Radioc1inBlu
Centro sociale di Montagnano gremito a Camerino in occasione del primo dei tre incontri pubblici sulla raccolta differenziata, organizzati dal Comune in collaborazione con il Cosmari, rappresentato dal responsabile della comunicazione Luca Romagnoli e dal Capo area Paolo Domizi. Presenti all'incontro anche l'architetto Maurizio Forconi dell'ufficio tecnico del Comune di Camerino e Andrea Isidori, comandante della Polizia municipale della città ducale.
Principale novità, illustrata dall'assessore all'ambiente Marco Fanelli, la reintroduzione del servizio porta a porta che aveva subìto un freno dopo il sisma. Ottobre sarà una sorta di mese di formazione per la cittadinanza, poi da novembre partirà il nuovo modello da seguire per la raccolta differenziata e la gestione dei rifiuti. Altre novità in arrivo prevedono il prolungamento dell'orario di fruibilità dell'isola ecologica e l'avvio di un protocollo in accordo col Cosmari, per il ritiro degli ingombranti a casa.

"L'esigenza per cui abbiamo ritenuto di coinvolgere la città arriva dal dato che ha evidenziato un forte calo negli ultimi anni, della differenziata nel Comune di Camerino - ha detto Marco Fanelli- Dobbiamo provare a dare un'altra immagine della nostra città, cercando di utilizzare un nuovo metodo. Se poi non dovesse funzionare, naturalmente si faranno i dovuti cambiamenti, ma bisogna lavorare per migliorarci. Tutti possiamo e dobbiamo rendere migliore la città. Obbligo dell'amministrazione è anche di tutelare chi non rispetta le regole. Dopo un periodo di rodaggio, quindi, inizieranno anche i dovuti controlli ed eventualmente le sanzioni. Se c'è l'impegno a seguire un percorso di crescita credo che anche chi è più restio si adeguerà perché vedere la città più bella piace a tutti".
L'aspetto tecnico relativo alla raccolta differenziata è stato affrontato da Luca Romagnoli che è entrato nel dettaglio coinvolgendo anche la cittadinanza e rispondendo a ogni interrogativo e dubbio. Il responsabile della comunicazione del Cosmari ha approfondito tutti gli aspetti che possono condurre alle buone pratiche e ad una raccolta rifiuti più efficace.
Prevista una campagna di sensibilizzazione e formazione rivolta agli studenti universitari in collaborazione con Unicam e con L'Ente Regionale ERDIS. Lo stesso verrà fatto anche con le scuole della città.
I prossimi incontri con la cittadinanza si svolgeranno mercoledì 23 ottobre alle 18 al centro Acli di Vallicelle (vicino all'Ipsia Gilberto Ercoli) e lunedì 28 ottobre alle 16.30 al centro sociale di San Paolo.
Principale novità, illustrata dall'assessore all'ambiente Marco Fanelli, la reintroduzione del servizio porta a porta che aveva subìto un freno dopo il sisma. Ottobre sarà una sorta di mese di formazione per la cittadinanza, poi da novembre partirà il nuovo modello da seguire per la raccolta differenziata e la gestione dei rifiuti. Altre novità in arrivo prevedono il prolungamento dell'orario di fruibilità dell'isola ecologica e l'avvio di un protocollo in accordo col Cosmari, per il ritiro degli ingombranti a casa.

"L'esigenza per cui abbiamo ritenuto di coinvolgere la città arriva dal dato che ha evidenziato un forte calo negli ultimi anni, della differenziata nel Comune di Camerino - ha detto Marco Fanelli- Dobbiamo provare a dare un'altra immagine della nostra città, cercando di utilizzare un nuovo metodo. Se poi non dovesse funzionare, naturalmente si faranno i dovuti cambiamenti, ma bisogna lavorare per migliorarci. Tutti possiamo e dobbiamo rendere migliore la città. Obbligo dell'amministrazione è anche di tutelare chi non rispetta le regole. Dopo un periodo di rodaggio, quindi, inizieranno anche i dovuti controlli ed eventualmente le sanzioni. Se c'è l'impegno a seguire un percorso di crescita credo che anche chi è più restio si adeguerà perché vedere la città più bella piace a tutti".
L'aspetto tecnico relativo alla raccolta differenziata è stato affrontato da Luca Romagnoli che è entrato nel dettaglio coinvolgendo anche la cittadinanza e rispondendo a ogni interrogativo e dubbio. Il responsabile della comunicazione del Cosmari ha approfondito tutti gli aspetti che possono condurre alle buone pratiche e ad una raccolta rifiuti più efficace.
Prevista una campagna di sensibilizzazione e formazione rivolta agli studenti universitari in collaborazione con Unicam e con L'Ente Regionale ERDIS. Lo stesso verrà fatto anche con le scuole della città.
I prossimi incontri con la cittadinanza si svolgeranno mercoledì 23 ottobre alle 18 al centro Acli di Vallicelle (vicino all'Ipsia Gilberto Ercoli) e lunedì 28 ottobre alle 16.30 al centro sociale di San Paolo.
Sembra scongiurata, per il momento, la chiusura pomeridiana dell'ufficio postale di Matelica.
La decisione che nelle ultime settimane aveva allertato non solo la città ma l'intero bacino di utenza già privato di altri servizi a causa del sisma, sembra essere stata per il momento sospesa.
Non sarebbero quindi passate inosservate le proteste dei cittadini, le azioni dei sindacati e l'impegno del Comune e del sindaco Massimo Baldini che si è speso in prima persona affinchè Matelica non avesse perso questo servizio.
Una chiusura che è però solo stata sospesa. Per questo motivo le parti chiamate in causa continueranno a tenere alta la guardia per far sì che questa sospensione diventi invece una decisione definitiva.
L'ufficio postale di Matelica ricopre un vasto territorio con un bacino prevalentemente montano che, con la chiusura pomeridiana, vedrebbe la possibilità di usufruire di un ufficio postale di pomeriggio solo a Fabriano, a San Severino Marche o addirittura a Foligno.
GS
La decisione che nelle ultime settimane aveva allertato non solo la città ma l'intero bacino di utenza già privato di altri servizi a causa del sisma, sembra essere stata per il momento sospesa.
Non sarebbero quindi passate inosservate le proteste dei cittadini, le azioni dei sindacati e l'impegno del Comune e del sindaco Massimo Baldini che si è speso in prima persona affinchè Matelica non avesse perso questo servizio.
Una chiusura che è però solo stata sospesa. Per questo motivo le parti chiamate in causa continueranno a tenere alta la guardia per far sì che questa sospensione diventi invece una decisione definitiva.
L'ufficio postale di Matelica ricopre un vasto territorio con un bacino prevalentemente montano che, con la chiusura pomeridiana, vedrebbe la possibilità di usufruire di un ufficio postale di pomeriggio solo a Fabriano, a San Severino Marche o addirittura a Foligno.
GS
Brillante operazione portata a termine dai Carabinieri forestali di Sassoferrato che hanno le abiazioni di due persone residenti a Sassoferrato e Cupramontana.
Le attività di perquisizione sono scaturite dopo il ritrovamento di alcune trappole costituite da cavi metallici a nodo scorsoio posizionati nella zona del Monte Castellaro, vicino all’abitato di Monterosso nel comune di Sassoferrato.
Le indagini condotte con appostamenti hanno consentito di individuare i due soggetti che nei pressi delle trappole posizionavano del cibo per attirare gli ungulati, e hanno fatto scattare le attività di perquisizione.
Nel corso delle perquisizioni i militari hanno trovato e sequestrato oltre a “lacci” e catene metallici posizionati nel bosco per la cattura di cinghiali ed altri animali selvatici, diversi esemplari imbalsamati di specie tutelate: tra gli uccelli un picchio (particolarmente protetto), un chiurlo, una nitticora ed un’upupa, tra i mammiferi uno scoiattolo ed un daino. All’interno di congelatori industriali i bracconieri detenevano 18 confezioni di carne di capriolo e di daino.
Ora gli indagati rischiano pene che vanno dal pagamento di sanzioni fino alla reclusione, per le condotte di bracconaggio e detenzione di specie particolarmente protette. Inoltre sono stati riscontrati i reati di detenzione abusiva di munizioni non denunciate e arma clandestina per quiesto motivo sono stati sequestrati 10 fucili da caccia, 261 munizioni a palla ed una pistola senza matricola.
Infine sono state ritirate loro le licenze di caccia e rischiano la sospensione da parte dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.
GS
Le attività di perquisizione sono scaturite dopo il ritrovamento di alcune trappole costituite da cavi metallici a nodo scorsoio posizionati nella zona del Monte Castellaro, vicino all’abitato di Monterosso nel comune di Sassoferrato.
Le indagini condotte con appostamenti hanno consentito di individuare i due soggetti che nei pressi delle trappole posizionavano del cibo per attirare gli ungulati, e hanno fatto scattare le attività di perquisizione.
Nel corso delle perquisizioni i militari hanno trovato e sequestrato oltre a “lacci” e catene metallici posizionati nel bosco per la cattura di cinghiali ed altri animali selvatici, diversi esemplari imbalsamati di specie tutelate: tra gli uccelli un picchio (particolarmente protetto), un chiurlo, una nitticora ed un’upupa, tra i mammiferi uno scoiattolo ed un daino. All’interno di congelatori industriali i bracconieri detenevano 18 confezioni di carne di capriolo e di daino.
Ora gli indagati rischiano pene che vanno dal pagamento di sanzioni fino alla reclusione, per le condotte di bracconaggio e detenzione di specie particolarmente protette. Inoltre sono stati riscontrati i reati di detenzione abusiva di munizioni non denunciate e arma clandestina per quiesto motivo sono stati sequestrati 10 fucili da caccia, 261 munizioni a palla ed una pistola senza matricola.
Infine sono state ritirate loro le licenze di caccia e rischiano la sospensione da parte dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.
GS
Paura ieri sera, alle 23 circa, nelle campagne di Mogliano.
Per cause ancora in corso di accertamento, è andata a fuoco una catasta di legname e materiale vario vicino ad una abitazione in contrada Prati.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme, evitando la propagazione dell'incendio e successivamente hanno messo in sicurezza lo scenario dell'intervento.
Fortunatamente non ci sono state persone coinvolte.
GS
Per cause ancora in corso di accertamento, è andata a fuoco una catasta di legname e materiale vario vicino ad una abitazione in contrada Prati.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme, evitando la propagazione dell'incendio e successivamente hanno messo in sicurezza lo scenario dell'intervento.
Fortunatamente non ci sono state persone coinvolte.
GS
Firmata dal sindaco di Camerino Sandro Sborgia, l'ordinanza che riduce la zona rossa con la riapertura di Piazza Umberto I ( piazza Santa Maria in Via) e un tratto di via Pieragostini. Entro 48 ore ,con ingresso dal Piazzale della Vittoria, sarà dunque possibile accedere alla piazza e alla via. La riapertura è stata resa possibile dalla conclusione delle messe in sicurezza che avrebbero rappresentato pericolo per i pedoni e per i mezzi in transito. Dopo la riapertura l'area sarà raggiungibile anche dagli autoveicoli, data la predisposizione di un impianto semaforico per il transito in ingresso e in uscita. Accolgono con particolare soddisfazione questo nuovo passo il sindaco e tutti i componenti l'ammnistrazione comunale sempre più determinati a raggiungere nuovi risultati nella riconquista del centro storico da parte della comunità.
cc
cc
E' nata la nuova Pro Loco di Serravalle di Chienti. Presidente è Manuela Bianchi, serravallese doc, fisioterapista di 44 anni. Del Consiglio direttivo fanno parte inoltre la vicepresidente Daniela Pierleoni, Valerio Conti nel ruolo di segretario e Orsola Bandini cassiere.
Fortemente voluta dall'amministrazione comunale, la costituzione dell'associazione è arrivata dopo un anno di assenza sul territorio. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Serravalle Emiliano Nardi che vede nell'associazione un forte stimolo allo sviluppo e alla promozione turistica e culturale del borgo e delle sue frazioni.
Manuela Bianchi
" Trascorsa un'estate caratterizzata da eventi promossi da singole associazioni- dice il sindaco Nardi-finalmente si sta predisponendo un nuovo Piano strategico per la stagione invernale ed estiva 2020". Primo debutto organizzativo della neonata Pro Loco di Serravalle, la Castagnata arricchita da serata danzante, prevista per il prossimo 9 novembre. L'evento rappresenterà anche l'occasione per conoscere il nuovo direttivo e per favorire il tesseramento all'associazione con l'auspicio di coinvolgere sempre più cittadini dell'abitato di Serravalle e frazioni.
"Ad accompagnare il direttivo della neonata Pro Loco- aggiunge il sindaco- sarà anche una sorta di sottocomitato composto da più persone chiamate a svolgere le funzioni che sono previste dallo Statuto dell'associazione. Ci sarà chi si occuperà infatti del sociale e delle nuove attività ricreative dedicate a bambini e anziani, chi seguirà più attentamente la promozione culturale e turistica e chi infine si occuperà degli impianti sportivi e della palestra Della Valle che il comune darà appunto in gestione alla Pro Loco al fine di uno sfruttamento sempre maggiore di queste risorse favorendone il loro sviluppo. Allo stesso modo - conclude Emiliano Nardi- inseriremo persone che avranno un ruolo neli promuovere e valorizzare il Museo e la Botte dei Varano così da esaltare e rendere sempre più attrattive le nostre ricchezze, che meritano di essere conosciute in tutta la regione, in Italia e, perchè no, in tutto il mondo".
cc
Fortemente voluta dall'amministrazione comunale, la costituzione dell'associazione è arrivata dopo un anno di assenza sul territorio. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Serravalle Emiliano Nardi che vede nell'associazione un forte stimolo allo sviluppo e alla promozione turistica e culturale del borgo e delle sue frazioni.
Manuela Bianchi" Trascorsa un'estate caratterizzata da eventi promossi da singole associazioni- dice il sindaco Nardi-finalmente si sta predisponendo un nuovo Piano strategico per la stagione invernale ed estiva 2020". Primo debutto organizzativo della neonata Pro Loco di Serravalle, la Castagnata arricchita da serata danzante, prevista per il prossimo 9 novembre. L'evento rappresenterà anche l'occasione per conoscere il nuovo direttivo e per favorire il tesseramento all'associazione con l'auspicio di coinvolgere sempre più cittadini dell'abitato di Serravalle e frazioni.
"Ad accompagnare il direttivo della neonata Pro Loco- aggiunge il sindaco- sarà anche una sorta di sottocomitato composto da più persone chiamate a svolgere le funzioni che sono previste dallo Statuto dell'associazione. Ci sarà chi si occuperà infatti del sociale e delle nuove attività ricreative dedicate a bambini e anziani, chi seguirà più attentamente la promozione culturale e turistica e chi infine si occuperà degli impianti sportivi e della palestra Della Valle che il comune darà appunto in gestione alla Pro Loco al fine di uno sfruttamento sempre maggiore di queste risorse favorendone il loro sviluppo. Allo stesso modo - conclude Emiliano Nardi- inseriremo persone che avranno un ruolo neli promuovere e valorizzare il Museo e la Botte dei Varano così da esaltare e rendere sempre più attrattive le nostre ricchezze, che meritano di essere conosciute in tutta la regione, in Italia e, perchè no, in tutto il mondo".
cc
Ussita, la comunità riparte dalle Poste
15 Ott 2019
Una grande emozione questa mattina ad Ussita per la riapertura dell'ufficio postale dopo tre anni dal sisma che distrusse gran parte del borgo dell'entroterra.
In un centro dove il senso di comunità era stato danneggiato con le stesse crepe delle abitazioni, ritrovare un punto di incontro come quello delle poste è sicuramente un raggio di sole che squarcia le nubi.
Presenti, al taglio del nastro, la direttrice provinciale di Poste Italiane Beatrice Bacchiocchi, il direttore del centro recapito di Camerino Antonio Montani, il direttore dell'ufficio postale di Ussita Marco Dialuce, Elisabetta Gasparri in rappresentanza del Commissario prefettizio, il maresciallo Lorenzo Librandi e il comandante della stazione dei carabinieri forestali, Giulio Burattini.
La nuova struttura è stata benedetta da don Gilberto Spurio.
Sono stati tre anni lunghi quelli dopo il sisma del 2016, in cui anche gli operatori di Poste Italiane hanno dovuto adattarsi al cambiamento come spiega il direttore Marco Dialuce. "Inizalmente siamo stati 8 mesi in camper - racconta - , poi nel container, ma gli spazi purtroppo erano angusti, non tanto per noi ma per i clienti. Le persone vengono in ufficio anche per relazionarsi. E' bello perchè a Ussita è uno spazio dove poter condividere qualcosa".

il momento della benedizione di don Gilberto Spurio
Un segnale importante anche secondo Elisabetta Gasparri, vice commissario di Ussita: "Penso che sia un segno di ritorno alla normalità - dice - . Questa è una realtà che ha bisogno di questi messaggi e di recuperare la quotidianità. L'ufficio postale e quindi la comunicazione potrebbe essere il giusto punto da cui partire".
La direttrice provinciale di Poste Italiane ricorda perfettamente le difficoltà attraversate nel corso degli anni dopo l'emergenza ed oggi dimostra la sua soddisfazione: "Un segno importante che vogliamo dare - dice - . C'è un sentimento particolare dentro di noi che è quello di una grande soddisfazione e vicinanza alle persone.
Tre anni sono stati lunghi, abbiamo cercato di lavorare per ricostruire, abbiamo cominciato da Ussita e pian piano arriveremo anche agli altri uffici. I colleghi hanno lavorato con tanta energia e passione, senza dimenticare l'importanza di essere vicini alle persone".
GS


Katia Domizi, Beatrice Bacchiocchi, Marco Dialuce, Elisabetta Gasparri

Marco Dialuce, Katia Domizi
In un centro dove il senso di comunità era stato danneggiato con le stesse crepe delle abitazioni, ritrovare un punto di incontro come quello delle poste è sicuramente un raggio di sole che squarcia le nubi.
Presenti, al taglio del nastro, la direttrice provinciale di Poste Italiane Beatrice Bacchiocchi, il direttore del centro recapito di Camerino Antonio Montani, il direttore dell'ufficio postale di Ussita Marco Dialuce, Elisabetta Gasparri in rappresentanza del Commissario prefettizio, il maresciallo Lorenzo Librandi e il comandante della stazione dei carabinieri forestali, Giulio Burattini.
La nuova struttura è stata benedetta da don Gilberto Spurio.
Sono stati tre anni lunghi quelli dopo il sisma del 2016, in cui anche gli operatori di Poste Italiane hanno dovuto adattarsi al cambiamento come spiega il direttore Marco Dialuce. "Inizalmente siamo stati 8 mesi in camper - racconta - , poi nel container, ma gli spazi purtroppo erano angusti, non tanto per noi ma per i clienti. Le persone vengono in ufficio anche per relazionarsi. E' bello perchè a Ussita è uno spazio dove poter condividere qualcosa".

il momento della benedizione di don Gilberto Spurio
Un segnale importante anche secondo Elisabetta Gasparri, vice commissario di Ussita: "Penso che sia un segno di ritorno alla normalità - dice - . Questa è una realtà che ha bisogno di questi messaggi e di recuperare la quotidianità. L'ufficio postale e quindi la comunicazione potrebbe essere il giusto punto da cui partire".
La direttrice provinciale di Poste Italiane ricorda perfettamente le difficoltà attraversate nel corso degli anni dopo l'emergenza ed oggi dimostra la sua soddisfazione: "Un segno importante che vogliamo dare - dice - . C'è un sentimento particolare dentro di noi che è quello di una grande soddisfazione e vicinanza alle persone.
Tre anni sono stati lunghi, abbiamo cercato di lavorare per ricostruire, abbiamo cominciato da Ussita e pian piano arriveremo anche agli altri uffici. I colleghi hanno lavorato con tanta energia e passione, senza dimenticare l'importanza di essere vicini alle persone".
GS
Katia Domizi, Beatrice Bacchiocchi, Marco Dialuce, Elisabetta Gasparri
Marco Dialuce, Katia Domizi
Incidente oggi nel primo pomeriggio alle intorno alle 14,15 fra un furgone e una Audi grigia. Un frontale in località Cervare di Montelupone che ha richiesto l'intervento dei vigili del fuoco e dell'eliambulanza per trasferire l'autista della macchina a Torrette di Ancona. Poi i pompieri hanno messo in sicurezza l'area.
g.g.
g.g.
C’è grande attesa per Tolentino Brick Art, l’esposizione tutta dedicata al mondo dei famosissimo mattoncini colorati Lego. Per tre mesi non solo divertimento ma anche opportunità di crescita e formazione per piccoli e adulti.
Stamattina è stata presentata con il sindaco Giuseppe Pezzanesi, il vicesindaco Silvia Luconi, l’assessore Silvia Tatò e il consigliere Andrea Crocenzi e con la presenza, fra gli altri, di Riccardo di Nasso, dell’associazione “Collego” che porta in giro per l’Italia questa mostra insieme alla sua compagna Tamara e l’associazione “Tolentino Arte e Cultura”.
L’esposizione sarà inaugurata giovedì e rimarrà aperta per tre mesi e sarà allestita nel complesso monumentale della Basilica di San Nicola. Più precisamente, nella tensostruttura posizionata nel cortile dietro la ex scuola Bezzi saranno esposti molti playset di varie dimensioni: ce ne saranno alcuni storici, vintage, addirittura a partire dagli anni ’40 e fino ai giorni nostri, da Star Wars alle serie Architecture, Ideas, Technic, ma anche diorami con treni, auto, luna park, scene invernali e della serie Super Eroi, City, Ninjago, Galeoni e Friends. Tutti sono stati realizzati dall’Associazione “Collego” e non mancheranno le aree giochi con chili e chili di mattoncini colorati per dare libero sfogo alla propria creatività e fantasia e tanti laboratori sia per bambini che per adulti. Sarà anche allestito uno store in cui acquistare tanti gadget e confezioni di costruzioni. L’apprendimento e la formulazione di ipotesi e idee progettuali, l’imparare e manipolare concetti geometrici e spaziali, l’amplificazione delle proprie abilità di connessione “mano-mente’ integrando arte, scienza, e ingegneria, l’esercitazione dell’immaginazione della fantasia dell’invenzione e infine dell’accrescimento delle abilità sociali e costruttive sono solo alcuni dei temi che verranno suscitati nel corso dei laboratori didattici, riservati sia a singoli che a gruppi e alle scuole che saranno condotti e coordinati da un importante team di esperti che certamente coinvolgeranno i partecipanti nel lavoro di gruppo, anche con l’obiettivo di riscoprire il valore della manualità, in una società che, specie nelle nuove generazioni, tende più alla virtualizzazione globale e ai videogames piuttosto che ad un uso corretto della creatività e della fantasia.

(Il sindaco fra Riccardo Di Nasso e la compagna Tamara)
“Se si ama questa città -ha detto il sindaco Pezzanesi - non si può non applaudire a quanto si sta facendo. Brick Art rappresenta un’attrazione per le vecchie generazioni che potranno rivedere vecchi modellini, e per i più giovani visto che le Lego sono un gioco senza tempo. Questo è quello che l’Italia deve fare se vuol crescere: riprendere il passato con un occhio al futuro”.
Da un granello di sabbia si è creata una meravigliosa spiaggia: questa è l’immagina utilizzata dall’assessore Silvia Luconi per descrivere la manifestazione che sta per iniziare. Un’idea, peraltro, lanciata dal sindaco Pezzanesi ma che ha visto il coinvolgimento di tutta l’amministrazione e delle varie attività commerciali della città che a loro modo collaboreranno. Ad occuparsi dell’organizzazione dei laboratori è stata invece l’assessore alla cultura Silvia Tatò: “Voglio sottolineare la grandezza di questa amministrazione e degli uffici comunali. I laboratori nascono dal coinvolgimento di alcuni insegnanti e poi tutte le scuole hanno colto questo evento come un’opportunità. Parteciperanno gli istituti di Tolentino e anche l’Itts Divini di San Severino. Spazieranno dall’arte alla tecnica, dalla robotica alla chimica, dal greco all’italiano e molto altro. Ci sarà spazio anche per la creatività degli adulti”.
Gaia Gennaretti
Stamattina è stata presentata con il sindaco Giuseppe Pezzanesi, il vicesindaco Silvia Luconi, l’assessore Silvia Tatò e il consigliere Andrea Crocenzi e con la presenza, fra gli altri, di Riccardo di Nasso, dell’associazione “Collego” che porta in giro per l’Italia questa mostra insieme alla sua compagna Tamara e l’associazione “Tolentino Arte e Cultura”.
L’esposizione sarà inaugurata giovedì e rimarrà aperta per tre mesi e sarà allestita nel complesso monumentale della Basilica di San Nicola. Più precisamente, nella tensostruttura posizionata nel cortile dietro la ex scuola Bezzi saranno esposti molti playset di varie dimensioni: ce ne saranno alcuni storici, vintage, addirittura a partire dagli anni ’40 e fino ai giorni nostri, da Star Wars alle serie Architecture, Ideas, Technic, ma anche diorami con treni, auto, luna park, scene invernali e della serie Super Eroi, City, Ninjago, Galeoni e Friends. Tutti sono stati realizzati dall’Associazione “Collego” e non mancheranno le aree giochi con chili e chili di mattoncini colorati per dare libero sfogo alla propria creatività e fantasia e tanti laboratori sia per bambini che per adulti. Sarà anche allestito uno store in cui acquistare tanti gadget e confezioni di costruzioni. L’apprendimento e la formulazione di ipotesi e idee progettuali, l’imparare e manipolare concetti geometrici e spaziali, l’amplificazione delle proprie abilità di connessione “mano-mente’ integrando arte, scienza, e ingegneria, l’esercitazione dell’immaginazione della fantasia dell’invenzione e infine dell’accrescimento delle abilità sociali e costruttive sono solo alcuni dei temi che verranno suscitati nel corso dei laboratori didattici, riservati sia a singoli che a gruppi e alle scuole che saranno condotti e coordinati da un importante team di esperti che certamente coinvolgeranno i partecipanti nel lavoro di gruppo, anche con l’obiettivo di riscoprire il valore della manualità, in una società che, specie nelle nuove generazioni, tende più alla virtualizzazione globale e ai videogames piuttosto che ad un uso corretto della creatività e della fantasia.

(Il sindaco fra Riccardo Di Nasso e la compagna Tamara)
“Se si ama questa città -ha detto il sindaco Pezzanesi - non si può non applaudire a quanto si sta facendo. Brick Art rappresenta un’attrazione per le vecchie generazioni che potranno rivedere vecchi modellini, e per i più giovani visto che le Lego sono un gioco senza tempo. Questo è quello che l’Italia deve fare se vuol crescere: riprendere il passato con un occhio al futuro”.
Da un granello di sabbia si è creata una meravigliosa spiaggia: questa è l’immagina utilizzata dall’assessore Silvia Luconi per descrivere la manifestazione che sta per iniziare. Un’idea, peraltro, lanciata dal sindaco Pezzanesi ma che ha visto il coinvolgimento di tutta l’amministrazione e delle varie attività commerciali della città che a loro modo collaboreranno. Ad occuparsi dell’organizzazione dei laboratori è stata invece l’assessore alla cultura Silvia Tatò: “Voglio sottolineare la grandezza di questa amministrazione e degli uffici comunali. I laboratori nascono dal coinvolgimento di alcuni insegnanti e poi tutte le scuole hanno colto questo evento come un’opportunità. Parteciperanno gli istituti di Tolentino e anche l’Itts Divini di San Severino. Spazieranno dall’arte alla tecnica, dalla robotica alla chimica, dal greco all’italiano e molto altro. Ci sarà spazio anche per la creatività degli adulti”.
Gaia Gennaretti
Un ampio piano strategico territoriale, che guardi in avanti di un ventennio. A rivendicarlo è il dott.Valerio Valeriani, coordinatore di tre ATS che ha raccolto una serie di dati utili ad approfondire diversi aspetti della realtà post sisma riferita ai 34 comuni da lui coordinati. L’analisi dei numeri restituisce una fotografia del sociale molto problematica, dovuta forse alla mancanza di azioni incisive nelle varie fasi del post sisma, Chiusa la prima emergenza, l’attenzione dei media e della politica è andata scemando mentre è cresciuta la sofferenza delle comunità. Di qui la necessità di avere sotto mano numeri e dati su cui poter lavorare e cercare di dare risposta. Dei 30 mila sfollati delle Marche, lo studio evidenzia che circa 22 mila risiedono nei 34 comuni degli ATS 16-17 e 18 mentre l’ambito di Camerino ha il triste primato del 74 per cento delle persone fuori casa.
“Questo vuol dire che salta la comunità – dice lo psicologo e psicoterapeuta Valerio Valeriani-. Nei piccoli centri dove sono rimaste solo Sae, la vita è molto diversa da quella di altri comuni con danni minori: qui la comunità è in ginocchio. In emergenza si può stare solo per un tempo limitato, starci a lungo significa ammalarsi e i sintomi sono evidenti: aumento nell’utilizzo degli psicofarmaci e un più 70 per cento di ansiolitici nel solo distretto di Camerino. La fase di spaesamento iniziale- spiega lo psicologo- è stata sostituita dalla rabbia, ma poi, cosa più preoccupante è che si è passati alla sindrome da adattamento acuto per ridotta speranza”. Dal questionario sulle percezioni degli operatori socio sanitari nei vari ambiti, emerge che il 40 % delle persone ha perso casa, il 50 % ha ancora seri problemi legati al terremoto e nell’80 % dei casi, ha visto peggiorati i rapporti familiari e di lavoro. A fronte di un 80 % che vede peggiorata la salute fisica, per il 96 %il peggioramento è nella salute mentale e cognitiva, con inevitabile aumento di stati d’ansia, depressione, rabbia e malessere, per ridotte prospettive di futuro.
“La speranza delle persone – osserva Valeriani- non è tanto legata al fatto che non sono state portate via le macerie o non è stato messo un mattone, ma che non c’è percezione di dove andremo. La comunità è più fragile e, oltretutto, va drammaticamente calando: nei comuni del cratere in due anni si sono persi 8000 residenti. E’ cambiata la composizione media delle comunità: la popolazione è invecchiata ed è invecchiata male e, seppure non in assoluto, le persone rimaste hanno meno strumenti. Non abbiamo ricette – continua Valeriani - ma credo serva un patto con le comunità, un piano strategico territoriale di prospettiva. Non è stato fatto per le scuole, né per le residenze protette; mi sarei aspettata un'azione più incisiva che valorizzasse il ruolo degli organismi sovracomunali che avrebbe permesso una programmazione di ambito e di comunità. Più che altro si è trattato con i singoli comuni, all’interno invece di un patto strategico sovracomunale credo si possano valorizzare le diverse vocazioni di ogni singolo territorio. Serve un piano ampio che non riguardi solo il sociale ma che da qui a 20 anni, componga una filiera di interessi, valorizzi vocazioni e dia prospettive certe.
Le scelte che arrivano da fuori a me preoccupano- conclude Valeriani- Mi riferisco a quella di una società blasonata come Nomisma che ha redatto e presentato lo scorso mese di marzo un piano di ricostruzione del Centro Italia. Alla voce “interventi sociali”, troviamo scritto che gli ambiti dei territori più colpiti delle Marche sono Macerata, Fermo e Ascoli. Abbiamo fatto notare a Nomisma che il dato è sbagliato invitando a correggerlo perché su 30mila sfollati, circa 22 mila stanno qui. Ebbene, il rapporto è stato rivisto e la correzione si è sostanziata nel dire che, è vero che il sisma ha colpito soprattutto gli ambiti di Camerino, San Severino e San Ginesio ma, spendere risorse in queste zone non è conveniente e che, per un investimento costi-ricavi, a loro serve un bacino di 25 mila- 30 mila abitanti. Morale della favola, i progetti (di coabitazione e strutture per anziani, sostenuti da grossi sponsor investitori) andranno a Macerata Fermo Ascoli, nonostante il progetto si chiami “Ripartire dopo il sisma”.
Carla Campetella
“Questo vuol dire che salta la comunità – dice lo psicologo e psicoterapeuta Valerio Valeriani-. Nei piccoli centri dove sono rimaste solo Sae, la vita è molto diversa da quella di altri comuni con danni minori: qui la comunità è in ginocchio. In emergenza si può stare solo per un tempo limitato, starci a lungo significa ammalarsi e i sintomi sono evidenti: aumento nell’utilizzo degli psicofarmaci e un più 70 per cento di ansiolitici nel solo distretto di Camerino. La fase di spaesamento iniziale- spiega lo psicologo- è stata sostituita dalla rabbia, ma poi, cosa più preoccupante è che si è passati alla sindrome da adattamento acuto per ridotta speranza”. Dal questionario sulle percezioni degli operatori socio sanitari nei vari ambiti, emerge che il 40 % delle persone ha perso casa, il 50 % ha ancora seri problemi legati al terremoto e nell’80 % dei casi, ha visto peggiorati i rapporti familiari e di lavoro. A fronte di un 80 % che vede peggiorata la salute fisica, per il 96 %il peggioramento è nella salute mentale e cognitiva, con inevitabile aumento di stati d’ansia, depressione, rabbia e malessere, per ridotte prospettive di futuro.
“La speranza delle persone – osserva Valeriani- non è tanto legata al fatto che non sono state portate via le macerie o non è stato messo un mattone, ma che non c’è percezione di dove andremo. La comunità è più fragile e, oltretutto, va drammaticamente calando: nei comuni del cratere in due anni si sono persi 8000 residenti. E’ cambiata la composizione media delle comunità: la popolazione è invecchiata ed è invecchiata male e, seppure non in assoluto, le persone rimaste hanno meno strumenti. Non abbiamo ricette – continua Valeriani - ma credo serva un patto con le comunità, un piano strategico territoriale di prospettiva. Non è stato fatto per le scuole, né per le residenze protette; mi sarei aspettata un'azione più incisiva che valorizzasse il ruolo degli organismi sovracomunali che avrebbe permesso una programmazione di ambito e di comunità. Più che altro si è trattato con i singoli comuni, all’interno invece di un patto strategico sovracomunale credo si possano valorizzare le diverse vocazioni di ogni singolo territorio. Serve un piano ampio che non riguardi solo il sociale ma che da qui a 20 anni, componga una filiera di interessi, valorizzi vocazioni e dia prospettive certe.
Le scelte che arrivano da fuori a me preoccupano- conclude Valeriani- Mi riferisco a quella di una società blasonata come Nomisma che ha redatto e presentato lo scorso mese di marzo un piano di ricostruzione del Centro Italia. Alla voce “interventi sociali”, troviamo scritto che gli ambiti dei territori più colpiti delle Marche sono Macerata, Fermo e Ascoli. Abbiamo fatto notare a Nomisma che il dato è sbagliato invitando a correggerlo perché su 30mila sfollati, circa 22 mila stanno qui. Ebbene, il rapporto è stato rivisto e la correzione si è sostanziata nel dire che, è vero che il sisma ha colpito soprattutto gli ambiti di Camerino, San Severino e San Ginesio ma, spendere risorse in queste zone non è conveniente e che, per un investimento costi-ricavi, a loro serve un bacino di 25 mila- 30 mila abitanti. Morale della favola, i progetti (di coabitazione e strutture per anziani, sostenuti da grossi sponsor investitori) andranno a Macerata Fermo Ascoli, nonostante il progetto si chiami “Ripartire dopo il sisma”.
Carla Campetella
