Radioc1inBlu
Continua il problema della consegna dei giornali nell'entroterra ed il problema che prima riguardava solo Visso, Castelsantangelo sul Nera ed Ussita ora è diventato reale anche a Serrapetrona. Una questione che l'azienda di distribuzione dei giornali aveva annunciato lo scorso inverno e che si è acuito con l'emergenza sanitaria.
Da oltre un mese, infatti, il bar - edicola Ferranti non riceve più i giornali, ma se per le zone montane la mancata distribuzione dei quotidiani era dovuta alle poche vendite, Caccamo è da sempre zona di passaggio e le vendite non mancano di certo.
Per risolvere questa situazione sta intervenedo in maniera decisa il primo cittadino, Silvia Pinzi, che si è unita insieme agli altri sindaci del territorio scrivendo al Presidente della Repubblica, al Sottosegretario all'Editoria, alla Prefettura e alla Regione.
"Sembra una problematica difficile e da risolvere - esordisce il primo cittadino al microfono di Mario Staffolani - perchè riguarda una grande fetta dell'Alto Maceratese. Abbiamo dovuto fare i conti con i grandi servizi che rischiavamo di perdere negli ultimi anni - dice - ma che con grande impegno siamo riusciti a salvare".
Silvia Pinzi fa riferimento all'ufficio postale, all'istituto bancario, al distributore di benzina e alla farmacia. Tutti servizi che con fatica sono stati ripristinati.
"Purtroppo - prosegue - questa volta la mancata distribuzione dei giornali, cominciata da Visso, è piombata anche su di noi. Con gli altri sindaci ci siamo coalizzati, anche in tempi non sospetti, quando l'azienda di distribuzione ci aveva inviato una missiva per avvisarci del problema imminente.
Noi, benchè non avessimo ancora questo problema, ci siamo coalizzati, e in effetti questa sensibilità ci ha dato ragione perchè dopo il Covid anche nel nostro territorio è arrivata la mancanza di distribuzione".
E' fermo e deciso l'intervento del sindaco di Serrapetrona sulla questione che coinvolge la Regione Marche: "L'azienda di distribuzione dei giornali - dice - ha dato motivi pretestuosi perchè ricordo che nel consegnare i giornali a Caldarola e Belforte passa anche davanti all'edicola di Caccamo.
Questo - denuncia Silvia Pinzi - nasconde una protesta che il distributore ha verso la Regione, chiedendo un contributo per andare avanti, ma queste difficoltà non devono ricadere sul territorio. Spesso siamo noi della montagna a risolvere beghe che non ci riguardano. Comprendiamo le problematiche che una azienda privata può avere, ma non possiamo essere sempre noi a pagarne le spese".
Giulia Sancricca
Da oltre un mese, infatti, il bar - edicola Ferranti non riceve più i giornali, ma se per le zone montane la mancata distribuzione dei quotidiani era dovuta alle poche vendite, Caccamo è da sempre zona di passaggio e le vendite non mancano di certo.
Per risolvere questa situazione sta intervenedo in maniera decisa il primo cittadino, Silvia Pinzi, che si è unita insieme agli altri sindaci del territorio scrivendo al Presidente della Repubblica, al Sottosegretario all'Editoria, alla Prefettura e alla Regione.
"Sembra una problematica difficile e da risolvere - esordisce il primo cittadino al microfono di Mario Staffolani - perchè riguarda una grande fetta dell'Alto Maceratese. Abbiamo dovuto fare i conti con i grandi servizi che rischiavamo di perdere negli ultimi anni - dice - ma che con grande impegno siamo riusciti a salvare".
Silvia Pinzi fa riferimento all'ufficio postale, all'istituto bancario, al distributore di benzina e alla farmacia. Tutti servizi che con fatica sono stati ripristinati.
"Purtroppo - prosegue - questa volta la mancata distribuzione dei giornali, cominciata da Visso, è piombata anche su di noi. Con gli altri sindaci ci siamo coalizzati, anche in tempi non sospetti, quando l'azienda di distribuzione ci aveva inviato una missiva per avvisarci del problema imminente.
Noi, benchè non avessimo ancora questo problema, ci siamo coalizzati, e in effetti questa sensibilità ci ha dato ragione perchè dopo il Covid anche nel nostro territorio è arrivata la mancanza di distribuzione".
E' fermo e deciso l'intervento del sindaco di Serrapetrona sulla questione che coinvolge la Regione Marche: "L'azienda di distribuzione dei giornali - dice - ha dato motivi pretestuosi perchè ricordo che nel consegnare i giornali a Caldarola e Belforte passa anche davanti all'edicola di Caccamo.
Questo - denuncia Silvia Pinzi - nasconde una protesta che il distributore ha verso la Regione, chiedendo un contributo per andare avanti, ma queste difficoltà non devono ricadere sul territorio. Spesso siamo noi della montagna a risolvere beghe che non ci riguardano. Comprendiamo le problematiche che una azienda privata può avere, ma non possiamo essere sempre noi a pagarne le spese".
Giulia Sancricca
Regionali, quanti candidati da Tolentino?
05 Giu 2020
Passata la tempesta del virus l'attenzione può tornare gradualmente sul piano politico. Sembrano riapparire all'orizzonte le prime indiscrezioni per la corsa alle elezioni regionali.
Stabilito che si voterà a settembre resta solo da chiedersi quali siano i candidati che rappresenteranno la provincia di Macerata e pare che, tra conferme e indiscrezioni, molti arrivino da Tolentino.
Primo tra tutti, ed unica certezza, l'attuale consigliere di minoranza Gian Mario Mercorelli in corsa per la carica di presidente in rappresentanza del Movimento 5 Stelle.
Tra le indiscrezioni spuntano tre nomi che invece siedono tra i banchi della maggioranza: il sindaco Giuseppe Pezzanesi, anche in una recente intervista pubblicata sul settimanale L'Appennino Camerte ci ha confidato il suo sogno di correre insieme ad un gruppo di altri sindaci poer portare in Regione le istanze del territorio.
Altre indiscrezioni vedrebbero poi in corsa l'assessore alla Sicurezza Giovanni Gabrielli in rappresentanza del partito di Matteo Salvini e l'assessore ai Servizi Sociali, Francesco Pio Colosi, per il partito di Giorgia Meloni.
Indiscrezioni che trovano terreno fertile anche nelle ultime vicende politiche di Tolentino: c'è infatti chi sostiene che il primo cittadino abbia preferito 'spegnere i riflettori' sull'attuale giovane assessore Colosi, temendolo come avversario proprio alle elezioni regionali.
Infine i due assessori silurati: Forza Italia potrebbe richiedere l'impegno di Alessia Pupo e non è detto che, in una lista civica di centro, Alessandro Massi Gentiloni Silveri non decida di scendere in campo anche in virtù del ruolo che suo padre Francesco ha ricoperto fino a pochi anni fa in Regione.
Tutte ipotesi che potrebbero trovare certezza nelle prossime settimane quando gli assetti politici si faranno più sicuri ed evidenti.
Quel che è certo è che Tolentino, anche nel panorama politico regionale, continua a confermarsi come una città dove il fermento politico è sempre vivo.
Giulia Sancricca
Stabilito che si voterà a settembre resta solo da chiedersi quali siano i candidati che rappresenteranno la provincia di Macerata e pare che, tra conferme e indiscrezioni, molti arrivino da Tolentino.
Primo tra tutti, ed unica certezza, l'attuale consigliere di minoranza Gian Mario Mercorelli in corsa per la carica di presidente in rappresentanza del Movimento 5 Stelle.
Tra le indiscrezioni spuntano tre nomi che invece siedono tra i banchi della maggioranza: il sindaco Giuseppe Pezzanesi, anche in una recente intervista pubblicata sul settimanale L'Appennino Camerte ci ha confidato il suo sogno di correre insieme ad un gruppo di altri sindaci poer portare in Regione le istanze del territorio.
Altre indiscrezioni vedrebbero poi in corsa l'assessore alla Sicurezza Giovanni Gabrielli in rappresentanza del partito di Matteo Salvini e l'assessore ai Servizi Sociali, Francesco Pio Colosi, per il partito di Giorgia Meloni.
Indiscrezioni che trovano terreno fertile anche nelle ultime vicende politiche di Tolentino: c'è infatti chi sostiene che il primo cittadino abbia preferito 'spegnere i riflettori' sull'attuale giovane assessore Colosi, temendolo come avversario proprio alle elezioni regionali.
Infine i due assessori silurati: Forza Italia potrebbe richiedere l'impegno di Alessia Pupo e non è detto che, in una lista civica di centro, Alessandro Massi Gentiloni Silveri non decida di scendere in campo anche in virtù del ruolo che suo padre Francesco ha ricoperto fino a pochi anni fa in Regione.
Tutte ipotesi che potrebbero trovare certezza nelle prossime settimane quando gli assetti politici si faranno più sicuri ed evidenti.
Quel che è certo è che Tolentino, anche nel panorama politico regionale, continua a confermarsi come una città dove il fermento politico è sempre vivo.
Giulia Sancricca
Nove giorni, tanto è durata l’attività del Covid Hospital realizzato da Guido Bertolaso in fiera, a Civitanova, con una raccolta fondi organizzata dai Cavalieri di Malta. Oggi sono previste le dimissioni dell’ultimo paziente, un 60enne di Montecassiano, finalmente risultato negativo al secondo tampone.
Pare però che la struttura non sarà smantellata anche se per il momento sono stati sospesi tutti i servizi e gli appalti, e il personale medico e infermieristico precettato dalle altre strutture dell’Area Vasta 3 potrà tornare a operare regolarmente, sanando così gli ammanchi di personale che si erano venuti a creare. Insomma, se prima l’utilità di questa astronave” era dubbio, la chiusura dopo soli nove giorni di attività fa pensare a quanti soldi siano stati utilizzati per costruire questa grande scatola ormai vuota di persone e piena solo di macchinari e materiali dai costi esorbitanti (la cifra dell’intera opera si aggira intorno ai 12milioni, ricavato da donazioni private dal Corpo Italiano Soccorso Ordine di Malta). E ci si chiede anche se i trasferimenti degli sventurati pazienti rimbalzati da un reparto all’altro siano effettivamente serviti a qualcosa.
Per riepilogare i tempi, il governatore Luca Ceriscioli pensò di realizzare questa astronave alla fine di marzo, e dopo varie ipotesi, Bertolaso ripiegò sulla Fiera di Civitanova.
Poi la notizia della positività al Covid19 dello stesso Bertolaso e i tempi si sono dilatati: le opere di fatto sono partite con un mese di ritardo quando ormai le terapie intensive della Regione iniziavano via via a svuotarsi.
Il direttore dell'Area vasta 3 Alessandro Maccioni (intervistato da Radio C1..inblu) difende la scelta e ne elenca i motivi: "Si riattivano i reparti e gli ospedali covid come quello di Camerino. La struttura è necessaria 'alla luce della nuova normativa' , ogni regione deve dotarsi, per legge, di una struttura con posti letto per terapia intensiva".
g.g.
Pare però che la struttura non sarà smantellata anche se per il momento sono stati sospesi tutti i servizi e gli appalti, e il personale medico e infermieristico precettato dalle altre strutture dell’Area Vasta 3 potrà tornare a operare regolarmente, sanando così gli ammanchi di personale che si erano venuti a creare. Insomma, se prima l’utilità di questa astronave” era dubbio, la chiusura dopo soli nove giorni di attività fa pensare a quanti soldi siano stati utilizzati per costruire questa grande scatola ormai vuota di persone e piena solo di macchinari e materiali dai costi esorbitanti (la cifra dell’intera opera si aggira intorno ai 12milioni, ricavato da donazioni private dal Corpo Italiano Soccorso Ordine di Malta). E ci si chiede anche se i trasferimenti degli sventurati pazienti rimbalzati da un reparto all’altro siano effettivamente serviti a qualcosa.
Per riepilogare i tempi, il governatore Luca Ceriscioli pensò di realizzare questa astronave alla fine di marzo, e dopo varie ipotesi, Bertolaso ripiegò sulla Fiera di Civitanova.
Poi la notizia della positività al Covid19 dello stesso Bertolaso e i tempi si sono dilatati: le opere di fatto sono partite con un mese di ritardo quando ormai le terapie intensive della Regione iniziavano via via a svuotarsi.
Il direttore dell'Area vasta 3 Alessandro Maccioni (intervistato da Radio C1..inblu) difende la scelta e ne elenca i motivi: "Si riattivano i reparti e gli ospedali covid come quello di Camerino. La struttura è necessaria 'alla luce della nuova normativa' , ogni regione deve dotarsi, per legge, di una struttura con posti letto per terapia intensiva".
g.g.
"A giorni sarà pubblicato il bando che consentirà di prendere in affitto i locali del mastio della Rocca Borgesca di Camerino, dove potrà riaprire il bar".
Ad annunciare la bellissima notizia, il sindaco Sandro Sborgia a seguito del sopralluogo effettuato nei locali, insieme all'assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli e allo staff dell'ufficio tecnico comunale. Ultimati infatti i lavori di messa in sicurezza al tetto dell'edifcio cinquecentesco, si è voluto controllare che i locali fossero fruibili, in vista di favorire una ripresa anche economica della città.
"Abbiamo potuto constatare che il piano terra e il primo piano del mastio sono agibili - afferma il sindaco Sandro Sborgia -per cui la finalità è quella di rimetterli in ordine, con l'obiettivo di restituire alla comunità un bene pubblico, da troppo tempo tralasciato e abbandonato a se stesso. La nostra volontà- sottolinea il sindaco- è invece quella di riprenderci la città e farla tornare a vivere e questo, è un primo passo verso quella direzione.
In un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo, la disponibilità di quei locali favorirà anche il rilancio economico e il lavoro delle persone interessate alla gestione; in uno dei luoghi più belli e di più ampio respiro di Camerino, con una vista mozzafiato sui monti Sibillini, oltre a godere di tanta bellezza, riteniamo che la presenza di un punto di ristoro rappresenti un valore aggiunto".
C.C.


Ad annunciare la bellissima notizia, il sindaco Sandro Sborgia a seguito del sopralluogo effettuato nei locali, insieme all'assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli e allo staff dell'ufficio tecnico comunale. Ultimati infatti i lavori di messa in sicurezza al tetto dell'edifcio cinquecentesco, si è voluto controllare che i locali fossero fruibili, in vista di favorire una ripresa anche economica della città.
"Abbiamo potuto constatare che il piano terra e il primo piano del mastio sono agibili - afferma il sindaco Sandro Sborgia -per cui la finalità è quella di rimetterli in ordine, con l'obiettivo di restituire alla comunità un bene pubblico, da troppo tempo tralasciato e abbandonato a se stesso. La nostra volontà- sottolinea il sindaco- è invece quella di riprenderci la città e farla tornare a vivere e questo, è un primo passo verso quella direzione.
In un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo, la disponibilità di quei locali favorirà anche il rilancio economico e il lavoro delle persone interessate alla gestione; in uno dei luoghi più belli e di più ampio respiro di Camerino, con una vista mozzafiato sui monti Sibillini, oltre a godere di tanta bellezza, riteniamo che la presenza di un punto di ristoro rappresenti un valore aggiunto".
C.C.


Preoccupa non poco i cittadini terremotati la nota di risposta che, il Capo Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli ha trasmesso al servizio di protezione Civile della Regione Marche e, per conoscenza anche al Commissario della ricostruzione e ai servizi di Protezione Civile Regioni Umbria, Lazio e Abruzzo, nella quale si condivide l'orientamento espresso in precedenza dalla Protezione Civile delle Marche secondo cui,a carico dei proprietari degli immobili lesionati e oggetto di messa in sicurezza, verrebbero ad ipotizzarsi come plausibili i costi degli interventi di manutenzione delle stesse.
Sulla questione si è subito mobilitato attivamente per scongiurare una simile ipotesi, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia.
"Sulla base di una precedente nota fatta dalla Protezione civile della Regione Marche- spiega Sborgia- il Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale ha risposto inviando comunicazione del proprio orientamento. In realtà è bene precisare che la nota contiene un semplice parere, quindi non siamo in presenza di un'ordinanza che stabilisca che i costi eventuali di manutenzione delle messe in sicurezza debbano intendersi in capo ai proprietari degli edifici danneggiati. Nella nota- precisa il primo cittadino- si dice unicamente che quella soluzione "potrebbe" essere in qualche modo praticabile. Al momento pertanto non v'è alcuna decisione definitiva in questo senso e non c'è assolutamente alcuna ordinanza che lo disciplini. Detto questo tuttavia- prosegue il sindaco di Camerino-, atteso che questa soluzione a mio giudizio è assolutamente da cancellare, in quanto sul cittadino terremotato, già alle prese con tante angherie e difficoltà, significherebbe far gravare il costo di interventi che sono fatti sugli immobili lesionati per garantire l'incolumità delle persone. Una soluzione che oltretutto comporterebbe ulteriori conseguenze come impedire che si completi il piano delle messe in sicurezza della nostra città, allontanando la possibilità di tornare a riaprire quelle zone ad oggi più compromesse. C'è anche da considerare che un domani che potranno essere avviati i cantieri della ricostruzione nel centro storico- aggiunge Sborgia- ci troveremmo nella situazione di dover consentire ad una ditta incaricata di lavori, di passare in una via dove magari uno stabile non è stato posto in sicurezza, con tutti i rischi che ciò potrebbe comportare. Ritengo dunque che la possibilità di cui parliamo debba essere assolutamente cancellata, anche se, ripeto, al momento rimane solo un'ipotesi che va comunque scongiurata. E' per questo che ci siamo attivati e attendiamo conferme di rsposte ufficiali".
C.C.
Sotto la nota del Capo Diartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli inviata in risposta al Servizio di Protezione Civile regionale
Sulla questione si è subito mobilitato attivamente per scongiurare una simile ipotesi, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia.
"Sulla base di una precedente nota fatta dalla Protezione civile della Regione Marche- spiega Sborgia- il Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale ha risposto inviando comunicazione del proprio orientamento. In realtà è bene precisare che la nota contiene un semplice parere, quindi non siamo in presenza di un'ordinanza che stabilisca che i costi eventuali di manutenzione delle messe in sicurezza debbano intendersi in capo ai proprietari degli edifici danneggiati. Nella nota- precisa il primo cittadino- si dice unicamente che quella soluzione "potrebbe" essere in qualche modo praticabile. Al momento pertanto non v'è alcuna decisione definitiva in questo senso e non c'è assolutamente alcuna ordinanza che lo disciplini. Detto questo tuttavia- prosegue il sindaco di Camerino-, atteso che questa soluzione a mio giudizio è assolutamente da cancellare, in quanto sul cittadino terremotato, già alle prese con tante angherie e difficoltà, significherebbe far gravare il costo di interventi che sono fatti sugli immobili lesionati per garantire l'incolumità delle persone. Una soluzione che oltretutto comporterebbe ulteriori conseguenze come impedire che si completi il piano delle messe in sicurezza della nostra città, allontanando la possibilità di tornare a riaprire quelle zone ad oggi più compromesse. C'è anche da considerare che un domani che potranno essere avviati i cantieri della ricostruzione nel centro storico- aggiunge Sborgia- ci troveremmo nella situazione di dover consentire ad una ditta incaricata di lavori, di passare in una via dove magari uno stabile non è stato posto in sicurezza, con tutti i rischi che ciò potrebbe comportare. Ritengo dunque che la possibilità di cui parliamo debba essere assolutamente cancellata, anche se, ripeto, al momento rimane solo un'ipotesi che va comunque scongiurata. E' per questo che ci siamo attivati e attendiamo conferme di rsposte ufficiali".
C.C.
Sotto la nota del Capo Diartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli inviata in risposta al Servizio di Protezione Civile regionale
Finito il lockdown si torna a lavoro e a Valfornace ripartono i cantieri.
"Il 30 maggio scorso - scrive il Comune in una nota - la Stazione Unica Appaltante della Provincia di Macerata ha comunicato la lettera di invito per la presentazione delle offerte relative ai lavori del primo stralcio dell’intervento delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico dei torrenti “La Valle” e “Fornace”, un’opera importante volta alla messa in sicurezza di un territorio tra i più popolati dal rischio esondazione dei due corsi fluviali.
Oltretutto - aggiungono - la realizzazione di questo intervento consentirà di stralciare l’area contigua dai divieti imposti dal Piano di Assetto Idrogeologico, consentendo anche all’opera di ricostruzione dal sisma di proseguire senza ulteriori vincoli.
Un altro intervento che sta per vedere la luce è il Centro Polifunzionale che si realizzerà grazie alla donazione della Croce Rossa Italiana e che avrà la duplice funzione di presidio sanitario territoriale e centro di aggregazione sociale per associazioni e ragazzi del territorio: un’opera quanto mai necessaria in un contesto in cui la carenza di servizi rischia di diventare particolarmente evidente a discapito delle fasce più sensibili".
Anche sul versante della ricostruzione privata il Comune annuncia la prosecuzione dei: "dopo lo stop precauzionale - spiegano - , ripartirà anche la ricostruzione pesante, con la demolizione e la ricostruzione di un condominio con esito “E”, gravemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016.
Tra i primi nel suo genere, questo intervento autorizzato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione rappresenta un pò il simbolo di una ripresa che, al netto dell’epidemia, attende da troppo tempo di manifestarsi a pieno".
GS
"Il 30 maggio scorso - scrive il Comune in una nota - la Stazione Unica Appaltante della Provincia di Macerata ha comunicato la lettera di invito per la presentazione delle offerte relative ai lavori del primo stralcio dell’intervento delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico dei torrenti “La Valle” e “Fornace”, un’opera importante volta alla messa in sicurezza di un territorio tra i più popolati dal rischio esondazione dei due corsi fluviali.
Oltretutto - aggiungono - la realizzazione di questo intervento consentirà di stralciare l’area contigua dai divieti imposti dal Piano di Assetto Idrogeologico, consentendo anche all’opera di ricostruzione dal sisma di proseguire senza ulteriori vincoli.
Un altro intervento che sta per vedere la luce è il Centro Polifunzionale che si realizzerà grazie alla donazione della Croce Rossa Italiana e che avrà la duplice funzione di presidio sanitario territoriale e centro di aggregazione sociale per associazioni e ragazzi del territorio: un’opera quanto mai necessaria in un contesto in cui la carenza di servizi rischia di diventare particolarmente evidente a discapito delle fasce più sensibili".
Anche sul versante della ricostruzione privata il Comune annuncia la prosecuzione dei: "dopo lo stop precauzionale - spiegano - , ripartirà anche la ricostruzione pesante, con la demolizione e la ricostruzione di un condominio con esito “E”, gravemente danneggiato dagli eventi sismici del 2016.
Tra i primi nel suo genere, questo intervento autorizzato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione rappresenta un pò il simbolo di una ripresa che, al netto dell’epidemia, attende da troppo tempo di manifestarsi a pieno".
GS
Approvati tutti gli aggregati. Nell’ultimo Consiglio comunale di Camerino è stato approvato il lotto finale di aggregati edilizi da sottoporre ad intervento unitario di ricostruzione, concludendo un lavoro lungo quasi un anno. L'assise ha nello specifico licenziato la terza parte degli aggregati edilizi del centro storico del capoluogo e un aggregato edilizio nella frazione di Mergnano San Pietro.
“È un risultato che ci rende felici perché rappresenta un passo importante per la ricostruzione – spiega Luca Marassi, consigliere comunale con delega alla ricostruzione – Riuscirci con questi tempi e nonostante tutto non era facile. A settembre, nel corso dell'assemblea sulla ricostruzione con la cittadinanza, avevamo stimato delle tempistiche e in quell’occasione abbiamo spiegato quale sarebbe stato l’iter e come intendevamo procedere.
Di fatto, la parte della ricostruzione privata di competenza comunale è stata definita e conclusa. Ora l’ufficio Sisma comunale provvederà a inviare una lettera a tutti i proprietari invitandoli a costituirsi in consorzi, a scegliere il tecnico e la ditta e ad avviare la progettazione e la presentazione del progetto”.
Sul sito del Comune (https://www.comune.camerino.mc.it/avvisi-cms/il-consiglio-comunale-approva-i-primi-aggregati-2/) è stata pubblicata la planimetria completa, evidenziando tutti gli aggregati approvati con deliberazione dei consigli comunali, nonché i consorzi costituiti volontariamente.
“Ora- conclude Marassi- speriamo quanto prima di poter terminare la messa in sicurezza delle vie principali del centro storico così da poter riaprire la città e tornare a fruire dei suoi spazi che sono chiusi dall’ottobre del 2016 e mancano a ognuno di noi”.
C.C.
“È un risultato che ci rende felici perché rappresenta un passo importante per la ricostruzione – spiega Luca Marassi, consigliere comunale con delega alla ricostruzione – Riuscirci con questi tempi e nonostante tutto non era facile. A settembre, nel corso dell'assemblea sulla ricostruzione con la cittadinanza, avevamo stimato delle tempistiche e in quell’occasione abbiamo spiegato quale sarebbe stato l’iter e come intendevamo procedere.
Di fatto, la parte della ricostruzione privata di competenza comunale è stata definita e conclusa. Ora l’ufficio Sisma comunale provvederà a inviare una lettera a tutti i proprietari invitandoli a costituirsi in consorzi, a scegliere il tecnico e la ditta e ad avviare la progettazione e la presentazione del progetto”.
Sul sito del Comune (https://www.comune.camerino.mc.it/avvisi-cms/il-consiglio-comunale-approva-i-primi-aggregati-2/) è stata pubblicata la planimetria completa, evidenziando tutti gli aggregati approvati con deliberazione dei consigli comunali, nonché i consorzi costituiti volontariamente.
“Ora- conclude Marassi- speriamo quanto prima di poter terminare la messa in sicurezza delle vie principali del centro storico così da poter riaprire la città e tornare a fruire dei suoi spazi che sono chiusi dall’ottobre del 2016 e mancano a ognuno di noi”.
C.C.
Pieve Torina si appresta a vivere un'altra significativa giornata. Prevista domani alle ore 15.30 nella frazione di Vari, la cerimonia per l’inaugurazione del recupero strutturale di quattro appartamenti di proprietà comunale che saranno destinati ad altrettante famiglie, attualmente in situazioni di autonoma sistemazione.
“Passo dopo passo si va ricostituendo il tessuto sociale della comunità di Pieve Torina” -sottolinea il sindaco Alessandro Gentilucci- “In più, in questi nuclei familiari vi sono anche dei bambini, e questo è importante perché ci consente di progettare un futuro per il paese, a cominciare dal mantenimento dei presidi scolastici, che rappresentano una necessità se si vuol immaginare una comunità salda e coesa che intende proseguire in un percorso non solo di resilienza ma, soprattutto, di sviluppo”. L’intervento si aggiunge a quelli già realizzati, sempre a Pieve Torina, nei mesi scorsi, e che hanno portato altre famiglie a recuperare uno spazio di vita “normale”. E normalità è la parola chiave che il sindaco invoca: “inseguiamo la normalità, che vuol dire una abitazione dignitosa, servizi pubblici efficaci, un tessuto sociale che si ricompone. Normalità, dopo le terribili esperienze del terremoto e dell’emergenza innescata dall’epidemia di Covid19, con la consapevolezza che i piccoli centri come il nostro potrebbero conoscere nuove opportunità di sviluppo, e noi dovremo essere pronti a coglierle”.
Alla cerimonia di consegna degli appartamenti, sono stati invitati il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, il commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, il presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Andrea Spaterna.
“Importante la presenza delle autorità: conferma che l’attenzione delle istituzioni verso le aree terremotate non deve assolutamente diminuire. Il mio impegno come primo cittadino” conclude Gentilucci “è stato, è e sarà quello di proseguire nell' azione di sensibilizzazione continua verso le istituzioni centrali e regionali per cercare di accorciare i tempi del ritorno alla normalità. E i quattro appartamenti che domani restituiamo alla collettività, vanno in questa direzione”.
C.C.
“Passo dopo passo si va ricostituendo il tessuto sociale della comunità di Pieve Torina” -sottolinea il sindaco Alessandro Gentilucci- “In più, in questi nuclei familiari vi sono anche dei bambini, e questo è importante perché ci consente di progettare un futuro per il paese, a cominciare dal mantenimento dei presidi scolastici, che rappresentano una necessità se si vuol immaginare una comunità salda e coesa che intende proseguire in un percorso non solo di resilienza ma, soprattutto, di sviluppo”. L’intervento si aggiunge a quelli già realizzati, sempre a Pieve Torina, nei mesi scorsi, e che hanno portato altre famiglie a recuperare uno spazio di vita “normale”. E normalità è la parola chiave che il sindaco invoca: “inseguiamo la normalità, che vuol dire una abitazione dignitosa, servizi pubblici efficaci, un tessuto sociale che si ricompone. Normalità, dopo le terribili esperienze del terremoto e dell’emergenza innescata dall’epidemia di Covid19, con la consapevolezza che i piccoli centri come il nostro potrebbero conoscere nuove opportunità di sviluppo, e noi dovremo essere pronti a coglierle”.
Alla cerimonia di consegna degli appartamenti, sono stati invitati il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, il commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, il presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Andrea Spaterna.
“Importante la presenza delle autorità: conferma che l’attenzione delle istituzioni verso le aree terremotate non deve assolutamente diminuire. Il mio impegno come primo cittadino” conclude Gentilucci “è stato, è e sarà quello di proseguire nell' azione di sensibilizzazione continua verso le istituzioni centrali e regionali per cercare di accorciare i tempi del ritorno alla normalità. E i quattro appartamenti che domani restituiamo alla collettività, vanno in questa direzione”.
C.C.
