Radioc1inBlu
Coronavirus Marche: Il manuale del guerriero
03 Apr 2020
"Nessuna consegna a domicilio di mascherine per i cittadini di Tolentino". E' la risposta ufficiale che l'assessore alla sicurezza Giovanni gabrielli fornisce dopo che sui cellulari di alcuni tolentinati sono arrivati messaggi che informavano circa la consegna a casa di mascherine. In realtà si tratta di truffatori che, con la scusa del Covid-19, ne approfittano per introdursi nelle case per rubare. Così l'assessore Gabrielli
consiglia alle famiglie e soprattutto agli anziani di fare particolare attenzione. "Né addetti comunali, né agenti della Polizia Locale né tantomeno volontari del gruppo comunale di Protezione Civile stanno girando per le case conclude Gabrielli - Quindi diffidare degli sconosciuti e se utile contattare o i Carabinieri o l’Ufficio della Polizia Locale per segnalare eventuali situazioni ritenute anomale".
consiglia alle famiglie e soprattutto agli anziani di fare particolare attenzione. "Né addetti comunali, né agenti della Polizia Locale né tantomeno volontari del gruppo comunale di Protezione Civile stanno girando per le case conclude Gabrielli - Quindi diffidare degli sconosciuti e se utile contattare o i Carabinieri o l’Ufficio della Polizia Locale per segnalare eventuali situazioni ritenute anomale".
Speciale Medicina e falsi miti 03-04-2020
03 Apr 2020
“Ci teniamo ad esserci anche noi, per non lasciare sola la nostra comunità e per non sentirci soli neanche noi. Uniti ce la faremo”. È l’assessore alla cultura di San Severino, Vanna Bianconi, che presenta una delle iniziative multimediali per tenere compagnia a chi, diligentemente, sta rispettando le regole per non contribuire a diffondere il Coronavirus.
Si tratta dell’iniziativa “A passeggio per la città”, un racconto a puntate, una sorta di mini-guida in doppia lingua (italiano e inglese) che giornalmente viene pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale dell’ufficio Cultura e Turismo di San Severino.
"Ogni giorno - spiega Bianconi - più o meno fra le 10 e le 11 del mattino, pubblicheremo la puntata quotidiana. In ognuna, racconteremo un aspetto, una curiosità della nostra bellissima San Severino dal punto di vista storico e cultura. Cose che magari abbiamo visto tutti i giorni ma che non abbiamo mai guardato con attenzione. Cose che magari conoscono meglio turisti e visitatori che non noi che le viviamo ogni giorno e siamo abituati alle nostre ricchezze”. La prima puntata è stata pubblicata il 1 aprile e ha trattato sinteticamente la storia della città, e il giorno seguente è stata pubblicata la replica in inglese. Oggi è uscita la seconda pubblicazione sulla piazza Del Popolo, la Galleria di Arte Moderna al Palazzo Comunale e il teatro Feronia. “Ogni puntata sarà arricchita con una immagine rappresentativa. Racconteremo poi del chiostro di San Domenico, della Pinacoteca Civica che sarà distribuita su due uscite e molto altro. Perché lo facciamo? Per essere vicini al nostro territorio - afferma l’assessore - che non deve sentirsi solo. E neanche noi vogliamo sentirci soli, senza le persone che solitamente ci seguono. Attraverso la pagina Facebook poi si possono avanzare proposte, esprimere considerazioni e consigli. Proprio perché dobbiamo sentirci il più vicini possibile. Dobbiamo affrontare questo momento con coraggio e ottimismo - aggiunge - considerando che ce la faremo tutti insieme. Stiamo nelle nostre case, rispettiamo le regole, ma in maniera multimediale e tecnologicamente avanzata saremo sempre vicini al nostro territorio e alla nostra comunità”.
Gaia Gennaretti
Si tratta dell’iniziativa “A passeggio per la città”, un racconto a puntate, una sorta di mini-guida in doppia lingua (italiano e inglese) che giornalmente viene pubblicata sulla pagina Facebook ufficiale dell’ufficio Cultura e Turismo di San Severino.
"Ogni giorno - spiega Bianconi - più o meno fra le 10 e le 11 del mattino, pubblicheremo la puntata quotidiana. In ognuna, racconteremo un aspetto, una curiosità della nostra bellissima San Severino dal punto di vista storico e cultura. Cose che magari abbiamo visto tutti i giorni ma che non abbiamo mai guardato con attenzione. Cose che magari conoscono meglio turisti e visitatori che non noi che le viviamo ogni giorno e siamo abituati alle nostre ricchezze”. La prima puntata è stata pubblicata il 1 aprile e ha trattato sinteticamente la storia della città, e il giorno seguente è stata pubblicata la replica in inglese. Oggi è uscita la seconda pubblicazione sulla piazza Del Popolo, la Galleria di Arte Moderna al Palazzo Comunale e il teatro Feronia. “Ogni puntata sarà arricchita con una immagine rappresentativa. Racconteremo poi del chiostro di San Domenico, della Pinacoteca Civica che sarà distribuita su due uscite e molto altro. Perché lo facciamo? Per essere vicini al nostro territorio - afferma l’assessore - che non deve sentirsi solo. E neanche noi vogliamo sentirci soli, senza le persone che solitamente ci seguono. Attraverso la pagina Facebook poi si possono avanzare proposte, esprimere considerazioni e consigli. Proprio perché dobbiamo sentirci il più vicini possibile. Dobbiamo affrontare questo momento con coraggio e ottimismo - aggiunge - considerando che ce la faremo tutti insieme. Stiamo nelle nostre case, rispettiamo le regole, ma in maniera multimediale e tecnologicamente avanzata saremo sempre vicini al nostro territorio e alla nostra comunità”.
Gaia Gennaretti
Caldarola, al via le domande per i buoni spesa
03 Apr 2020
Sono 11mila euro i fondi che il Governo ha destinato a Caldarola per i buoni spesa da erogare alle famiglie in difficoltà.
Il sindaco Giuseppetti ha firmato questa mattina l'ordinanza, in coordinamento con gli altri Comuni dell'unione Montana dei Monti Azzurri, che stabilisce i criteri di diritto ai buoni spesa.
Nel sito del Comune, infatti, è stato pubblicato l'iter per poter fare richiesta ai buoni volti a sostenere le persone e le famiglie in condizioni di assoluto momentaneo disagio.
"Possono presentare istanza di ammissione all'erogazione di un buono spesa i nuclei familiari, anche monoparentali, in gravi difficoltà economiche - si legge nel sito - , senza alcun reddito disponibile. Gli interessati dovranno presentare domanda preferibilmente a mezzo posta elettronica – all’indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi non dovesse disporre di questi strumenti, la domanda potrà essere presentata all’Ufficio Protocollo dell’Ente dalle 10 alle 13, su appuntamento telefonico, per evitare file o assembramenti. La domanda va presentata utilizzando il modello presente nel sito internet del Comune".
GS
Il sindaco Giuseppetti ha firmato questa mattina l'ordinanza, in coordinamento con gli altri Comuni dell'unione Montana dei Monti Azzurri, che stabilisce i criteri di diritto ai buoni spesa.
Nel sito del Comune, infatti, è stato pubblicato l'iter per poter fare richiesta ai buoni volti a sostenere le persone e le famiglie in condizioni di assoluto momentaneo disagio.
"Possono presentare istanza di ammissione all'erogazione di un buono spesa i nuclei familiari, anche monoparentali, in gravi difficoltà economiche - si legge nel sito - , senza alcun reddito disponibile. Gli interessati dovranno presentare domanda preferibilmente a mezzo posta elettronica – all’indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi non dovesse disporre di questi strumenti, la domanda potrà essere presentata all’Ufficio Protocollo dell’Ente dalle 10 alle 13, su appuntamento telefonico, per evitare file o assembramenti. La domanda va presentata utilizzando il modello presente nel sito internet del Comune".
GS
I docenti dell'Università di Camerino, protagonisti del seminario "Coronavirus questo sconosciuto" in programma questo sabato 4 aprile ai Licei di Camerino. Saranno le quinte classi dei Licei "Varano" ad ospitare il primo degli appuntamenti in modalità telematica attraverso i quali prosegue l'attività di divulgazione scientifica dell’Università di Camerino rivolta agli studenti delle scuole superiori.
Ciascuno per il proprio ambito di ricerca, i docenti Unicam Gianni Sagratini, chimico degli alimenti, Barbara Re, informatica, Giorgia Vici, biologa nutrizionista e Giacomo Rossi, medico veterinario docente di fisiopatologia e immunopatologia, ai ragazzi, collegati dalle loro abitazioni, cercheranno di spiegare cosa sta succedendo in questo particolare momento che stiamo vivendo, chiarire dubbi dal punto di vista scientifico, dare indicazioni su come poter affrontare questa emergenza.
“Vogliamo continuare ad essere vicini alle scuole superiori – ha sottolineato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – alle studentesse, agli studenti ed agli insegnanti. Lo siamo stati in condizioni che potremmo definire “normali” e vogliamo continuare ad esserlo ora, sia per attività di orientamento alla scelta universitaria ma anche mettendo loro a disposizione le conoscenze dei nostri docenti, per approfondire attraverso attività seminariali in videoconferenza, argomenti che ci vorranno segnalare. Ringrazio il Dirigente Rosati per aver accettato il nostro invito e confermo la nostra disponibilità anche per incontri futuri con tutti gli istituti scolastici che volessero collaborare con noi”.
C.C.
Ciascuno per il proprio ambito di ricerca, i docenti Unicam Gianni Sagratini, chimico degli alimenti, Barbara Re, informatica, Giorgia Vici, biologa nutrizionista e Giacomo Rossi, medico veterinario docente di fisiopatologia e immunopatologia, ai ragazzi, collegati dalle loro abitazioni, cercheranno di spiegare cosa sta succedendo in questo particolare momento che stiamo vivendo, chiarire dubbi dal punto di vista scientifico, dare indicazioni su come poter affrontare questa emergenza.
“Vogliamo continuare ad essere vicini alle scuole superiori – ha sottolineato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – alle studentesse, agli studenti ed agli insegnanti. Lo siamo stati in condizioni che potremmo definire “normali” e vogliamo continuare ad esserlo ora, sia per attività di orientamento alla scelta universitaria ma anche mettendo loro a disposizione le conoscenze dei nostri docenti, per approfondire attraverso attività seminariali in videoconferenza, argomenti che ci vorranno segnalare. Ringrazio il Dirigente Rosati per aver accettato il nostro invito e confermo la nostra disponibilità anche per incontri futuri con tutti gli istituti scolastici che volessero collaborare con noi”.
C.C.
Nulla è dato sapere. Né alla stampa, con difficoltà immani nel reperire informazioni sulla reale situazione negli ospedali, né ai sindaci che sono i primi responsabili della sanità pubblica nei loro Comuni. E' accaduto ad esempio che Radio C1in...blu-l'Appennino Camerte abbia scoperto, nella giornata di ieri, che nonostante le rassicurazione dell'Asur Marche rivolte al sindaco di San Severino Rosa Piermattei, non era stato effettuato alcun tampone sul personale dell'ospedale di San Severino dopo il contagio di ben 7 pazienti. L'unico presidio, insieme a quello di Macerata, che avrebbe dovuto (e dovrebbe ancora) essere no-Covid. Così otto sindaci del territorio si sono uniti e hanno chiesto con una lettera chiarimenti all'azienda sanitaria che, proprio oggi, pare abbia inizato finalmente a fare i tamponi. Ma il problema è molto serio e lo ha spiegato il primo cittadino Piermattei ai microfoni di Radio C1in...blu: "Ci siamo uniti perché è stata una necessità, vista l’importanza dell’ospedale di San Severino. Era stato stabilito che fosse no-Covid e che quindi avrebbe dovuto raccogliere i pazienti di medicina, oculistica, cardiologia, lungodegenza, oncologia e hospice. Visto che ci sono stati episodi molto incresciosi dovuti al virus - aggiunge - ho chiesto più di una volta che fossero fatti i tamponi a tutti e i dovuti controlli. Doveva essere un presidio ‘rassicurante’ sul territorio e quindi chiedevo che fosse garantita la sicurezza di chi ci lavora". Il sindaco racconta che la dottoressa Nadia Storti, direttore generale Asur, il 23 marzo le ha inviato una nota in cui assicurava che erano stati fatti tutti i tamponi sia ai pazienti che al personale, "sicuramente si attenevano alle normi nazionali ma man mano che siamo andati avanti sono venuti fuori dei casi positivi e quindi con gli altri sindaci abbiamo creduto necessario intervenire insieme per far capire quanto è importante il presidio per il territorio. Non ci si può permettere nessun errore".
Manco a dirlo, alla lettera non c'è stata alcuna risposta ancora se non, appunto, la voce secondo cui sarebbero stati disposti i tamponi. Una voce appunto, ed è proprio la mancanza di informazioni che lamenta Piermattei: "Il sindaco è responsabile della salute pubblica del proprio comune ma sappiamo benissimo che la sanità è un mondo a parte. È difficilissimo avere informazioni, magari viene detta una cosa e poi se ne fa un’altra. Quando ci sono urgenze, intervengono ma agiscono a modo loro. Noi non sappiamo più nulla. Ad esempio del decesso di ieri (la mamma 96enne di Giovanni Papavero, deceduto per Covid la settimana scorsa, ndr) l’ho saputo dalla Croce Rossa, non mi è stato comunicato. Non so più nemmeno quanti pazienti sono ricoverati". Ma la Piermattei, in tutto questo, ha anche un'altra sensazione, benché permanga la speranza di sbagliare: "Ciò che più dispiace, ma mi auguro sia solo una mia sensazione, è che in questo momento così difficile si lavori per politica. Sono stata molto attenta e collaborativa poi col passare dei giorni ci siamo accorti di cose che non andavano. Come sempre, d'altra parte, quando si parla di sanità. Ad esempio il nostro ospedale, che è no-Covid, continua ad avere un punto di primo intervento e non un pronto soccorso, che rimane a Camerino. E questo è fuori da ogni grazia di Dio, permettetemelo". Il sindaco chiarisce che non si tratta di una lotta contro il presidio camerte ma solo di buon senso visto che quella struttura è interamente dedicata ai pazienti Covid. I servizi del pronto soccorso, per il momento, sarebbero più utili a San Severino: "Come sindaci - torna a dire - noi abbiamo le mani legate. abbiamo informazioni scritte, come la comunicazione del 23 in cui mi dicono che sono stati fatti i tamponi sul personale dell’ospedale e che si sarebbero attenuti alla legge. In Italia abbiamo sempre risposte ambigue. Oggi più che mai abbiamo bisogno di sicurezza in ospedale perché pensare di doverci andare, in questa situazione, fa venir paura perché si sentono dire tante cose. quindi l’Asur deve darci la sicurezza e la garanzia che il presidio settempedano sia sicuro, sanificato. E poi, in una struttura che potrebbe accogliere 80 posti letto, vorrei sapere quante persone ci sono. Sono loro che devono tenerci informati. Nel dramma, questo non riuscire a sapere, ad avere informazioni - conclude -rende tutto ancora più drammatico. Stiamo lavorando per che cosa? Per il bene delle comunità o per qualcos’altro?".
Gaia Gennaretti
Manco a dirlo, alla lettera non c'è stata alcuna risposta ancora se non, appunto, la voce secondo cui sarebbero stati disposti i tamponi. Una voce appunto, ed è proprio la mancanza di informazioni che lamenta Piermattei: "Il sindaco è responsabile della salute pubblica del proprio comune ma sappiamo benissimo che la sanità è un mondo a parte. È difficilissimo avere informazioni, magari viene detta una cosa e poi se ne fa un’altra. Quando ci sono urgenze, intervengono ma agiscono a modo loro. Noi non sappiamo più nulla. Ad esempio del decesso di ieri (la mamma 96enne di Giovanni Papavero, deceduto per Covid la settimana scorsa, ndr) l’ho saputo dalla Croce Rossa, non mi è stato comunicato. Non so più nemmeno quanti pazienti sono ricoverati". Ma la Piermattei, in tutto questo, ha anche un'altra sensazione, benché permanga la speranza di sbagliare: "Ciò che più dispiace, ma mi auguro sia solo una mia sensazione, è che in questo momento così difficile si lavori per politica. Sono stata molto attenta e collaborativa poi col passare dei giorni ci siamo accorti di cose che non andavano. Come sempre, d'altra parte, quando si parla di sanità. Ad esempio il nostro ospedale, che è no-Covid, continua ad avere un punto di primo intervento e non un pronto soccorso, che rimane a Camerino. E questo è fuori da ogni grazia di Dio, permettetemelo". Il sindaco chiarisce che non si tratta di una lotta contro il presidio camerte ma solo di buon senso visto che quella struttura è interamente dedicata ai pazienti Covid. I servizi del pronto soccorso, per il momento, sarebbero più utili a San Severino: "Come sindaci - torna a dire - noi abbiamo le mani legate. abbiamo informazioni scritte, come la comunicazione del 23 in cui mi dicono che sono stati fatti i tamponi sul personale dell’ospedale e che si sarebbero attenuti alla legge. In Italia abbiamo sempre risposte ambigue. Oggi più che mai abbiamo bisogno di sicurezza in ospedale perché pensare di doverci andare, in questa situazione, fa venir paura perché si sentono dire tante cose. quindi l’Asur deve darci la sicurezza e la garanzia che il presidio settempedano sia sicuro, sanificato. E poi, in una struttura che potrebbe accogliere 80 posti letto, vorrei sapere quante persone ci sono. Sono loro che devono tenerci informati. Nel dramma, questo non riuscire a sapere, ad avere informazioni - conclude -rende tutto ancora più drammatico. Stiamo lavorando per che cosa? Per il bene delle comunità o per qualcos’altro?".
Gaia Gennaretti
Incendio in una abitazione, danni ingenti
03 Apr 2020
Paura ieri sera a Cingoli, intorno alle 21, in località Pian della Pieve, dove per cause in corso di accertamento si è sviluppato un incendio in una abitazione.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l'area. Ingenti i danni strutturali provocati all'abitazione.
Intrvenuti anche i carabinieri e i sanitari del 118 per soccorrere i proprietari.
GS

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l'area. Ingenti i danni strutturali provocati all'abitazione.
Intrvenuti anche i carabinieri e i sanitari del 118 per soccorrere i proprietari.
GS

L'impegno di chi ama la montagna si è fatto più forte anche in questo momento di difficoltà. Francesco Cangiotti di Bolognolaski ha deciso di stupire ancora una volta.
Dopo l'albero di Natale più in alto delle Marche, la vetta della Madonnina a 1408 metri di altezza si è tinta del tricolore per diffondere un segno di speranza contro il coronavirus.
Un segnale che illumina la montagna proprio nei giorni in cui la coltre bianca è tornata a ricoprirla e, se non ci fosse stata l'emergenza sanitaria, gli impianti avrebbero accolto centinaia di sciatori in vista delle festività di Pasqua.
Francesco Cangiotti, insieme ad Antonella De Santis, presidente della Pro Loco e a suo marito, già autori dell'albero di Natale che ha riscosso tanto successo, si sono così rimboccati le maniche, mettendo di nuovo in pratica la loro fantasia.

"In questi giorni - dice Cangiotti - abbiamo pensato di regalare un segno di speranza e di unione perché sono questi i principi che ci contraddistinguono. In questi giorni la neve è venuta a farci visita, purtroppo non potremo godere di quel magico manto bianco. Abbiamo, in questi giorni, vissuto paure e angosce, timori e dolori, ma volevamo fare qualcosa di più per far sentire il nostro affetto. Il monte della Madonnina è ormai diventato un simbolo per Bolognola e Pintura: è lo scenario dei bambini con i bob, è lo scenario dell’albero più in alto delle Marche e, nella sua vetta, la Madonnina guarda tutti noi, perciò abbiamo pensato di illuminare la vetta con i colori dell’Italia".
Un'idea che è subito stata condivisa dal sindaco e dai giovani della Pro Loco che, ancora una volta, hanno dimostrato di essere così orgogliosi di queste montagne da renderle speciali anche in un periodo buio come questo.
Anche se le restrizioni non permettono di vedere la montagna illuminata da vicino, è visibile sul sito di Bolognolaski, dal tramonto all’alba, rigorosamente a casa.
GS
Dopo l'albero di Natale più in alto delle Marche, la vetta della Madonnina a 1408 metri di altezza si è tinta del tricolore per diffondere un segno di speranza contro il coronavirus.
Un segnale che illumina la montagna proprio nei giorni in cui la coltre bianca è tornata a ricoprirla e, se non ci fosse stata l'emergenza sanitaria, gli impianti avrebbero accolto centinaia di sciatori in vista delle festività di Pasqua.
Francesco Cangiotti, insieme ad Antonella De Santis, presidente della Pro Loco e a suo marito, già autori dell'albero di Natale che ha riscosso tanto successo, si sono così rimboccati le maniche, mettendo di nuovo in pratica la loro fantasia.

"In questi giorni - dice Cangiotti - abbiamo pensato di regalare un segno di speranza e di unione perché sono questi i principi che ci contraddistinguono. In questi giorni la neve è venuta a farci visita, purtroppo non potremo godere di quel magico manto bianco. Abbiamo, in questi giorni, vissuto paure e angosce, timori e dolori, ma volevamo fare qualcosa di più per far sentire il nostro affetto. Il monte della Madonnina è ormai diventato un simbolo per Bolognola e Pintura: è lo scenario dei bambini con i bob, è lo scenario dell’albero più in alto delle Marche e, nella sua vetta, la Madonnina guarda tutti noi, perciò abbiamo pensato di illuminare la vetta con i colori dell’Italia".
Un'idea che è subito stata condivisa dal sindaco e dai giovani della Pro Loco che, ancora una volta, hanno dimostrato di essere così orgogliosi di queste montagne da renderle speciali anche in un periodo buio come questo.
Anche se le restrizioni non permettono di vedere la montagna illuminata da vicino, è visibile sul sito di Bolognolaski, dal tramonto all’alba, rigorosamente a casa.
GS
Nessun caso di positività al Coronavirus o presenza di situazioni sospette è stato registrato sia negli ospiti della Casa di riposo Chierchetti di Gagliole, sia nella residenza protetta di Sarnano che in quella di Urbisaglia. Le misure stringenti e le precauzioni adottate hanno dunque, nei tre casi, sortito degli effetti positivi.
" Ad ora -afferma il sindaco di Gagliole Sandro Botticelli- nessuna positività registrata.. E' l'esito dei tamponi tutti negativi effettuatti in via precauzionale sugli ospiti della struttura, dopo l''invito rivolto da me medesimo e dalla direttrice Laura Taccari all'Asur . Al momento dunque- continua Botticelli- possiamo stare tranquilli, pur essendo ovvio che tutto è dipeso prima di tutto dalla solerzia di chi dirige la casa di riposo, in quanto fin da subito sono state applicate tutte le misure restrittive e molto rigorose da parte di chi di dovere". A preoccupare era stata in particolare e, nonostante tutte le precauzioni prese, la positività al Covid-19 riscontrata nel medico della struttura. "La nostra premura è stata proprio quella di chiedere immediatamente i tamponi per gli ospiti che comunque avessero avuto dei sintomi ma l'esito negativo dei test ci ha rincuorati . Del resto, - prosegue il sindaco- il medico giustamente si è immediatamente auto- isolato in casa e la possibilità di contagio ha dunque potuto essere prevenuta". La solerzia nel rispettare molto rigidamente le norme, come del resto è avvenuto per tutte le case di riposo non in tutte le situazioni ha sortito positivo effetto. " In questo momento , di certo non possiamo parlare di bravura- sottolinea Botticelli-; oltre ai contatti che si sono potuto avere con una persona positiva, è infatti anche la casualità che gioca molto in questo caso. Per quel che ci riguarda, dobbiamo ringraziare solo il Signore se in questo momento, così come per altre case di riposo vicine, non abbiamo casi di positività". Anche nel caso di Gagliole tuttavia il sindaco lamenta carenze nei dispositivi di protezione individuale di sicurezza per gli operatori della struttura e per gli stessi ospiti: " Le mascherine e tutti gli altri dispositivi di protezione sono assolutamente necessari; sappiamo che vanno utilizzati con parsimonia ma è anche vero che il loro utilizzo è di breve durata. Purtroppo vuoi la difficoltà di reperimento, vuoi i costi saliti alle stelle, ne siamo rimasti sprovvisti ed è indispensabile averne una scorta. L'impegno al reperimento di questi materiali indispensabili c'è naturalmente sia da parte dell'ammnistrazione comunale che della direzione della struttura, in quanto rappresentano la garanzia e la sicurezza del personale e degli stessi ospiti e se venissero a mancare sarebbe davvero grave. La Protezione Civile ne ha recapitata una fornitura, tuttavia si tratta di mascherine che non sono così professionali da far stare tranquilli gli operatori". La struttura di Gagliole ospita 42 persone anziane alle quali si aggiungono in una costruzione adiacente ulteriori 8 persone con disabilità. Sin dalla chiusura alle visite dall'esterno, gli ospiti hanno continuato a svolgere le loro attività e, assistiti da personale, attraverso le video chiamate, possono interagire con i loro cari. " Noi sindaci ci teniamo in contatto quotidianamente proprio per attenzionare le nostre realtà delle residenze degli anziani e proprio ieri abbiamo inviato una lettera all'Asur Area Vasta 3 per cercare di intervenire con l'effettuazione di tamponi , unica maniera per verificare che la situazione è tranquilla".
Tutto sotto controllo anche per quel che riguarda la residenza protetta per anziani di Sarnano. " Fin dalla scorsa settimana- dichiara il sindaco Luca Piergentili- siamo riusciti ad avere i tamponi e quindi siamo sicuri che tra i nostri ospiti e tra i nostri operatori non ci sono casi di covid-19 Noi abbiamo fatto questo perché il dott. Bruè che è il medico di base tra i suoi utenti ha anche persone ospiti della casa di riposo. Il dottore è risultato positivo ed è domiciliato a San Ginesio, per cui a seguito di questo suo caso abbiamo fatto i tamponi a tutti. 72 in tutto i tamponi negativi e riferiti ai 51 ospiti della struttura e al personale che vi opera". Se non altro a Sarnano non viene evidenziata al momento una carenza di dispositivi di protezione individuale. "Fortunatamente siamo riusciti ad ovviare a questo problema perché con l'aiuto di donazioni private di aziende sarnesi e di una società locale, la nostra casa di riposo è stata rifornita di tutti i dispositivi che permettono agli operatori di lavorare con tranquillità" . Seppur limitate rispetto a prima, continuano a svolgersi gran parte delle attività ricreative all'interno della struttura " Qualche restrizione c'è stata - dice il sindaco- perché noi dai primi di marzo abbiamo dovuto vietare l'ingresso alle associazioni che davano una mano per questa tipologia di attività ; adesso se ne sta occupando esclusivamente il personale della Pars che ha la gestione della casa di riposo; gli ospiti hanno comunque la possibilità di fare videochiamate con i loro cari, già dall'inizio dell'emergenza . La situazione è sotto controllo - conclude il sindaco - noi abbiamo preso tutte le precauzioni sin dal primo momento poi abbiamo anche personale molto qualificato e quindi andiamo avanti fortunatamente senza alcun tipo di problema. Adesso abbiamo intrapreso un'iniziativa insieme a tutti i comuni dell'Unione Montana per chiedere che i nostri medici di base e dei nostri presidi siano forniti di un kit comprensivio di mascherine,calzari e tute . Speriamo di riuscire a venir fuori da questa situazione critica per tutti il prima possibile. L'importante è che le persone stiano a casa e osservino le regole, soprattutto nel rispetto di chi sta lavorando per far sì che questa emergenza dura il meno possibile".
C.C.
" Ad ora -afferma il sindaco di Gagliole Sandro Botticelli- nessuna positività registrata.. E' l'esito dei tamponi tutti negativi effettuatti in via precauzionale sugli ospiti della struttura, dopo l''invito rivolto da me medesimo e dalla direttrice Laura Taccari all'Asur . Al momento dunque- continua Botticelli- possiamo stare tranquilli, pur essendo ovvio che tutto è dipeso prima di tutto dalla solerzia di chi dirige la casa di riposo, in quanto fin da subito sono state applicate tutte le misure restrittive e molto rigorose da parte di chi di dovere". A preoccupare era stata in particolare e, nonostante tutte le precauzioni prese, la positività al Covid-19 riscontrata nel medico della struttura. "La nostra premura è stata proprio quella di chiedere immediatamente i tamponi per gli ospiti che comunque avessero avuto dei sintomi ma l'esito negativo dei test ci ha rincuorati . Del resto, - prosegue il sindaco- il medico giustamente si è immediatamente auto- isolato in casa e la possibilità di contagio ha dunque potuto essere prevenuta". La solerzia nel rispettare molto rigidamente le norme, come del resto è avvenuto per tutte le case di riposo non in tutte le situazioni ha sortito positivo effetto. " In questo momento , di certo non possiamo parlare di bravura- sottolinea Botticelli-; oltre ai contatti che si sono potuto avere con una persona positiva, è infatti anche la casualità che gioca molto in questo caso. Per quel che ci riguarda, dobbiamo ringraziare solo il Signore se in questo momento, così come per altre case di riposo vicine, non abbiamo casi di positività". Anche nel caso di Gagliole tuttavia il sindaco lamenta carenze nei dispositivi di protezione individuale di sicurezza per gli operatori della struttura e per gli stessi ospiti: " Le mascherine e tutti gli altri dispositivi di protezione sono assolutamente necessari; sappiamo che vanno utilizzati con parsimonia ma è anche vero che il loro utilizzo è di breve durata. Purtroppo vuoi la difficoltà di reperimento, vuoi i costi saliti alle stelle, ne siamo rimasti sprovvisti ed è indispensabile averne una scorta. L'impegno al reperimento di questi materiali indispensabili c'è naturalmente sia da parte dell'ammnistrazione comunale che della direzione della struttura, in quanto rappresentano la garanzia e la sicurezza del personale e degli stessi ospiti e se venissero a mancare sarebbe davvero grave. La Protezione Civile ne ha recapitata una fornitura, tuttavia si tratta di mascherine che non sono così professionali da far stare tranquilli gli operatori". La struttura di Gagliole ospita 42 persone anziane alle quali si aggiungono in una costruzione adiacente ulteriori 8 persone con disabilità. Sin dalla chiusura alle visite dall'esterno, gli ospiti hanno continuato a svolgere le loro attività e, assistiti da personale, attraverso le video chiamate, possono interagire con i loro cari. " Noi sindaci ci teniamo in contatto quotidianamente proprio per attenzionare le nostre realtà delle residenze degli anziani e proprio ieri abbiamo inviato una lettera all'Asur Area Vasta 3 per cercare di intervenire con l'effettuazione di tamponi , unica maniera per verificare che la situazione è tranquilla".
Tutto sotto controllo anche per quel che riguarda la residenza protetta per anziani di Sarnano. " Fin dalla scorsa settimana- dichiara il sindaco Luca Piergentili- siamo riusciti ad avere i tamponi e quindi siamo sicuri che tra i nostri ospiti e tra i nostri operatori non ci sono casi di covid-19 Noi abbiamo fatto questo perché il dott. Bruè che è il medico di base tra i suoi utenti ha anche persone ospiti della casa di riposo. Il dottore è risultato positivo ed è domiciliato a San Ginesio, per cui a seguito di questo suo caso abbiamo fatto i tamponi a tutti. 72 in tutto i tamponi negativi e riferiti ai 51 ospiti della struttura e al personale che vi opera". Se non altro a Sarnano non viene evidenziata al momento una carenza di dispositivi di protezione individuale. "Fortunatamente siamo riusciti ad ovviare a questo problema perché con l'aiuto di donazioni private di aziende sarnesi e di una società locale, la nostra casa di riposo è stata rifornita di tutti i dispositivi che permettono agli operatori di lavorare con tranquillità" . Seppur limitate rispetto a prima, continuano a svolgersi gran parte delle attività ricreative all'interno della struttura " Qualche restrizione c'è stata - dice il sindaco- perché noi dai primi di marzo abbiamo dovuto vietare l'ingresso alle associazioni che davano una mano per questa tipologia di attività ; adesso se ne sta occupando esclusivamente il personale della Pars che ha la gestione della casa di riposo; gli ospiti hanno comunque la possibilità di fare videochiamate con i loro cari, già dall'inizio dell'emergenza . La situazione è sotto controllo - conclude il sindaco - noi abbiamo preso tutte le precauzioni sin dal primo momento poi abbiamo anche personale molto qualificato e quindi andiamo avanti fortunatamente senza alcun tipo di problema. Adesso abbiamo intrapreso un'iniziativa insieme a tutti i comuni dell'Unione Montana per chiedere che i nostri medici di base e dei nostri presidi siano forniti di un kit comprensivio di mascherine,calzari e tute . Speriamo di riuscire a venir fuori da questa situazione critica per tutti il prima possibile. L'importante è che le persone stiano a casa e osservino le regole, soprattutto nel rispetto di chi sta lavorando per far sì che questa emergenza dura il meno possibile".
C.C.
