
"Il 26 ottobre - si legge nel documento- è un giorno simbolico per chi ha vissuto sulla propria pelle il sisma 2016/2017 perché proprio oggi, tre anni fa, fortissime scosse colpirono l’Appennino. Oggi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà ad Ancona e noi questa notte abbiamo voluto dargli il benvenuto nelle Marche affiggendo dei messaggi chiari, in città con in altri comuni dell’Appennino, in cui “certifichiamo” - anzi autocertifichiamo – lo stato delle cose in quello che chiamano cratere. D’altra parte nel recente (ennesimo) Decreto Sisma varato proprio in settimana è stata introdotto lo strumento dell’autocertificazione. Noi non abbiamo voluto perdere tempo e abbiamo utilizzato immediatamente questa utile semplificazione per dire alcune cose"
Nata nel territorio colpito dal sisma 201672017, la Rete Terre in Moto Marche nel suo atto specifica che " in merito alle problematiche relative alla gestione paradossale del post terremoto, alla ricostruzione assente e ai molti tentativi speculativi tutt’ora in corso di progettazione" e consapevole che è stato di recente emanato il Decreto Legge n.123, " intende avvalersi dello strumento dell’autocertificazione ivi inserita e pertanto dichiara che lo stato in cui versa il territorio colpito dal sisma " è inammissibile"; i quattro governi che si sono succeduti fino ad ora (e tutti i partiti politici che ne hanno fatto parte) hanno creato una serie di strumenti completamente inadatti alla gestione della situazione. Non accettiamo che a fronte della ricostruzione assente vengano avallati, progettati, realizzati, interventi speculativi che danneggiano ulteriormente il territorio già in ginocchio. I terremotati non possono essere usati solo come strumento di campagna elettorale o come termine di paragone per speculazioni politiche al fine di attaccare altre fasce più deboli della popolazione.
La Rete Terre in Moto Marche , "non accetta l’applicazione delle Leggi Sicurezza (votate anche da parte dell’attuale maggioranza e tutt’ora in vigore) che colpiscono proprio chi vorrebbe far valere i propri diritti protestando legittimamente contro lo stato in cui versa il territorio. L’ennesima proroga dello stato di emergenza certifica il fallimento di quanto fatto fino ad ora. Sappiamo chi è Stato".
Sotto le autocerificazioni affisse ad Ancona

