Il prefetto Giardina in visita a mons. Brugnaro

Giovedì, 26 Aprile 2012 02:00 | Letto 2804 volte   Clicca per ascolare il testo Il prefetto Giardina in visita a mons. Brugnaro   Il neo prefetto di Macerata Pietro Giardina è stato ricevuto al palazzo arcivescovile dal vescovo della diocesi di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro. Un incontro cordiale durante il quale sono stati toccati diversi temi riferiti alla realtà locale e provinciale. Dopo aver incontrato anche il personale della curia, il gradito ospite ha potuto far visita al Museo diocesano, ammirando con interesse le pregiate opere ivi custodite. Siciliano d'origine, Pietro Giardina ha assunto servizio a Macerata lo scorso 12 aprile. La sua carriera prefettizia è iniziata a Siena nel 1979. "Sono arrivato da poco ma già ho potuto rendermi conto del grande patrimonio culturale e artistico di questo territorio"- ha affermato il prefetto - Inquesti pochi giorni ho avuto modo di constatare, altresì, che anche qui, come da altre parti, la situazione economica va tenuta sotto osservazione. Vi sono poi altri problemi di carattere sociale su cui prestare il massimo dell'attenzione. Mi riferisco soprattutto a quello della droga, relativamente al quale questa provincia non fa eccezione rispetto al resto d'Italia., così come non è da trascurare la criminalità anche qui presente, sebbene in maniera minore rispetto ad altre realtà. Ho visto comunque che le forze dell'ordine sono attive, attente e molto presenti sul territorio per cui si cerca di fare il possibile per poter contrastare qualsiasi fenomeno che possa essere di turbamento della quiete sociale". L'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha ribadito l'importanza della collaborazione tra istituzioni, ai fini di una sempre maggiore coesione sociale. "Rivivo oggi – ha affermato- l' esperienza già vissuta con il prefetto Piscitelli. Nell'educazione da laico, come in quella da prete, ho sempre pensato che, pur nella distinzione delle competenze e dell'autorità, l'unità della persona e l'unità della coscienza debba spingerci a quello che don Bosco voleva dai ragazzi: essere dei buoni cristiani e degli onesti cittadini. Nel concetto di onestà c'è dunque la mia coscienza civile, cioè il mio riconoscimento della responsabilità delle autorità. Secondo la nostra Costituzione, infatti, anche l'autorità che rappresenta un ruolo importtante nel territorio, come quello del prefetto, oltre ad un compito di vigilanza ha anche un compito di promozione, sostegno e invito alla popolazione per far sì che concordia, messa in ordine dei beni, assistenza ai più deboli e ordine pubblico permettano ai cittadini di vivere una vita onesta, come del resto ci raccomanda la stessa Carta costituzionale".   Carla Campetella

 

Il neo prefetto di Macerata Pietro Giardina è stato ricevuto al palazzo arcivescovile dal vescovo della diocesi di Camerino – San Severino Marche Francesco Giovanni Brugnaro. Un incontro cordiale durante il quale sono stati toccati diversi temi riferiti alla realtà locale e provinciale. Dopo aver incontrato anche il personale della curia, il gradito ospite ha potuto far visita al Museo diocesano, ammirando con interesse le pregiate opere ivi custodite.

Siciliano d'origine, Pietro Giardina ha assunto servizio a Macerata lo scorso 12 aprile. La sua carriera prefettizia è iniziata a Siena nel 1979.

"Sono arrivato da poco ma già ho potuto rendermi conto del grande patrimonio culturale e artistico di questo territorio"- ha affermato il prefetto - Inquesti pochi giorni ho avuto modo di constatare, altresì, che anche qui, come da altre parti, la situazione economica va tenuta sotto osservazione. Vi sono poi altri problemi di carattere sociale su cui prestare il massimo dell'attenzione. Mi riferisco soprattutto a quello della droga, relativamente al quale questa provincia non fa eccezione rispetto al resto d'Italia., così come non è da trascurare la criminalità anche qui presente, sebbene in maniera minore rispetto ad altre realtà. Ho visto comunque che le forze dell'ordine sono attive, attente e molto presenti sul territorio per cui si cerca di fare il possibile per poter contrastare qualsiasi fenomeno che possa essere di turbamento della quiete sociale".

L'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha ribadito l'importanza della collaborazione tra istituzioni, ai fini di una sempre maggiore coesione sociale. "Rivivo oggi – ha affermato- l' esperienza già vissuta con il prefetto Piscitelli. Nell'educazione da laico, come in quella da prete, ho sempre pensato che, pur nella distinzione delle competenze e dell'autorità, l'unità della persona e l'unità della coscienza debba spingerci a quello che don Bosco voleva dai ragazzi: essere dei buoni cristiani e degli onesti cittadini. Nel concetto di onestà c'è dunque la mia coscienza civile, cioè il mio riconoscimento della responsabilità delle autorità. Secondo la nostra Costituzione, infatti, anche l'autorità che rappresenta un ruolo importtante nel territorio, come quello del prefetto, oltre ad un compito di vigilanza ha anche un compito di promozione, sostegno e invito alla popolazione per far sì che concordia, messa in ordine dei beni, assistenza ai più deboli e ordine pubblico permettano ai cittadini di vivere una vita onesta, come del resto ci raccomanda la stessa Carta costituzionale".

 

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