Casa squillo a Castelraimondo, due denunce

Martedì, 12 Marzo 2013 01:00 | Letto 3197 volte   Clicca per ascolare il testo Casa squillo a Castelraimondo, due denunce   Nellambito di servizi diretti a contrastare il fenomeno della prostituzione, i Carabinieri della Compagnia di Camerino hanno fatto irruzione in un appartamento sorprendendo allinterno quattro giovani donne di Santo Domingo dedite allesercizio della prostituzione. Da tempo nel condominio giravano le voci di quel via vai di uomini a tutte le ore, di rumori inequivocabili e di equivoci imbarazzanti che si verificavano quando lavventore di turno suonava il campanello sbagliato. A seguito delle numerose segnalazioni i Carabinieri della Stazione di Castelraimondo insieme ai colleghi di Camerino, hanno predisposto servizi di osservazione e controllo nei pressi del luogo segnalato. Diversi gli uomini fermati e controllati alluscita dallabitazione. Tutti hanno confessato di aver fatto ricorso a prestazioni sessuali con due donne sudamericane che contattavano attraverso delle utenze cellulari rilevate da alcuni annunci on line e da inserzioni su quotidiani locali. Il corrispettivo per dette prestazioni variava, a seconda della richiesta, dalle 50 alle 150 euro che veniva pagato in anticipo direttamente nelle mani delle donne. Raccolte le prove i Carabinieri decidevano quindi di entrare nella casa squillo dove identificavano le prostitute e procedevano al sequestro di 6 cellulari con le utenze corrispondenti agli annunci ed altre SIM CARD, nonché la somma contante di euro 1.500,00 provento dellattività. Le indagini hanno permesso di individuare altre due donne loro connazionali, entrambe 30enni e residenti in provincia, che sono state denunciate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Infatti, è stato accertato che questultime, dopo aver preso in affitto lappartamento in questione attraverso unagenzia al fine di farlo utilizzare alle loro connazionali per lesercizio della prostituzione , ricevevano dalle stesse la metà del provento per ogni prestazione sessuale che facevano confluire su una carta Postepay risultata a loro intestata. La casa squillo è stata chiusa e al termine degli accertamenti tornerà nella disponibilità del proprietario che è risultato del tutto estraneo alla vicenda. Articolo precedente:     Il via vai di persone in un appartamento del centro storico di San Severino Marche aveva insospettito i carabinieri della locale stazione che così, unitamente ai colleghi della Compagnia di Tolentino, hanno fatto irruzione nellimmobile scoprendo una vera e propria casa di appuntamenti. Nellimmobile ad esercitare il mestiere più antico del mondo erano donne italiane ed extracomunitarie, nei cui confronti sono scattati i provvedimenti amministrativi previsti dalla legge. Loperazione rientra nellambito dei servizi volti al contrasto dello sfruttamento della prostituzione, un fenomeno molto diffuso anche nelle località dellentroterra.

 

Nell'ambito di servizi diretti a contrastare il fenomeno della prostituzione, i Carabinieri della Compagnia di Camerino hanno fatto irruzione in un appartamento sorprendendo all'interno quattro giovani donne di Santo Domingo dedite all'esercizio della prostituzione. Da tempo nel condominio giravano le voci di quel via vai di uomini a tutte le ore, di rumori inequivocabili e di equivoci imbarazzanti che si verificavano quando l'avventore di turno suonava il campanello sbagliato. A seguito delle numerose segnalazioni i Carabinieri della Stazione di Castelraimondo insieme ai colleghi di Camerino, hanno predisposto servizi di osservazione e controllo nei pressi del luogo segnalato. Diversi gli uomini fermati e controllati all'uscita dall'abitazione. Tutti hanno confessato di aver fatto ricorso a prestazioni sessuali con due donne sudamericane che contattavano attraverso delle utenze cellulari rilevate da alcuni annunci on line e da inserzioni su quotidiani locali. Il corrispettivo per dette prestazioni variava, a seconda della richiesta, dalle 50 alle 150 euro che veniva pagato in anticipo direttamente nelle mani delle donne. Raccolte le prove i Carabinieri decidevano quindi di entrare nella casa squillo dove identificavano le prostitute e procedevano al sequestro di 6 cellulari con le utenze corrispondenti agli annunci ed altre SIM CARD, nonché la somma contante di euro 1.500,00 provento dell'attività. Le indagini hanno permesso di individuare altre due donne loro connazionali, entrambe 30enni e residenti in provincia, che sono state denunciate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Infatti, è stato accertato che quest'ultime, dopo aver preso in affitto l'appartamento in questione attraverso un'agenzia al fine di farlo utilizzare alle loro connazionali per l'esercizio della prostituzione , ricevevano dalle stesse la metà del provento per ogni prestazione sessuale che facevano confluire su una carta Postepay risultata a loro intestata. La casa squillo è stata chiusa e al termine degli accertamenti tornerà nella disponibilità del proprietario che è risultato del tutto estraneo alla vicenda.



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Il via vai di persone in un appartamento del centro storico di San Severino Marche aveva insospettito i carabinieri della locale stazione che così, unitamente ai colleghi della Compagnia di Tolentino, hanno fatto irruzione nell'immobile scoprendo una vera e propria casa di appuntamenti. Nell'immobile ad esercitare il mestiere più antico del mondo erano donne italiane ed extracomunitarie, nei cui confronti sono scattati i provvedimenti amministrativi previsti dalla legge. L'operazione rientra nell'ambito dei servizi volti al contrasto dello sfruttamento della prostituzione, un fenomeno molto diffuso anche nelle località dell'entroterra.

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