Inceneritore Sacci, San Severino ricorre al Tar

Mercoledì, 27 Febbraio 2013 01:00 | Letto 3014 volte   Clicca per ascolare il testo Inceneritore Sacci, San Severino ricorre al Tar La Giunta comunale di San Severino Marche ha dato mandato ad un legale per proporre un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la realizzazione di un impianto di incenerimento di rifiuti presso il cementificio Sacci. A renderlo noto, in risposta ad una interrogazione presentata dalla minoranza nel corso dellultimo Consiglio comunale, è stato lassessore alle Politiche Ambientali, Simona Gregori, che ha ricordato che lAmministrazione settempedana ha già da tempo chiesto alla Regione di “riesaminare, in autotutela, il provvedimento di autorizzazione integrata ambientale relativo allimpianto ricadente nei territori di Gagliole e Castelraimondo. Ammesso che la società proponente abbia inteso indicare quali Comuni interessati solo quelli di Gagliole e Castelraimondo - ha fatto presente lassessore Gregori nel corso dellassise cittadina - non si riesce a comprendere come i funzionari regionali non abbiano sentito la stringente necessità di coinvolgere anche il Comune di San Severino Marche”. A tal proposito la Giunta settempedana, che sarà rappresentata in giudizio dinnanzi al Tar dallavvocato Ranieri Felici di Cingoli, sta valutando lipotesi di affidare uno studio anemometrico per valutare la ricaduta delle polveri dellimpianto sul proprio territorio. “Lesclusione del nostro Comune dal novero degli enti interessati ha inevitabilmente pregiudicato il ruolo di verifica comportando una serie di conseguenze discriminatorie degli interessi della popolazione settempedana e di gran parte della valle del Potenza – ha anche dichiarato, nel corso del Consiglio comunale, lassessore Gregori, che ha poi concluso - Le azioni che il Comune di San Severino Marche sta attuando nei confronti del provvedimento in oggetto sono il risultato di unattenta ed approfondita valutazione anche delle esigenze occupazionali del territorio. Come amministratori siamo ben consapevoli del momento di crisi che le aziende e gli occupati del settore si trovano a vivere, tuttavia riteniamo che il diritto alla salute dei cittadini, ed alla corretta informazione sui rischi che essa possa eventualmente correre, non possano essere oggetto di negoziati o di compromessi”.

La Giunta comunale di San Severino Marche ha dato mandato ad un legale per proporre un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la realizzazione di un impianto di incenerimento di rifiuti presso il cementificio Sacci. A renderlo noto, in risposta ad una interrogazione presentata dalla minoranza nel corso dell'ultimo Consiglio comunale, è stato l'assessore alle Politiche Ambientali, Simona Gregori, che ha ricordato che l'Amministrazione settempedana ha già da tempo chiesto alla Regione di “riesaminare, in autotutela, il provvedimento di autorizzazione integrata ambientale relativo all'impianto ricadente nei territori di Gagliole e Castelraimondo. Ammesso che la società proponente abbia inteso indicare quali Comuni interessati solo quelli di Gagliole e Castelraimondo - ha fatto presente l'assessore Gregori nel corso dell'assise cittadina - non si riesce a comprendere come i funzionari regionali non abbiano sentito la stringente necessità di coinvolgere anche il Comune di San Severino Marche”.

A tal proposito la Giunta settempedana, che sarà rappresentata in giudizio dinnanzi al Tar dall'avvocato Ranieri Felici di Cingoli, sta valutando l'ipotesi di affidare uno studio anemometrico per valutare la ricaduta delle polveri dell'impianto sul proprio territorio.

L'esclusione del nostro Comune dal novero degli enti interessati ha inevitabilmente pregiudicato il ruolo di verifica comportando una serie di conseguenze discriminatorie degli interessi della popolazione settempedana e di gran parte della valle del Potenza – ha anche dichiarato, nel corso del Consiglio comunale, l'assessore Gregori, che ha poi concluso - Le azioni che il Comune di San Severino Marche sta attuando nei confronti del provvedimento in oggetto sono il risultato di un'attenta ed approfondita valutazione anche delle esigenze occupazionali del territorio. Come amministratori siamo ben consapevoli del momento di crisi che le aziende e gli occupati del settore si trovano a vivere, tuttavia riteniamo che il diritto alla salute dei cittadini, ed alla corretta informazione sui rischi che essa possa eventualmente correre, non possano essere oggetto di negoziati o di compromessi”.

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