Notizie sportive nelle Marche
Mercoledì, 17 Marzo 2021 18:22
Trovato l'accordo per ospiti della casa di riposo di Pieve Torina in attesa del "ritorno a casa"
Gli ospiti della casa di riposo di Pieve Torina potranno restare a Matelica per altri 12 mesi. Questo l'esito dell'incontro che si è svolto in conferenza dei servizi dove si è stabilita la firma di una convenzione di durata annuale.
È soddisfatto il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci che, per il momento, può constatare la comune convinzione di mantenere la casa di riposo nella struttura ospedaliera matelicese. "Dall’incontro è emersa la volontà di trovare una soluzione condivisa che tenga conto delle condizioni di vita degli anziani, per non privarli di quel minimo di tranquillità che erano riusciti a conquistarsi in questi ultimi tempi, dopo la terribile esperienza del sisma. Si tratta - prosegue Gentilucci - di una soluzione temporanea ovviamente, che ci consente di poter procedere celermente verso una soluzione alternativa che stiamo cercando di attuare a Pieve Torina e su cui lavoriamo da tempo. Questa è la nostra volontà. Era importante però, dopo le accelerazioni di questi giorni dovute al covid, trasmettere serenità a queste persone fragili, già provate, oltre che dall’età, da una serie di esperienze difficili, sia sul piano fisico che psicologico”.
L’obiettivo dunque, per Gentilucci, è arrivare quanto prima a riportare gli anziani della casa di riposo a Pieve Torina, in una struttura idonea, liberando l’ospedale di Matelica.
L’obiettivo dunque, per Gentilucci, è arrivare quanto prima a riportare gli anziani della casa di riposo a Pieve Torina, in una struttura idonea, liberando l’ospedale di Matelica.
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Cronaca
Mercoledì, 17 Marzo 2021 17:51
Covid: in consiglio regionale si discute della redazione di un nuovo piano sociosanitarioo
Via libera, con 21 voti favorevoli e 9 contrari, per la risoluzione sottoscritta dai capigruppo di maggioranza, Carlo Ciccioli (Fdi), Renzo Marinelli (Lega), Jessica Marcozzi (FI), Dino Latini (Udc), Giacomo Rossi (Civici). Nell’atto si condivide “la relazione del Presidente della Giunta in sede di comunicazione all’Assemblea”. La risoluzione impegna l’Esecutivo regionale “a continuare in questo cambio di passo tramite quattro punti essenziali.
In primis la redazione di un nuovo Piano sociosanitario regionale, che superi e cancelli le gravi criticità e la palese inadeguatezza di quello attuale e che abbandoni il sistema degli ospedali, in modo da costruire una rete ospedaliera e una sanità che garantisca, in egual modo, il diritto alla salute a tutti i cittadini marchigiani delle aree costiere come di quelle interne, delle città capoluogo come dei centri minori”.
Inoltre, sempre la Giunta viene chiamata al “potenziamento dell’organizzazione della medicina territoriale, sia dei distretti che dei medici di famiglia, delle cure domiciliari e delle equipe specialistiche territoriali, alla sanitarizzazione preventiva delle residenze protette e delle case di riposo, spesso gestite da fondazioni o comunali senza l’indispensabile assistenza medica del servizio sanitario nazionale”. Infine si chiede all’Esecutivo di prevedere “una riserva di posti letto ospedalieri di emergenza in strutture ospedaliere riconvertite, ma già attrezzate o facilmente riattivabili, sempre disponibili in occasioni di eventi avversi o imprevedibili”.
Respinta (8 favorevoli, 18 contrari e 2 astenuti) la risoluzione presentata dal Pd che impegnava il governo regionale “a costituire, con tutti i gruppi presenti nell’Assemblea legislativa delle Marche, una cabina di regia operativa e decisionale insieme al Presidente Francesco Acquaroli e all’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini sull’emergenza pandemica”.
“Ancora una volta, malgrado un’epidemia ormai fuori controllo e il rischio di un commissariamento, la maggioranza chiude la porta a ogni possibile collaborazione con l’opposizione per provare a uscire dal dramma del Covid. Lo fa nel peggiore dei modi, lanciando strali e offendendo pesantemente i consiglieri di opposizione per l’intera durata del consiglio regionale solo per aver presentato democraticamente delle proposte”.
“Tutto questo – conclude la nota dei consiglieri del Pd –mentre continuano a pesare come un macigno sulla salute dei marchigiani le lentezze della campagna vaccinale, soprattutto per quanto concerne i soggetti fragili come gli anziani over 80 e le persone non deambulanti o affette da disabilità insieme ai loro caregivers, anche a causa dei pochissimi centri vaccinali attivati. Senza ovviamente dimenticare l’opaca vicenda delle dosi ricevute dalla Regione Marche. Con la bocciatura della cabina di regia proposta dal Partito Democratico, assolutamente di buon senso e molto concreta, si è persa l’ennesima occasione di dare una risposta efficace alla crisi e ai cittadini”.
In primis la redazione di un nuovo Piano sociosanitario regionale, che superi e cancelli le gravi criticità e la palese inadeguatezza di quello attuale e che abbandoni il sistema degli ospedali, in modo da costruire una rete ospedaliera e una sanità che garantisca, in egual modo, il diritto alla salute a tutti i cittadini marchigiani delle aree costiere come di quelle interne, delle città capoluogo come dei centri minori”.
Inoltre, sempre la Giunta viene chiamata al “potenziamento dell’organizzazione della medicina territoriale, sia dei distretti che dei medici di famiglia, delle cure domiciliari e delle equipe specialistiche territoriali, alla sanitarizzazione preventiva delle residenze protette e delle case di riposo, spesso gestite da fondazioni o comunali senza l’indispensabile assistenza medica del servizio sanitario nazionale”. Infine si chiede all’Esecutivo di prevedere “una riserva di posti letto ospedalieri di emergenza in strutture ospedaliere riconvertite, ma già attrezzate o facilmente riattivabili, sempre disponibili in occasioni di eventi avversi o imprevedibili”.
Respinta (8 favorevoli, 18 contrari e 2 astenuti) la risoluzione presentata dal Pd che impegnava il governo regionale “a costituire, con tutti i gruppi presenti nell’Assemblea legislativa delle Marche, una cabina di regia operativa e decisionale insieme al Presidente Francesco Acquaroli e all’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini sull’emergenza pandemica”.
“Ancora una volta, malgrado un’epidemia ormai fuori controllo e il rischio di un commissariamento, la maggioranza chiude la porta a ogni possibile collaborazione con l’opposizione per provare a uscire dal dramma del Covid. Lo fa nel peggiore dei modi, lanciando strali e offendendo pesantemente i consiglieri di opposizione per l’intera durata del consiglio regionale solo per aver presentato democraticamente delle proposte”.
“Tutto questo – conclude la nota dei consiglieri del Pd –mentre continuano a pesare come un macigno sulla salute dei marchigiani le lentezze della campagna vaccinale, soprattutto per quanto concerne i soggetti fragili come gli anziani over 80 e le persone non deambulanti o affette da disabilità insieme ai loro caregivers, anche a causa dei pochissimi centri vaccinali attivati. Senza ovviamente dimenticare l’opaca vicenda delle dosi ricevute dalla Regione Marche. Con la bocciatura della cabina di regia proposta dal Partito Democratico, assolutamente di buon senso e molto concreta, si è persa l’ennesima occasione di dare una risposta efficace alla crisi e ai cittadini”.
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Mercoledì, 17 Marzo 2021 17:17
Cambia il lavoro anche nelle Marche: per lo smart working servono regole
La pandemia ha inciso fortemente sul mondo del lavoro e sulle modalità di svolgimento. Donne, autonomi e giovani. Sono queste le categorie che stanno pagando di più la crisi economica. Nelle Marche nel 2020 si sono persi 14mila posti di lavoro.
A Daniela Barbaresi, Segretaria Generale Cgil Marche, abbiamo chiesto verso quali settori produttivi poter puntare nell’immediato futuro. “Abbiamo bisogno di creare le condizioni per ripensare il nuovo modello di sviluppo che accompagni verso la transizione ecologica innanzi tutto e l’innovazione sul fronte della digitalizzazione. Questi i due principali perni. Dobbiamo lavorare perché il sistema delle imprese sia messo nelle condizioni di affrontare queste due grandi transizioni.
A Daniela Barbaresi, Segretaria Generale Cgil Marche, abbiamo chiesto verso quali settori produttivi poter puntare nell’immediato futuro. “Abbiamo bisogno di creare le condizioni per ripensare il nuovo modello di sviluppo che accompagni verso la transizione ecologica innanzi tutto e l’innovazione sul fronte della digitalizzazione. Questi i due principali perni. Dobbiamo lavorare perché il sistema delle imprese sia messo nelle condizioni di affrontare queste due grandi transizioni.
Poi l’altro aspetto fondamentale che va di pari passo è creare le condizioni di maggiore sostenibilità non solo economica, non solo ecologica ma anche sociale, quindi potenziare il sistema del welfare che negli anni è stato fortemente penalizzato. La sanità in questi anni ha visto tagli molto importanti che hanno fortemente messo in crisi il sistema sanitario e oggi la pandemia ci ha fatto riscoprire il valore del sistema sanitario pubblico, garanzia per tutti.Quando parlo di welfare intendo servizi per tutte le fasce della popolazione a partire da quelle più fragili e più deboli, pensiamo agli anziani ai non autosufficienti.Pensiamo anche ai primi anni di vita.
Occorre costruire una rete di servizi per l’infanzia, asili nido, educativi in generale che garantiscano innanzitutto i diritti all’educazione e alla socialità fin dai primi anni di vita, che mettano in condizione le famiglie di lavorare con la garanzia che in qualche modo c’è chi sostiene l’educazione dei figli e la cura dei bambini.” Questi servizi debbono essere rimodulati anche perché le forme del lavoro sono diverse, specie nell’ultimo anno.
Lo smart working ha cambiato sostanzialmente la modalità dell’impegno dei lavoratori. “Chiediamo innanzitutto che si possano definire regole certe per lo smart working che è stato una grande opportunità soprattutto nella parte del lockdown ma porta con sé anche dei rischi. Non dobbiamo correre il rischio che questa modalità di lavoro possa tradursi in isolamento dei lavoratori e delle lavoratrici senza contare il rischio di caricarli del doppio peso del lavoro, compreso quello di cura, soprattutto per le lavoratrici.
Dovrebbe essere lavoro agile, in realtà quello che abbiamo conosciuto in questi mesi è stato semplicemente un lavoro fatto da casa in condizioni spesso molto difficili. Alcuni lavoratori e lavoratrici in contemporanea al lavoro avevano i figli in didattica a distanza, magari in abitazioni non sempre dotate delle necessarie tecnologie della rete e soprattutto non sempre tutti hanno gli spazi adeguati per poter coniugare queste due esigenze. Quindi va ripensato.
È fondamentale che ci siano innanzitutto i contratti nazionali di lavoro che ne definiscano diritti e tutele a partire dal diritto alla disconnessione, per garantire alle persone la possibilità di svolgere il normale orario di lavoro e non oltre, contemporaneamente però servono anche interventi normativi più complessivi.”
Barbara Olmai
Occorre costruire una rete di servizi per l’infanzia, asili nido, educativi in generale che garantiscano innanzitutto i diritti all’educazione e alla socialità fin dai primi anni di vita, che mettano in condizione le famiglie di lavorare con la garanzia che in qualche modo c’è chi sostiene l’educazione dei figli e la cura dei bambini.” Questi servizi debbono essere rimodulati anche perché le forme del lavoro sono diverse, specie nell’ultimo anno.
Lo smart working ha cambiato sostanzialmente la modalità dell’impegno dei lavoratori. “Chiediamo innanzitutto che si possano definire regole certe per lo smart working che è stato una grande opportunità soprattutto nella parte del lockdown ma porta con sé anche dei rischi. Non dobbiamo correre il rischio che questa modalità di lavoro possa tradursi in isolamento dei lavoratori e delle lavoratrici senza contare il rischio di caricarli del doppio peso del lavoro, compreso quello di cura, soprattutto per le lavoratrici.
Dovrebbe essere lavoro agile, in realtà quello che abbiamo conosciuto in questi mesi è stato semplicemente un lavoro fatto da casa in condizioni spesso molto difficili. Alcuni lavoratori e lavoratrici in contemporanea al lavoro avevano i figli in didattica a distanza, magari in abitazioni non sempre dotate delle necessarie tecnologie della rete e soprattutto non sempre tutti hanno gli spazi adeguati per poter coniugare queste due esigenze. Quindi va ripensato.
È fondamentale che ci siano innanzitutto i contratti nazionali di lavoro che ne definiscano diritti e tutele a partire dal diritto alla disconnessione, per garantire alle persone la possibilità di svolgere il normale orario di lavoro e non oltre, contemporaneamente però servono anche interventi normativi più complessivi.”
Barbara Olmai
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Cronaca
Mercoledì, 17 Marzo 2021 17:01
Mascherine FFP2 al personale sanitario: il senatore Romagnoli presenta un esposto alla Finanza
Un esposto alla Guardia di Finanza per chiedere di far emergere la verità sulla conformità dei DPI (Disposizione di Protezione Individuale) distribuiti al personale sanitario (in continuo contatto con pazienti positivi) operante nei presidi ospedalieri della Regione Marche, dichiarata recentemente zona rossa a causa del dilagare del COVID-19 .
Il portavoce al Senato del M5Stelle Sergio Romagnoli ha consegnato il documento ai militari dell’Arma che potrebbe anche arrivare alla Procura della Repubblica e avviare una specifica inchiesta riguardo la certificazione delle Mascherine FFP2 già oggetto di indagine presso l’ufficio antifrode dell’Unione Europea.
"Non si tratta di strumentalizzazione politica ma di una questione molto seria - afferma Romagnoli - Mi sono sentito di fare la mia parte senza sbraitare ma sfruttando gli strumenti che tutti abbiamo a disposizione per far emergere la verità. Sono stato votato dal mio territorio per rappresentarlo e difenderlo, pertanto ho raccolto diverse segnalazioni nei giorni scorsi e ho deciso di procedere con l’esposto. C’è chi è preposto a controllare, con i dovuti strumenti a disposizione e io ho solo invitato a farlo. Seguo da vicino la questione della sanità: ho verificato che purtroppo ci sono situazioni difficili, dove il sistema ancora riesce a reggere essenzialmente grazie al grande attaccamento al lavoro dei dottori. Ma non si può andare sempre avanti in questo modo. Il Covid sta presentando il conto, evidenziando tutte le carenze e le debolezze. Bisogna intervenire perché questa è una battaglia per il bene comune da combattere insieme, al di là delle fazioni politiche".
"Non si tratta di strumentalizzazione politica ma di una questione molto seria - afferma Romagnoli - Mi sono sentito di fare la mia parte senza sbraitare ma sfruttando gli strumenti che tutti abbiamo a disposizione per far emergere la verità. Sono stato votato dal mio territorio per rappresentarlo e difenderlo, pertanto ho raccolto diverse segnalazioni nei giorni scorsi e ho deciso di procedere con l’esposto. C’è chi è preposto a controllare, con i dovuti strumenti a disposizione e io ho solo invitato a farlo. Seguo da vicino la questione della sanità: ho verificato che purtroppo ci sono situazioni difficili, dove il sistema ancora riesce a reggere essenzialmente grazie al grande attaccamento al lavoro dei dottori. Ma non si può andare sempre avanti in questo modo. Il Covid sta presentando il conto, evidenziando tutte le carenze e le debolezze. Bisogna intervenire perché questa è una battaglia per il bene comune da combattere insieme, al di là delle fazioni politiche".
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Mercoledì, 17 Marzo 2021 16:02
Sarnano si prepara alla disputa del Trofeo Scarfiotti
C’è volontà di ripresa per uscire dalla pandemia e per riprendere le attività economiche che hanno penalizzato l’interno maceratese, come il comprensorio di Sarnano, già penalizzato nel 2016 dal sisma e che vive anche di turismo invernale ed estivo come suggestiva località di montagna. Tutti gli sforzi dello staff organizzatore, e naturalmente anche dell’Amministrazione Comunale, sono volti ad assicurare l’importante appuntamento motoristico nazionale della Sarnano-Sassotetto/Trofeo Scarfiotti per una visibilità ed anche come buon viatico per il futuro.
“Come Amministrazione Comunale teniamo molto al Trofeo Scarfiotti perché è uno dei segni distintivi della nostra comunità e può rappresentare un’importante ripartenza - le parole del sindaco Luca Piergentili - Stiamo monitorando e valutando i dati dal punto di vista sanitario e stiamo predisponendo assieme allo staff organizzatore l’evento che si dovrà naturalmente svolgere in sicurezza. Le nostre strutture ricettive sanno lavorare con tutte le limitazioni necessarie, l’ospitalità sarà come sempre assicurata per i piloti e gli addetti ai lavori. Si stanno susseguendo frequentemente gli incontri con l’Automobile Club Macerata e l’Associazione Sportiva per programmare nel migliore dei modi questo importante appuntamento per le cronoscalate nazionali.”
C’è grande attesa per questa apertura del Campionato Italiano Velocità Montagna (30° Trofeo Scarfiotti) abbinata, come accade dall’edizione 2015, al Campionato Italiano Velocità Salita Autostoriche (13° Trofeo Storico Scarfiotti) che nelle Marche è atteso per la seconda prova stagionale. La novità principale sarà l’allungamento del percorso di oltre un chilometro, che porterà la Sarnano-Sassotetto a scattare dalla vecchia linea di partenza utilizzata dal 1969 in poi per raggiungere il traguardo a Sassotetto dopo ben 9977 metri.
f.u.

“Come Amministrazione Comunale teniamo molto al Trofeo Scarfiotti perché è uno dei segni distintivi della nostra comunità e può rappresentare un’importante ripartenza - le parole del sindaco Luca Piergentili - Stiamo monitorando e valutando i dati dal punto di vista sanitario e stiamo predisponendo assieme allo staff organizzatore l’evento che si dovrà naturalmente svolgere in sicurezza. Le nostre strutture ricettive sanno lavorare con tutte le limitazioni necessarie, l’ospitalità sarà come sempre assicurata per i piloti e gli addetti ai lavori. Si stanno susseguendo frequentemente gli incontri con l’Automobile Club Macerata e l’Associazione Sportiva per programmare nel migliore dei modi questo importante appuntamento per le cronoscalate nazionali.”
C’è grande attesa per questa apertura del Campionato Italiano Velocità Montagna (30° Trofeo Scarfiotti) abbinata, come accade dall’edizione 2015, al Campionato Italiano Velocità Salita Autostoriche (13° Trofeo Storico Scarfiotti) che nelle Marche è atteso per la seconda prova stagionale. La novità principale sarà l’allungamento del percorso di oltre un chilometro, che porterà la Sarnano-Sassotetto a scattare dalla vecchia linea di partenza utilizzata dal 1969 in poi per raggiungere il traguardo a Sassotetto dopo ben 9977 metri.
f.u.

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Mercoledì, 17 Marzo 2021 15:12
Il Sermit Tolentino: specchio di una città in trasformazione
Dalle adozioni a distanza, al centro di ascolto, alla distribuzione dei pacchi alimentari e del vestiario fino ai lavori socialmente utili. Il Sermit, Servizio Missionario Tolentino, opera da anni in città, prendendosi cura dei bisogni delle persone più fragili.
“Nasce come servizio missionario, consolidamento di un'attività di adozione a distanza avviata da Antonietta Bartolozzi che negli anni 80-90 aveva intessuto una serie di relazioni in particolare con il terzo mondo.” Così Luciano Ruffini, presidente del Sermit ed ex sindaco della città, descrive da volontario i servizi erogati da questa realtà, come la consegna dei pacchi alimentari che avviene ogni due settimane, sia agli italiani, meno del 40%, che agli stranieri. Prima del sisma il Sermit aveva numeri più importanti di richieste, poi le cose sono cambiate.
“Nasce come servizio missionario, consolidamento di un'attività di adozione a distanza avviata da Antonietta Bartolozzi che negli anni 80-90 aveva intessuto una serie di relazioni in particolare con il terzo mondo.” Così Luciano Ruffini, presidente del Sermit ed ex sindaco della città, descrive da volontario i servizi erogati da questa realtà, come la consegna dei pacchi alimentari che avviene ogni due settimane, sia agli italiani, meno del 40%, che agli stranieri. Prima del sisma il Sermit aveva numeri più importanti di richieste, poi le cose sono cambiate.
“Un numero significativo di persone secondo me ha abbandonato la città, altri sono andati all'estero, molti altri si sono spostati anche nei container o nelle soluzioni che sono state realizzate dopo il sisma. Di fatto c'è stato un calo della frequentazione del nostro centro di ascolto.” Il Sermit è collegato al Tavolo delle Povertà di Tolentino, una rete che si occupa di venire incontro alle esigenze di chi è più in difficoltà. Durante questo ultimo anno di pandemia l’attività del Sermit ha subito alcuni cambiamenti. “Nella prima parte dell'anno scorso abbiamo ridimensionato fortemente le nostre attività e quindi per un certo periodo abbiamo agito solo su chiamata. Abbiamo delle imprese che si mettono a disposizione anche per i buoni pasto o buoni spesa per prendere altri prodotti freschi che noi non abbiamo.”
In sede si possono trovare oggetti anche per i nuovi nati. “Abbiamo culle, carrozzine, materiali per il corredino dei neonati. In passato questa attività era molto più intensa, c'era una richiesta molto più pressante, oggi si è fortemente ridimensionata.” Durante l’anno diverse sono le attività tese alla solidarietà. In questo periodo è attiva l’iniziativa “La coperta di Linus solidale”: acquistando una coperta di lana fatta a mano, frutto della generosità di alcune signore, i proventi serviranno per le adozioni a distanza e per prestare aiuti verso la linea balcanica. In vista della Pasqua si sta avviando l’iniziativa “Ovetto della pace pro Sermit”. Si tratta di uova ricamate da una signora ucraina che fa assistenza da anni ad una persona anziana. I fondi raccolti serviranno, oltre che per sostenere il progetto dei pacchi alimentari riservati alle famiglie in difficoltà, anche per progetti internazionali mirati a costruzioni di scuole, pozzi, ospedali.
Insomma sono numerose le proposte per mettersi al fianco di chi ha bisogno. L’associazione può contare su 38 volontari, quelli più operativi sono circa 15. Chiediamo al presidente Ruffini, ex sindaco di Tolentino, che tipo di impegno sia a livello personale essere un volontario attivo. “L’impegno che richiede fare il sindaco è maggiore perché occorre rispondere su tante tematiche ma l'impegno emotivo non è che sia diverso. C'è anche da dire che dopo aver fatto un po' la politica si ha voglia di avere dei rapporti più semplici però più veri, più a contatto con le persone. Per me è stata una sorta di disintossicazione dalla politica”. Il Sermit si trova in viale Bruno Buozzi 121 a Tolentino, vicino alla chiesa della Madonna Addolorata. E’aperto il lunedì e il martedì.
Barbara Olmai
Altri approfondimenti su “L’Appennino Camerte” in uscita domani.
In sede si possono trovare oggetti anche per i nuovi nati. “Abbiamo culle, carrozzine, materiali per il corredino dei neonati. In passato questa attività era molto più intensa, c'era una richiesta molto più pressante, oggi si è fortemente ridimensionata.” Durante l’anno diverse sono le attività tese alla solidarietà. In questo periodo è attiva l’iniziativa “La coperta di Linus solidale”: acquistando una coperta di lana fatta a mano, frutto della generosità di alcune signore, i proventi serviranno per le adozioni a distanza e per prestare aiuti verso la linea balcanica. In vista della Pasqua si sta avviando l’iniziativa “Ovetto della pace pro Sermit”. Si tratta di uova ricamate da una signora ucraina che fa assistenza da anni ad una persona anziana. I fondi raccolti serviranno, oltre che per sostenere il progetto dei pacchi alimentari riservati alle famiglie in difficoltà, anche per progetti internazionali mirati a costruzioni di scuole, pozzi, ospedali.
Insomma sono numerose le proposte per mettersi al fianco di chi ha bisogno. L’associazione può contare su 38 volontari, quelli più operativi sono circa 15. Chiediamo al presidente Ruffini, ex sindaco di Tolentino, che tipo di impegno sia a livello personale essere un volontario attivo. “L’impegno che richiede fare il sindaco è maggiore perché occorre rispondere su tante tematiche ma l'impegno emotivo non è che sia diverso. C'è anche da dire che dopo aver fatto un po' la politica si ha voglia di avere dei rapporti più semplici però più veri, più a contatto con le persone. Per me è stata una sorta di disintossicazione dalla politica”. Il Sermit si trova in viale Bruno Buozzi 121 a Tolentino, vicino alla chiesa della Madonna Addolorata. E’aperto il lunedì e il martedì.
Barbara Olmai
Altri approfondimenti su “L’Appennino Camerte” in uscita domani.
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Mercoledì, 17 Marzo 2021 15:11
Proposta una legge regionale a tutela dei consumatori
"Accrescere la protezione dei consumatori e dei soggetti più deboli in un periodo di grande crisi economica". Con queste parole i consiglieri regionali della Lega Renzo Marinelli e Chiara Biondi hanno commentato la proposta di legge presentata in Giunta dal vice presidente Mirco Carloni e che sarò discussa nella I Commissione, di cui lo stesso Marinelli è presidente. Grazie alla nuova legge regionale introdotte importanti novità: lo sviluppo dei servizi di assistenza ai cittadini e la promozione dell'educazione e dell'informazione ad un consumo consapevole.
“Finalmente dopo 11 anni in cui nessuno aveva messo mano al settore la giunta di Centrodestra ha voluto aggiornare il quadro normativo regionale sul tema della tutela dei consumatori tra i diritti della persona - spiegano il capogruppo e la consigliera della Lega, rispettivamente presidente e membro della prima commissione – La legge valorizza le associazioni di tutela dei consumatori riconoscendo loro un ruolo primario vista la loro potenzialità di intervento sul territorio con sportelli dedicati. Una circostanza determinante per garantire tutela a zone montane e categorie fragili. Sono previsti anche contributi finalizzati al sostegno di progetti di informazione e sensibilizzazione di consumatori ed utenti nonché all'aggiornamento professionale dei soggetti che si occupano di tutela e promozione dei diritti di consumatori e utenti”.
Il presidente Marinelli e la consigliera Biondi considerano strategica l'istituzione dell'Osservatorio regionale dei prezzi e delle attività produttive con il compito di esaminare l'andamento generale dei prezzi dei prodotti, delle tariffe e dei servizi.
“Riteniamo che questo organismo possa essere una protezione per i cittadini, specialmente quelli che a causa della crisi economica stanno vivendo situazioni di difficoltà – concludono i due esponenti della Lega in regione - Nelle prossime settimane lavoreremo in commissione per licenziare la proposta di legge e dotare le Marche di un quadro normativo moderno, efficace e realmente di supporto ai nostri marchigiani”.

f.u.
“Finalmente dopo 11 anni in cui nessuno aveva messo mano al settore la giunta di Centrodestra ha voluto aggiornare il quadro normativo regionale sul tema della tutela dei consumatori tra i diritti della persona - spiegano il capogruppo e la consigliera della Lega, rispettivamente presidente e membro della prima commissione – La legge valorizza le associazioni di tutela dei consumatori riconoscendo loro un ruolo primario vista la loro potenzialità di intervento sul territorio con sportelli dedicati. Una circostanza determinante per garantire tutela a zone montane e categorie fragili. Sono previsti anche contributi finalizzati al sostegno di progetti di informazione e sensibilizzazione di consumatori ed utenti nonché all'aggiornamento professionale dei soggetti che si occupano di tutela e promozione dei diritti di consumatori e utenti”.
Il presidente Marinelli e la consigliera Biondi considerano strategica l'istituzione dell'Osservatorio regionale dei prezzi e delle attività produttive con il compito di esaminare l'andamento generale dei prezzi dei prodotti, delle tariffe e dei servizi.
“Riteniamo che questo organismo possa essere una protezione per i cittadini, specialmente quelli che a causa della crisi economica stanno vivendo situazioni di difficoltà – concludono i due esponenti della Lega in regione - Nelle prossime settimane lavoreremo in commissione per licenziare la proposta di legge e dotare le Marche di un quadro normativo moderno, efficace e realmente di supporto ai nostri marchigiani”.

f.u.
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Mercoledì, 17 Marzo 2021 12:57
Treia festeggia San Patrizio, il patrono che "scelse" la sua città
Oggi, 17 marzo, è San Patrizio: una data celebrata, oltre che in Irlanda, di cui è Santo Patrono, anche in altre importanti città del mondo in ragione delle nutrite comunità irlandesi sparse per il globo. Anche la città di Treia festeggia il protettore con le sue iniziative verdi, come i “Giardini di Marzo”. Giornate legate al verde, il colore tipico del paese che diede a Patrizio i natali. Era discendente di una famiglia romana ma nacque, visse ed esercitò il suo ufficio in Irlanda, nella quale diffuse il cattolicesimo. Diverse le leggende legate alla sua figura: quella della cacciata dei serpenti dall’Isola di Smeraldo e quella della Pace di Cristo, che si dice sia destinata a scendere sugli uomini nel giorno “in cui la palma si unirà al trifoglio”, ovvero quando la Domenica delle Palme cadrà il 17 marzo. Proprio il trifoglio è associato all’Irlanda e al Santo: si racconta che con questa pianta erbacea a volte considerata infestante, Patrizio spiegasse la Trinità durante la sua opera di evangelizzazione.
Una leggenda è legata anche alla devozione e al culto di cui San Patrizio gode tra i treiesi: quando i cittadini di Treia si ritrovarono a “eleggere” un santo patrono sotto cui riunire le frazioni, ognuna con il suo protettore, di certo non si aspettavano che sarebbe stato il Santo a “scegliersi”. Andò proprio così. Leggenda vuole che intorno al 500, non avendo un patrono da festeggiare, i treiesi decisero di affidarsi alla sorte: in un’urna inserirono bigliettini su cui annotarono diversi nomi di santi legati all’Italia, in modo da estrarne uno e celebrarlo. Fu proprio San Patrizio a essere “sorteggiato”, ma il nome in realtà non piacque molto ai cittadini: come poteva il Patrono d’Irlanda legarsi a una cittadina marchigiana? Il biglietto con il nome del vescovo irlandese tornò così nell’urna e si fece un secondo tentativo. Naturalmente saprete già il nome. Di nuovo San Patrizio. Si racconta addirittura di una terza estrazione da parte dei presenti, con ancora lo stesso risultato. I treiesi si legarono così al Santo Patrono d’Irlanda che avrebbe poi lasciato un’eredità culturale e sociale alla città.
A Treia le tipiche attività legate alla celebrazione e al culto del Santo hanno subito una battuta d’arresto a causa del Coronavirus, ma non sono mancate le iniziative: il meeting online con il Vescovo della Diocesi di Macerata Marconi e con gli storici treiesi, in cui è stata raccontata la storia del Santo, e nella serata di oggi, alle 18, sempre Monsignor Marconi officerà la funzione dedicata al Patrono nella chiesa di San Filippo.
Lorenzo Cervigni
Una leggenda è legata anche alla devozione e al culto di cui San Patrizio gode tra i treiesi: quando i cittadini di Treia si ritrovarono a “eleggere” un santo patrono sotto cui riunire le frazioni, ognuna con il suo protettore, di certo non si aspettavano che sarebbe stato il Santo a “scegliersi”. Andò proprio così. Leggenda vuole che intorno al 500, non avendo un patrono da festeggiare, i treiesi decisero di affidarsi alla sorte: in un’urna inserirono bigliettini su cui annotarono diversi nomi di santi legati all’Italia, in modo da estrarne uno e celebrarlo. Fu proprio San Patrizio a essere “sorteggiato”, ma il nome in realtà non piacque molto ai cittadini: come poteva il Patrono d’Irlanda legarsi a una cittadina marchigiana? Il biglietto con il nome del vescovo irlandese tornò così nell’urna e si fece un secondo tentativo. Naturalmente saprete già il nome. Di nuovo San Patrizio. Si racconta addirittura di una terza estrazione da parte dei presenti, con ancora lo stesso risultato. I treiesi si legarono così al Santo Patrono d’Irlanda che avrebbe poi lasciato un’eredità culturale e sociale alla città.
A Treia le tipiche attività legate alla celebrazione e al culto del Santo hanno subito una battuta d’arresto a causa del Coronavirus, ma non sono mancate le iniziative: il meeting online con il Vescovo della Diocesi di Macerata Marconi e con gli storici treiesi, in cui è stata raccontata la storia del Santo, e nella serata di oggi, alle 18, sempre Monsignor Marconi officerà la funzione dedicata al Patrono nella chiesa di San Filippo.
Lorenzo Cervigni
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Mercoledì, 17 Marzo 2021 12:02
Unicam, Luisa De Vivo vince Career Development Award Fondazione Armenise
Luisa De Vivo, giovane ricercatrice italiana che ha lavorato per molti anni all’estero, si è aggiudicata il prestigioso Career Development Award. Si tratta di un finanziamento di 1 milione di dollari (200.000 dollari all’anno per 5 anni) con cui la Fondazione Giovanni Armenise Harvard premia i più promettenti giovani scienziati per contribuire alla creazione di nuove aree di ricerca di base in Italia in campo biomedico.
Grazie alla borsa, Luisa De Vivo dirigerà il proprio laboratorio per lo studio degli effetti della restrizione cronica del sonno e dell’abuso di sostanze durante l’adolescenza e lo farà all’Università di Camerino, in particolare presso la Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute.
L’obiettivo del lavoro della ricercatrice è capire per quale motivo il sonno è così importante per un funzionamento ottimale del cervello e per la nostra salute mentale.
Nel dettaglio, il progetto finanziato dalla Fondazione Giovanni Armenise Harvard consentirà di valutare gli effetti a lungo tempo della deprivazione cronica del sonno che può avvenire durante l’adolescenza, con particolare attenzione ai rischi di sviluppare dipendenze dalle sostanze d’abuso e delle comorbidità psichiatriche. Lo studio assume quindi una duplice rilevanza, sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista sociale.
“Perdere anche poche ore di sonno può avere effetti negativi sulle abilità cognitive e sul comportamento. Un sonno disturbato è stato associato a diverse malattie, compresi disordini neuropsichiatrici e neurodegenerativi. Ma perché il sonno è così importante per la nostra salute? In che modo la perdita di sonno porta ad alterazioni del comportamento? Partendo da queste domande ho cercato di capire cosa accade alle cellule del cervello quando non dormiamo a sufficienza. Quando ho iniziato le mie ricerche negli Stati Uniti, proseguite poi a Bristol, in Gran Bretagna, ho utilizzato parametri morfologici per definire la perdita di sonno a livello di singola cellula e sono riuscita a misurare come le sinapsi vengano rimodellate in maniera diversa in stati fisiologici differenti. – ha affermato Luisa De Vivo – Nel Laboratorio Armenise del Sonno e Salute Mentale, all’Università di Camerino, ho intenzione di creare una mappa dei meccanismi biologici che regolano il sonno e che legano il sonno all’alterazione dello sviluppo cerebrale e ai disturbi neuropsichiatrici.
In questo modo potremo integrare misure comportamentali, funzionali, morfologiche e molecolari per determinare le conseguenze a lungo termine dell’insufficienza cronica di sonno durante lo sviluppo, ma anche identificare nuove strategie volte a migliorare la salute mentale. Con la speranza che il lavoro porti all’individuazione di nuove strategie per prevenire o contrastare le conseguenze negative della perdita di sonno.”
Creata nel 1996 dal Conte Giovanni Auletta Armenise, la Fondazione Giovanni Armenise Harvard nasce con lo scopo di supportare la ricerca di base in campo biomedico. Aiuta giovani scienziati che lavorano all’estero a fondare il proprio laboratorio in Italia, e supporta vari programmi di ricerca alla Harvard Medical School di Boston. Ad oggi ha investito oltre 70 milioni di dollari ad Harvard e 31 milioni di dollari per la scienza italiana, creando molti programmi di ricerca e favorendo la collaborazione tra i due continenti.
Il finanziamento Career Development Award (CDA) ammonta a 200.000 dollari all’anno (per un periodo compreso tra i 3 e i 5 anni) e fino adesso ha supportato 28 giovani scienziati per fondare laboratori di ricerca in Italia.
Grazie alla borsa, Luisa De Vivo dirigerà il proprio laboratorio per lo studio degli effetti della restrizione cronica del sonno e dell’abuso di sostanze durante l’adolescenza e lo farà all’Università di Camerino, in particolare presso la Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute.
L’obiettivo del lavoro della ricercatrice è capire per quale motivo il sonno è così importante per un funzionamento ottimale del cervello e per la nostra salute mentale.
Nel dettaglio, il progetto finanziato dalla Fondazione Giovanni Armenise Harvard consentirà di valutare gli effetti a lungo tempo della deprivazione cronica del sonno che può avvenire durante l’adolescenza, con particolare attenzione ai rischi di sviluppare dipendenze dalle sostanze d’abuso e delle comorbidità psichiatriche. Lo studio assume quindi una duplice rilevanza, sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista sociale.
“Perdere anche poche ore di sonno può avere effetti negativi sulle abilità cognitive e sul comportamento. Un sonno disturbato è stato associato a diverse malattie, compresi disordini neuropsichiatrici e neurodegenerativi. Ma perché il sonno è così importante per la nostra salute? In che modo la perdita di sonno porta ad alterazioni del comportamento? Partendo da queste domande ho cercato di capire cosa accade alle cellule del cervello quando non dormiamo a sufficienza. Quando ho iniziato le mie ricerche negli Stati Uniti, proseguite poi a Bristol, in Gran Bretagna, ho utilizzato parametri morfologici per definire la perdita di sonno a livello di singola cellula e sono riuscita a misurare come le sinapsi vengano rimodellate in maniera diversa in stati fisiologici differenti. – ha affermato Luisa De Vivo – Nel Laboratorio Armenise del Sonno e Salute Mentale, all’Università di Camerino, ho intenzione di creare una mappa dei meccanismi biologici che regolano il sonno e che legano il sonno all’alterazione dello sviluppo cerebrale e ai disturbi neuropsichiatrici.
In questo modo potremo integrare misure comportamentali, funzionali, morfologiche e molecolari per determinare le conseguenze a lungo termine dell’insufficienza cronica di sonno durante lo sviluppo, ma anche identificare nuove strategie volte a migliorare la salute mentale. Con la speranza che il lavoro porti all’individuazione di nuove strategie per prevenire o contrastare le conseguenze negative della perdita di sonno.”
Creata nel 1996 dal Conte Giovanni Auletta Armenise, la Fondazione Giovanni Armenise Harvard nasce con lo scopo di supportare la ricerca di base in campo biomedico. Aiuta giovani scienziati che lavorano all’estero a fondare il proprio laboratorio in Italia, e supporta vari programmi di ricerca alla Harvard Medical School di Boston. Ad oggi ha investito oltre 70 milioni di dollari ad Harvard e 31 milioni di dollari per la scienza italiana, creando molti programmi di ricerca e favorendo la collaborazione tra i due continenti.
Il finanziamento Career Development Award (CDA) ammonta a 200.000 dollari all’anno (per un periodo compreso tra i 3 e i 5 anni) e fino adesso ha supportato 28 giovani scienziati per fondare laboratori di ricerca in Italia.
c.c.
Pubblicato in
Cronaca
Mercoledì, 17 Marzo 2021 11:24
Bruna Chierici è la nuova segretaria del sindaco di Camerino
È Bruna Chierici la nuova segretaria del sindaco di Camerino. Subentra a Donatella Pazzelli che, a seguito della turnazione dei dipendenti comunali che ha comportato una nuova organizzazione, lascia quell'ufficio dopo 17 anni per occuparsi d'ora in poi dei servizi sociali.
" La dottoressa Pazzelli ha svolto il suo incarico con particolare professionalità- sottolinea il sindaco Sandro Sborgia- Interviene oggi in quel ruolo la signora Bruna Chierici, professionista e dipendente altrettanto diligente e competente. Si tratta solo di un normale avvicendamento e da parte mia faccio i migliori auguri ad entrambe, sia alla dottoressa Donatella Pazzelli per la nuova posizione e il nuovo impegno al quale è stata chiamata, sia alla signora Bruna Chierici per l'intenso lavoro, anche particolarmente delicato, che la aspetta.
Sono comunque sicuro che Bruna Chierici riuscirà ad assolverlo in maniera impeccabile; essendo una dipendente particolarmente efficiente, non ho dubbi che sarà in grado di stare dietro ai miei impegni, dimostrandosi all'altezza del ruolo così come lo è stata anche la dottoressa Pazzelli".
c.c.
" La dottoressa Pazzelli ha svolto il suo incarico con particolare professionalità- sottolinea il sindaco Sandro Sborgia- Interviene oggi in quel ruolo la signora Bruna Chierici, professionista e dipendente altrettanto diligente e competente. Si tratta solo di un normale avvicendamento e da parte mia faccio i migliori auguri ad entrambe, sia alla dottoressa Donatella Pazzelli per la nuova posizione e il nuovo impegno al quale è stata chiamata, sia alla signora Bruna Chierici per l'intenso lavoro, anche particolarmente delicato, che la aspetta.
Sono comunque sicuro che Bruna Chierici riuscirà ad assolverlo in maniera impeccabile; essendo una dipendente particolarmente efficiente, non ho dubbi che sarà in grado di stare dietro ai miei impegni, dimostrandosi all'altezza del ruolo così come lo è stata anche la dottoressa Pazzelli".
c.c.
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