L'uomo femmina"" al festival della Tuscia.

Martedì, 22 Agosto 2006 02:00 | Letto 3496 volte   Clicca per ascolare il testo L'uomo femmina"" al festival della Tuscia. Dopo il successo di pubblico ottenuto in occasione del debutto, la vigilia di Ferragosto, al teatro “Velluti” di Corridonia e lanalogo consenso riportato nella successiva rappresentazione al “Mugellini” di Potenza Picena, “Luomo femmina” – dramma giocoso in tre atti di Baldassare  Galuppi  (1706-1785), cooprodotto da Opera Aperta e Terra di Teatri Festival della Provincia di Macerata – sarà   presentato venerdì prossimo (25 agosto) a Montalto di Castro (Viterbo) nellambito del “Festival Barocco della Tuscia”, con  la direzione musicale di Cinzia Pennesi. Limportante rassegna internazionale, giunta alla 29^ edizione, ha inserito lopera  nella sezione dedicata alla riproposizione di capolavori inediti e comunque in prima esecuzione moderna, che sono un elemento caratterizzante del Festival stesso. La revisione critica dellopera è stato curata del musicologo Bernardo Ticci, il quale ha lavorato alla trascrizione del   manoscritto, sopravvissuto in un unico esemplare e conservato a Lisbona.  Sia il festival della provincia di Macerata, sia quello della Tuscia, hanno voluto ricordare, riproponendo in epoca moderna questopera, il terzo centenario della nascita del compositore veneziano Baldassarre Galuppi, il quale – ricorda Cinzia Pennesi – rappresenta una figura centrale nello sviluppo del dramma giocoso ed uno dei compositori più importanti di opera seria della metà del XVIII secolo, che ebbe straordinario successo soprattutto in seguito alla collaborazione con Carlo Goldoni. La vicenda de “L'uomo femmina”, che andò in scena la prima volta nell'autunno del 1762 al Teatro S. Moisè di Venezia, su  libretto attribuito a Pietro Chiari, si svolge su un'isola incognita. La dama di corte Cassandra (Cecilia Marinelli, soprano) è a caccia con Ramira (Kamelia Kader, mezzosoprano), ministra e confidente della principessa dell'isola Cretidea (Maria Laura Martorana, soprano). Scorgono nel mare agitato dalla tempesta un vascello in balia delle onde e le due donne fanno la conoscenza dei naufraghi Roberto (Amicio Zorzi Giustiniani, tenore) e Giannino (Marcello Nardis, tenore) suo servitore. La scena si sposta a palazzo, con Gelsomino (Razek Francois Bitar, controtenore), il favorito della principessa, intento al trucco e all'acconciatura della chioma e il suo servo (Andrea Baldassarri, mimo). Si scoprono così le strane usanze del luogo, ove l'uomo è solito lavorare a maglia…. Ramira e Cassandra si innamorano rispettivamente di Giannino e di Roberto, ambito anche dalla Regina Cretidea. Anche Cassandra tempo addietro era giunta all'isola portata da una tempesta, salvando dal naufragio alcune carte racchiuse in uno scrigno. Roberto riconosce quei documenti, appartenenti a suo padre; l'amata Cassandra si rivela quindi sua sorella. Il lieto fine dopo varie vicissitudini conclude l'opera, con il tentativo di Roberto di “raddrizzare” quel bizzarro mondo alla rovescia abolendo negli uomini chiome profumate, trucchi e vesti ricercate. Con la direzione di Cinzia Pennesi suona lOrchestra Accademia della Libellula; maestro al cembalo, Sauro Argalia.

Dopo il successo di pubblico ottenuto in occasione del debutto, la vigilia di Ferragosto, al teatro “Velluti” di Corridonia e l'analogo consenso riportato nella successiva rappresentazione al “Mugellini” di Potenza Picena, “L'uomo femmina” – dramma giocoso in tre atti di Baldassare  Galuppi  (1706-1785), cooprodotto da Opera Aperta e Terra di Teatri Festival della Provincia di Macerata – sarà   presentato venerdì prossimo (25 agosto) a Montalto di Castro (Viterbo) nell'ambito del “Festival Barocco della Tuscia”, con  la direzione musicale di Cinzia Pennesi.

L'importante rassegna internazionale, giunta alla 29^ edizione, ha inserito l'opera  nella sezione dedicata alla riproposizione di capolavori inediti e comunque in prima esecuzione moderna, che sono un elemento caratterizzante del Festival stesso. La revisione critica dell'opera è stato curata del musicologo Bernardo Ticci, il quale ha lavorato alla trascrizione del   manoscritto, sopravvissuto in un unico esemplare e conservato a Lisbona. 

Sia il festival della provincia di Macerata, sia quello della Tuscia, hanno voluto ricordare, riproponendo in epoca moderna quest'opera, il terzo centenario della nascita del compositore veneziano Baldassarre Galuppi, il quale – ricorda Cinzia Pennesi – rappresenta una figura centrale nello sviluppo del dramma giocoso ed uno dei compositori più importanti di opera seria della metà del XVIII secolo, che ebbe straordinario successo soprattutto in seguito alla collaborazione con Carlo Goldoni.

La vicenda de “L'uomo femmina”, che andò in scena la prima volta nell'autunno del 1762 al Teatro S. Moisè di Venezia, su  libretto attribuito a Pietro Chiari, si svolge su un'isola incognita. La dama di corte Cassandra (Cecilia Marinelli, soprano) è a caccia con Ramira (Kamelia Kader, mezzosoprano), ministra e confidente della principessa dell'isola Cretidea (Maria Laura Martorana, soprano). Scorgono nel mare agitato dalla tempesta un vascello in balia delle onde e le due donne fanno la conoscenza dei naufraghi Roberto (Amicio Zorzi Giustiniani, tenore) e Giannino (Marcello Nardis, tenore) suo servitore. La scena si sposta a palazzo, con Gelsomino (Razek Francois Bitar, controtenore), il favorito della principessa, intento al trucco e all'acconciatura della chioma e il suo servo (Andrea Baldassarri, mimo). Si scoprono così le strane usanze del luogo, ove l'uomo è solito lavorare a maglia…. Ramira e Cassandra si innamorano rispettivamente di Giannino e di Roberto, ambito anche dalla Regina Cretidea. Anche Cassandra tempo addietro era giunta all'isola portata da una tempesta, salvando dal naufragio alcune carte racchiuse in uno scrigno. Roberto riconosce quei documenti, appartenenti a suo padre; l'amata Cassandra si rivela quindi sua sorella. Il lieto fine dopo varie vicissitudini conclude l'opera, con il tentativo di Roberto di “raddrizzare” quel bizzarro mondo alla rovescia abolendo negli uomini chiome profumate, trucchi e vesti ricercate.

Con la direzione di Cinzia Pennesi suona l'Orchestra Accademia della Libellula; maestro al cembalo, Sauro Argalia.

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