Radioc1inBlu
Hanno minacciato una giovane donna residente in un comune costiero: se non avesse consegnato 5mila euro, l’avrebbero danneggiata sia sul piano della sua immagine pubblica sia sul piano fisico.
A finire nei guai 3 persone: un 33enne incensurato di San Severino insieme ad altri 2 complici, un 46enne della provincia di Fermo (con alle spalle una condanna per guida in stato d’ebbrezza) e un 59enne incensurato, di origini romane ma residente da tempo nel fermano, tutti accusati di estorsione in concorso.
Per i 3 soggetti sono scattate le manette: l’ideatore dell’estorsione è stato portato al carcere di Ancona Montacuto mentre gli altri 2 sono stati posti agli arresti domiciliari.
Cinque giorni fa, la ragazza si era decisa a sporgere denuncia a seguito delle ripetute minacce ricevute dal 33enne che, attraverso messaggi whatsapp e via mail le aveva detto che se non avesse pagato la somma di 5mila euro avrebbe subito gravi ripercussioni.
I militari della Compagnia di Civitanova hanno svolto delle indagini con il coordinamento del sostituto procuratore Enrico Barbieri e il Procuratore Giovanni Giorgio. È stato organizzato l’incontro per la consegna dei soldi a Macerata: la borsa conteneva banconote contrassegnate in precedenza, e i militari si sono messi in osservazione riuscendo poi a bloccare nell’immediatezza il 59enne incaricato al ritiro e il complice 46enne che fungeva da “palo”.
Poco dopo, è stato fermato l’organizzatore dell’estorsione che è stato notato dai militari alla guida del proprio SUV, mentre presidiava a distanza l’area verificando l’operato dei suoi due complici.
E’ stato accertato che gli autori del fatto avevano realizzato un abile e strumentale foto-montaggio per intimidire la donna.
Due dei tre arrestati hanno fornito spontaneamente le notizie in loro possesso, mentre il presunto ideatore del progetto estorsivo ha preferito rimanere in silenzio, anche durante l’interrogatorio effettuato a tarda notte. Sono in corso indagini per accertare se qualcuno degli arrestati abbia posto di recente in atto analoghe condotte minatorie in danno di altre giovani ragazze.
g.g.
A finire nei guai 3 persone: un 33enne incensurato di San Severino insieme ad altri 2 complici, un 46enne della provincia di Fermo (con alle spalle una condanna per guida in stato d’ebbrezza) e un 59enne incensurato, di origini romane ma residente da tempo nel fermano, tutti accusati di estorsione in concorso.
Per i 3 soggetti sono scattate le manette: l’ideatore dell’estorsione è stato portato al carcere di Ancona Montacuto mentre gli altri 2 sono stati posti agli arresti domiciliari.
Cinque giorni fa, la ragazza si era decisa a sporgere denuncia a seguito delle ripetute minacce ricevute dal 33enne che, attraverso messaggi whatsapp e via mail le aveva detto che se non avesse pagato la somma di 5mila euro avrebbe subito gravi ripercussioni.
I militari della Compagnia di Civitanova hanno svolto delle indagini con il coordinamento del sostituto procuratore Enrico Barbieri e il Procuratore Giovanni Giorgio. È stato organizzato l’incontro per la consegna dei soldi a Macerata: la borsa conteneva banconote contrassegnate in precedenza, e i militari si sono messi in osservazione riuscendo poi a bloccare nell’immediatezza il 59enne incaricato al ritiro e il complice 46enne che fungeva da “palo”.
Poco dopo, è stato fermato l’organizzatore dell’estorsione che è stato notato dai militari alla guida del proprio SUV, mentre presidiava a distanza l’area verificando l’operato dei suoi due complici.
E’ stato accertato che gli autori del fatto avevano realizzato un abile e strumentale foto-montaggio per intimidire la donna.
Due dei tre arrestati hanno fornito spontaneamente le notizie in loro possesso, mentre il presunto ideatore del progetto estorsivo ha preferito rimanere in silenzio, anche durante l’interrogatorio effettuato a tarda notte. Sono in corso indagini per accertare se qualcuno degli arrestati abbia posto di recente in atto analoghe condotte minatorie in danno di altre giovani ragazze.
g.g.
Semplificazioni nelle procedure della ricostruzione, una nuova viabilità e il piano dell’emergenza nel primo consiglio comunale che si è svolto a Valfornace dopo la chiusura determinata dall’emergenza Covid. “Finalmente siamo riusciti ad approvare la variante alle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore, riuscendo soprattutto ad eliminare i Piani Attuativi e di recupero per gli edifici delle ex frazioni di Pievebovigliana. Con questo riusciamo anche a garantire la demolizione e la ricostruzione per gli edifici gravemente danneggiati dal sisma. Un aspetto fondamentale per poter accelerare la ricostruzione”. Aggiornato, inoltre, il Piano Triennale delle opere pubbliche, che prevede tra l’altro la realizzazione della viabilità alternativa in località Fiano per un importo complessivo di 108.255,00 euro già finanziato dalla Protezione Civile. “Un intervento – prosegue il primo cittadino - che doveva essere effettuato già all’indomani della crisi sismica iniziata nell’agosto 2016, così come nell’analogo lavoro fatto in località Nemi, ma che si è finalmente concretizzato solo oggi”. Infine il consiglio comunale ha redatto il Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile, sintetizzando i precedenti piani vigenti nei territori degli ex comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte ed adeguandolo alle attuali disposizioni.
f.u.
f.u.
Domani, mercoledì 27 maggio alle ore 17, nella Chiesa del Seminario di Camerino il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e Mons. Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, firmeranno l’Accordo tra la Regione Marche e l’Arcidiocesi per la realizzazione del “Nuovo museo diocesano presso il Palazzo vescovile di San Severino Marche”. Sarà presente anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti. Nel corso della conferenza stampa verranno illustrati i contenuti dell’intesa.
Il complesso architettonico di oltre 2000 metri quadrati disposti su cinque livelli, oggetto di risanamento conservativo e miglioramento sismico dopo il terremoto del 1997, non ha infatti subito danni significativi dal sisma del 2016 e si presenta come sede ideale per allestire spazi funzionali nel rispetto dei criteri tecnico scientifici e degli standard museali.
C.C.
Il complesso architettonico di oltre 2000 metri quadrati disposti su cinque livelli, oggetto di risanamento conservativo e miglioramento sismico dopo il terremoto del 1997, non ha infatti subito danni significativi dal sisma del 2016 e si presenta come sede ideale per allestire spazi funzionali nel rispetto dei criteri tecnico scientifici e degli standard museali.
C.C.
Da Pieve Torina un messaggio rassicurante: “Contagi zero e test sierologici a disposizione per tutta la cittadinanza”. E' quanto afferma il sindaco Alessandro Gentilucci, dopo la fase acuta della pandemia da coronavirus che ha investito tutto il mondo e che ancora sta mietendo vittime.
“È stata una operazione di contenimento certosina e puntuale quella che abbiamo messo in campo in queste settimane” sottolinea Gentilucci- Era fondamentale assicurare alla comunità, già ampiamente provata dal sisma, la sua tenuta sociale, senza allarmismi e paure. Tutta la macchina comunale, la protezione civile, il medico di base, hanno dato il massimo perché si raggiungesse questo obiettivo. L’importante è continuare a mantenere alta l’attenzione, lavorare perché il senso di sicurezza sia percepito come un valore per tutti: nonostante le cautele può capitare, purtroppo, di ammalarsi, ma bisogna ricordare che questa malattia non è una colpa, è una triste evenienza che va controllata, curata ed affrontata con senso di responsabilità da parte di ognuno di noi. Anche perché la vita va avanti, ed è necessario recuperare un senso di normalità. Non ci siamo mai fermati, al di là del blocco delle attività previsto dal lockdown - continua Gentilucci - e proprio nelle prossime settimane inaugureremo altri 4 appartamenti di proprietà comunale da destinare ad altrettante famiglie, un segno di speranza e fiducia nel futuro del nostro paese.
Tutto questo però mantenendo una efficace struttura di monitoraggio del covid19 perché “ad oggi, siamo in grado di testare tutta la nostra popolazione. Ricordo che - conclude il sindaco - siamo stati tra i primi a dotarci, a livello regionale, di questi strumenti per la verifica del contagio, proprio per articolare al meglio una difesa ed un contenimento dell’epidemia”.
c.c.
“È stata una operazione di contenimento certosina e puntuale quella che abbiamo messo in campo in queste settimane” sottolinea Gentilucci- Era fondamentale assicurare alla comunità, già ampiamente provata dal sisma, la sua tenuta sociale, senza allarmismi e paure. Tutta la macchina comunale, la protezione civile, il medico di base, hanno dato il massimo perché si raggiungesse questo obiettivo. L’importante è continuare a mantenere alta l’attenzione, lavorare perché il senso di sicurezza sia percepito come un valore per tutti: nonostante le cautele può capitare, purtroppo, di ammalarsi, ma bisogna ricordare che questa malattia non è una colpa, è una triste evenienza che va controllata, curata ed affrontata con senso di responsabilità da parte di ognuno di noi. Anche perché la vita va avanti, ed è necessario recuperare un senso di normalità. Non ci siamo mai fermati, al di là del blocco delle attività previsto dal lockdown - continua Gentilucci - e proprio nelle prossime settimane inaugureremo altri 4 appartamenti di proprietà comunale da destinare ad altrettante famiglie, un segno di speranza e fiducia nel futuro del nostro paese.
Tutto questo però mantenendo una efficace struttura di monitoraggio del covid19 perché “ad oggi, siamo in grado di testare tutta la nostra popolazione. Ricordo che - conclude il sindaco - siamo stati tra i primi a dotarci, a livello regionale, di questi strumenti per la verifica del contagio, proprio per articolare al meglio una difesa ed un contenimento dell’epidemia”.
c.c.
Dal '98 tante battaglie vinte e, per il futuro altre se ne prospettano, tra cui quella per un ambiente più pulito, sano e meno inquinato, "perché il Covid si propaga più facilmente laddove c'è più inquinamento".
Tante soddisfazioni quelle di cui parla Paolo Gobbi, presidente del circolo settempedano "Il Grillo", di Legambiente. Quest'anno l'associazione nazionale compie 40 anni e, benché il circolo locale sia un po' più "giovane", ecco il bilancio di 22 anni di attività in cui i presidenti che si sono succeduti sono Egidio Pacella, Luca Maria Cristini, Roberto Ranciaro, Francesco Filegi e, infine, Paolo Gobbi.
"Il nostro circolo negli anni ha combattuto tante battaglie - racconta il presidente -. La più grande forse è stata nei primi anni del 2000 contro l'impianto del turbogas. Si stava progettando di realizzare un enorme impianto nella zona tra Berta e Rocchetta e siamo riusciti a fermarlo. Raccogliemmo oltre 11mila firme. Qualche anno prima invece lottammo contro l'apertura di cave nei pressi di Buca d'Aria e poi, pur non avendo portato avanti la battaglia in prima persona, abbiamo assecondato il Comitato Salva Salute contro la trasformazione del cementificio in inceneritore".
Oltre a queste grandi lotte, il circolo ha anche organizzato ogni anno, da 20 anni, l'iniziativa di Puliamo il Mondo con i bambini delle scuole elementari e delle prime medie per sensibilizzarli su tematiche importanti correlate quali ad esempio il riciclo e il riuso, e poi le iniziative volte alla pulizia dei fiumi che, proprio nel 2019, ha visto protagonista il Fosso di Elcito dove qualcuno aveva lasciato chili e chili di rifiuti pesanti.
Ma Legambiente non è solo questo, è anche attenzione all'arte e ai beni culturali. Da qualche anno non viene organizzata, ma per tantissimo tempo Il Grillo ha organizzato a San Severino l'iniziativa Salvalarte, declinando il format nazionale al patrimonio locale.
"L'edizione più importante fu quella del 2007 di cui furono protagoniste le edicole mariane sparse su tutto il territorio di San Severino. Tra queste, l'edicola di Panicali - spiega -. Era quella più rovinata e tuttora è in pericolo, specie il prezioso affresco all'interno che inizialmente era stato attribuito ai Salimbeni ma che poi la critica ritenne un'opera giovanile di Lorenzo d'Alessandro".
Un affresco importante dunque, e per questo il circolo settempedano si era mosso con l'obiettivo di salvarlo e preservarlo, dopo che don Quinto Domizi e Giampiero Donnini scrissero i primi articoli sull'argomento, nel 2000. Nello stesso anno il circolo eseguì il rilievo della chiesetta, fece un progetto e un computo metrico dei lavori e lo donò al Comune di San Severino lanciando anche una campagna di raccolta fondi di cui ne parlarono anche i giornali e la Rai. Sempre nel 2000, Il Grillo chiese il vincolo alla Sovrintendenza che arrivò due anni dopo sul solo affresco. Tutto questo, cercando di mettere d'accordo i 46 proprietari che però furono irritati da alcuni episodi (dei sopralluoghi) accaduti in piena notte e attribuibili a soggetti che nulla c'entravano con il circolo settempedano. Nel 2002 tra l'altro si iniziò a raccogliere la cifra necessaria per sistemare l'edicola: il 50 per cento viene concesso grazie ai fondi del sisma del '97 per il corrispettivo di circa 20mila euro ma si perse il denaro per una serie di ritardi accumulati. Nel 2007 l'edizione di Salvalarte che ebbe una grande risposta mediatica. Arrivarono importanti risorse grazie ad una legge regionale (circa 10mila euro), da un noto rivenditore di auto di Civitanova (altri 10mila euro) e, il restante (15mila euro circa), dalla Fondazione Carima che giustamente chiese garanzie al Comune sulla realizzazione dei lavori. Troppo difficile però mettere d'accordo i 46 proprietari e, proroga dopo proroga, si perse anche questa possibilità benché la Sovrintendenza avrebbe potuto intervenire ai sensi degli articoli 32, 33 e 34 del decreto legislativo 42 del 2004, ovvero il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Non si sa più nulla dal 2010, anno in cui l'allora sindaco Cesare Martini inviò un telegramma alla Soprintendenza segnalando il grave stato di conservazione dell'affresco e il rischio di perdita. Non si sa nemmeno quale sia la situazione dopo il sisma del 2016. "Avevamo trovato le risorse per il restauro completo - torna a riflettere il presidente ma purtroppo abbiamo perso le risorse". Altre edizioni di Salvalarte segnalate da Gobbi riguardarono le chiese e gli organi del territorio, le grotte di Sant'Eustachio e la colombaia, e lo scultore e architetto Venanzio Bigioli, che "operò tantissimo a San Severino realizzando numerosi altari, anche a Camerino. Nel 2011 con l'Accademia di Belle Arti avevamo anche iniziato un progetto di catalogazione di tutte le opere del Bigioli ma poi ci fu il terremoto e fummo costretti a fermarci ma mi auguro che un giorno quel lavoro si possa riprendere". Il circolo non si è fermato nemmeno ora, con l'emergenza epidemiologica, facendo proprio un documento del nazionale e condividendolo con le amministrazioni locali della Vallata del Potenza arrivando fino a Camerino: "Si tratta di linee guida, o buoni propositi, da adottare che vanno dal sostenere la mobilità sostenibile alla pulizia e all'ambiente. Sembra che il virus si propaghi più facilmente dove c'è maggior inquinamento quindi servirebbe una filosofia più green. Spero anche - conclude - di veder rinascere il circolo, visto che col terremoto del 2016, i trasferimenti altrove e quant'altro, abbiamo perso qualche iscritto".
(sulla foto l'edizione 2007 di Salvalarte)
g.g.
Tante soddisfazioni quelle di cui parla Paolo Gobbi, presidente del circolo settempedano "Il Grillo", di Legambiente. Quest'anno l'associazione nazionale compie 40 anni e, benché il circolo locale sia un po' più "giovane", ecco il bilancio di 22 anni di attività in cui i presidenti che si sono succeduti sono Egidio Pacella, Luca Maria Cristini, Roberto Ranciaro, Francesco Filegi e, infine, Paolo Gobbi.
"Il nostro circolo negli anni ha combattuto tante battaglie - racconta il presidente -. La più grande forse è stata nei primi anni del 2000 contro l'impianto del turbogas. Si stava progettando di realizzare un enorme impianto nella zona tra Berta e Rocchetta e siamo riusciti a fermarlo. Raccogliemmo oltre 11mila firme. Qualche anno prima invece lottammo contro l'apertura di cave nei pressi di Buca d'Aria e poi, pur non avendo portato avanti la battaglia in prima persona, abbiamo assecondato il Comitato Salva Salute contro la trasformazione del cementificio in inceneritore".
Oltre a queste grandi lotte, il circolo ha anche organizzato ogni anno, da 20 anni, l'iniziativa di Puliamo il Mondo con i bambini delle scuole elementari e delle prime medie per sensibilizzarli su tematiche importanti correlate quali ad esempio il riciclo e il riuso, e poi le iniziative volte alla pulizia dei fiumi che, proprio nel 2019, ha visto protagonista il Fosso di Elcito dove qualcuno aveva lasciato chili e chili di rifiuti pesanti.
Ma Legambiente non è solo questo, è anche attenzione all'arte e ai beni culturali. Da qualche anno non viene organizzata, ma per tantissimo tempo Il Grillo ha organizzato a San Severino l'iniziativa Salvalarte, declinando il format nazionale al patrimonio locale.
"L'edizione più importante fu quella del 2007 di cui furono protagoniste le edicole mariane sparse su tutto il territorio di San Severino. Tra queste, l'edicola di Panicali - spiega -. Era quella più rovinata e tuttora è in pericolo, specie il prezioso affresco all'interno che inizialmente era stato attribuito ai Salimbeni ma che poi la critica ritenne un'opera giovanile di Lorenzo d'Alessandro".
Un affresco importante dunque, e per questo il circolo settempedano si era mosso con l'obiettivo di salvarlo e preservarlo, dopo che don Quinto Domizi e Giampiero Donnini scrissero i primi articoli sull'argomento, nel 2000. Nello stesso anno il circolo eseguì il rilievo della chiesetta, fece un progetto e un computo metrico dei lavori e lo donò al Comune di San Severino lanciando anche una campagna di raccolta fondi di cui ne parlarono anche i giornali e la Rai. Sempre nel 2000, Il Grillo chiese il vincolo alla Sovrintendenza che arrivò due anni dopo sul solo affresco. Tutto questo, cercando di mettere d'accordo i 46 proprietari che però furono irritati da alcuni episodi (dei sopralluoghi) accaduti in piena notte e attribuibili a soggetti che nulla c'entravano con il circolo settempedano. Nel 2002 tra l'altro si iniziò a raccogliere la cifra necessaria per sistemare l'edicola: il 50 per cento viene concesso grazie ai fondi del sisma del '97 per il corrispettivo di circa 20mila euro ma si perse il denaro per una serie di ritardi accumulati. Nel 2007 l'edizione di Salvalarte che ebbe una grande risposta mediatica. Arrivarono importanti risorse grazie ad una legge regionale (circa 10mila euro), da un noto rivenditore di auto di Civitanova (altri 10mila euro) e, il restante (15mila euro circa), dalla Fondazione Carima che giustamente chiese garanzie al Comune sulla realizzazione dei lavori. Troppo difficile però mettere d'accordo i 46 proprietari e, proroga dopo proroga, si perse anche questa possibilità benché la Sovrintendenza avrebbe potuto intervenire ai sensi degli articoli 32, 33 e 34 del decreto legislativo 42 del 2004, ovvero il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Non si sa più nulla dal 2010, anno in cui l'allora sindaco Cesare Martini inviò un telegramma alla Soprintendenza segnalando il grave stato di conservazione dell'affresco e il rischio di perdita. Non si sa nemmeno quale sia la situazione dopo il sisma del 2016. "Avevamo trovato le risorse per il restauro completo - torna a riflettere il presidente ma purtroppo abbiamo perso le risorse". Altre edizioni di Salvalarte segnalate da Gobbi riguardarono le chiese e gli organi del territorio, le grotte di Sant'Eustachio e la colombaia, e lo scultore e architetto Venanzio Bigioli, che "operò tantissimo a San Severino realizzando numerosi altari, anche a Camerino. Nel 2011 con l'Accademia di Belle Arti avevamo anche iniziato un progetto di catalogazione di tutte le opere del Bigioli ma poi ci fu il terremoto e fummo costretti a fermarci ma mi auguro che un giorno quel lavoro si possa riprendere". Il circolo non si è fermato nemmeno ora, con l'emergenza epidemiologica, facendo proprio un documento del nazionale e condividendolo con le amministrazioni locali della Vallata del Potenza arrivando fino a Camerino: "Si tratta di linee guida, o buoni propositi, da adottare che vanno dal sostenere la mobilità sostenibile alla pulizia e all'ambiente. Sembra che il virus si propaghi più facilmente dove c'è maggior inquinamento quindi servirebbe una filosofia più green. Spero anche - conclude - di veder rinascere il circolo, visto che col terremoto del 2016, i trasferimenti altrove e quant'altro, abbiamo perso qualche iscritto".
(sulla foto l'edizione 2007 di Salvalarte)
g.g.
Il 42° Pellegrinaggio Macerata-Loreto del prossimo 13 giugno sarà certamente diverso da tutti gli altri. Non sarà possibile, infatti, ritrovarsi e camminare in quel fiume di popolo che ogni anno sorprende e affascina, ma la circostanza del Coronavirus chiama ad essere ancora più pellegrini, in un modo diverso e imprevisto. Il fatto di essersi dovuti fermare tutti a causa della pandemia spinge a riflettere, come forse non capitava da tempo, su chi siamo, su come e di che cosa viviamo. Perché tutta questa sofferenza? Perché il dolore di tante persone morte lontane dai propri cari? Come affrontare il dramma della perdita del lavoro? In questo periodo queste domande ci hanno accompagnato, nel profondo di noi stessi. “La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità” (Papa Francesco, 27 marzo 2020). Davanti alla incapacità di risolvere il nostro malessere e nonostante le maschere che a volte indossiamo, provando a far finta di niente, c’è qualcosa che resiste: continuiamo a desiderare, a non accontentandoci di risposte parziali, non all’altezza della profondità del dramma. Ce lo testimonia un grande scrittore laico come Albert Camus. Dal suo Caligola era stato tratto il tema per questo pellegrinaggio: “Mi sono sentito all’improvviso un bisogno di impossibile”. Alla luce del contesto che stiamo vivendo, sentiamo ancora più urgere questo “bisogno di impossibile”. Nei giorni scorsi in tantissimi hanno scritto, da ogni parte d’Italia e del mondo, raccontando le difficoltà e le fatiche, ma anche le scoperte di umanità, l’aiuto ricevuto, la vicinanza sperimentata. Come Comitato organizzatore abbiamo pensato allora di condividere un gesto di preghiera nel Santuario di Loreto, la sera del 13 giugno alle ore 21. Le disposizioni sull’emergenza sanitaria non consentono alcun assembramento e quindi sarà possibile seguire il gesto unicamente collegandosi su TV2000 (canale 28 della televisione). Un momento di preghiera, attraverso la recita del Rosario, intervallato da canti e testimonianze, il cui momento culminante sarà la consegna di tutte le invocazioni e intenzioni ai piedi della Madonna nella Santa Casa.
f.u.
Una cospicua donazione di oltre 400 kg di prodotti alimentari da parte della catena di supermercati Superconti alla Città di Camerino. Erano presenti all’incontro anche il consigliere comunale Riccardo Pennesi e il presidente dell’associazione IoNonCrollo, Claudio Cingolani, che, insieme al Movimento giovanile Panta Rei, avevano già da tempo attivato un centro di raccolta di prodotti alimentari destinati alle persone che si sono trovate in difficoltà durante questo periodo di emergenza covid-19. Questa donazione è stata possibile grazie ai dipendenti del punto vendita Superconti di Camerino che hanno voluto regalare alcune ore di lavoro ai più bisognosi e il cui valore è stato raddoppiato dall'azienda stessa. "Questa importante donazione” - dice Claudio Cingolani – “ci permetterà di affrontare le tante richieste che ci arrivano durante i giorni di apertura della colletta alimentare, iniziativa nata per sostenere le famiglie che si trovano in difficoltà economica a causa della riduzione del lavoro per le restrizioni dovute all'emergenza sanitaria in atto".

Infatti, in collaborazione con l'amministrazione comunale è attiva a Camerino oramai da più di un mese una colletta alimentare presso la sede “InCentro” a San Domenico grazie alla collaborazione di Associazione IoNonCrollo, Movimento giovanile Panta Rei e Protezione Civile di Camerino. La sede è aperta il martedì, giovedì e sabato dalle 15.30 alle 18.30 sia per la consegna che per il ritiro di materiale.
“Un’iniziativa” -conclude il consigliere Pennesi - “che denota la grande forza e il coraggio con cui la comunità di Camerino ha risposto nuovamente ad una situazione d’emergenza, questa volta globale e senza precedenti, stringendo i denti e affrontando le difficoltà senza perdersi d’animo. Siamo abituati a non lasciare mai solo nessuno, insieme riusciremo a superare anche questo momento”.
Infatti, in collaborazione con l'amministrazione comunale è attiva a Camerino oramai da più di un mese una colletta alimentare presso la sede “InCentro” a San Domenico grazie alla collaborazione di Associazione IoNonCrollo, Movimento giovanile Panta Rei e Protezione Civile di Camerino. La sede è aperta il martedì, giovedì e sabato dalle 15.30 alle 18.30 sia per la consegna che per il ritiro di materiale.
“Un’iniziativa” -conclude il consigliere Pennesi - “che denota la grande forza e il coraggio con cui la comunità di Camerino ha risposto nuovamente ad una situazione d’emergenza, questa volta globale e senza precedenti, stringendo i denti e affrontando le difficoltà senza perdersi d’animo. Siamo abituati a non lasciare mai solo nessuno, insieme riusciremo a superare anche questo momento”.
Presentata dal Gruppo consiliare Radici al futuro una mozione per impegnare il Sindaco e la Giunta comunale di Camerino ad attivarsi per far riprendere le attività ludico-ricreative e i centri estivi per adolescenti e bambini di età superiore ai 3 anni ,bambini e adolescenti con disabilità.
Dopo che l'emergenza sanitaria ha reso necessaria la sospensione di tutte le attività educative e scolastiche con riferimento a ludoteche, oratori e centri sportivi Radici al futuro fa notare che da sempre l’amministrazione comunale è stata al fianco delle famiglie supportando le stesse con attivazione di centri estivi durante il periodo delle vacanze e impegnando anche somme che andavano ad incidere sul bilancio comunale e pertanto considerato che sono state emanate linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nelle fase 2 dell’emergenza COVID -19 e che il Comune ha a disposizione diversi luoghi dove poter svolgere in sicurezza le attività sopra elencate, i Consiglieri del gruppo consiliare Radici al Futuro impegnano il Sindaco e la giunta ad attivarsi, sin da subito, affinchè i bambini e gli adolescenti, possano riprendere quanto prima la “normalità” sempre nel rispetto del distanziamento sociale, nonchè a supportare le famiglie, stabilendo dei criteri specifici da seguire, facendosi carico dei costi di attivazione dei servizi, avvalendosi di personale specializzato, lasciando a carico delle famiglie solo le spese relative ai pasti.
C.C.
Dopo che l'emergenza sanitaria ha reso necessaria la sospensione di tutte le attività educative e scolastiche con riferimento a ludoteche, oratori e centri sportivi Radici al futuro fa notare che da sempre l’amministrazione comunale è stata al fianco delle famiglie supportando le stesse con attivazione di centri estivi durante il periodo delle vacanze e impegnando anche somme che andavano ad incidere sul bilancio comunale e pertanto considerato che sono state emanate linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nelle fase 2 dell’emergenza COVID -19 e che il Comune ha a disposizione diversi luoghi dove poter svolgere in sicurezza le attività sopra elencate, i Consiglieri del gruppo consiliare Radici al Futuro impegnano il Sindaco e la giunta ad attivarsi, sin da subito, affinchè i bambini e gli adolescenti, possano riprendere quanto prima la “normalità” sempre nel rispetto del distanziamento sociale, nonchè a supportare le famiglie, stabilendo dei criteri specifici da seguire, facendosi carico dei costi di attivazione dei servizi, avvalendosi di personale specializzato, lasciando a carico delle famiglie solo le spese relative ai pasti.
C.C.
Partiti a Camerino i lavori al teatro Filippo Marchetti. Iniziata la messa in sicurezza del tetto e di alcune delle pareti di uno dei più importanti edifici storici di Camerino, seriamente lesionato dal sisma del 2016 in alcune porzioni. In particolare, ad avere la peggio erano stati il tetto e alcuni muri portanti; un crollo parziale aveva interessato una porzione della parte antistante il palcoscenico.
Tra i primi interventi programmati lo scorso luglio, proprio quello del teatro Filippo Marchetti, ritenuto una priorità anche a causa del peggioramento della situazione.
“Abbiamo considerato fosse necessario intervenire subito – spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli - dal momento che il danno si era ulteriormente aggravato nel corso degli anni. Un primo intervento da 60mila euro fatto in precedenza, infatti, purtroppo non era stato sufficiente. Si sono verificati altri crolli, che abbiamo riscontrato in occasione di uno dei primi sopralluoghi. Così nei mesi successivi è stato effettuato un controllo della Sovrintendenza che ha confermato la necessità di ulteriori interventi. È seguito un sopralluogo dell’ufficio Beni culturali della Regione Marche dal quale abbiamo ottenuto il nullaosta per integrare il finanziamento per un ulteriore intervento da 300mila euro.
Nel giro di pochi giorni – prosegue Fanelli – nonostante l’emergenza Covid19, siamo riusciti a far partire i lavori”.
Nella foto sotto una delle pareti del Teatro

A seguire l’intero cantiere è l’ingegnere Maurizio Paulini, anche presidente dell’ordine degli ingegneri Macerata, che spiega:
“Ci sono stati diversi crolli anche a causa della pesantezza della copertura. Stiamo alleggerendo il tutto, sostituendo l’attuale copertura in coppi, con un’altra in lamiera così da evitare ulteriori infiltrazioni. Le pareti portanti esterne in alcuni casi hanno subìto dei crolli a loro volta quindi vanno riconsolidate e messe in sicurezza al fine di garantire la salvaguardia del bene. È un lavoro fatto praticamente a mano che comporta più tempo proprio per questo. Consideriamo comunque di riuscire a consegnare i lavori di messa in sicurezza per dopo l’estate”.
C.C.
Tra i primi interventi programmati lo scorso luglio, proprio quello del teatro Filippo Marchetti, ritenuto una priorità anche a causa del peggioramento della situazione.
“Abbiamo considerato fosse necessario intervenire subito – spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli - dal momento che il danno si era ulteriormente aggravato nel corso degli anni. Un primo intervento da 60mila euro fatto in precedenza, infatti, purtroppo non era stato sufficiente. Si sono verificati altri crolli, che abbiamo riscontrato in occasione di uno dei primi sopralluoghi. Così nei mesi successivi è stato effettuato un controllo della Sovrintendenza che ha confermato la necessità di ulteriori interventi. È seguito un sopralluogo dell’ufficio Beni culturali della Regione Marche dal quale abbiamo ottenuto il nullaosta per integrare il finanziamento per un ulteriore intervento da 300mila euro.
Nel giro di pochi giorni – prosegue Fanelli – nonostante l’emergenza Covid19, siamo riusciti a far partire i lavori”.
Nella foto sotto una delle pareti del Teatro

A seguire l’intero cantiere è l’ingegnere Maurizio Paulini, anche presidente dell’ordine degli ingegneri Macerata, che spiega:
“Ci sono stati diversi crolli anche a causa della pesantezza della copertura. Stiamo alleggerendo il tutto, sostituendo l’attuale copertura in coppi, con un’altra in lamiera così da evitare ulteriori infiltrazioni. Le pareti portanti esterne in alcuni casi hanno subìto dei crolli a loro volta quindi vanno riconsolidate e messe in sicurezza al fine di garantire la salvaguardia del bene. È un lavoro fatto praticamente a mano che comporta più tempo proprio per questo. Consideriamo comunque di riuscire a consegnare i lavori di messa in sicurezza per dopo l’estate”.
C.C.
Intervento dei Vigili del Fuoco di Camerino per la cattura di un rettile. Comprensibile l'apprensione della signora che se l'è ritrovatoin casa, nascosto tra il vetro della finestra e la tapparella. L'abitazione si trova al piano rialzato di uno stabile e il serpentello deve essere risalito dal terreno con facilità. Il pronto intervento dei pompieri che hanno catturato il rettile, è servito a rassicurare la proprietaria molto spaventata da quella presenza. Per fortuna, solo una comune biscia che i Vigili del fuoco hanno poi provveduto a rilasciare in un campo al di fuori dell'abitato.
C.C.

C.C.

