La provincia di Macerata ricorda Paolo Borsellino

Giovedì, 05 Giugno 2008 02:00 | Letto 2534 volte   Clicca per ascolare il testo La provincia di Macerata ricorda Paolo Borsellino Il giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia nel 1992, è “un eroe del nostro tempo e di lui, come di tutti gli eroi, rimane la testimonianza preziosa dellimpegno per il bene degli altri”; egli è stato “un uomo con un grande senso dello Stato, di unalta dirittura morale e con un profondo ideale di giustizia”. Questi due ritratti del giudice Borsellino, tratteggiati dal prefetto di Macerata, Vittorio Piscitelli, e dal consigliere regionale Francesco Comi, spiegano il significato delliniziativa che la presidenza del Consiglio provinciale di Macerata e la presidenza del Consiglio regionale delle Marche hanno organizzato per celebrare i 60 anni della Costituzione italiana. La presentazione, nella sala consiliare della Provincia di Macerata, del “quaderno” che il Consiglio regionale delle Marche ha dedicato a scritti inediti del giudice Paolo Borsellino, è stata infatti il miglior modo per celebrare i veri valori della Carta costituzionale. Il volume si intitola “Giustizia e verità” e, come ha sottolineato il consigliere regionale Comi, intervenuto in rappresentanza del presidente Bucciarelli, “queste due parole raffigurano anche gli ideali cui si è ispirata lopera del magistrato Borsellino. Esse rappresentano inoltre l“orizzonte”  che ogni individuo deve avere di fronte”. Lincontro si è aperto con il saluto del presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, il quale, presentando liniziativa, ha ricordato come al giudice Paolo Borsellino sia stata conferita la medaglia doro al valore civile “a riconoscimento dello zelo e delleroica determinazione del suo duro lavoro di investigatore”. “Il ricordo di Borsellino è il modo migliore per celebrare i sessantanni della nostra Costituzione – ha detto il sindaco di Macerata, Giorgio Meschini – Egli ha dedicato tutta la vita per laffermazione dei principi di uguaglianza di ogni uomo di fronte alla legge per la parità dei diritti e dei doveri di tutti”. Ai numerosi studenti della scuola media “Dante Alighieri” di Macerata, presenti nella sala del Consiglio (loro quando avvenne la strage di via DAmelio non erano ancora nati), ha rivolto il suo intervento anche Anna Petrozzi, caporedattore della rivista “Antimafia 2000”, la quale ha parlato dellopera svolta dal magistrato antimafia e di cosa abbia significato la lotta alla mafia negli anni in cui Borsellino operò in Sicilia. A seguire è intervenuto lassessore provinciale Daniele Salvi  il quale, ricordando il periodo storico degli anni più duri della lotta alla mafia, ha sottolineato come “la figura di Paolo Borsellino, così come quella di Giovanni Falcone, abbia lasciato un grande esempio nella società civile e nelle istituzioni. Esempio che ancora oggi tutti sentiamo”. In chiusura è  intervenuto il presidente della Provincia di Macerata, Giulio Silenzi: “Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto Silenzi, aggiungendo – La maggioranza degli italiani non si rassegna; anzi, continua ad essere mossa da un profondo spirito di giustizia  e di avversione ad ogni forma di criminalità organizzata”.   Nella foto, il tavolo dei relatori con al centro il prefetto Piscitelli

Il giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia nel 1992, è “un eroe del nostro tempo e di lui, come di tutti gli eroi, rimane la testimonianza preziosa dell'impegno per il bene degli altri”; egli è stato “un uomo con un grande senso dello Stato, di un'alta dirittura morale e con un profondo ideale di giustizia”. Questi due ritratti del giudice Borsellino, tratteggiati dal prefetto di Macerata, Vittorio Piscitelli, e dal consigliere regionale Francesco Comi, spiegano il significato dell'iniziativa che la presidenza del Consiglio provinciale di Macerata e la presidenza del Consiglio regionale delle Marche hanno organizzato per celebrare i 60 anni della Costituzione italiana. La presentazione, nella sala consiliare della Provincia di Macerata, del “quaderno” che il Consiglio regionale delle Marche ha dedicato a scritti inediti del giudice Paolo Borsellino, è stata infatti il miglior modo per celebrare i veri valori della Carta costituzionale. Il volume si intitola “Giustizia e verità” e, come ha sottolineato il consigliere regionale Comi, intervenuto in rappresentanza del presidente Bucciarelli, “queste due parole raffigurano anche gli ideali cui si è ispirata l'opera del magistrato Borsellino. Esse rappresentano inoltre l'“orizzonte”  che ogni individuo deve avere di fronte”.

L'incontro si è aperto con il saluto del presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, il quale, presentando l'iniziativa, ha ricordato come al giudice Paolo Borsellino sia stata conferita la medaglia d'oro al valore civile “a riconoscimento dello zelo e dell'eroica determinazione del suo duro lavoro di investigatore”.

“Il ricordo di Borsellino è il modo migliore per celebrare i sessant'anni della nostra Costituzione – ha detto il sindaco di Macerata, Giorgio Meschini – Egli ha dedicato tutta la vita per l'affermazione dei principi di uguaglianza di ogni uomo di fronte alla legge per la parità dei diritti e dei doveri di tutti”. Ai numerosi studenti della scuola media “Dante Alighieri” di Macerata, presenti nella sala del Consiglio (loro quando avvenne la strage di via D'Amelio non erano ancora nati), ha rivolto il suo intervento anche Anna Petrozzi, caporedattore della rivista “Antimafia 2000”, la quale ha parlato dell'opera svolta dal magistrato antimafia e di cosa abbia significato la lotta alla mafia negli anni in cui Borsellino operò in Sicilia. A seguire è intervenuto l'assessore provinciale Daniele Salvi  il quale, ricordando il periodo storico degli anni più duri della lotta alla mafia, ha sottolineato come “la figura di Paolo Borsellino, così come quella di Giovanni Falcone, abbia lasciato un grande esempio nella società civile e nelle istituzioni. Esempio che ancora oggi tutti sentiamo”. In chiusura è  intervenuto il presidente della Provincia di Macerata, Giulio Silenzi: “Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto Silenzi, aggiungendo – La maggioranza degli italiani non si rassegna; anzi, continua ad essere mossa da un profondo spirito di giustizia  e di avversione ad ogni forma di criminalità organizzata”.

 

Nella foto, il tavolo dei relatori con al centro il prefetto Piscitelli

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