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Finisce nei guai un 50enne , M.M., senza fissa dimora che a Fabriano, in via Belbo, ha tentato di trafugare il portafogli di una professoressa. Dentro c’erano 100 euro. A fermarlo sono stati gli studenti, tutti di 16 anni circa, che si trovavano in centro per una visita didattica. L’insegnante aveva lasciato la borsa sopra una scrivania all’interno della Domus Mariae ed era uscita un breve istante. Mentre rientrava l’uomo, sconosciuto, stava già uscendo e l’ha salutata. Questo è bastato per insospettirla, per controllare la borsa e urlare. È uscita per inseguirlo e all’esterno ha notato i suoi studenti ai quali ha urlato di fermarlo. Per fortuna ci sono riusciti e poi sono stati chiamati i Carabinieri che sono accorsi immediatamente. È stato denunciato a piede libero.

g.g.

Due giornate dedicate agli archivi di Eugenio Montale. Si svolgeranno a Pavia il  il 3 e il 4 aprile. Molte lettere, foto, autografi e note dell’autore di Ossi di Seppia, furono conservati dal suo grande amico Giorgio Zampa, giornalista e critico letterario nato nel 1921 a San Severino che, giovanissimo, conobbe Montale al caffè delle Giubbe Rosse di Firenze guadagnandone subito la fiducia fino a diventarne proprio l’archivista ma anche il collaboratore più stretto. A Zampa il poeta Montale affidò la cura delle opere complete nei Meridiani. Zampa fece stampare a San Severino nel 1966, la prima edizione degli Xenia scegliendo la tipografia settempedana dei fratelli Bellabarba. Quell’opera, cui il Comune e l’Archivio storico tipolitografia Bellabarba hanno dedicato una serie di iniziative in questi anni, ad oggi risulta essere uno dei componimenti più celebri del Nobel. L’aver scelto questa periferica  e “autorevole” tipografia è in qualche modo un tributo e una “ricordanza” per la terra settempedana.

La storia degli “Xenia”, infatti, lega il poeta alla città di San Severino in modo indissolubile. Il 20 ottobre 1963 moriva Drusilla Tanzi, moglie e compagna di tutta una vita di Eugenio Montale. Tre anni dopo lui faceva stampare in città la raccolta dedicata a sua moglie in pochi esemplari da regalare ad amici e parenti in una edizione semplice “da curato di campagna”. Quell’opera, tuttavia, era di enorme importanza per i temi e il linguaggio. 
g.g.

“Valore Futuro“, così si chiama la lista civica nata a sostegno del candidato sindaco Graziano Bravi. Parole d’ordine? Coesione. Dopo aver bocciato la proposta dell’attuale sindaco Fiordomo, che voleva come suo successore il vicesindaco Antonio Bravi, il centro sinistra (Cittadini per Recanati, Partito Democratico, Recanati nel mondo, Siamo Recanati e Su la Testa) si è stretto al nome dell’altro Bravi, Graziano. “Siamo un gruppo di cittadini liberi - dice il candidat -  che non ha interessi specifici da proteggere, ma soltanto tanta voglia di impegnarsi per la prima volta in una sfida affascinante, col desiderio di dare il proprio contributo e di partecipare. “Valore Futuro” nasce dal voler dare appunto un grande “Valore” al nostro territorio attraverso un nuovo spirito di comunità: siamo fermamente convinti infatti, che la ricchezza di una città passi dal coinvolgimento vero e diretto dei cittadini nella gestione della cosa pubblica e che al centro della scena non debba esserci l’uomo solo al comando, ma una squadra molto larga, aperta, coinvolgente, inclusiva”. Il gruppo dice no a speculazioni edilizie, no al consumo di suolo, sì al recupero e alla valorizzazione dell’esistente, sìall’esaltazione delle nostre bellezze naturali, sì alla difesa dell’ambiente, del verde, della terra. “Futuro - torna a dire - è l’orizzonte che dobbiamo porci in tutte le scelte che si compiono oggi. Bisogna coinvolgere giovani e dei giovanissimi, rispondendo con umiltà alle loro istanze, concedendo loro gli spazi di cui necessitano e soprattutto dando con coraggio ai nostri ragazzi delle vere opportunità che li rendano protagonisti della vita pubblica cittadina”. Questo il motu proprio che anima la coalizione che spera anche nel sostegno delle realtà culturali, civiche, politiche e dell’associazionismo che mettono al primo posto l’amore per Recanati, le idee, i giovani e non le carriere politiche o le ambizioni personali.

”La coesione è la caratteristica dominante in questa coalizione - conclud -  priva di personalismi e ricca di contenuti positivi. Siamo pronti ad aprire una nuova era per la Città”.

È il 39enne Simone Simonacci ad aver  messo d’accordo tutto il centrodestra della città leopardiana. Intorno a lui infatti si sono stretti la Lega, Fratelli d’Italia e tre gruppi civici. Nella vita è un export manager e marketing specialist: “È finita l’epoca di una politica miope, falsa e divisiva - afferma Simonacci -. Una politica che non ha alcuna visione strategica, non solo del futuro, ma anche del presente della città. La Recanati che ci riconsegneranno è impoverita, meno sicura, sempre più spopolata e sporca. I commercianti chiudono i battenti, il centro storico è inaccessibile e desolato, le periferie abbandonate a sé stesse, la microcriminalità crescente, il valore delle nostre case si è dimezzato. Ci si vanta dei numeri del nostro turismo, ridicoli rispetto alle nostre potenzialità. I nostri anziani sono imprigionati in un paese privo di servizi sanitari: ci hanno tolto l’ospedale e - guardando i dati demografici - tra un decennio non ci sarà più neanche qualcuno da curare, né tantomeno da far nascere. I giovani stanno fuggendo da questa città, la disoccupazione giovanile è ai massimi storici, le imprese disincentivate a investire”. Parole dure quelle del candidato sindaco nei confronti dell’uscente sindaco Fiordomo. Quella di proporsi come primo cittadino, dice, è stata una scelta dettata da un senso del dovere: “Molti mi conoscono per il mio attivismo nel territorio e sanno che sono un uomo del fare e del buon senso. Ho girato il mondo per lavoro e ho avuto modo di accrescere le mie competenze. Avendo sempre creduto nella mia città, fatta di gente laboriosa, creativa e solidale, mi sento ora onorato di spendere la mia esperienza per la mia terra”. Si dice poi orgogl che il centrodestra lo abbia ritenuto una figura innovatrice e capace di unire. “La squadra che mi sostiene ha l’esperienza necessaria, l'energia e le competenze per supportarmi in questo progetto, per far sì che da queste ceneri possa rinascere una città che funga da faro socioeconomico e culturale per tutti ed è interesse della stessa coalizione lasciare le porte aperte a chiunque voglia cambiare in meglio il destino di questa città. Ci hanno rubato la speranza a spese nostre ma è ora di dire basta - conclude - rimboccarsi le maniche e riprenderci ciò che ci hanno tolto, prima che sia troppo tardi.”

È successo un paio di sere fa, in via Adamello. Mentre la famiglia vittima dei ladri stava cenando, i malviventi si sono introdotti in casa e hanno rubato dei gioielli dalla camera da letto per poco valore. L’allarme è scattato ma i ladri si erano già dati alla fuga. Sul posto i Carabinieri della compagnia di Tolentino per il sopralluogo.
g.g.

Multa della polizia stradale ad un autista. Stava per mettersi alla guida di un autobus con il parabrezza del piano rialzato infranto. La Sezione Polizia Stradale della provincia di Macerata effettua sistematicamente  controlli ai pullman destinati al trasporto degli studenti. Un paio di mattine fa il distaccamento di Civitanova ha proceduto al controllo di un mezzo a due piani destinato al trasporto di 70 alunni di un Istituto Comprensivo della città, che avrebbe dovuto recarsi a Bologna per un viaggio di istruzione.

Al momento del controllo, avvenuto prima della partenza del pullman, si è accertato che il parabrezza del piano rialzato del pullman era infranto, tanto da compromettere l’idoneità tecnica del veicolo a compiere il viaggio. Si è proceduto, pertanto,  a sanzionare il conducente e si è atteso che gli alunni avessero altri due pullman – idonei allo scopo e regolarmente sottoposti a controlli – a disposizione per poter regolarmente effettuare l’uscita didattica a Bologna.
g.g.

Sono ripresi i lavori lungo la Perugia –Ancona nell’ambito della QuadrilateroLo comunica ufficialmente una nota di Anas, nella quale si precisa che «l’impresa Astaldi, principale affidataria del Contraente generale “Dirpa 2” per i lavori di completamento della direttrice Perugia-Ancona nell’ambito del progetto Quadrilatero Marche-Umbria, ha ripreso i lavori lungo la strada statale 76 “della Val d’Esino” e sulla strada Pedemontana delle Marche. I cantieri potranno gradualmente tornare a regime nelle prossime settimane”. Nella nota si ricorda anche che “gli interventi erano stati sospesi a causa della crisi di Astaldi, assoggettata alla procedura di concordato in continuità aziendale. Nei giorni scorsi Anas e società Quadrilatero hanno approvato l’atto aggiuntivo che, a valori economici invariati, ha disposto il riavvio dei lavori con aggiornamento dei tempi necessari per ultimare le opere».

Sulla direttrice Perugia-Ancona, Anas spiega che i cantieri riguardano il completamento degli ultimi due tratti da raddoppiare, per una lunghezza complessiva di 21,3 km, di cui 7,4 km tra Fossato di Vico e Cancelli e 13,9 km tra Albacina e Serra San Quirico, che comprendono 15 gallerie, per 13 km totali. La nuova carreggiata sembra sia stata già realizzata, e ora sarebbe in corso l’ammodernamento di quella esistente.

“In particolare – prosegue il comunicato – per il tratto Fossato di Vico-Cancelli l’apertura al traffico è prevista in estate, mentre le opere complementari (finiture, sistemazioni idrauliche, opere in verde, ecc.) saranno ultimate entro l’anno. Nel tratto Albacina-Serra San Quirico i lavori comprendono anche gli ulteriori interventi, recentemente approvati e finanziati dal CIPE, per l’adeguamento agli standard UE delle reti TEN-T delle gallerie esistenti Gola della Rossa e San Silvestro, entrambe in carreggiata Sud. Tali interventi prevedono la dotazione di impianti tecnologici che comprendono rilevamento automatico degli incendi, pannelli a messaggio variabile, telecontrollo, colonnine SOS e bypass pressurizzati pedonali e carrabili per consentire l’evacuazione in caso di emergenza.  L’apertura al traffico è prevista nella primavera del 2020”.

Per quanto riguarda il completamento della Pedemontana delle Marche, nella nota viene specificato che l’apertura al traffico del primo tratto è prevista entro l’anno. Il tratto, ha inizio con l’innesto sulla S.S. 76 Val d’Esino in prossimità di Fabriano, località Pian dell’Olmo, e termina con lo svincolo di Matelica in località Pian dell’Incrocca, per una lunghezza di circa 8 chilometri. Nei lavori è prevista anche la realizzazione della bretella di collegamento lunga 1,2 chilometri tra la SS77 e la SP209 “Valnerina” in località Maddalena, nel Comune di Muccia.

“Il blocco della Perugia – Ancona pesa duramente su un territorio già in forti difficoltà. Governo,Regioni, Anas e Quadrilatero si assumano la responsabilità di sbloccare la situazione, riaprire subito i cantieri e tutelare i lavoratori e le imprese creditrici, che devono ricevere pagamenti per oltre 40 milioni di euro. Una situazione che crea forti preoccupazioni; queste imprese rappresentano un’eccellenza umbro-marchigiana, e oggi rischiamo di compromettere il loro futuro, decine di posti di lavoro e un patrimonio economico rilevante”.

Il deputato marchigiano Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia) ha presentato una mozione e un’interrogazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dello sviluppo economico.

Attraverso la mozione, si intende capire  quali siano gli intendimenti del Governo rispetto alla situazione a cui ha portato la crisi e lo stato della società Astaldi, General Contractor dell’appalto, che mette a grave repentaglio i tempi e l’ultimazione della Perugia – Ancona.

 “Non possiamo che condividere appieno l’appello degli operatori economici coinvolti – ha scritto Acquaroli  – volto ad affrontare una vera e propria emergenza territoriale, così come si è già fatto per altre Regioni e altri territori colpiti da gravissime crisi, anche attraverso provvedimenti straordinari. L’obiettivo deve essere quello di avere l’opera ultimata, di trovare le soluzioni più idonee per il pagamento dei crediti pregressi vantati dalle imprese, definendo regole nuove capaci di garantire chi è impegnato nei lavori, facilitare il loro accesso al credito e dare avvio finalmente alla ripresa dei lavori, più volte annunciata ma rinviata mese dopo mese, fino ad oggi che si parla di aprile 2019”.

Per questo, l’onorevole ha chiesto al Governo l’istituzione di un tavolo permanente di confronto politico e tecnico insieme ai creditori, così come già domandato dalle Regioni Marche e Umbria, di porre in essere strumenti normativi capaci di affrontare con urgenza la grave crisi economico-aziendale delle imprese fornitrici di Astaldi (nella parte relativa alla SS76-E45 Ancona-Perugia), anche attraverso l’attivazione di uno specifico Fondo pubblico di garanzia, e di superare i limiti temporali previsti dalla normativa attuale in termini di ammortizzazioni sociali o prevedere misure specifiche per i lavoratori dipendenti di imprese non coperte dalla Cigs.

Occorre chiarezza – ha commentato Acquaroli – queste situazioni sembrano paradossali, quando lo Stato paga le imprese che lavorano a opere pubbliche e le stesse non pagano i propri fornitori. Bisogna anche verificare le responsabilità di coloro che dovevano controllare gli stati di avanzamento dei lavori. Occorre una norma che consenta a chi ha lavorato onestamente e correttamente di percepire quello che gli è dovuto. Rischiamo che quando si arriverà a restituire le somme dovute alle imprese, per loro sarà troppo tardi. Lo Stato deve sostituirsi, pagando i crediti alle imprese”.

Si faccia a Camerino, anziché a Senigallia, la mostra sulle "51 opere d’arte lesionate ". La proposta e la provocazione, viene dall’’architetto Luca Maria Cristini , docente presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata e a lungo Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Camerino –San Severino Marche.

 “Va benissimo che degli enti delle associazioni propongano di fare delle mostre nel nostro territorio- afferma l’architetto- Il tema della mostra è il restauro di 51 opere d’arte lesionate e, a dire il vero, sul fatto che siano veramente tutte lesionate ho le mie perplessità, ma questo è un altro discorso. Il fatto che comunque ci sia questa volontà di collegare la mostra agli eventi sismici, mi ha fatto riflettere, nel senso che probabilmente questa mostra sarebbe meglio farla a Camerino. Trovo che un luogo così profondamente colpito nel proprio patrimonio e nella sua intimità anche nelle abitazioni, meriterebbe attenzione. Noto purtroppo un forte senso di sfiducia in città e credo che una bella mostra fatta in quel luogo, possa attrarre turismo, possa riportare Camerino al centro dell'attenzione di coloro che amano il patrimonio culturale. Penso che potrebbe essere un vero e proprio aiuto a questa città e, quanto al possibile contenitore – continua Cristini- ricordo che il terremoto del 1997 portò un'associazione lodevole come il Rotary a donare un immobile che poi nel tempo è stato utilizzato e che, ancora oggi, contiene la Biblioteca Valentiniana. Si tratta di mettere su un prefabbricato, un edificio di basso costo che sono sicuro che molti enti caritatevoli sarebbero disposti a realizzare. Una mostra allestita in un prefabbricato di quel genere - prosegue l’architetto-, intanto potrebbe attrarre turismo quest'estate e fare sì che le attività ricettive e commerciali della città possano tirare un respiro di sollievo e poi, una volta terminata la mostra che secondo i progetti dovrebbe andare a Roma, il luogo creato potrebbe comunque rimanere come contenitore per le opere d'arte meravigliose della pinacoteca civica di Camerino che, segregate ora in un deposito, attendono che il loro spazio fisico torni di nuovo agibile. Visto come stanno andando le cose, credo che per il ritorno alla normalità ci vorranno anni per cui - conclude l’architetto Cristini-, terminata la mostra, dentro questo spazio museale si potrebbe allestire almeno una scelta di opere della pinacoteca civica, ricostituendo, anche se non completamente, un museo della città di Camerino per dare in futuro la possibilità ai turisti, agli studiosi e a tutti coloro che vogliano ammirare le opere del 400 camerte, un luogo dove poterlo fare”.

 

Carla Campetella

“Camerino. Idee per la ripartenza”, è il  titolo dell'incontro organizzato dall'associazione Io non crollo per questo sabato 30 marzo alle ore 17.30 presso la palestra della scuola Ugo Betti in via Medici a Camerino. Se ne parlerà  grazie all'intervento di esperti nelle materie del diritto, dei  beni artistici e architettonici,  della pericolosità sismica, delle fragilità sociali. Coordinata dalla giornalista Rai Patrizia Senatore, la conferenza prevede gli interventi della dott.ssa Maria Giannatiempo Lopez, già funzionario della Sovrintendenza, dello storico dell’arte don Sandro Corradini, di Giuliana Grifantini e Pamela Accaramboni del Dipartimento Salute Mentale Area Vasta 3, dei docenti Unicam Lucia Ruggeri ed Emanuele Tondi e, della dottoranda Unicam Silvia Montecchiari.

“ Vuole essere il primo di una serie di appuntamenti rivolti alla cittadinanza sul tema della ripartenza- spiega il presidente Claudio Cingolani- Rivestita di questo significato è la stessa apertura del locale “in Centro” in piazza San Domenico, in quanto è nostro  desiderio lanciare degli spunti di riflessione e idee concrete per poter far ripartire la vita comunitaria e le attività della città.  Lo scopo- continua Cingolani-  è proprio di ragionare insieme su quello che potrebbe essere lo sviluppo della città , in particolare sotto il profilo del lavoro della ricostruzione materiale e della spinta alla ricostituzione del tessuto sociale, aspetti per la cittàdi primaria importanza in questi anni a venire. Si parlerà dello sviluppo dei progetti per la ristrutturazione delle case, della problematica dei finanziamenti degli enti pubblici, delle urgenti questioni legate alla ricostruzione del tessuto sociale e del  recupero dei palazzi del centro storico ma anche, di come trovare delle attività legate alla cultura e ai beni architettonici,  in modo che, superando le difficoltà,  Camerino possa diventare  un centro culturalmente attrattivo come lo è sempre stato". 

Carla Campetella

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