Furto di rame alla Mediterranea

Martedì, 29 Ottobre 2013 01:00 | Letto 3703 volte   Clicca per ascolare il testo Furto di rame alla Mediterranea Ignoti hanno trafugato cavi elettrici in rame alla Mediterranea di Matelica. Il valore della refurtiva si aggira intorno ai 30mila euro, ma il danno complessivo potrebbe ammontare a oltre cento mila euro. Andrea Cicconessi, addetto allimpianto, racconta con amarezza la scena che si è trovato di fronte al ritorno sul posto di lavoro. "Quando sono andato ad accendere i computer in ufficio, mi sono accorto che non cera la corrente elettrica. Ho pensato che nella notte potesse esserci stato un calo di tensione che avesse potuto far saltare il quadro. Così sono entrato nello stabilimento per andare a controllare, e mi sono subito accorto che cerano delle cose che non andavano. Quando sono arrivato nei pressi del blindo della cabina, ho trovato la cabina generale staccata, e tutti i cavi di collegamento con le produzioni strappati e portati via. Con tutto il caos di guide, fili e cablaggi sparsi a terra che si può immaginare". Lazienda, rilevata nei mesi scorsi dalla Ralò Srl della famiglia Lombardo, era in procinto di ripartire con la produzione, che però verrà ritardata proprio a causa del furto. "Ora abbiamo lintero stabilimento fermo", aggiunge sconsolato Cicconessi, "non cè la possibilità di accendere neanche un interruttore, senza i cavi che andavano ad azionare gli impianti".

Ignoti hanno trafugato cavi elettrici in rame alla Mediterranea di Matelica. Il valore della refurtiva si aggira intorno ai 30mila euro, ma il danno complessivo potrebbe ammontare a oltre cento mila euro.

Andrea Cicconessi, addetto all'impianto, racconta con amarezza la scena che si è trovato di fronte al ritorno sul posto di lavoro. "Quando sono andato ad accendere i computer in ufficio, mi sono accorto che non c'era la corrente elettrica. Ho pensato che nella notte potesse esserci stato un calo di tensione che avesse potuto far saltare il quadro. Così sono entrato nello stabilimento per andare a controllare, e mi sono subito accorto che c'erano delle cose che non andavano. Quando sono arrivato nei pressi del blindo della cabina, ho trovato la cabina generale staccata, e tutti i cavi di collegamento con le produzioni strappati e portati via. Con tutto il caos di guide, fili e cablaggi sparsi a terra che si può immaginare".

L'azienda, rilevata nei mesi scorsi dalla Ralò Srl della famiglia Lombardo, era in procinto di ripartire con la produzione, che però verrà ritardata proprio a causa del furto.

"Ora abbiamo l'intero stabilimento fermo", aggiunge sconsolato Cicconessi, "non c'è la possibilità di accendere neanche un interruttore, senza i cavi che andavano ad azionare gli impianti".

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