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Lutto nel mondo del giornalismo. È venuto a mancare ieri sera, nella sua abitazione di Roma, il giornalista Alberto Sensini. Aveva 93 anni ed aveva cominciato l'attività di giornalista proprio con L'Appennino Camerte, viste le origini camerinesi dei suoi genitori.
Dopo la collaborazione anche con “Il Corriere d’informazione”, ha lasciato la città ducale per stabilirsi a Roma dove è stato assunto dal Corriere della Sera, di cui diventerà poi responsabile.
Per quella testata è staTo anche editorialista, fino al 1976, quando ha assunto per pochi mesi la direzione del Tg2.
È stato direttore responsabile de “La Nazione” di Firenze; editorialista per “Il Gazzettino” di Venezia e collaboratore al “Mondo” di Pannunzio, alla “Nuova Antologia”, al “Mulino”.
Presidente della Stampa Parlamentare e docente di Teoria e tecnica del linguaggio giornalistico all’Università di Macerata e alla L.U.I.S.S. di Roma, dove è stato anche responsabile del settore giornalismo nella Scuola postlaurea in comunicazioni di massa.
Lascia tre figli, Angelo, Michele e Mario. Quest’ultimo responsabile dell’ufficio stampa del Commissario straordinario per la ricostruzione post-terremoto, che ne ricorda gli inizi a L'Appennino camerte. "Mio padre - ricorda commosso - è sempre rimasto affezionato alle sue origini e al settimanale con il quale aveva iniziato a scrivere. Un affetto rimasto immutato anche per Camerino e l'intero territorio".
L'Appennino camerte ricorderà nel prossimo numero la figura del "suo" collaboratore Alberto Sensini.
GS
Dopo la collaborazione anche con “Il Corriere d’informazione”, ha lasciato la città ducale per stabilirsi a Roma dove è stato assunto dal Corriere della Sera, di cui diventerà poi responsabile.
Per quella testata è staTo anche editorialista, fino al 1976, quando ha assunto per pochi mesi la direzione del Tg2.
È stato direttore responsabile de “La Nazione” di Firenze; editorialista per “Il Gazzettino” di Venezia e collaboratore al “Mondo” di Pannunzio, alla “Nuova Antologia”, al “Mulino”.
Presidente della Stampa Parlamentare e docente di Teoria e tecnica del linguaggio giornalistico all’Università di Macerata e alla L.U.I.S.S. di Roma, dove è stato anche responsabile del settore giornalismo nella Scuola postlaurea in comunicazioni di massa.
Lascia tre figli, Angelo, Michele e Mario. Quest’ultimo responsabile dell’ufficio stampa del Commissario straordinario per la ricostruzione post-terremoto, che ne ricorda gli inizi a L'Appennino camerte. "Mio padre - ricorda commosso - è sempre rimasto affezionato alle sue origini e al settimanale con il quale aveva iniziato a scrivere. Un affetto rimasto immutato anche per Camerino e l'intero territorio".
L'Appennino camerte ricorderà nel prossimo numero la figura del "suo" collaboratore Alberto Sensini.
GS
La Pasqua dovrebbe essere la festa della rinascita e della pace, ma a Tolentino anche la Via Crucis del Venerdì Santo è diventata motivo di scontro, tanto da far decidere l'amministrazione ad annullare l'evento previsto in maniera ristretta.
Non appena si era diffusa, infatti, l'intenzione di organizzare organizzare per stasera la processione del Venerdì Santo, "con una partecipazione limitatissima del clero, di un rappresentante di Polizia Locale, Croce Rossa Italiana, degli operatori sanitari e - come si legge nella nota del Comune - del Gruppo comunale di Protezione Civile" una parte della popolazione ha sollevato dei dubbi e delle critiche.
Pronta è stata la risposta del sindaco, Giuseppe Pezzanesi, che ha detto: "L'idea era scaturita dal desiderio di ringraziare, proprio con la loro diretta partecipazione, tutte quello persone che, ogni giorno, sono in prima linea per combattere una difficile battaglia.
Non pochi eletti ma, rispettate tutte le dovute prescrizioni di sicurezza, una processione altamente simbolica e significativa con una benedizione finale su tutta la città.
La Pasqua, soprattutto in un momento così difficile, deve permeare un clima di pace e proprio per questo, di fronte alle perplessità di alcuni, abbiamo, tranquillamente, deciso di annullarla, per non turbare gli animi di tutti. Ci dispiace, quindi, informare che la simbolica processione del Venerdì Santo, nei crismi della sicurezza, è stata annullata".
GS
Non appena si era diffusa, infatti, l'intenzione di organizzare organizzare per stasera la processione del Venerdì Santo, "con una partecipazione limitatissima del clero, di un rappresentante di Polizia Locale, Croce Rossa Italiana, degli operatori sanitari e - come si legge nella nota del Comune - del Gruppo comunale di Protezione Civile" una parte della popolazione ha sollevato dei dubbi e delle critiche.
Pronta è stata la risposta del sindaco, Giuseppe Pezzanesi, che ha detto: "L'idea era scaturita dal desiderio di ringraziare, proprio con la loro diretta partecipazione, tutte quello persone che, ogni giorno, sono in prima linea per combattere una difficile battaglia.
Non pochi eletti ma, rispettate tutte le dovute prescrizioni di sicurezza, una processione altamente simbolica e significativa con una benedizione finale su tutta la città.
La Pasqua, soprattutto in un momento così difficile, deve permeare un clima di pace e proprio per questo, di fronte alle perplessità di alcuni, abbiamo, tranquillamente, deciso di annullarla, per non turbare gli animi di tutti. Ci dispiace, quindi, informare che la simbolica processione del Venerdì Santo, nei crismi della sicurezza, è stata annullata".
GS
Conclusa nei giorni scorsi, a Fiuminata, la consegna delle mascherine ai cittadini. Si tratta di dispositivi che sono stati acquistati dal Comune, con fondi propri, da un'azienda che ha convertito la propria produzione e che possono essere riutilizzati dopo il lavaggio e la sanificazione. Della distribuzione si sono occupati i volontari del gruppo comunale di Protezione Civile partendo prima dalle frazioni e poi concludendo con il capoluogo. "L'invito - fa sapere l'assessore Marco Grandoni - è quello ad utilizzare le mascherine quando ci si reca nei luoghi più affollati come ad esempio al supermercato o alle Poste. Con l'occasione vogliamo ringraziare i volontari che in questo periodo ci sta dando una grande mano, stanno supportando la cittadinanza in maniera encomiabile".
g.g.
g.g.
Cancellato dai radar della gestione dell'emendamento epidemiologica l'ospedale di San Severino. Una dimenticanza? Oppure una risposta alle denunce in merito a ciò che non andava? Chi lo sa, sta di fatto che prima era stato individuato come unico presidio no-Covid della provincia, vi sono stati trasferiti tanti pazienti e due dei quali da Civitanova e risultati persino positivi, un medico e un altro operatore sono stati contagiati, sono stati promessi tamponi su tutto il personale mai fatti e ora?
“L’ospedale è sparito dalla cartina geopolitica della Regione - denuncia il primo cittadino -. Adesso qualcuno dovrà darmi una spiegazione”.
Piermattei si affida a una nota per “denunciare i contenuti di ben due Delibere regionali, la 272 del 9 marzo e la 320 del 12 marzo. A distanza di pochi giorni, ma con la stessa disattenzione - spiega - si è messo mano al Piano regionale per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il risultato? Come sempre un disastro. Il responsabile del procedimento prima, e i firmatari poi, ammesso che abbiano compreso cosa stavano avallando, hanno dato il via libera a quella che doveva essere, almeno sulla carta, una risposta all’emergenza pandemica".
Invece, nero su bianco, la Regione trasforma tutti gli ospedali distinguendoli in Covid-Hospital e in strutture No-Covid dimenticano il “Bartolomeo Eustachio”. "Il nostro nosocomio scompare da ogni mappa e da ogni riorganizzazione. Credo che qualcuno dovrebbe far pace con sé stesso. Dalla Regione, dalla direzione dell’Asur Marche, dalla direzione dell’Area Vasta 3, continuo a ricevere risposte alle mie incalzanti domande quotidiane in cui leggo che l’ospedale civile cittadino è un No-Covid Hospital ma nel Piano regionale per la gestione dell’emergenza epidemiologica, e in particolare nella Delibera 320, lo stesso ospedale non trova né dignità né ruolo.
L’atteggiamento di questi signori - prosegue il sindaco Piermattei - offende e preoccupa visto che le nostre comunità stanno pagando un prezzo altissimo. Abbiamo medici e infermieri che si sono ammalati di Covid-19 e che oggi sono costretti a letto dopo aver prestato servizio oltre le proprie forze in corsia". Anche il sindaco, come noi, si chiede se si tratti di una dimenticanza o di una scelta ben precisa che si temeva da tempo, cioè "cancellare il nostro ospedale dalla lista degli ospedali delle Marche.
Eppure del “Bartolomeo Eustachio” ci si ricorda quando serve trasferire pazienti da altre strutture. Proprio come è successo due settimane fa quando sono giunti da Civitanova sei positivi riportati indietro solo dopo aver provocato un focolaio tra i sanitari. Nessuno si è preoccupato, prima di fare tutto questo, di attivare un triage all’ingresso del Punto di primo intervento. Nessuno si preoccupa di fornire risposta alla richiesta di riattivare il Pronto Soccorso che andrebbe a servire non solo la nostra città ma tutta la Val Potenza e gran parte dell’entroterra visto che ci sono comunità che ormai hanno un ospedale a 70 chilometri di distanza. La direzione Asur si è ricordata di noi, eppure, quando ci ha comunicato che il nostro presidio sarebbe stato No-Covid19 per trasferirvi tutti i malati di Medicina e Cardiologia da Camerino, Macerata, Civitanova ed, eventualmente, da altri centri. E’ stato compiuto un atto che non si poteva compiere? O ci si è resi protagonisti dell’ennesima gaffe in sanità? Attendo, fiduciosa, risposta”.
g.g.
“L’ospedale è sparito dalla cartina geopolitica della Regione - denuncia il primo cittadino -. Adesso qualcuno dovrà darmi una spiegazione”.
Piermattei si affida a una nota per “denunciare i contenuti di ben due Delibere regionali, la 272 del 9 marzo e la 320 del 12 marzo. A distanza di pochi giorni, ma con la stessa disattenzione - spiega - si è messo mano al Piano regionale per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il risultato? Come sempre un disastro. Il responsabile del procedimento prima, e i firmatari poi, ammesso che abbiano compreso cosa stavano avallando, hanno dato il via libera a quella che doveva essere, almeno sulla carta, una risposta all’emergenza pandemica".
Invece, nero su bianco, la Regione trasforma tutti gli ospedali distinguendoli in Covid-Hospital e in strutture No-Covid dimenticano il “Bartolomeo Eustachio”. "Il nostro nosocomio scompare da ogni mappa e da ogni riorganizzazione. Credo che qualcuno dovrebbe far pace con sé stesso. Dalla Regione, dalla direzione dell’Asur Marche, dalla direzione dell’Area Vasta 3, continuo a ricevere risposte alle mie incalzanti domande quotidiane in cui leggo che l’ospedale civile cittadino è un No-Covid Hospital ma nel Piano regionale per la gestione dell’emergenza epidemiologica, e in particolare nella Delibera 320, lo stesso ospedale non trova né dignità né ruolo.
L’atteggiamento di questi signori - prosegue il sindaco Piermattei - offende e preoccupa visto che le nostre comunità stanno pagando un prezzo altissimo. Abbiamo medici e infermieri che si sono ammalati di Covid-19 e che oggi sono costretti a letto dopo aver prestato servizio oltre le proprie forze in corsia". Anche il sindaco, come noi, si chiede se si tratti di una dimenticanza o di una scelta ben precisa che si temeva da tempo, cioè "cancellare il nostro ospedale dalla lista degli ospedali delle Marche.
Eppure del “Bartolomeo Eustachio” ci si ricorda quando serve trasferire pazienti da altre strutture. Proprio come è successo due settimane fa quando sono giunti da Civitanova sei positivi riportati indietro solo dopo aver provocato un focolaio tra i sanitari. Nessuno si è preoccupato, prima di fare tutto questo, di attivare un triage all’ingresso del Punto di primo intervento. Nessuno si preoccupa di fornire risposta alla richiesta di riattivare il Pronto Soccorso che andrebbe a servire non solo la nostra città ma tutta la Val Potenza e gran parte dell’entroterra visto che ci sono comunità che ormai hanno un ospedale a 70 chilometri di distanza. La direzione Asur si è ricordata di noi, eppure, quando ci ha comunicato che il nostro presidio sarebbe stato No-Covid19 per trasferirvi tutti i malati di Medicina e Cardiologia da Camerino, Macerata, Civitanova ed, eventualmente, da altri centri. E’ stato compiuto un atto che non si poteva compiere? O ci si è resi protagonisti dell’ennesima gaffe in sanità? Attendo, fiduciosa, risposta”.
g.g.
Il grido di dolore di Gesù sulla croce risuona in questo Venerdì Santo particolare contrassegnato da una popolazione alle prese con la pandemia del Covid 19. Da tutte le parti del mondo si alza verso il cielo all'unisono una voce: "Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?". Un grido se possibile ancora più carico di dolore quello dei terremotati che, ancora alle prese con le ferite del sisma, vedono affievolirsi nel loro isolamento le speranze di futuro.
"Paura e angoscia sono i sentimenti più provati in questo periodo – dichiara l'arcivescovo di Camerino - San Severino Marche Francesco Massara - È un secondo terremoto. La popolazione si sta aggrappando alla fede per trovare forza e coraggio. Tanta gente sta mettendo nelle mani di Dio la propria sofferenza, le malattie, il non poter vedere i loro cari malati, non accompagnare i loro defunti nell’ultimo viaggio. Ma c'è anche tanta generosità e operosità di medici e sanitari all’ospedale Covid di Camerino. Siamo provati ma ci rialzeremo di nuovo, risorgeremo”.
L’appello dell’arcivescovo è quello di “non restare sul Calvario” di “non avere paura”. “Esorto tutti a coltivare semi speranza con gesti di solidarietà, di ascolto e di condivisione. Anche una semplice telefonata può portare molto sollievo. La croce del sisma, che ora si ripete più forte con la pandemia, ci porterà alla Pasqua di Resurrezione”. Non manca monsignor Massara di ringraziare i sacerdoti “che sono sempre stati vicini alla popolazione senza mai abbandonarla. Abbiamo avuto un terremoto strutturale, uno interiore e un terremoto delle promesse non mantenute, ma davanti a tutto ciò la fede ci ha dato il coraggio di andare avanti con speranza".
f.u.
"Paura e angoscia sono i sentimenti più provati in questo periodo – dichiara l'arcivescovo di Camerino - San Severino Marche Francesco Massara - È un secondo terremoto. La popolazione si sta aggrappando alla fede per trovare forza e coraggio. Tanta gente sta mettendo nelle mani di Dio la propria sofferenza, le malattie, il non poter vedere i loro cari malati, non accompagnare i loro defunti nell’ultimo viaggio. Ma c'è anche tanta generosità e operosità di medici e sanitari all’ospedale Covid di Camerino. Siamo provati ma ci rialzeremo di nuovo, risorgeremo”.
L’appello dell’arcivescovo è quello di “non restare sul Calvario” di “non avere paura”. “Esorto tutti a coltivare semi speranza con gesti di solidarietà, di ascolto e di condivisione. Anche una semplice telefonata può portare molto sollievo. La croce del sisma, che ora si ripete più forte con la pandemia, ci porterà alla Pasqua di Resurrezione”. Non manca monsignor Massara di ringraziare i sacerdoti “che sono sempre stati vicini alla popolazione senza mai abbandonarla. Abbiamo avuto un terremoto strutturale, uno interiore e un terremoto delle promesse non mantenute, ma davanti a tutto ciò la fede ci ha dato il coraggio di andare avanti con speranza".
f.u.
La didattica a distanza è stata al centro di numerosi dibattiti, anche politici. Se alcune scuole erano già pronte ad affrontare un periodo di studio in via telematica, infatti, altre hanno fatto più fatica.
A spiegare l'organizzazione dell'istituto comprensivo Vincenzo Tortoreto di San Ginesio, uno dei primi ad aver attivato la didattica via web, è la dirigente Grazia Maria Cecconi.
Come si è organizzato il suo istituto dall’inizio dell’emergenza, tenendo in considerazione le varie fasce di età?
Il nostro istituto si è attivato immediatamente, i primi a partire (già dal 9 marzo) con la didattica on line sono stati gli studenti della scuola secondaria di primo grado, tramite Skype. La settimana successiva è partita anche per la scuola primaria, tramite la piattaforma Meet (Google Suite) e per i bambini della scuola dell’infanzia. Successivamente anche la scuola secondaria ha iniziato ad usare la piattaforma g.suite- meet. I ragazzi e le famiglie non sono stati mai lasciati soli e hanno sperimentato sin dall’inizio il valore della vicinanza. Sul sito dell’istituto sono stati pubblicati gli orari di svolgimento delle lezioni on line, le istruzioni per l’uso delle piattaforme e l’informativa sulla privacy.
Come reputa l’apprendimento a distanza?
È sicuramente una sfida per il mondo della scuola, impone un ripensamento della didattica, un capovolgimento dei paradigmi tradizionali ed apre scenari completamente nuovi. I docenti sono stati costretti a riprogettare, a ripensare le pratiche quotidiane, così tanto consolidate e stereotipate. Ho detto sin dall’inizio che avrebbero dovuto fare di necessità virtù. Li ho invitati a focalizzarsi su quello che è veramente essenziale e irrinunciabile, significativo e inclusivo. Stiamo cercando di lavorare su compiti di realtà e unità di apprendimento per sviluppare le competenze di cittadinanza.
Quali lacune sono emerse e dove si può migliorare?
Alcuni docenti hanno pensato che si potessero trasferire le modalità in presenza con quelle a distanza. Si sono presto accorti che andava ripensato anche il modo di relazionarsi con gli studenti, che era necessario valorizzare l’empatia, la condivisione, la collaborazione. Si può sicuramente migliorare l’approccio comunicativo, si deve puntare ad innovare la didattica, è una grande occasione.
Quali sono stati i principali fattori di disagio raccolti in questo periodo da insegnanti e famiglie? Tutti allineati alle stesse condizioni?
Alcune famiglie hanno avuto all’inizio problemi di connessione, non perchè non avessero wifi ma perchè la linea non era abbastanza potente. Quasi tutti si sono attivati per potenziare la linea domestica. La scuola si è resa disponibile ad aiutare le famiglie in difficoltà. Dal 9 di aprile ci è stato asseganto un assistente tecnico che può supportare gli utenti, tramite servizio di consulenza. Chi non aveva computer ha potuto ricevere in comodato d’uso quelli della scuola.
A suo avviso, gli studenti più grandi hanno appreso la gravità dell’emergenza?
Per gli studenti della secondaria di primo grado all’inizio è stata una vacanza, poi sono stati consapevoli dell’emergenza e della drammaticità del momento. Lavorano quasi tutti con molto impegno e senso di responsabilità. Ad oggi hanno tutti i computer (un ragazzo era rimasto senza, ho mandato il vigile urbano a consegnarglielo a casa).
Quali sono le sue previsioni? Gli studenti potranno ritornare a scuola a metà maggio o a metà settembre?
Non credo che si possa tornare alla normalità a breve. Il momento in cui la curva scende potrebbe coincidere con l’abbassamento dei livelli di attenzione e potrebbe essere l’inizio di una nuova ondata di contagi. Per questo ho voluto dare stabilità alla didattica a distanza, sto investendo fondi ed energie sulla formazione dei docenti, proprio perchè il periodo potrebbe prolungarsi e perchè vorrei facessimo tesoro di quello che abbiamo dovuto apprendere.
L’esame di terza media come si svolgerà?
C'è una data che dovrebbe fare da spartiacque, il 18 maggio. Se si dovesse rientrare prima (ma ho dei dubbi) l’esame dovrebbe svolgersi in modalità semplificate eliminando qualche prova e cambiando il metodo di assenazione del voto finale. Se non si dovesse tornare a scuola prima del 18 maggio, il consiglio di classe dovrebbe valutare il candidato tenendo conto anche di un elaborato presentato dallo studente.Attendiamo comunque la nota del ministero e le linee guida che speriamo possano fare una maggiore chiarezza.
Il vostro, come tanti altri dell'entroterra, è un istituto sano, cosa chiederebbe al Ministro Azzolina per il futuro?
Il Ministero ha fatto abbastanza, abbiamo ottenuto un finanziamento che ci permetterà di acquistare circa 15 nuovi pc, di potenziare la rete e far lavorare da remoto anche l’ufficio di segreteria. Chiederei al Ministro di non far morire i piccoli istituti perchè sono cuori pulsanti, realtà operose che sanno porsi a diretto contatto con l’utenza, rinnovandosi e aprendosi continuamenti al territorio di appartenenza e all’esterno.
Cosa pensa possa insegnare il periodo che stiamo vivendo ai suoi insegnanti e alunni?
La precarietà della vita. A volte penso che questa pandemia sia l’urlo della terra, l’ultimo implorante grido di aiuto. Forse ci dovevamo fermare e cercare di capire cosa conta davvero, quali sono i limiti dell’uomo e della scienza. Forse abbiamo capito quanto sia grande e bella la normale quotidianità e quanto ci manchi ora quella semplice routine, che a volte ci tediava. Anche i ragazzi hanno capito che la tecnologia è una grande opportunitàe che forse non riusciremo più a separarcene, ma hanno anche capito quanto sia importante la scuola in presenza, quanto siano costruttive e feconde le relazioni con compagni e insegnanti, quanto sia variegato e affascinante quel mondo fatto di mille sfaccettature e quante opportunità possa offrire.
Che augurio manda a tutti i suoi studenti?
Auguro a tutti di essere all’altezza di questa sfida epocale, di cavalcare il cambiamento senza farsi travolgere, di diventare costruttori di una trasformazione che ci permetterà di ricominciare, più forti, più consapevoli e più orgogliosi di prima.
A spiegare l'organizzazione dell'istituto comprensivo Vincenzo Tortoreto di San Ginesio, uno dei primi ad aver attivato la didattica via web, è la dirigente Grazia Maria Cecconi.
Come si è organizzato il suo istituto dall’inizio dell’emergenza, tenendo in considerazione le varie fasce di età?
Il nostro istituto si è attivato immediatamente, i primi a partire (già dal 9 marzo) con la didattica on line sono stati gli studenti della scuola secondaria di primo grado, tramite Skype. La settimana successiva è partita anche per la scuola primaria, tramite la piattaforma Meet (Google Suite) e per i bambini della scuola dell’infanzia. Successivamente anche la scuola secondaria ha iniziato ad usare la piattaforma g.suite- meet. I ragazzi e le famiglie non sono stati mai lasciati soli e hanno sperimentato sin dall’inizio il valore della vicinanza. Sul sito dell’istituto sono stati pubblicati gli orari di svolgimento delle lezioni on line, le istruzioni per l’uso delle piattaforme e l’informativa sulla privacy.
Come reputa l’apprendimento a distanza?
È sicuramente una sfida per il mondo della scuola, impone un ripensamento della didattica, un capovolgimento dei paradigmi tradizionali ed apre scenari completamente nuovi. I docenti sono stati costretti a riprogettare, a ripensare le pratiche quotidiane, così tanto consolidate e stereotipate. Ho detto sin dall’inizio che avrebbero dovuto fare di necessità virtù. Li ho invitati a focalizzarsi su quello che è veramente essenziale e irrinunciabile, significativo e inclusivo. Stiamo cercando di lavorare su compiti di realtà e unità di apprendimento per sviluppare le competenze di cittadinanza.
Quali lacune sono emerse e dove si può migliorare?
Alcuni docenti hanno pensato che si potessero trasferire le modalità in presenza con quelle a distanza. Si sono presto accorti che andava ripensato anche il modo di relazionarsi con gli studenti, che era necessario valorizzare l’empatia, la condivisione, la collaborazione. Si può sicuramente migliorare l’approccio comunicativo, si deve puntare ad innovare la didattica, è una grande occasione.
Quali sono stati i principali fattori di disagio raccolti in questo periodo da insegnanti e famiglie? Tutti allineati alle stesse condizioni?
Alcune famiglie hanno avuto all’inizio problemi di connessione, non perchè non avessero wifi ma perchè la linea non era abbastanza potente. Quasi tutti si sono attivati per potenziare la linea domestica. La scuola si è resa disponibile ad aiutare le famiglie in difficoltà. Dal 9 di aprile ci è stato asseganto un assistente tecnico che può supportare gli utenti, tramite servizio di consulenza. Chi non aveva computer ha potuto ricevere in comodato d’uso quelli della scuola.
A suo avviso, gli studenti più grandi hanno appreso la gravità dell’emergenza?
Per gli studenti della secondaria di primo grado all’inizio è stata una vacanza, poi sono stati consapevoli dell’emergenza e della drammaticità del momento. Lavorano quasi tutti con molto impegno e senso di responsabilità. Ad oggi hanno tutti i computer (un ragazzo era rimasto senza, ho mandato il vigile urbano a consegnarglielo a casa).
Quali sono le sue previsioni? Gli studenti potranno ritornare a scuola a metà maggio o a metà settembre?
Non credo che si possa tornare alla normalità a breve. Il momento in cui la curva scende potrebbe coincidere con l’abbassamento dei livelli di attenzione e potrebbe essere l’inizio di una nuova ondata di contagi. Per questo ho voluto dare stabilità alla didattica a distanza, sto investendo fondi ed energie sulla formazione dei docenti, proprio perchè il periodo potrebbe prolungarsi e perchè vorrei facessimo tesoro di quello che abbiamo dovuto apprendere.
L’esame di terza media come si svolgerà?
C'è una data che dovrebbe fare da spartiacque, il 18 maggio. Se si dovesse rientrare prima (ma ho dei dubbi) l’esame dovrebbe svolgersi in modalità semplificate eliminando qualche prova e cambiando il metodo di assenazione del voto finale. Se non si dovesse tornare a scuola prima del 18 maggio, il consiglio di classe dovrebbe valutare il candidato tenendo conto anche di un elaborato presentato dallo studente.Attendiamo comunque la nota del ministero e le linee guida che speriamo possano fare una maggiore chiarezza.
Il vostro, come tanti altri dell'entroterra, è un istituto sano, cosa chiederebbe al Ministro Azzolina per il futuro?
Il Ministero ha fatto abbastanza, abbiamo ottenuto un finanziamento che ci permetterà di acquistare circa 15 nuovi pc, di potenziare la rete e far lavorare da remoto anche l’ufficio di segreteria. Chiederei al Ministro di non far morire i piccoli istituti perchè sono cuori pulsanti, realtà operose che sanno porsi a diretto contatto con l’utenza, rinnovandosi e aprendosi continuamenti al territorio di appartenenza e all’esterno.
Cosa pensa possa insegnare il periodo che stiamo vivendo ai suoi insegnanti e alunni?
La precarietà della vita. A volte penso che questa pandemia sia l’urlo della terra, l’ultimo implorante grido di aiuto. Forse ci dovevamo fermare e cercare di capire cosa conta davvero, quali sono i limiti dell’uomo e della scienza. Forse abbiamo capito quanto sia grande e bella la normale quotidianità e quanto ci manchi ora quella semplice routine, che a volte ci tediava. Anche i ragazzi hanno capito che la tecnologia è una grande opportunitàe che forse non riusciremo più a separarcene, ma hanno anche capito quanto sia importante la scuola in presenza, quanto siano costruttive e feconde le relazioni con compagni e insegnanti, quanto sia variegato e affascinante quel mondo fatto di mille sfaccettature e quante opportunità possa offrire.
Che augurio manda a tutti i suoi studenti?
Auguro a tutti di essere all’altezza di questa sfida epocale, di cavalcare il cambiamento senza farsi travolgere, di diventare costruttori di una trasformazione che ci permetterà di ricominciare, più forti, più consapevoli e più orgogliosi di prima.
GS
Un kit di dispositivi di protezione per i medici di base e le guardie mediche.
È l'iniziativa dell'unione Montana dei Monti Azzurri, insieme ai Comuni che ne fanno parte.
Capofila del progetto è stato il Comune di Sarnano che, con la protezione civile cittadina, ha cominicato oggi a distribuire il materiale: "È stata presa la decisione di dare supporto ai nostri medici di base - dice il sindaco, Luca Piergenitli - , fondamentali per il nostro territorio. Abbiamo creato dei kit con 10 mascherine monouso, 10 paia di guanti monouso, tre camici completi e delle salviettine disinfettanti.
Saranno consegnati ad ogni medico di base del territorio e alle quattro guardie mediche di Penna San Giovanni, Sarnano, Passo San Ginesio e Caldarola. Il mio Comune è capofila del progetto e la protezione civile sta già effettuando le consegne.
Ci tengo a precisare - spiega il sindaco - che le mascherine sono state donate dall'azienda sarnanese, Vallesi, mentre la ferramenta Perogio ha donato guanti e salviettine. I camici sono stati acquistati dal presidente dell'unione Montana, Giampiero Feliciotti.
L'obiettivo - conclude - è quello di dare aiuto ai nostri medici di base fondamentali per il territorio in questa emergenza".
GS

È l'iniziativa dell'unione Montana dei Monti Azzurri, insieme ai Comuni che ne fanno parte.
Capofila del progetto è stato il Comune di Sarnano che, con la protezione civile cittadina, ha cominicato oggi a distribuire il materiale: "È stata presa la decisione di dare supporto ai nostri medici di base - dice il sindaco, Luca Piergenitli - , fondamentali per il nostro territorio. Abbiamo creato dei kit con 10 mascherine monouso, 10 paia di guanti monouso, tre camici completi e delle salviettine disinfettanti.
Saranno consegnati ad ogni medico di base del territorio e alle quattro guardie mediche di Penna San Giovanni, Sarnano, Passo San Ginesio e Caldarola. Il mio Comune è capofila del progetto e la protezione civile sta già effettuando le consegne.
Ci tengo a precisare - spiega il sindaco - che le mascherine sono state donate dall'azienda sarnanese, Vallesi, mentre la ferramenta Perogio ha donato guanti e salviettine. I camici sono stati acquistati dal presidente dell'unione Montana, Giampiero Feliciotti.
L'obiettivo - conclude - è quello di dare aiuto ai nostri medici di base fondamentali per il territorio in questa emergenza".
GS

Non aveva sospeso la propria attività di produzione di capi di abbigliamento. Disposta dal Prefetto la chiusura per 30 giorni di una azienda settempedana. A scovare l'imprenditore furbetto è stata la guardia di finanza della tenenza di Camerino. Due giorni fa i militari hanno controllato due extracomunitari, marito e moglie, a bordo di un’auto, esibendo una autodichiarazione con cui specificavano di far ritorno a casa dopo un turno lavorativo in un’azienda di San Severino che produce abbigliamento.
La circostanza ha però insospettito i militari, oltre al fatto che l'azienda non era autorizzata a rimanere aperta in forza del decreto “ferma Italia”. Gli accertamenti sono stati quindi immediatamente eseguiti nella sede dell’impresa ove il titolare ha dichiarato di aver riconvertito l’attività da confezione di abbigliamento a produzione di D.P.I. - dispositivi protezione individuale (mascherine).
E’ bastato poco ai militari per accertare che, in realtà,l’azienda stesse continuando la sua ordinaria attività di produzione di capi di abbigliamento, anche perché di mascherine prodotte non ne sono state rinvenute. Viceversa è stato accertato come nei locali aziendali fossero in produzione solo gonne e cinture.
Il rappresentante legale della società è stato sanzionato ed è stata disposta anche la chiusura provvisoria di 5 giorni dell’attività al fine di impedire la prosecuzione delle violazioni. Inoltre è stata richiesta al Prefetto di Macerata uno specifico provvedimento di chiusura dell’attività produttiva per ulteriori 25 giorni. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina.
g.g.
La circostanza ha però insospettito i militari, oltre al fatto che l'azienda non era autorizzata a rimanere aperta in forza del decreto “ferma Italia”. Gli accertamenti sono stati quindi immediatamente eseguiti nella sede dell’impresa ove il titolare ha dichiarato di aver riconvertito l’attività da confezione di abbigliamento a produzione di D.P.I. - dispositivi protezione individuale (mascherine).
E’ bastato poco ai militari per accertare che, in realtà,l’azienda stesse continuando la sua ordinaria attività di produzione di capi di abbigliamento, anche perché di mascherine prodotte non ne sono state rinvenute. Viceversa è stato accertato come nei locali aziendali fossero in produzione solo gonne e cinture.
Il rappresentante legale della società è stato sanzionato ed è stata disposta anche la chiusura provvisoria di 5 giorni dell’attività al fine di impedire la prosecuzione delle violazioni. Inoltre è stata richiesta al Prefetto di Macerata uno specifico provvedimento di chiusura dell’attività produttiva per ulteriori 25 giorni. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina.
g.g.
"E' una delle migliori strutture della zona, ho voluto ringraziarli così".
Sono queste le parole di Alessio Spurio, corrispondente di Tribuna Stadio, che ha consegnato una sua personale donazione in favore della casa di riposo di Treia.
"Vorrei fare un ringraziamento speciale - ha scritto in una lettera consegnata alla struttura - , in questo momento così drammatico che stiamo vivendo.
Io ho avuto il piacere di conoscere questa realtà dove è stata accudita mia zia per nove anni, fino a che non è venuta a mancare un anno fa all’età di 101 anni.
Il modo in cui il personale accoglie e si occupa degli ospiti è davvero impagabile. E' per questo che ringrazio il responsabile Orazio Coppe e tutti gli operatori con cura, amore e sensibilità, si prendono cura dei nostri cari, come fossero loro familiari. Così come ringrazio il Comune per l'impegno.
Un pensiero - conclude - a tutti i pazienti che sono ancora nella struttura, con cui ho condiviso tante feste organizzate.
La bella notizia è che i tamponi effettuati nella casa di riposo sono tutti negativi. La speranza è che tutto questo finisca presto".
GS
Sono queste le parole di Alessio Spurio, corrispondente di Tribuna Stadio, che ha consegnato una sua personale donazione in favore della casa di riposo di Treia.
"Vorrei fare un ringraziamento speciale - ha scritto in una lettera consegnata alla struttura - , in questo momento così drammatico che stiamo vivendo.
Io ho avuto il piacere di conoscere questa realtà dove è stata accudita mia zia per nove anni, fino a che non è venuta a mancare un anno fa all’età di 101 anni.
Il modo in cui il personale accoglie e si occupa degli ospiti è davvero impagabile. E' per questo che ringrazio il responsabile Orazio Coppe e tutti gli operatori con cura, amore e sensibilità, si prendono cura dei nostri cari, come fossero loro familiari. Così come ringrazio il Comune per l'impegno.
Un pensiero - conclude - a tutti i pazienti che sono ancora nella struttura, con cui ho condiviso tante feste organizzate.
La bella notizia è che i tamponi effettuati nella casa di riposo sono tutti negativi. La speranza è che tutto questo finisca presto".
GS
