Torna a Camerino il record del torrone più lungo del mondo. Il maestro pasticcere Paolo Attili, del Torrone Francucci, è riuscito nell'impresa di battere i 428 metri di Cosenza, raggiungendo addirittura i 448 metri. Dopo neanche un mese, dunque, Camerino si riprende il suo primato ed è Guinnes. E per un record ufficiale e sicuramente positivo, la festa del torrone sembra essersi aggiudicata anche un altro primato: quello di manifestazione sfortunata. Per buona parte della mattinata di ieri, infatti, gli organizzatori della Pro Loco hanno dovuto fare i conti con le bizze del tempo. In principio, era stata presa in considerazione anche l'ipotesi di rinviare la festa a data da destinarsi a causa della fastidiosa pioggia e del forte vento. Poi, il cielo si è leggermente schiarito e, in accordo con il maestro pasticcere Attili e con l'amministrazione comunale, si è deciso di andare avanti lo stesso. La location scelta, però, è stato il quadriportico di Palazzo Ducale, al coperto. Gli organizzatori, utilizzando tre file di tavoli, sono riusciti a coprire la lunghezza da record, con Attili che ha stesso il suo torrone su due file per ogni tavolo, raggiungendo i 448 metri. Al resto ci ha pensato la Befana, scesa in Piazza Cavour, a Camerino, direttamente dal campanile della cattedrale. Uno spettacolo nello spettacolo, questo, reso possibile grazie ai Vigili del Fuoco del Comando di Camerino. Alla fine, nonostante i capricci del tempo, è stata davvero una bella festa. Tantissimi i turisti venuti da lontano per festeggiare a Camerino l'Epifania. Anche perché, la sfida con Cosenza ha riacceso l'attenzione di molti che, ieri, hanno comunque voluto essere presenti. Chi non è voluto mancare è stato anche l'Arcivescovo di Camerino, Francesco Giovanni Brugnaro, che si è detto onorato di accogliere l'invito del presidente della Pro Camerino, Riccioni, e dell'assessore Pasqui. Oltre che, ovviamente, “di assaggiare questo famosissimo torrone di Camerino”. Novità di quest'anno, inoltre, è stata la presenza dei figuranti della Corsa alla Spada di Camerino che ha segnato, di fatto, il legame con l'antica tradizione cittadina. Pare che il torrone, infatti, sia stato preparato per la prima volta a Cremona in occasione di un banchetto nuziale e portato a Camerino esattamente dieci anni dopo (nel 1451) in occasione del matrimonio tra Giulio Cesare da Varano e Giovanna Malatesta. Un dolce, dunque, che affonda le sue radici nel periodo più splendente della storia di Camerino, ma che, al contrario della città, sembra non aver mai conosciuto declino. Ogni anno, infatti, il maestro pasticcere Attili, titolare dell'azienda Torrone Francucci, vende il suo prodotto anche al di fuori dei confini nazionali, con richieste che arrivano persino dall'Australia e dal Giappone.
e.pi.
