci - sono decisioni che fanno male alle nostre montagne e allontanano le persone”.
l.c.
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Politica
Sabato, 03 Luglio 2021 13:52
Sport contro il Covid: riparte la Granfondo Terre dei Varano
La dodicesima edizione della Granfondo Terre dei Varano significa due graditi ritorni: quello della rassegna in sé che, a causa del Covid, lo scorso anno era stata annullata, e quello dell’arrivo nel centro storico della città di Camerino. La partenza è in programma per domenica 11 luglio al Sottocorte Village, mentre la linea del traguardo della gara ciclistica sarà posta proprio in Piazza Cavour, sotto alla targa che ricorda il trionfo di Michele Scarponi nell’arrivo camerte della Tirreno Adriatico di qualche anno fa.
Lo sport come veicolo di ripartenza dopo il Covid e dopo il sisma. Il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, ha voluto paragonare il tortuoso percorso di rinascita della sua città proprio a una gara in bicicletta, poiché “il percorso in salita che affronta un ciclista è faticoso, dispendioso, difficile, ma una volta terminato dona grande soddisfazione e la consapevolezza di aver compiuto un’impresa. La gara, giunta alla sua dodicesima edizione grazie alla sapiente organizzazione, è ormai un marchio di fabbrica del nostro territorio, capace di attrarre tanti appassionati. Il gesto agonistico che i corridori compiono - sottolinea Sborgia - si fonde così con il piacere di visitare le nostre splendide zone”.
Sandro Santacchi, presidente dell’Avis Frecce Azzurre di Camerino, nelle sue vesti di organizzatore, ha posto l’accento sul ritorno della Granfondo dopo un anno molto difficile, con il Coronavirus che “ci ha messo un po’ in disparte, ma siamo voluti fortemente tornare. L’anno scorso era tutto pronto, ma le condizioni non ci hanno permesso di partire. Siamo pronti: il numero di iscritti sta tornando a essere quello del pre-sisma, sono quasi mille. Questo a testimonianza della rilevanza che la manifestazione sta assumendo e della voglia che c’è di ricominciare”.
Poi Santacchi parla dei due percorsi, uno dedicato agli agonisti, con l’ascesa a Sassotetto - tra le più dure dell’Appennino e probante anche per i professionisti - , e l’altro per cicloamatori. Santacchi confessa che è questo secondo percorso quello più importante, perché “dà spazio ai panorami e agli spazi che il territorio camerte sa offrire: non sempre il ciclismo è ‘testa bassa e pancia a terra’ ma anche poter godere delle strade che si attraversano. A Camerino - conclude Sandro Santacchi - vale la pena anche immergersi nella natura e nell’ambiente che circondano il percorso”.
l.c.
Lo sport come veicolo di ripartenza dopo il Covid e dopo il sisma. Il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, ha voluto paragonare il tortuoso percorso di rinascita della sua città proprio a una gara in bicicletta, poiché “il percorso in salita che affronta un ciclista è faticoso, dispendioso, difficile, ma una volta terminato dona grande soddisfazione e la consapevolezza di aver compiuto un’impresa. La gara, giunta alla sua dodicesima edizione grazie alla sapiente organizzazione, è ormai un marchio di fabbrica del nostro territorio, capace di attrarre tanti appassionati. Il gesto agonistico che i corridori compiono - sottolinea Sborgia - si fonde così con il piacere di visitare le nostre splendide zone”.
Sandro Santacchi, presidente dell’Avis Frecce Azzurre di Camerino, nelle sue vesti di organizzatore, ha posto l’accento sul ritorno della Granfondo dopo un anno molto difficile, con il Coronavirus che “ci ha messo un po’ in disparte, ma siamo voluti fortemente tornare. L’anno scorso era tutto pronto, ma le condizioni non ci hanno permesso di partire. Siamo pronti: il numero di iscritti sta tornando a essere quello del pre-sisma, sono quasi mille. Questo a testimonianza della rilevanza che la manifestazione sta assumendo e della voglia che c’è di ricominciare”.
Poi Santacchi parla dei due percorsi, uno dedicato agli agonisti, con l’ascesa a Sassotetto - tra le più dure dell’Appennino e probante anche per i professionisti - , e l’altro per cicloamatori. Santacchi confessa che è questo secondo percorso quello più importante, perché “dà spazio ai panorami e agli spazi che il territorio camerte sa offrire: non sempre il ciclismo è ‘testa bassa e pancia a terra’ ma anche poter godere delle strade che si attraversano. A Camerino - conclude Sandro Santacchi - vale la pena anche immergersi nella natura e nell’ambiente che circondano il percorso”.
l.c.
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Cronaca
Sabato, 03 Luglio 2021 13:30
Presentato a Camerino il Cammino dei Cappuccini. 400km di storia
Sulle orme dei cappuccini per riappropriarsi della storia, riscoprendo nel contempo se stessi nella solitudine e nell'incontro. Ha scelto un luogo simbolo e una data emblematica, quella del 3 luglio, la presentazione del "Cammino dei Cappuccini" che, in un viaggio che cambia l'anima e la rasserena, si snoda per circa 400 chilometri, percorrendo da nord a sud delle Marche i sentieri calpestati dai primi cappuccini, avventurandosi tra antichi eremi e storici conventi dai quali essi diedero forma ad una vita nuova.
Proprio il 3 luglio del 1528 da Camerino ha visto la luce l'ordine che si sarebbe diffuso nei Paesi di tutto il mondo, portando ovunque il suo messaggio di pace e serenità illuminato dal donarsi alle persone, dall'affiancarsi al cammino degli uomini, in particolare dei più umili, per condividere con loro fatiche, gioie, dolori e speranze. Culla dell'ordine dei frati minori cappuccini la città di Camerino dove ha avuto luogo la presentazione del progetto, suggellato dal protocollo d'intesa firmato in mattinata tra l'ordine dei Frati minori Cappuccini, il Comune di Camerino e l'Unicam.
All'auditorium Benedetto XIII sono intervenuti il Governatore delle Marche Francesco Acquaroli, il Ministro generale dei Frati Minori Cappuccini Fra Roberto Genuin, il Ministro provinciale delle Marche Fra Sergio Lorenzini, il Presidente di Federtreck ed esperto Cammini del Ministero della cultura Paolo Piacentini. In rappresentanza del vescovo Mons. Massara impegnato in altra riunione e l'intera Arcidiocesi di Camerino San Severino Marche era presente il Vicario generale Mons. Mariano Blanchi. L'incontro è stato partecipato dal Card. Edoardo Menichelli, da diversi sindaci del territorio e rappresentanti di altri cammini. A fare gli onori di casa il Rettore dell'Università di Camerino Claudio Pettinari che ha moderato la serie di interventi. Il sindaco Sandro Sborgia ha ricordato come quell'ordine, nato circa 500 anni fa grazie a Caterina Cybo nella città di Camerino, abbia segnato la storia del Paese diventando simbolo di vicinanza ai deboli: "Ripercorrere e segnare queste vicende, serve a ravvivare attenzione sul nostro passato e sull'immenso patrimonio che abbiamo e che dobbiamo trasmettere ai giovanii. Questo cammino consente una riscoperta dei luoghi non solo come attrazione turistica ma anche come riavvicnamento dell'uomo a Dio". Tornando indietro nel tempo il rettore Pettinari ha fatto memoria dei due primi frati Ludovico e Raffaele che per dormire trovarono alloggio nel Palazzo ducale.

Fra Roberto Genuin ha fatto cenno di alcuni tratti della figura dei cappuccini contraddistinta dall'ascolto umile, dalla vicinanza semplice e cordiale con tutti e dalla capacità di mettersi a servizio per restituire il bene ricevuto. I frati sono oggi presenti in poco più di 10mila unità ma sparsi in 110 Paesi di tutto il mondo nello svolgimento di una grande varietà di ministeri.in ognuno dei quali cercano e sono costantemente incarnati a crescere nella loro specifica identità. "Identità che tuttavia ha le sue origini proprio in questa terra marchigiana-- ha detto Genuin, sottolinenando che la rivisitazione del cammino dei Cappuccini diventa "un'occasione favorevolissima per riappropriarci della storia e dei tesori che queso territorio conserva. Farà comprendere anche la storia dei primi frati che hanno vissuto con audacia la loro chiamata di consacrati, avviando una fraternità piuttosto imponente che ora abbraccia il mondo. L'augurio- ha concluso- è che la proposta del cammino dei cappuccini contribuisca a comprendere l'importanza e la fecondità che quei luoghi e quella prima esperienza rivestono decisamente anche per questo nostro tempo; mentre dappertutto sembrano crescere sempre di più le divisioni e le lotte tra gli uomini e i popoli, mentre si radicalizza la chiusura in un egoismo individualista che rende tristi e il mondo offre, in maniera sempre più accanita, progetti non di vita ma di morte, questa proposta torni a dirci che è possibile una vita felice e degna, che possiamo tutti riconoscerci fratelli, che Dio ama ciascuno e che la nostra vita acquisisce senso e dignità compiuta nell'accoglierci gli uni gli altri e nel servirci senza calcolo. È più bello, anche se più faticoso, camminare insieme tra noi e in compagnia di Dio, così da frati del popolo".
Preceduto dalla proiezione di un suggestivo video l'intervento di Fra Sergio Lorenzin che nei suoi primi giorni da Ministro provinciale, nell'aprile 2019 ha iniziato a pensare al progetto che prende vita dalla terra culla dell'ordine. Un'idea nata anche dalla passione personale per il camminare, dall'amore per il creato e dal desiderio di condividere con le persone qualcosa di semplice, sano e bello.
"Dopo due anni di lavoro intenso e grazie all'aiuto di tanti siamo arrivati alla sua presentazione. Insieme a tanti fratelli mi sono divertito a percorrere, a scoprire, tracciare e descrivere i 400 chilometri che ripercorrono tutti i luoghi dell'origine dei cappuccini, bellissimi eremi che custodiscono ancora i segni di una memoria e di una presenza. Arrivando in questi luoghi ognuno di noi può entrare dentro la storia". L'occasione del cammino dà dunque l'opportunità di scoprire, gustare e valorizzare questo tesoro tramandato nel tempo e nel contempo di aiutare proprio i territori dell'entroterra che ce lo hanno consegnato. Da Fossombrone ad Ascoli Piceno il cammino attraversa proprio tutta quella parte di territorio ferito dal terremoto." Insieme a tante altre inziative- ha detto fra Sergio- vogliamo credere che anche la nostra possa contribuire a riportare gente, visibilità, lavoro, economia, valorizzazione e, soprattutto speranza a tanta gente".
Articolato in 17 tappe, il Cammino dei Cappuccini avrà bisogno ancora di qualche mese per l'ultimazione della segnaletica e l'organizzazione dell'accoglienza per cui, con tutta probabilità, una fruizione completa sarà possibile a settembre prossimo.
Dal momento di confronto della mattinata anche l'opportunità di una sinergia tra istituzioni religiose, regionali, comunali e dell'associazionismo: "Il camminare offre un modo di essere, di stare con le persone in maniera sana e sobria e se riusciamo a mettere insieme tutte le sinergie di questo territorio- ha concluso Lorenzini- forse riusciamo anche a veicolare una cultura più umana, più attenta e rispettosa degli uomini e del creato.
È quello che ci auguriamo come frati cappuccini che- citando infine fra Caldino dei Promessi Sposi- siamo come il mare che riceve acqua da tutte le parti e la torna a distribuire a tutti i fiumi. Di bene ne abbiamo ricevuto tanto anche in questa esperienza e da tante persone. Tanta acqua è stata portata al nostro mare e noi vorremmo adesso ridonarla ai tanti fiumi di questo territorio e di altrove, per irrigare di bene la nostra terra".
c.c.
Proprio il 3 luglio del 1528 da Camerino ha visto la luce l'ordine che si sarebbe diffuso nei Paesi di tutto il mondo, portando ovunque il suo messaggio di pace e serenità illuminato dal donarsi alle persone, dall'affiancarsi al cammino degli uomini, in particolare dei più umili, per condividere con loro fatiche, gioie, dolori e speranze. Culla dell'ordine dei frati minori cappuccini la città di Camerino dove ha avuto luogo la presentazione del progetto, suggellato dal protocollo d'intesa firmato in mattinata tra l'ordine dei Frati minori Cappuccini, il Comune di Camerino e l'Unicam.
All'auditorium Benedetto XIII sono intervenuti il Governatore delle Marche Francesco Acquaroli, il Ministro generale dei Frati Minori Cappuccini Fra Roberto Genuin, il Ministro provinciale delle Marche Fra Sergio Lorenzini, il Presidente di Federtreck ed esperto Cammini del Ministero della cultura Paolo Piacentini. In rappresentanza del vescovo Mons. Massara impegnato in altra riunione e l'intera Arcidiocesi di Camerino San Severino Marche era presente il Vicario generale Mons. Mariano Blanchi. L'incontro è stato partecipato dal Card. Edoardo Menichelli, da diversi sindaci del territorio e rappresentanti di altri cammini. A fare gli onori di casa il Rettore dell'Università di Camerino Claudio Pettinari che ha moderato la serie di interventi. Il sindaco Sandro Sborgia ha ricordato come quell'ordine, nato circa 500 anni fa grazie a Caterina Cybo nella città di Camerino, abbia segnato la storia del Paese diventando simbolo di vicinanza ai deboli: "Ripercorrere e segnare queste vicende, serve a ravvivare attenzione sul nostro passato e sull'immenso patrimonio che abbiamo e che dobbiamo trasmettere ai giovanii. Questo cammino consente una riscoperta dei luoghi non solo come attrazione turistica ma anche come riavvicnamento dell'uomo a Dio". Tornando indietro nel tempo il rettore Pettinari ha fatto memoria dei due primi frati Ludovico e Raffaele che per dormire trovarono alloggio nel Palazzo ducale.

Fra Roberto Genuin ha fatto cenno di alcuni tratti della figura dei cappuccini contraddistinta dall'ascolto umile, dalla vicinanza semplice e cordiale con tutti e dalla capacità di mettersi a servizio per restituire il bene ricevuto. I frati sono oggi presenti in poco più di 10mila unità ma sparsi in 110 Paesi di tutto il mondo nello svolgimento di una grande varietà di ministeri.in ognuno dei quali cercano e sono costantemente incarnati a crescere nella loro specifica identità. "Identità che tuttavia ha le sue origini proprio in questa terra marchigiana-- ha detto Genuin, sottolinenando che la rivisitazione del cammino dei Cappuccini diventa "un'occasione favorevolissima per riappropriarci della storia e dei tesori che queso territorio conserva. Farà comprendere anche la storia dei primi frati che hanno vissuto con audacia la loro chiamata di consacrati, avviando una fraternità piuttosto imponente che ora abbraccia il mondo. L'augurio- ha concluso- è che la proposta del cammino dei cappuccini contribuisca a comprendere l'importanza e la fecondità che quei luoghi e quella prima esperienza rivestono decisamente anche per questo nostro tempo; mentre dappertutto sembrano crescere sempre di più le divisioni e le lotte tra gli uomini e i popoli, mentre si radicalizza la chiusura in un egoismo individualista che rende tristi e il mondo offre, in maniera sempre più accanita, progetti non di vita ma di morte, questa proposta torni a dirci che è possibile una vita felice e degna, che possiamo tutti riconoscerci fratelli, che Dio ama ciascuno e che la nostra vita acquisisce senso e dignità compiuta nell'accoglierci gli uni gli altri e nel servirci senza calcolo. È più bello, anche se più faticoso, camminare insieme tra noi e in compagnia di Dio, così da frati del popolo".
Preceduto dalla proiezione di un suggestivo video l'intervento di Fra Sergio Lorenzin che nei suoi primi giorni da Ministro provinciale, nell'aprile 2019 ha iniziato a pensare al progetto che prende vita dalla terra culla dell'ordine. Un'idea nata anche dalla passione personale per il camminare, dall'amore per il creato e dal desiderio di condividere con le persone qualcosa di semplice, sano e bello.
"Dopo due anni di lavoro intenso e grazie all'aiuto di tanti siamo arrivati alla sua presentazione. Insieme a tanti fratelli mi sono divertito a percorrere, a scoprire, tracciare e descrivere i 400 chilometri che ripercorrono tutti i luoghi dell'origine dei cappuccini, bellissimi eremi che custodiscono ancora i segni di una memoria e di una presenza. Arrivando in questi luoghi ognuno di noi può entrare dentro la storia". L'occasione del cammino dà dunque l'opportunità di scoprire, gustare e valorizzare questo tesoro tramandato nel tempo e nel contempo di aiutare proprio i territori dell'entroterra che ce lo hanno consegnato. Da Fossombrone ad Ascoli Piceno il cammino attraversa proprio tutta quella parte di territorio ferito dal terremoto." Insieme a tante altre inziative- ha detto fra Sergio- vogliamo credere che anche la nostra possa contribuire a riportare gente, visibilità, lavoro, economia, valorizzazione e, soprattutto speranza a tanta gente".
Articolato in 17 tappe, il Cammino dei Cappuccini avrà bisogno ancora di qualche mese per l'ultimazione della segnaletica e l'organizzazione dell'accoglienza per cui, con tutta probabilità, una fruizione completa sarà possibile a settembre prossimo.
Dal momento di confronto della mattinata anche l'opportunità di una sinergia tra istituzioni religiose, regionali, comunali e dell'associazionismo: "Il camminare offre un modo di essere, di stare con le persone in maniera sana e sobria e se riusciamo a mettere insieme tutte le sinergie di questo territorio- ha concluso Lorenzini- forse riusciamo anche a veicolare una cultura più umana, più attenta e rispettosa degli uomini e del creato.
È quello che ci auguriamo come frati cappuccini che- citando infine fra Caldino dei Promessi Sposi- siamo come il mare che riceve acqua da tutte le parti e la torna a distribuire a tutti i fiumi. Di bene ne abbiamo ricevuto tanto anche in questa esperienza e da tante persone. Tanta acqua è stata portata al nostro mare e noi vorremmo adesso ridonarla ai tanti fiumi di questo territorio e di altrove, per irrigare di bene la nostra terra".
c.c.
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Cronaca
Sabato, 03 Luglio 2021 08:49
Fuori strada con l'auto. Eliambulanza per il ferito
Un uomo è stato trasportato a Torrette in eliambulanza a seguito delle serie contusioni riportate nell'incidente che si è verificato all'alba nella frazione Villa San Filippo di Monte San Giusto, Alla guida del proprio veicolo,proprio sulla strada che conduce al paese. l'uomo ha improvvisamente perso il controllo del mezzo che è finito fuoristrada nella scarpata. Soccorso dal personale sanitario del 118 intervenuto sul posto, considerata la gravità dei traumi riportati, l'uomo è stato poi trasportato a Torrette in eliambulanza. La dinamica del sinistro è al vaglio delle forze dell'ordine intervenute per i rilievi.
c.c.
c.c.
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Cronaca
Venerdì, 02 Luglio 2021 19:05
Piano Socio-Sanitario: l'assessore Saltamartini ascolta i territori
La Regione ascolta i territori per programmare insieme il nuovo assetto della sanità regionale. Al teatro Lauro Rossi di Macerata secondo ciclo di incontri tra l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini e i sindaci dei comuni degli Ambiti Territoriali Sociali XVII-XVIII per proseguire il percorso, fortemente voluto dall’intera Giunta Acquaroli, di confronto con i territori sul futuro dell’assetto sanitario regionale in vista della redazione del nuovo Piano Socio-Sanitario.
“Continuano gli incontri sul territorio, che proseguiranno per i prossimi mesi – ha affermato l’assessore Filippo Saltamartini – Abbiamo totalmente rovesciato l’ordine dei fattori rispetto a quanto previsto dal Piano attualmente in vigore che per quanto riguarda l’Area Vasta 3 prevedeva un ospedale unico a Macerata e degli ospedali di base a Civitanova e Camerino. Un sistema che intendiamo smantellare iniziando proprio dall’ascolto dei territori. A breve è previsto anche l’avvio della programmazione per l’edificazione dell’ospedale di Macerata senza, però, dimenticare gli altri presidi ospedalieri dell’Area. Sulla base poi del Piano di Ripresa e Resilienza, con i fondi dell’Unione Europea riferiti all’Italia, saranno sviluppati i servizi territoriali con gli ospedali di comunità come ad esempio Matelica, Tolentino, Recanati. Latro traguardo da raggiungere, poi, quello della medicina del territorio, tenendo sempre conto di quanto la pandemia ci ha ricordato, vale a dire la presenza fondamentale della medicina di prossimità”.
Tra i sindaci presenti anche Giuseppe Pezzanesi, primo cittadino di Tolentino una delle sedi previste per gli ospedali di comunità. “L’assessore Saltamartini – ha dichiarato – ha voluto portare a conoscenza di noi sindaci il modello di sanità diffusa sul territorio. Naturalmente si tratta dell’inizio di una grande storia che mi auguro arrivi a compimento perché due sono i fattori essenziali: la volontà, che il governo regionale ha già messo in campo, e le risorse. Sotto questo profilo, purtroppo, non abbiamo ancora a disposizione quelle risorse che sono essenziali, se ben spese, per arrivare al compimento di questo progetto. Un processo che sta iniziando e che mi auguro giunga presto al suo definitivo compimento”.
Un problema, quello della necessità di risorse, che lo stesso assessore Saltamartini ha bene in mente. “Dobbiamo sempre misurarci con i trasferimenti che lo Stato fa alla Regione – conclude – Dobbiamo, però, dare funzionalità ai fondi che ci sono destinati. Abbiamo idee da mettere in atto, ma al momento vogliamo ascoltare tutti partendo dai sindaci, dai sindacati e dal personale sanitario per poi parlare anche con i cittadini. A conclusione di questo percorso chiuderemo il cerchio. La nostra regione ha grandi potenzialità sia pure con risorse limitate e i cittadini debbono ottenere risposte per quelli che sono i loro diritti”.
f.u
“Continuano gli incontri sul territorio, che proseguiranno per i prossimi mesi – ha affermato l’assessore Filippo Saltamartini – Abbiamo totalmente rovesciato l’ordine dei fattori rispetto a quanto previsto dal Piano attualmente in vigore che per quanto riguarda l’Area Vasta 3 prevedeva un ospedale unico a Macerata e degli ospedali di base a Civitanova e Camerino. Un sistema che intendiamo smantellare iniziando proprio dall’ascolto dei territori. A breve è previsto anche l’avvio della programmazione per l’edificazione dell’ospedale di Macerata senza, però, dimenticare gli altri presidi ospedalieri dell’Area. Sulla base poi del Piano di Ripresa e Resilienza, con i fondi dell’Unione Europea riferiti all’Italia, saranno sviluppati i servizi territoriali con gli ospedali di comunità come ad esempio Matelica, Tolentino, Recanati. Latro traguardo da raggiungere, poi, quello della medicina del territorio, tenendo sempre conto di quanto la pandemia ci ha ricordato, vale a dire la presenza fondamentale della medicina di prossimità”.
Tra i sindaci presenti anche Giuseppe Pezzanesi, primo cittadino di Tolentino una delle sedi previste per gli ospedali di comunità. “L’assessore Saltamartini – ha dichiarato – ha voluto portare a conoscenza di noi sindaci il modello di sanità diffusa sul territorio. Naturalmente si tratta dell’inizio di una grande storia che mi auguro arrivi a compimento perché due sono i fattori essenziali: la volontà, che il governo regionale ha già messo in campo, e le risorse. Sotto questo profilo, purtroppo, non abbiamo ancora a disposizione quelle risorse che sono essenziali, se ben spese, per arrivare al compimento di questo progetto. Un processo che sta iniziando e che mi auguro giunga presto al suo definitivo compimento”.
Un problema, quello della necessità di risorse, che lo stesso assessore Saltamartini ha bene in mente. “Dobbiamo sempre misurarci con i trasferimenti che lo Stato fa alla Regione – conclude – Dobbiamo, però, dare funzionalità ai fondi che ci sono destinati. Abbiamo idee da mettere in atto, ma al momento vogliamo ascoltare tutti partendo dai sindaci, dai sindacati e dal personale sanitario per poi parlare anche con i cittadini. A conclusione di questo percorso chiuderemo il cerchio. La nostra regione ha grandi potenzialità sia pure con risorse limitate e i cittadini debbono ottenere risposte per quelli che sono i loro diritti”.
f.u
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Cronaca
Venerdì, 02 Luglio 2021 18:24
Distacco di massi dalla roccia: resta chiusa la Strada del Fargno
Distacco di massi dalla parete rocciosa e peggioramento delle condizioni di stabilità del versante a monte della Strada del Fargno. Così, a seguito di sopralluoghi congiunti da parte dell'ufficio tecnico del comune di Bolognola e di geologi il sindaco Cristina Gentili ha deciso di non revocare l'ordinanza che dispone la chiusura della strada comunale Bolognola - Pintura - Forcella del Fargno.
"Purtroppo ci troviamo ad affrontare un ennesimo cambiamento del territorio - le parole del primo cittadino - con la situazione che sembra essere ulteriormente peggiorata rispetto anche agli ultimi mesi. Ci sono ancora distacchi di parte di parete rocciosa con i detriti che non consentono la percorrenza in sicurezza della strad. Una situazione che stiamo continuamente monitorando, ma al momento l'ordinanza resta in vigore anche se il nostro obiettivo primario è quello di riaprire la strada una volta raggiunte le condizioni minime di sicurezza per coloro che la percorrono".
f.u.
"Purtroppo ci troviamo ad affrontare un ennesimo cambiamento del territorio - le parole del primo cittadino - con la situazione che sembra essere ulteriormente peggiorata rispetto anche agli ultimi mesi. Ci sono ancora distacchi di parte di parete rocciosa con i detriti che non consentono la percorrenza in sicurezza della strad. Una situazione che stiamo continuamente monitorando, ma al momento l'ordinanza resta in vigore anche se il nostro obiettivo primario è quello di riaprire la strada una volta raggiunte le condizioni minime di sicurezza per coloro che la percorrono".
f.u.
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Cronaca
Venerdì, 02 Luglio 2021 16:28
"Tolentino Popolare": un progetto civico di "rottura" per lo sviluppo della città
Alternativi all’amministrazione Pezzanesi con l’intenzione di dar vita ad un progetto civico che dialoghi con tutte le forze politiche al fine di correggere quelli che ritengono essere gli errori dell’amministrazione e operare la necessaria discontinuità con il programma di ricostruzione e sviluppo messo in atto dall’attuale governo della città di Tolentino.
L’approvazione dell’atto da parte del consiglio comunale di Tolentino che porta alla delocalizzazione della scuola Don Bosco fa uscire allo scoperto “Tolentino Popolare” in vista delle elezioni amministrative deol prossimo anno. Attraverso una nota a firma di Alessandro Massi, Diego Aloisi, Fabio Montemarani, il gruppo parla di “triste tradimento da parte dell’amministrazione Pezzanesi del mandato che i cittadini hanno accordato alla coalizione di cui all’epoca facevamo parte”.
I firmatari della nota parlano anche di “teatrino indegno messo in piedi dalla maggioranza nel consiglio comunale, dove si è cercato in tutti i modi di far passare la Scuola Don Bosco come un edificio non sicuro, con l’evidente imbarazzo dei tecnici presenti, ancora una volta che si tratta di una scelta meramente politica”.
L’accusa che il gruppo rivolge al sindaco e alla sua maggioranza è quella di voler “abbandonare un patrimonio storico e culturale con un meraviglioso giardino ed una palestra praticamente nuova, appoggiandosi su di una relazione costi-benefici lacunosa, incentrata sulla necessità di convincere non solo la cittadinanza ma anche il Commissario alla ricostruzione Legnini della convenienza economica della delocalizzazione della Scuola…..tacendo completamente sull’articolo di legge previsto nel decreto 189/2016 (Art. 2) che obbliga la ricostruzione delle scuole nei centri storici, salvo motivi oggettivi che lo impediscano”.
Il rischio, sottolinea Tolentino Popolare, è quello di creare un “pericoloso doppione con la Scuola Lucatelli, penalizzando eccessivamente coloro che abitano in centro storico o anche in quartieri vicini come quello di Viale Vittorio Veneto e Trento e Trieste oppure Foro Boario, che oggi rappresentano la platea di famiglie che hanno per lo più iscritto i loro figli e figlie alle scuole del Centro storico”.
Effetti dannosi per la città la scelta della maggioranza di governo che si riflettono sul fatto che “ancora oggi non si è riusciti a creare la prima classe all’attuale Scuola Primaria Don Bosco ospitata presso le strutture all’ 815 in Contrada Pace, quando al contrario la Lucatelli mantiene numeri altissimi di iscrizioni”.
“Forse si sta sbagliando comunicazione? – si chiede il gruppo - Si sta sottovalutando l’importanza di una organizzazione scolastica omogenea per le famiglie e più vicina alle loro esigenze? Ci interessa ribadire ancora una volta come siamo orgogliosi di esserci opposti in tutto e per tutto a questa scelta, non per nostalgia, ma per le motivazioni addotte e per le modalità poco trasparenti di azione dell’amministrazione”.
La scelta dell’area per la delocalizzazione con delibera diretta di Giunta, l’aver negato l’accesso alla consultazione dei progetti relativi alla nuova scuola, la mancata conoscenza “dell’idea che avrebbe il sindaco Pezzanesi per il recupero della struttura storica di tale Scuola, che rischia di divenire un ulteriore “cadavere” abbandonato nel centro storico”, portano Massi, Aloisi e Montemarani a criticare aspramente sindaco e vice sindaco definiti “padre e madre padroni del destino della nostra città, senza sentire la necessità di condividere alcunchè con i cittadini e le cittadine dimenticando di esserne al servizio”.
Un appunto rivolto anche al PSR (programma straordinario per la ricostruzione) rigurdante essenzialmente il centro storico. “Tanto rumore per nulla – conclude la nota di Tolentino Popolare - Un programma scontato, poco condiviso con i cittadini, senza alcuna idea per il centro storico del futuro, infarcito di manutenzioni straordinarie, senza definire alcuna strategia di recupero serio delle aree più storiche come il Fondaccio o Montecavallo, senza definire realmente cosa fare con la struttura dell’Ex Liceo e praticamente finalizzato, in contraddizione, alla delocalizzazione delle Scuole elementari e medie dal Centro Storico alla periferia. Un programma che lascia l’amaro in bocca pensando alla partecipazione e condivisione con i cittadini e le cittadine, che invece abbiamo visto da altre parti (Camerino, Caldarola etc.), dove ognuno, gruppo politico o singolo cittadino, ha potuto apportare le proprie idee. Un programma che non fa vedere una reale volontà di recuperare il centro storico, ma anzi un nefasto richiamo al suo svuotamento e al suo essere solo uno spazio residenziale senza necessità di prevedere i servizi. Insomma un giudizio completamente negativo, che ci impone di dover ancora una volta ribadire la nostra completa lontananza dai modi fare della Giunta e della maggioranza e dalla sua arrogante, sconclusionata e frammentaria visione della città”.
f.u.
L’approvazione dell’atto da parte del consiglio comunale di Tolentino che porta alla delocalizzazione della scuola Don Bosco fa uscire allo scoperto “Tolentino Popolare” in vista delle elezioni amministrative deol prossimo anno. Attraverso una nota a firma di Alessandro Massi, Diego Aloisi, Fabio Montemarani, il gruppo parla di “triste tradimento da parte dell’amministrazione Pezzanesi del mandato che i cittadini hanno accordato alla coalizione di cui all’epoca facevamo parte”.
I firmatari della nota parlano anche di “teatrino indegno messo in piedi dalla maggioranza nel consiglio comunale, dove si è cercato in tutti i modi di far passare la Scuola Don Bosco come un edificio non sicuro, con l’evidente imbarazzo dei tecnici presenti, ancora una volta che si tratta di una scelta meramente politica”.
L’accusa che il gruppo rivolge al sindaco e alla sua maggioranza è quella di voler “abbandonare un patrimonio storico e culturale con un meraviglioso giardino ed una palestra praticamente nuova, appoggiandosi su di una relazione costi-benefici lacunosa, incentrata sulla necessità di convincere non solo la cittadinanza ma anche il Commissario alla ricostruzione Legnini della convenienza economica della delocalizzazione della Scuola…..tacendo completamente sull’articolo di legge previsto nel decreto 189/2016 (Art. 2) che obbliga la ricostruzione delle scuole nei centri storici, salvo motivi oggettivi che lo impediscano”.
Il rischio, sottolinea Tolentino Popolare, è quello di creare un “pericoloso doppione con la Scuola Lucatelli, penalizzando eccessivamente coloro che abitano in centro storico o anche in quartieri vicini come quello di Viale Vittorio Veneto e Trento e Trieste oppure Foro Boario, che oggi rappresentano la platea di famiglie che hanno per lo più iscritto i loro figli e figlie alle scuole del Centro storico”.
Effetti dannosi per la città la scelta della maggioranza di governo che si riflettono sul fatto che “ancora oggi non si è riusciti a creare la prima classe all’attuale Scuola Primaria Don Bosco ospitata presso le strutture all’ 815 in Contrada Pace, quando al contrario la Lucatelli mantiene numeri altissimi di iscrizioni”.
“Forse si sta sbagliando comunicazione? – si chiede il gruppo - Si sta sottovalutando l’importanza di una organizzazione scolastica omogenea per le famiglie e più vicina alle loro esigenze? Ci interessa ribadire ancora una volta come siamo orgogliosi di esserci opposti in tutto e per tutto a questa scelta, non per nostalgia, ma per le motivazioni addotte e per le modalità poco trasparenti di azione dell’amministrazione”.
La scelta dell’area per la delocalizzazione con delibera diretta di Giunta, l’aver negato l’accesso alla consultazione dei progetti relativi alla nuova scuola, la mancata conoscenza “dell’idea che avrebbe il sindaco Pezzanesi per il recupero della struttura storica di tale Scuola, che rischia di divenire un ulteriore “cadavere” abbandonato nel centro storico”, portano Massi, Aloisi e Montemarani a criticare aspramente sindaco e vice sindaco definiti “padre e madre padroni del destino della nostra città, senza sentire la necessità di condividere alcunchè con i cittadini e le cittadine dimenticando di esserne al servizio”.
Un appunto rivolto anche al PSR (programma straordinario per la ricostruzione) rigurdante essenzialmente il centro storico. “Tanto rumore per nulla – conclude la nota di Tolentino Popolare - Un programma scontato, poco condiviso con i cittadini, senza alcuna idea per il centro storico del futuro, infarcito di manutenzioni straordinarie, senza definire alcuna strategia di recupero serio delle aree più storiche come il Fondaccio o Montecavallo, senza definire realmente cosa fare con la struttura dell’Ex Liceo e praticamente finalizzato, in contraddizione, alla delocalizzazione delle Scuole elementari e medie dal Centro Storico alla periferia. Un programma che lascia l’amaro in bocca pensando alla partecipazione e condivisione con i cittadini e le cittadine, che invece abbiamo visto da altre parti (Camerino, Caldarola etc.), dove ognuno, gruppo politico o singolo cittadino, ha potuto apportare le proprie idee. Un programma che non fa vedere una reale volontà di recuperare il centro storico, ma anzi un nefasto richiamo al suo svuotamento e al suo essere solo uno spazio residenziale senza necessità di prevedere i servizi. Insomma un giudizio completamente negativo, che ci impone di dover ancora una volta ribadire la nostra completa lontananza dai modi fare della Giunta e della maggioranza e dalla sua arrogante, sconclusionata e frammentaria visione della città”.
f.u.
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Venerdì, 02 Luglio 2021 14:27
Valfornace azzera la TARI
Pandemia e Rilancio: due temi fortemente legati che, in quella che potrebbe e dovrebbe essere l’ultima fase dell’epidemia da Coronavirus, vanno affrontati prontamente. Per questo motivo il Comune di Valfornace ha pensato ad alcune agevolazioni fiscali per famiglie e attività economiche, realtà sociali in fisiologica difficoltà dopo un anno e mezzo di restrizioni. Affiancata agli aiuti e agli strumenti adottati dallo Stato, la riduzione fino al 100% della Tari si inserisce in questo contesto.
Lo scorso 28 giugno, il Consiglio Comunale di Valfornace ha infatti approvato una nuova tariffazione, valida per l’anno in corso, relativamente alla Tassa sui Rifiuti. L’amministrazione ha fatto sapere che “è stata riconosciuta in generale una riduzione di 20 euro per tutti i soggetti passivi residenti nel Comune sulle tariffe TARI per tutti i ruoli comunque emessi per l’anno 2021. In seconda battuta, è prevista la riduzione del 100% della parte variabile e della parte fissa della TARI per le utenze non domestiche oggetto di chiusura obbligatoria o di restrizioni nell’esercizio dell’attività dovute al Covid o che abbiano registrato un rilevante calo dell’attività per effetto del Covid, in particolare per la limitazione alla libera circolazione delle persone”.
L’amministrazione ha commentato il provvedimento, sottolineando come “la stagione che l’intero paese sta attraversando si caratterizza per lo sforzo volto al superamento delle pesanti conseguenze economiche determinate dalla pandemia. I tanti settori in crisi infatti – proseguono – , rischiano letteralmente il collasso se le istituzioni non assumono il problema del rilancio economico e dei sostegni concreti, soprattutto per i settori legati al turismo ed in generale ai servizi. La misura, valutata come doverosa, è stata fortemente voluta dall’amministrazione. Abbiamo voluto utilizzare al meglio la facoltà prevista dalle leggi – concludono – al fine di modulare la tassazione di competenza ed andare incontro alle esigenze del territorio, soprattutto di operatori turistici penalizzati dalla pandemia”.
l.c.
Lo scorso 28 giugno, il Consiglio Comunale di Valfornace ha infatti approvato una nuova tariffazione, valida per l’anno in corso, relativamente alla Tassa sui Rifiuti. L’amministrazione ha fatto sapere che “è stata riconosciuta in generale una riduzione di 20 euro per tutti i soggetti passivi residenti nel Comune sulle tariffe TARI per tutti i ruoli comunque emessi per l’anno 2021. In seconda battuta, è prevista la riduzione del 100% della parte variabile e della parte fissa della TARI per le utenze non domestiche oggetto di chiusura obbligatoria o di restrizioni nell’esercizio dell’attività dovute al Covid o che abbiano registrato un rilevante calo dell’attività per effetto del Covid, in particolare per la limitazione alla libera circolazione delle persone”.
L’amministrazione ha commentato il provvedimento, sottolineando come “la stagione che l’intero paese sta attraversando si caratterizza per lo sforzo volto al superamento delle pesanti conseguenze economiche determinate dalla pandemia. I tanti settori in crisi infatti – proseguono – , rischiano letteralmente il collasso se le istituzioni non assumono il problema del rilancio economico e dei sostegni concreti, soprattutto per i settori legati al turismo ed in generale ai servizi. La misura, valutata come doverosa, è stata fortemente voluta dall’amministrazione. Abbiamo voluto utilizzare al meglio la facoltà prevista dalle leggi – concludono – al fine di modulare la tassazione di competenza ed andare incontro alle esigenze del territorio, soprattutto di operatori turistici penalizzati dalla pandemia”.
l.c.
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Politica
Venerdì, 02 Luglio 2021 10:12
Tragico scontro tra auto e moto in contrada Rancia. Morto il centauro
Sangue stamattina sulla statale 77 in contrada Rancia a Tolentino. Ancora da chiarire la dinamica del tragico scontro costato la vita ad un motociclista ultracinquantenne. Lo schianto tra auto e moto è avvenuto proprio all'altezza del Castello. In seguito al violento impatto il centauro disarcionato dalla due ruote è finito sotto il veicolo rimanendovi incastrato. Sul posto immediati i soccorsi del personale del 118 e l'intervento dei vigili del fuoco. Ripetuti e disperati i tentativi dei sanitari di rianimare l'uomo, ma il personale medico non ha potuto che constatarne il decesso L'esatta dinamica dell'incidente è ora al vaglio della Polizia stradale e dei Carabinietri intervenuti per i rilievi e per la regolamentazione del traffico
c.c.
c.c.
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Cronaca
Giovedì, 01 Luglio 2021 19:33
"Spark - La scintilla che accende i sogni" segna il debutto di Design Terrae
"Spark - La scintilla che accende i sogni" segna il debutto, giovedì 15 luglio nella cornice dell'Anfiteatro romano di Urbisaglia, dell'associazione "Design Terrae", nata per volontà di Franco Moschini con lo scopo di supportare l'evoluzione del "bello, buono e ben fatto" a partire dall'alto maceratese tramite nuovi percorsi di crescita, attività ed eventi.
Design Terrae, la cui visione è quella di considerare il passato come preziosa risorsa per immaginare il futuro come orizzonte possibile grazie anche all'innovazione e al contributo dei giovani, si è presentata al Politeama di Tolentino dove il direttore artistico Carlo De Mattia ha anticipato la serata - spettacolo dell'evento che sarà presentato da Massimiliano Ossini e vedrà protagonisti donne e uomini provenienti sia dal mondo delle startup e partecipate innovative della Moschini Spa che dall'alto maceratese: la presidente della Cooperativa Esserci di Torino Daniela Ortisi, l'imprenditore agricolo Luigi Galimberti, il co-fondatore della startup Will Media Alessandro Tommasi, il "pastore millennial Marco Scolastici, l'imprenditrice del settore turistico Emanuela Lelli.
A portare i saluti dell'amministrazione comunale di Tolentino il vice sindaco Silvia Luconi. "Siamo stati contattati da Design Terrae nello scorso autunno per farci conoscere il progetto dell'associazione - le sue parole - Ora il prossimo 15 luglio ci sarà ad Urbisaglia il primo evento dell'associazione, che darà il là a tutto quello che verrà proposto a Tolentino, città sede naturale del Politeama Piceno e anche di Design Terrae".

Il pres. di Design Terrae Franco Moschini
"Un'iniziativa che va nel senso della contaminazione positiva tra la storia del nostro anfiteatro e l'idea di futuro - così il sindaco di Urbisaglia Paolo Giubileo - Per questo ringrazio l'associazione Design Terrae che ha scelto Urbisaglia per questo evento".
"Spark intende far vivere al pubblico un momento di crescita e consapevolezza, un presente sospeso tra passato e futuro - le parole del direttore artistico De Mattia - Questo avverrà anche tramite la performance che la Compagnia dei Folli di Ascoli Piceno donerà al pubblico. Sarà un momento suggestivo grazie anche all'evocazione del fantastico e alle spettacolari scenografie immersive dell'azienda Stark che trasformerà le chiome delle querce dell'Anfiteatro in fantastici schermi naturali".
f.u.
Design Terrae, la cui visione è quella di considerare il passato come preziosa risorsa per immaginare il futuro come orizzonte possibile grazie anche all'innovazione e al contributo dei giovani, si è presentata al Politeama di Tolentino dove il direttore artistico Carlo De Mattia ha anticipato la serata - spettacolo dell'evento che sarà presentato da Massimiliano Ossini e vedrà protagonisti donne e uomini provenienti sia dal mondo delle startup e partecipate innovative della Moschini Spa che dall'alto maceratese: la presidente della Cooperativa Esserci di Torino Daniela Ortisi, l'imprenditore agricolo Luigi Galimberti, il co-fondatore della startup Will Media Alessandro Tommasi, il "pastore millennial Marco Scolastici, l'imprenditrice del settore turistico Emanuela Lelli.
A portare i saluti dell'amministrazione comunale di Tolentino il vice sindaco Silvia Luconi. "Siamo stati contattati da Design Terrae nello scorso autunno per farci conoscere il progetto dell'associazione - le sue parole - Ora il prossimo 15 luglio ci sarà ad Urbisaglia il primo evento dell'associazione, che darà il là a tutto quello che verrà proposto a Tolentino, città sede naturale del Politeama Piceno e anche di Design Terrae".

Il pres. di Design Terrae Franco Moschini
"Un'iniziativa che va nel senso della contaminazione positiva tra la storia del nostro anfiteatro e l'idea di futuro - così il sindaco di Urbisaglia Paolo Giubileo - Per questo ringrazio l'associazione Design Terrae che ha scelto Urbisaglia per questo evento".
"Spark intende far vivere al pubblico un momento di crescita e consapevolezza, un presente sospeso tra passato e futuro - le parole del direttore artistico De Mattia - Questo avverrà anche tramite la performance che la Compagnia dei Folli di Ascoli Piceno donerà al pubblico. Sarà un momento suggestivo grazie anche all'evocazione del fantastico e alle spettacolari scenografie immersive dell'azienda Stark che trasformerà le chiome delle querce dell'Anfiteatro in fantastici schermi naturali".
f.u.
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Cultura e Spettacolo
