Fabbrizi, 'caldarolese' d'argento

Mercoledì, 08 Agosto 2012 02:00 | Letto 3031 volte   Clicca per ascolare il testo Fabbrizi, 'caldarolese' d'argento   Un argento d'oro. Sembrerebbe una contraddizione in termini, ma così non è perchè la medaglia conquistata alle olimpiadi di Londra da Massimo Fabrizi, nel tiro a volo specialità fossa olimpica, ha davvero riflessi dorati. Carabiniere, nato a San Benedetto del Tronto 35 anni fa e residente a Centobuchi di Monteprandone, Massimo ha uno stretto rapporto con il territorio dell'alto maceratese, in particolare con Caldarola, dove sono nati i genitori nella piccola frazione di Vestignano e dove risiedono tutti i suoi parenti. Tutto il paese si è fermato per seguire in televisione le fasi cruciali della finale, in particolare i tiri di spareggio con il croato di Capodistria Giovanni Cernogoraz (poi medaglia d'oro), per poi esplodere, nonostante il secondo posto, in un grido di gioia. Rallegramenti sono giunti anche dall'amministrazione comunale che ha in animo di organizzare una grande festa e conferire a Massimo Fabbrizi la cittadinanza onoraria di Caldarola. Forti anche i legami con Serrapetrona, dove il vice campione olimpico ha maturato la passione per il tiro e dove ancora continua a recarsi per partecipare a battute di caccia con i suoi vecchi amici. "Ricordo che anni fa accompagnavo Massimo, insieme a mio nipote, in giro per l'Italia – dichiara con orgoglio Sergio Natalini, presidente di Federcaccia – perchè, essendo poco più che ragazzi, non potevano girare con le armi. E' per noi motivo di vanto il fatto che sia anche socio della nostra sezione comunale. Lo abbiamo già premiato lo scorso anno per il titolo mondiale conquistato e contiamo di farlo anche per l'argento di Londra. Per definirlo con poche parole – conclude Natalini – Massimo è un ragazzo stupendo, una persona semplice, sincera, genuina, un vero amicone che, però, una volta indossata la cuffia e imbracciato il fucile, in pedana diventa un autentico killer". A poche ore dalla conquista dell'argento olimpico siamo riusciti a contattare Fabbrizi, che ci ha risposto al telefono con la voce ancora rotta dall'emozione. Massimo, iniziamo dalla fine, da quando hai baciato il podio. Hai fatto emozionare tutti, soprattutto la campionessa olimpica Jessica Rossi. Sì, ma posso assicurare che l'emozione più grande l'ho provata io. Ho voluto baciare il podio in segno di rispetto, per far capire a tutti quanto tenevo a quella medaglia. Circa le lacrime di Jessica Rossi, credo che quando guardi gli altri ti emozioni più facilmente di quando sei impegnato in gara in prima persona. Provi rammarico per l'oro sfumato o è maggiore la soddisfazione per la medaglia conquistata? La soddisfazione è senza dubbio maggiore. Vincere all'Olimpiade credo abbia tutto un altro sapore, tuttavia conquistare una medaglia rappresenta senza dubbio il massimo per uno sportivo. Hai perso per un piattello sbagliato nello spareggio. Quanta la tensione provata in quei momenti? Sicuramente la tensione è altissima. Però a quel punto già ero sicuro di avere al collo una medaglia, quindi mi sono giocato tutto con più tranquillità. Posso dire di aver provato maggiore tensione all'inizio della gara di finale. Oggi non ho assolutamente nulla da rimproverarmi, perchè credo di aver fatto tutto al massimo delle mie possibilità, considerato anche che, una volta arrivato a Londra, ho dovuto fare i conti con una forte febbre e con 13 giorni di antibiotici che mi hanno davvero fiaccato. Altri obiettivi dopo i successi olimpici? Anzitutto voglio dedicarmi un periodo di riposo, staccare la spina, come si dice in gergo, per ricaricare le batterie e recuperare tutte le energie spese. Poi, come avviene per tutte le gare, metterò il punto su quanto fatto e inizierò di nuovo a prepararmi per le prossime gare. Una medaglia la tua che, come le altre conquistate nello stesso giorno, hanno rischiato di essere offuscate dal caso doping di Alex Schwazer. Quale in proposito il tuo parere? Mi dispiace moltissimo perchè, comunque sia, era un mio collega non solo come atleta, ma anche come carabiniere. Ha sbagliato e credo pagherà per il suo errore, ma quello che provo è un forte dispiacere. Non riesco neppure a spiegarmi il perchè. Forse coloro che praticano questi sport cosiddetti di fatica ad un certo punto perdono la testa alla ricerca della prestazione e commettono cavolate.  

 

Un argento d'oro. Sembrerebbe una contraddizione in termini, ma così non è perchè la medaglia conquistata alle olimpiadi di Londra da Massimo Fabrizi, nel tiro a volo specialità fossa olimpica, ha davvero riflessi dorati. Carabiniere, nato a San Benedetto del Tronto 35 anni fa e residente a Centobuchi di Monteprandone, Massimo ha uno stretto rapporto con il territorio dell'alto maceratese, in particolare con Caldarola, dove sono nati i genitori nella piccola frazione di Vestignano e dove risiedono tutti i suoi parenti. Tutto il paese si è fermato per seguire in televisione le fasi cruciali della finale, in particolare i tiri di spareggio con il croato di Capodistria Giovanni Cernogoraz (poi medaglia d'oro), per poi esplodere, nonostante il secondo posto, in un grido di gioia. Rallegramenti sono giunti anche dall'amministrazione comunale che ha in animo di organizzare una grande festa e conferire a Massimo Fabbrizi la cittadinanza onoraria di Caldarola. Forti anche i legami con Serrapetrona, dove il vice campione olimpico ha maturato la passione per il tiro e dove ancora continua a recarsi per partecipare a battute di caccia con i suoi vecchi amici. "Ricordo che anni fa accompagnavo Massimo, insieme a mio nipote, in giro per l'Italia – dichiara con orgoglio Sergio Natalini, presidente di Federcaccia – perchè, essendo poco più che ragazzi, non potevano girare con le armi. E' per noi motivo di vanto il fatto che sia anche socio della nostra sezione comunale. Lo abbiamo già premiato lo scorso anno per il titolo mondiale conquistato e contiamo di farlo anche per l'argento di Londra. Per definirlo con poche parole – conclude Natalini – Massimo è un ragazzo stupendo, una persona semplice, sincera, genuina, un vero amicone che, però, una volta indossata la cuffia e imbracciato il fucile, in pedana diventa un autentico killer".

A poche ore dalla conquista dell'argento olimpico siamo riusciti a contattare Fabbrizi, che ci ha risposto al telefono con la voce ancora rotta dall'emozione.

Massimo, iniziamo dalla fine, da quando hai baciato il podio. Hai fatto emozionare tutti, soprattutto la campionessa olimpica Jessica Rossi.

Sì, ma posso assicurare che l'emozione più grande l'ho provata io. Ho voluto baciare il podio in segno di rispetto, per far capire a tutti quanto tenevo a quella medaglia. Circa le lacrime di Jessica Rossi, credo che quando guardi gli altri ti emozioni più facilmente di quando sei impegnato in gara in prima persona.

Provi rammarico per l'oro sfumato o è maggiore la soddisfazione per la medaglia conquistata?

La soddisfazione è senza dubbio maggiore. Vincere all'Olimpiade credo abbia tutto un altro sapore, tuttavia conquistare una medaglia rappresenta senza dubbio il massimo per uno sportivo.

Hai perso per un piattello sbagliato nello spareggio. Quanta la tensione provata in quei momenti?

Sicuramente la tensione è altissima. Però a quel punto già ero sicuro di avere al collo una medaglia, quindi mi sono giocato tutto con più tranquillità. Posso dire di aver provato maggiore tensione all'inizio della gara di finale. Oggi non ho assolutamente nulla da rimproverarmi, perchè credo di aver fatto tutto al massimo delle mie possibilità, considerato anche che, una volta arrivato a Londra, ho dovuto fare i conti con una forte febbre e con 13 giorni di antibiotici che mi hanno davvero fiaccato.

Altri obiettivi dopo i successi olimpici?

Anzitutto voglio dedicarmi un periodo di riposo, staccare la spina, come si dice in gergo, per ricaricare le batterie e recuperare tutte le energie spese. Poi, come avviene per tutte le gare, metterò il punto su quanto fatto e inizierò di nuovo a prepararmi per le prossime gare.

Una medaglia la tua che, come le altre conquistate nello stesso giorno, hanno rischiato di essere offuscate dal caso doping di Alex Schwazer. Quale in proposito il tuo parere?

Mi dispiace moltissimo perchè, comunque sia, era un mio collega non solo come atleta, ma anche come carabiniere. Ha sbagliato e credo pagherà per il suo errore, ma quello che provo è un forte dispiacere. Non riesco neppure a spiegarmi il perchè. Forse coloro che praticano questi sport cosiddetti di fatica ad un certo punto perdono la testa alla ricerca della prestazione e commettono cavolate.


 

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