Alla fine se non la “guerra” almeno la battaglia è stata vinta. L'assemblea legislativa delle Marche, infatti, nella seduta di martedì 5 febbraio, ha approvato all'unanimità una risoluzione che chiede alla giunta di sospendere l'iter per l'individuazione del tracciato per l'elettrodotto Fano-Teramo e di riprendere un ''efficace confronto con Terna srl'' per ''verificare e aggiornare i dati del fabbisogno energetico regionale, nonchè possibili nuove soluzioni tecniche''. Il consiglio regionale ha chiesto altresì di “sospendere la procedura avviata per individuare un nuovo e condiviso tracciato che sia frutto di concertazione con tutto il territorio e a concertare le misure compensative in modo trasparente a concertare le misure compensative in modo trasparente, oltre che con i sindaci, anche con i cittadini". Soddisfatto il consigliere Francesco Comi, estensore, insieme ai colleghi Giannini e Sciapichetti, della mozione: “Non siamo contrari alla realizzazione di infrastrutture che possano creare sviluppo, ricchezza e colmare l'annoso deficit energetico marchigiano. Non può essere però solo l'entroterra a pagare il prezzo dello sviluppo dell'intera regione”. “Si è trattato di un esempio di buona politica: facciamo in modo che non resti isolato – il parere di Simone Livi, esponente politco della Destra e candidato alle prossime elezioni politiche – Una votazione che, di fatto, stoppa l'inter per la realizzazione dell'elettrodotto Fano - Teramo. Questa è la dimostrazione che, quando si vuole, a vincere è la politica del fare, quella messa a disposizione dei cittadini". Alla seduta ha assistito anche una delegazione di sindaci della Comunità montana dei Monti Azzurri, con il presidente dell'ente Giampiero Feliciotti. "Siamo felici – ha dichiarato Feliciotti non appena uscito dal palazzo della regione – perchè si è capito che bisogna sedersi ad un tavolo con le amministrazioni locali, con i rappresentanti dei cittadini per tutelare la salute e per tutelare il paesaggio, che è l'unica risorsa con cui il nostro territorio può emergere soprattutto in questo tempo di crisi. Grazie all'intuito dei nostri primi cittadini e all'unità di intenti, in collaborazione con tutti i comitati, siamo riusciti ad ottenere questo primo risultato. Ora bisogna mettere in sicurezza l'esistente, perchè non va dimenticato che c'è un altro elettrodotto che ci risulta non essere a norma per la sicurezza, e valutare nuove tecnologie e corridoi alternativi. Non possiamo giocarci la sera quanto abbiamo costruito la mattina".
