"Dono dei Ceri a San Nicola".

Mercoledì, 30 Agosto 2006 02:00 | Letto 3728 volte   Clicca per ascolare il testo "Dono dei Ceri a San Nicola". Si sono concluse con lassegnazione del Palio 2006 e La tradizionale offerta dei Ceri le manifestazioni del “Corteo Storico Città di Tolentino Dono dei Ceri a San Nicola”. Sono state tutte molto avvincenti le gare del palio dei fanciulli, dei giochi popolari per adulti, del tiro con larco e della giostra del Saraceno, che hanno richiamato il pubblico delle grande occasioni Nella giornata conclusiva il Corteo storico Città di Tolentino, accompagnato dal ritmo dei tamburini “Terremotus” di San Ginesio e dagli sbandieratori e tamburini del Palio dei Terzieri di Montecassiano con le rispettive delegazioni, si è snodato nelle più importanti vie del centro storico di Tolentino fino a giungere la piazza principale dove è avvenuta lassegnazione del palio 2006. I quartieri di  San Catervo, San Giovanni, San Martino e Santa Maria, che anticamente costituivano il centro abitato di Tolentino entro le mura castellane, si sono sfidati nei diversi giochi dellepoca per aggiudicarsi lambito “cencio”: il Palio 2006. È riuscito nellintento il quartiere Santa Maria Al termine della manifestazione il corteo storico ha voluto dare onore al quartiere vincitore percorrendo alcune delle sue più importanti vie fino a giungere davanti il sagrato della Basilica di San Nicola dove si è celebrato il rito del Dono dei Ceri a San Nicola alla presenza delle autorità civili e religiose. Lofferta dei ceri è uno dei più antichi riti collegato alla celebrazione delle feste religiose di cui si ha testimonianza fin dal 1312 quando nelle “Riformanze” per la prima volta, si parla dello stanziamento da parte della Municipalità di una somma di denaro per lacquisto di ceri da offrire alla Vergine ed ai santi protettori della città. La processione, come si legge nei testi dellepoca, partiva dalla piazza della Libertà con in testa i priori del Comune, il podestà, il sindicus, gli ufficiali ed i trombettieri che venivano seguiti dagli appartenenti alle arti con i rispettivi priori con in mano una candela accesa e da tutta la popolazione. Venivano offerti due doppieri di cera del peso di tre libbre ciascuno a cui si aggiungevano i doppieri di ogni corporazione. E il rito del dono del Cero “fiorito et bello” si è ripetuto anche questanno: due fanciulle vestite di bianco, segno di purezza, hanno consegnato al priore di San Nicola, Padre Luciano De Michieli, i ceri donati dal Comune di Tolentino dallAssessore Loredana Riccio, segno di devozione e di culto e richiesta di abbondanza e protezione al Santo Nicola.

Si sono concluse con l'assegnazione del Palio 2006 e La tradizionale offerta dei Ceri le manifestazioni del “Corteo Storico Città di Tolentino Dono dei Ceri a San Nicola”.

Sono state tutte molto avvincenti le gare del palio dei fanciulli, dei giochi popolari per adulti, del tiro con l'arco e della giostra del Saraceno, che hanno richiamato il pubblico delle grande occasioni

Nella giornata conclusiva il Corteo storico Città di Tolentino, accompagnato dal ritmo dei tamburini “Terremotus” di San Ginesio e dagli sbandieratori e tamburini del Palio dei Terzieri di Montecassiano con le rispettive delegazioni, si è snodato nelle più importanti vie del centro storico di Tolentino fino a giungere la piazza principale dove è avvenuta l'assegnazione del palio 2006. I quartieri di  San Catervo, San Giovanni, San Martino e Santa Maria, che anticamente costituivano il centro abitato di Tolentino entro le mura castellane, si sono sfidati nei diversi giochi dell'epoca per aggiudicarsi l'ambito “cencio”: il Palio 2006. È riuscito nell'intento il quartiere Santa Maria

Al termine della manifestazione il corteo storico ha voluto dare onore al quartiere vincitore

percorrendo alcune delle sue più importanti vie fino a giungere davanti il sagrato della Basilica

di San Nicola dove si è celebrato il rito del Dono dei Ceri a San Nicola alla presenza delle

autorità civili e religiose.

L'offerta dei ceri è uno dei più antichi riti collegato alla celebrazione delle feste religiose di cui

si ha testimonianza fin dal 1312 quando nelle “Riformanze” per la prima volta, si parla dello

stanziamento da parte della Municipalità di una somma di denaro per l'acquisto di ceri da

offrire alla Vergine ed ai santi protettori della città. La processione, come si legge nei testi

dell'epoca, partiva dalla piazza della Libertà con in testa i priori del Comune, il podestà, il

sindicus, gli ufficiali ed i trombettieri che venivano seguiti dagli appartenenti alle arti con i

rispettivi priori con in mano una candela accesa e da tutta la popolazione. Venivano offerti

due doppieri di cera del peso di tre libbre ciascuno a cui si aggiungevano i doppieri di ogni

corporazione. E il rito del dono del Cero “fiorito et bello” si è ripetuto anche quest'anno: due fanciulle vestite di bianco, segno di purezza, hanno consegnato al priore di San Nicola, Padre Luciano De

Michieli, i ceri donati dal Comune di Tolentino dall'Assessore Loredana Riccio, segno di devozione e di culto e richiesta di abbondanza e protezione al Santo Nicola.

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