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Camerino: "Strategie per la ricostruzione". Terzo incontro informativo promosso dal Comitato Concentrico
07 Nov 2018“Strategie per la ricostruzione”, al centro del terzo incontro informativo rivolto alla popolazione organizzato dal Comitato Concentrico di Camerino. L'appuntamento è fissato per venerdì 9 novembre alle ore 17.30 nella sala riunioni del Seminario nuovo, in via Macario Muzio . Le finalità attuative della pianificazione e le relative norme, saranno affrontate grazie al contributo del prof. Massimo Sargolini, architetto e professore ordinario di urbanistica dell’Università degli Studi di Camerino. Il prof. Sargolini è membro del Comitato Tecnico Scientifico della struttura del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post-sisma e coordinatore del progetto "Nuovi sentieri per le aree interne dell'Appennino marchigiano" che, in collaborazione tra i quattro atenei delle Marche, ha l’obiettivo di creare nuovi percorsi e prospettive di sviluppo per l’area montana.
L'ordinanza n. 39 del settembre 2017 regola la pianificazione attuativa connessa agli interventi di ricostruzione. Avvenute le perimetrazioni, senza i Piani Attuativi in pratica nessun intervento di ricostruzione può essere autorizzato in centro storico.

" Noi ci accorgiamo che in questi centri storici da ricostruire e, Camerino è forse uno dei più importanti per la sua estensione e per i suoi risvolti emblematici -spiega il prof. Sargolini- , c'è un problema di fondo: si rischia di intervenire in modo puntuale su elementi e parti della città tra loro separate e distinte, senza un pensiero complessivo,senza una visione più ampia che metta insieme le diverse parti della città che dopo la ricostruzione assumeranno un ruolo diverso da quello originario perchè comunque ci saranno dei cambiamenti; magari a Camerino non si avranno grandi modifiche ma in altri nuclei da ricostruire i cambiamenti saranno molto rilevanti, come lo spostamento di parti abitate o di alcune funzioni, creazione di parti, nuovi ingressi alla città, parti che verranno demolite e non ricostruite. Tante sono dunque le questioni sul campo che non possono essere mai pensate isolatamente e che è necessario considerare in una visione complessiva e questo è il senso del Documento Direttore- continua Sargolini-; senza tale visione complessiva della città di Camerino e di molte altre, noi rischiamo molto sul futuro di queste realtà. Non è pensabile che si possa ricostruire dei centri urbani, agendo per parti separate le une dalle altre, senza conoscere le interazioni che ci sono tra di loro. Il fatto che il Documento Direttore nell'ordinanza n.39 non sia previsto come un obbligo da parte delle amministrazioni - prosegue l'architetto- non significa che non sia importante. Personalmente non credo nella coercizione per poter far fare le cose, ma credo molto nella scommessa culturale. A quella ordinanza ci ho molto lavorato per capire cosa potesse essere utile per poter ricostruire; si è molto discusso se presentare il Documento Direttore come obbligo o come strumento leggero e rapido che metta in gioco la comunità tutta, a prescindere dai colori politici. Non è un Documento che fa il sindaco - sottolinea Sargolini- ma è un qualcosa che riunisce la cittadinanza tutta a riflettere attorno ad un tema. Il fatto che sia facoltativo non ne diminuisce l'importanza: il suo significato è quello di mettere in gioco la sfida di una scelta culturale di una città che possa definirsi tale, una sfida che non può essere mai ritardata".
C.C.
Lavori di riparazione urgente della tubazione dell’acquedotto del consorzio dell’Acquasanta, che alimenta parzialmente la città di Camerino, a partire da questo mercoledì 7 novembre, determineranno la sospensione nell'erogazione dell'acqua potabile in diversi comuni. A Camerino, le località interessate dalla sospensione sono quelle di S. Gregorio, Pozzuolo, Le Tegge, Teggiole, Statte, Torrone, Capolapiaggia, Padullo, Sabbieta, Morro, Casale, Arnano, Calcina. L’Unione Montana di Camerino, ente proprietario dell’Acquedotto Comunitario dell’Acquasanta che serve i Comuni di Camerino, Fiastra (inclusa Acquacanina) Muccia e Valfornace (già Pievebovigliana e Fiordimonte), informa che a partire da mercoledì 7 novembre, verrà interrotta alla partenza (opera di presa) l’erogazione dell’acqua potabile per urgenti lavori di manutenzione e messa in sicurezza della condotta presso l’attraversamento del T. Fiastrone alla confluenza col Fosso Valle Acquasanta in Comune di Bolognola. L’intervento si rende necessario in quanto questa importante infrastruttura acquedottistica, specie nel suddetto tratto iniziale -realizzato in alta quota oltre 30 anni fa-, ha subito pesanti conseguenze dall’azione combinata di eventi meteorici e sismici particolarmente gravi (evento alluvionale del nov.dic. 2013 e sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016). Nonostante l’urgenza ed il rischio di interruzione di pubblico servizio, per la collocazione dell’opera in un contesto particolarmente impervio e fortemente vincolato, l’Ente si è dovuto far carico con ridotto personale tecnico di lunghe e complesse procedure tecnico-amministrative di finanziamento ed acquisizione di diversificati pareri e nulla osta dovendo poi, alla fine, operare solo in brevi e ben determinati periodi in cui conciliare le condizioni idrauliche più favorevoli ( portate in regime di “magra”) e quelle di minor disturbo a salvaguardia dell’ittiofauna endemica. I Comuni interessati sono stati comunque avvertiti per tempo ed invitati a predisporre cautelativamente servizi sostitutivi per garantire l'approvvigionamento idropotabile alle rispettive popolazioni unitamente ad ogni necessario accorgimento per il massimo risparmio della propria dotazione idrica. Salvo imprevisti, sarà garantito ogni impegno per ridurre al massimo i tempi per la riparazione della condotta (spostamento pozzetto e realizzazione nuova saracinesca di linea e scarico) ed il ripristino del normale servizio di alimentazione idropotabile
“Sisma 2016 - Conseguenze sulla città”. È questo l’unico punto all’ordine del giorno del consiglio comunale aperto a tutti i cittadini convocato dal presidente del consiglio di Tolentino per il prossimo 15 novembre.
Una convocazione che arriva dopo la richiesta firmata da tutti i consiglieri di minoranza e da alcuni della maggioranza per chiedere di dibattere tutti insieme, cittadini compresi, sul tema del terremoto e sulle conseguenze che ne sta avendo la città.
A pubblicare la convocazione sulla pagina Facebook è stato il Movomento 5 Stelle da cui era partita l’iniziativa di richiedere il consiglio aperto ai cittadini.
Gs
Perimetrazioni: uscita di alcune istituzioni ipotizzata al Tavolo Permanente della Ricostruzione
05 Nov 2018Un tavolo permanente della Ricostruzione, ha riunito questa mattina per la prima volta a Camerino tutti i soggetti coinvolti nel percorso. Vi hanno preso parte enti e istituzioni cittadine, regionali e governative, rappresentate dal sindaco Gianluca Pasqui e dai componenti la giunta, dall’arcivescovo Francesco Massara accompagnato dal direttore dell’ufficio ricostruzione della diocesi ing. Carlo Morosi, dai prorettori vicario di Unicam Graziano Leoni e alla cooperazione territoriale Andrea Spaterna. Presenti anche il Commissario Straordinario Piero Farabollini, il direttore dell’Usr Cesare Spuri, il sovrintendente arch. Carlo Birrozzi e l’ing. Andrea Crocioni dei Beni Culturali della Regione Marche e l'architetto Paoletti. Obiettivo del summit, trovare decisioni univoche relative alla ricostruzione e magari cercare di trovare condivisione su alcuni passaggi che possano velocizzare e rendere più snelli alcuni percorsi, relativi in particolare alla possibilità d’uscita dalle perimetrazioni degli edifici che circondano piazza Cavour, in modo da dare un concreto segnale di ripartenza e speranza alla popolazione. Gli immobili in questione sono infatti di proprietà dell’ateneo, dell’arcidiocesi e vincolati dalla Sovrintendenza. La richiesta del tavolo è partita dal sindaco Gianluca Pasqui dopo aver trovato condivisione nel prorettore dell’università e nel nuovo arcivescovo. “ Di fronte ad alcuni temi- ha spiegato il sindaco aprendo l’incontro - era già stata maturata l’idea di fare degli incontri; visto che la decisione su certe tematiche che coinvolgono cittadini, diocesi e ateneo, ricade sull’ente locale, ho ritenuto che fosse necessario un forum permanente di lavoro.

I temi vanno condivisi-ha sottolineato- a partire dall’emergenza che ancora c’è. Non è per campanilismo ma ritengo che Camerino non possa continuare a portare avanti il percorso che c’è stato finora. I numeri del personale che abbiamo a disposizione sono inadeguati a far fronte a tutte le normative e, per quel che concerne il centro storico, occorre puntare il dito per sapere cosa c’è da fare: molti degli immobili sono infatti vincolati, altri sono dichiarati d’ interesse storico culturale. Il tavolo ci permette di prendere delle linee e andare avanti. E’ necessario un focus acceso sulla città che è la luce di un territorio. Il sisma ci ha messi in rianimazione; finora siamo rimasti dritti ma dobbiamo sapere se possiamo tornare in reparto o riuscire ad essere dimessi Per cui, credo che questo tavolo permanente sia obbligatorio e vada calendarizzato mensilmente”. Sull’utilità del tavolo tecnico si è favorevolmente espresso il Commissario Farabollini, ritenendolo tanto più opportuno per una città come Camerino che, per cultura, tradizioni, storia e indotto economico , è da considerarsi punto di riferimento imprescindibile per tutta l’area del cratere.” A me che sono un tecnico è stato chiesto di accelerare e dare impulso alla ricostruzione e posso assicurare il mio impegno in questa direzione. Da parte mia, massima collaborazione nel riuscire a trovare insieme dei percorsi più adeguati , scavando gli aspetti che finora hanno rallentato tutta la macchina. Bisogna velocizzare, valutare lo snellimento e limare gli intoppi della burocrazia, capire come accelerare le procedure. In questo c’è il mio impegno – ha affermato-; lo stesso è stato per i Commissari che mi hanno preceduto che hanno lavorato per trovare delle soluzioni. Adesso occorre trasformare il tutto in azione. C’è da muoversi velocemente e costantemente nel territorio; tenere a mente le specificità delle realtà e prospettare una ricostruzione che dia un senso anche sociale ed economico a queste zone dell’Appennino. Occorre cercare di dare concretezza a questo obiettivo, anche tenendo conto dell’edificato che si andrà a ricostruire e valutando una ricostruzione in sicurezza . Dobbiamo essere consapevoli che c’è da convivere con il sisma e che , visti i cambiamenti climatici in atto, la convivenza deve tener conto dei ragionamenti di prevenzione sismica ed idrogeologica. I tavoli tecnici ci danno l’opportunità di trovare la soluzione migliore e raggiungere obiettivi in maniera efficace ed efficiente. Cercherò di essere presente una volta al mese anche se ho quattro Regioni su cui lavorare e solo in provincia di Macerata ho 38 comuni da seguire. Ma sono anche consapevole che Camerino debba avere qualcosa in più e su questo voglio rassicurare: considero questa città come punto di riferimento per tutto il territorio”. Con l’intervento dell’arcivescovo Massara, si è poi centrata la tematica dell’incontro. Di concerto con l’università di Camerino, l’arcidiocesi si è infatti promotrice nel proporre all’USR qualcosa di concreto che dia una speranza e un segnale di partenza alla gente che non ne può più di restare sospesa.

Ad illustrare la proposta, nata già tempo addietro per l’interessamento dell’arcivescovo Brugnaro, è stato l’ingegnere Carlo Morosi. L’idea , approcciata anche con il rettore Pettinari e con la Sovrintendenza, teorizza l’ esclusione dalle perimetrazioni del palazzo ducale, della cattedrale, dell’episcopato e del collegio Bongiovanni che è agibile. Si tratta di beni già vincolati e, in quanto tali, già sottoposti a norme particolarmente stringenti quanto ai vincoli di ristrutturazione. “Abbiamo pensato che iniziare i lavori dalla piazza- ha detto Morosi– possa essere un segnale di qualcosa che si sta facendo. Questi palazzi, per l’arcidiocesi sono in realtà anche dei contenitori importanti e potrebbero sopperire alla necessità di stoccaggio delle opere d’arte che ancora oggi vengono ospitate altrove, pagando canoni di affitto. Il piano terra del palazzo arcivescovile, potrebbe essere utilizzato per la riapertura di attività e il Collegio Bongiovanni che non ha riportato alcun danno, potrebbe essere utilizzato per ospitare le maestranze impegnate nei lavori di ricostruzione ”. Non esistendo grossi ostacoli nel tirare fuori questi contenitori dalla perimetrazione, l’ingegnere Morosi ha detto che dare questo tipo di segnale permetterebbe la ripartenza di tre istituzioni, rappresentate da diocesi, università e sovrintendenza. Sulla stessa linea il prorettore vicario Graziano Leoni , secondo il quale riappropriarsi di una parte del centro e trovare un modo tecnico per riuscire a farlo, sarebbe un segnale enorme per tutta la comunità. “ L’ateneo non può vivere senza la città. La città non può vivere senza università e noi non possiamo che dare il nostro concreto contributo per mantenere saldo e alimentare questo rapporto”. Sugli aspetti tecnici della proposta si è espresso il direttore dell’USR Cesare Spuri, puntualizzando il suo intervento con l’affermazione che, pur non sposando l’idea del ridimensionamento del cratere, Camerino, come Visso o Ussita, ha problemi di un diverso ordine di grandezza E in molti casi le perimetrazioni (che ritardano di 2-3 anni tutta la macchina), si debbono fare per forza”. A proporle sono i comuni e, presenti determinati requisiti, il vicecommissario le approva e poi ci sono i Piani attuativi. "Camerino soffre di certe problematiche ( ad es. le scarse vie di fuga) e io credo che questi aspetti vadano valutati. L’uscita da una parte o dall’altra dalle perimetrazioni, produce una groviera che va gestita; se stacchi una parte, quel luogo deve dare la garanzia di essere sicurissimo, per cui non si può prescindere dal fare queste valutazioni. Occorre a mio avviso coniugare gli interventi, le messe in sicurezza da fare, l’accesso a chi deve lavorare nei cantieri. Poi, se alcune parti possono vivere di propria storia, se il palazzo arcivescovile, palazzo ducale o teatro non debbono essere demoliti e possono essere restaurati, va bene. Ma in piazza ci si deve arrivare sicuri. Perimetrare non può significare non avere idea di dove si andrà a finire e credo che i temi delle uscite dalla città e della sicurezza comincino a far scaturire dei ragionamenti. Non butterei via le cose buone che una perimetrazione può portare; è necessario incardinare bene la tempistica di come intervenire". “Se continuiamo a lavorare senza metodo- ha detto il sovrintendente Carlo Birrozzi- non si va avanti. Questo terremoto ha messo in evidenza la fragilità. Dopo due anni voglio capire come si fa la perimetrazione. Non si può continuare a lavorare casa per casa. Bisogna lavorare con un metodo complessivo per tutta la città. Questo terremoto ha messo in evidenza che i problemi delle strutture sono gravi. Sono due anni che stiamo continuando a parlare di perimetrazioni da fare o da non fare. Due anni che parliamo di aria fritta, se fare una perimetrazione casa per casa o su tutta la città nel suo complesso. "Le perimetrazioni non sono obbligatorie e prova ne è che Visso ha deciso di non farle. C’è la facoltà dei sindaci di scegliere questo percorso. – ha detto Cesare Spuri- Chi lo sceglie intende sviluppare dei temi su una scala più ampia. Il senso della perimetrazione è che mette tutti nella condizione di fare un passo indietro e un passo in avanti nella sicurezza”. La domanda continua del sindaco Pasqui è stata quella di essere aiutato a capire dell’opportunità o meno e dei rischi che potrebbe comportare l’uscita dalle perimetrazioni di una parte della città, convinto della scelta di responsabilità che è chiamato a fare soprattutto pensando alle generazioni future: “ Si tratta di una decisione epocale che non può essere liquidata così semplicemente”. Il sindaco è tornato a chiedere più personale per poter adeguatamente adempiere a tutti gli obblighi di legge" Avevo chiesto 20 unità; ne hanno autorizzate 15 e alla fine al comune ne hanno concesse 12". In alternativa Pasqui ha anche prospettato al Commissario Farabollini, per la parte amministrativa dell'ente, l'utilizzo del personale di Polizia penitenziaria che era nella casa circondariale di Camerino e che da due anni è stato assegnato a diverse realtà. Sembra che comunque da parte del Commissario e del Direttore USR vi sia la disponibilità ad approfondire l'aspetto.

A conclusione del primo tavolo permanente, tutti hanno convenuto sulla necessità di approfondire meglio la questione, anche attraverso un successivo incontro con i tecnici dell’università, al fine di valutare la possibilità di un modello misto che possa essere enucleato dalla situazione di perimetrazione complessiva della città. “ Se collaboriamo insieme- ha concluso l’arcivescovo- sono sicuro che riusciremo a trovare un punto d’incontro”.
Carla Campetella
È successo questa mattina intorno alle 8 all’ospedale di San Severino. Un anziano di 84 anni di Tolentino era ricoverato nel reparto di medicina. Sembrerebbe che l’uomo soffrisse di depressione e questa mattina la decisione di compiere l’estremo gesto: l’uomo era in stanza da solo e stando ai primi rilievi sembra abbia scavalcato la finestra, fatto una ventina di metri sopra ad un ballatoio e si sia gettato poi di sotto all’indietro. Un volo di circa 8 metri. L’uomo è morto sul colpo. Ad accorgersi del cadavere, verso le 9, un uomo al lavoro nel magazzino che dà sulla pista di atterraggio degli elicotteri. Per le indagini i Carabinieri del stazione di San Severino.
G.G.
Tavolo permanente della ricostruzione: stamattina il 1° atto alla presenza del commissario Farabollini
05 Nov 2018A Camerino si è svolta la prima riunione ufficiale per la costituzione del "Tavolo permanente della Ricostruzione". Nei giorni scorsi, – dice il Sindaco Pasqui -il prorettore di Unicam, Andrea Spaterna, e il nuovo arcivescovo, Francesco Massara, hanno accolto la mia richiesta di dare vita ad un tavolo che indirizzasse tutte le decisioni relative alla Ricostruzione. Insieme abbiamo poi deciso di chiedere la partecipazione anche dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, e della Soprintendenza, così da rappresentare tutti i soggetti coinvolti nel percorso di ricostruzione. L'iniziativa é stata particolarmente gradita anche al nuovo commissario, prof. Farabollini, che ha voluto prendere parte alla riunione in cui è stata formalizzata ai soggetti citati la richiesta.
L'obiettivo é quello di "provare a saltare passaggi" attraverso la condivisione. Chiaramente non si tratta di scavalcare le normative e la legge, ma sono convinto che le decisioni già concordate al Tavolo della Ricostruzione, essendo già note a tutti i soggetti, potranno seguire percorsi più snelli o comunque con meno intoppi di natura burocratica.

San Severino: in arresto un sorvegliato speciale
05 Nov 2018Si tratta di Scarpiello Giuseppe, 71enne foggiano, ormai noto personaggio locale, già alla ribalta delle cronache nei mesi di luglio ed agosto. Al tempo aveva aggredito alcuni operatori della Protezione Civile in servizio nell’area container di Tolentino, dove lo stesso Scarpiello era alloggiato. Ne era scaturito l’abbandono del presidio da parte dei volontari, situazione poi ristabilita nel corso delle settimane successive, anche in virtù dell’intervento del Sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, e dei Carabinieri della Compagnia di Tolentino: Scarpiello era stato trasferito prima in altra località, e poi dalla figlia.
Il soggetto in questione, per i propri trascorsi, è gravato dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di permanere nel comune di Torre San Patrizio, ed in più del divieto di ritorno nel comune di San Severino, dove aveva vissuto per un lungo periodo.
Sono stati proprio i Carabinieri della Stazione settempedana, durante le celebrazioni della festa delle Forze Armate di ieri, a notare tra la gente la presenza dello Scarpiello, che a suo dire si era recato sul posto con l’intento di parlare con il Sindaco per l’eventuale assegnazione in suo favore di una casa.
Le violazioni della misura di prevenzione da cui lo Scarpiello è gravato, particolarmente restrittiva ed applicata dall’Autorità Giudiziaria a seguito di valutazione di “pericolosità sociale” del soggetto, prevedono l’arresto in flagranza di reato, prontamente eseguito dai militari del Comando Stazione di San Severino, che gli hanno dapprima impedito di avvicinarsi alle autorità presenti, e subito dopo lo hanno ricondotto presso il proprio domicilio di Torre San Patrizio, stavolta in regime di arresti domiciliari.
g.g.
Panichelli, da San Severino al Quarto Stormo
05 Nov 2018Simone Panichelli, settempedano classe ‘91, dovrà affrontare ancora un anno di fase pre-operativa e poi sarà pilota degli Eurofighter Typhoon. Chi viene assegnato al Quarto Stormo di Grosseto ha il compito di “difendere lo spazio aereo nazionale da eventuali intrusioni di aerei non autorizzati al transito o al sorvolo del territorio italiano e di scortare - spiega - aeromobili che si trovano in difficoltà all’aeroporto più vicino ed idoneo all’atterraggio”.
Ma come è arrivato a questo punto? Un lungo e vario iter formativo in Accademia Aeronautica tra Italia e Stati Uniti. Parole d’ordine sono impegno, concentrazione e morale sempre alto, qualsiasi cosa accada. Perché le difficoltà sono sempre in agguato.
“La scelta del pilota militare al tempo - racconta - non è scaturita tanto dall’amore per il volo quanto dall’amore verso il tricolore. Dedicarsi alla protezione del cittadino, del territorio nazionale, alla difesa della bandiera; sono questi i valori che mi hanno fatto intraprendere questa strada. Prima di tutto si è Ufficiali della Forza Armata, poi piloti”.
L’intervista completa al tenente settempedano Simone Panichelli nel prossimo numero de L’Appennino Camerte in edicola giovedì.
G.G.
Macerata, treno investe una persona
05 Nov 2018Dramma questa mattina, poco prima delle 8, a Macerata. Non molto distante dalla stazione ferroviaria il treno che passava e che era diretto a Civitanova ha investito una persona.
Ancora da chiarire se si tratti di suicidio.
Sul posto le forze dell’ordine, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco.
Molti i disagi per le attese nelle stazioni di San Severino e Tolentino per i treni diretti verso la costa. Ad attendere tanti studenti che a quell’ora partono con il treno per andare a scuola.
(Servizio in aggiornamento)




Nessun problema di pulizia e nettezza urbana né di viabilità, e soddisfazione per il campo da Beach volley situato in via Zampa. Il Rione Settempeda, a San Severino, è un quartiere piuttosto recente, senza particolari disagi. Basterebbe davvero poco per migliorarlo, secondo il presidente del comitato, Daniele Prato. Piccoli dettagli che potrebbero fare la differenza: ad esempio la riparazione di alcuni giochi del giardinetto pubblico, qualche telecamera di videosorveglianza per evitare atti di vandalismo e qualche miglioria ai parcheggi per rendere più sicura la viabilità. Nello specifico, la proposta sarebbe quella di eliminare almeno un paio di parcheggi in viale della Resistenza nei pressi dell'incrocio con via Divini.
Alcune richieste sono state avanzate dal comitato all’amministrazione comunale ma fin ora sembra siano rimaste inascoltate.
Nel prossimo numero de L’Appennino Camerte, l’intervista completa al presidente Prato.
g.g.
