Quando sembravano ormai svaniti gli ultimi echi della polemica scaturita dalla proposta di cambiare il nome dell'Università di Camerino in Università di Ascoli e Camerino, il vice-presidente della provincia di Ascoli, Emidio Mandozzi (foto) che ha dato il via alla vicenda, rilancia sulle ultime dichiarazioni e dice:“Non era affatto una carnevalata”,
“la mia” continua Mandozzi “voleva essere una proposta per valorizzare il sud delle Marche”.
Nell'intervista rilasciata a Mario Staffolani per Radio C1 inBlu (che è possibile riascoltare in versione integrale nella sezione “Contributi Audio” in fondo a questa pagina) Mandozzi dice di essere esterrefatto per le polemiche scaturite dalla sua dichiarazione in quanto è da molto tempo che l'Università di Camerino investe nell'ascolano e che il territorio risponde sia fornendo risorse e strutture, sia con l'aumento degli iscritti; quindi l'idea di fondo della sua proposta era quella di continuare a lavorare insieme nel sud delle Marche.
Mandozzi spera anche che la collaborazione fra le Università di Camerino e Macerata, nota come UniMarche, possa essere sviluppata ulteriormente in un ottica regionale in modo da migliorare l'offerta formativa come ha gia fatto l'Università di Ancona trasformandosi in Università Politecnica delle Marche.
Alla domanda “Allora Lei vorrebbe l'Università di Macerata, quella di Camerino e il territorio Piceno insieme in un'unica realtà?”, Mandozzi risponde che per questo è opportuno discutere tutti insieme nel rispetto delle diversità e delle autonomie, in quanto questo progetto può essere portato a termine senza snaturare le tradizioni e la storia degli atenei.