CASTELRAIMONDO - I vincisgrassi, piatto tipico delizia di tante domeniche e festività delle case del maceratese saranno protagonisti della cena organizzata venerdì 18 febbraio alle ore 20, all'Hotel Bellavista di Castelraimondo. Alla presenza di tre ospiti d'eccezione, Ugo Bellesi giornalista esperto di enogastronomia e delegato dell'Accademia Italiana della Cucina per la provincia di Macerata, il prof.Evio Hermas Ercoli docente all'università di Macerata ed esperto di storia del costume, il dott.Claudio Modesti appassionato enograstronomo, sarà fondata l'Accademia dei Vincisgrassi, che si propone la difesa della ricetta originale e la divulgazione di questo "sapere" enogastronomico che vanta origini che si perdono nella storia. Secondo la tradizione il nome deriverebbe dal fatto che un cuoco maceratese o, secondo una variante, una cuoca anconetana, la preparò in onore di un generale austriaco di nome Windisch Graetz che aveva combattuto contro Napoleonenell'assedio di Ancona del 1799. In realtà il piatto era già presente nella tradizione culinaria marchigiana e nel 1781 appariva già nel libro di cucina del cuoco maceratese Antonio Nebbia, Il cuoco maceratese di Antonio Nebbia che insegna a cucinare ogni sorta di vivande ... Utile, e vantaggioso ... non meno a' giovani servitori, e donne di cucina .., in cui viene descritta la preparazione di particolari lasagne chiamate "Princisgrass", ben diversa da quella dei vincisgrassi odierni. « Prendete una mezza libra de persciutto, facetelo a dadi piccoli, con quattr'once di tartufari fettati fini; da poi prendete una foglietta e mezza di latte, stemperatelo in una cazzarola con tre once di farina, mettelo in un fornello mettendoci del persciutto, e tartufari, maneggiando sempre fino a tanto che comincia a bollire, e deve bollire per mezz'ora; da poi vi metterete mezza libra di pana fresca, mescolando ogni cosa per farla unire insieme; da poi fate una perla di tagliolini con dentro due ovi e quattro rossi; stendetela non tanto fina e tagliatela ad uso di mostaccioli di Napoli, non tanto larghi; cuoceteli con la metà di brodo e la metà di acqua, aggiustati con sale; prendete il piatto che dovete mandare in tavola: potete fare intorno al detto piatto un bordo di pasta a frigè per ritenere in esso piatto la salsa, acciocché non dia fuori quando lo metterete nel forno, mentre gli va fatto prendere un poco di brulì; cotte che avrete le lasagne, cavatele ed incasciatele con formaggio parmiggiano e le andrete aggiustando nel piatto sopraddetto, con un solaro de salsa, butirro e formaggio e l'altro de lasagne slargate, e messe in piano, e così andrete facendo per fino che avrete terminato di empire detto piatto; bisogna avvertire che al di sopra deve terminare la salsa con butirro e formaggio parmiggiano e terminato, mettetelo in forno per fargli fare il suo brulì... »
(fonte Wikipedia).
Castelraimondo, nasce l'accademia dei Vincisgrassi
Giovedì, 17 Febbraio 2011 01:00 | Letto 2351 volte Clicca per ascolare il testo Castelraimondo, nasce l'accademia dei Vincisgrassi CASTELRAIMONDO - I vincisgrassi, piatto tipico delizia di tante domeniche e festività delle case del maceratese saranno protagonisti della cena organizzata venerdì 18 febbraio alle ore 20, all'Hotel Bellavista di Castelraimondo. Alla presenza di tre ospiti d'eccezione, Ugo Bellesi giornalista esperto di enogastronomia e delegato dell'Accademia Italiana della Cucina per la provincia di Macerata, il prof.Evio Hermas Ercoli docente all'università di Macerata ed esperto di storia del costume, il dott.Claudio Modesti appassionato enograstronomo, sarà fondata l'Accademia dei Vincisgrassi, che si propone la difesa della ricetta originale e la divulgazione di questo "sapere" enogastronomico che vanta origini che si perdono nella storia. Secondo la tradizione il nome deriverebbe dal fatto che un cuoco maceratese o, secondo una variante, una cuoca anconetana, la preparò in onore di un generale austriaco di nome Windisch Graetz che aveva combattuto contro Napoleonenell'assedio di Ancona del 1799. In realtà il piatto era già presente nella tradizione culinaria marchigiana e nel 1781 appariva già nel libro di cucina del cuoco maceratese Antonio Nebbia, Il cuoco maceratese di Antonio Nebbia che insegna a cucinare ogni sorta di vivande ... Utile, e vantaggioso ... non meno a' giovani servitori, e donne di cucina .., in cui viene descritta la preparazione di particolari lasagne chiamate "Princisgrass", ben diversa da quella dei vincisgrassi odierni. « Prendete una mezza libra de persciutto, facetelo a dadi piccoli, con quattr'once di tartufari fettati fini; da poi prendete una foglietta e mezza di latte, stemperatelo in una cazzarola con tre once di farina, mettelo in un fornello mettendoci del persciutto, e tartufari, maneggiando sempre fino a tanto che comincia a bollire, e deve bollire per mezz'ora; da poi vi metterete mezza libra di pana fresca, mescolando ogni cosa per farla unire insieme; da poi fate una perla di tagliolini con dentro due ovi e quattro rossi; stendetela non tanto fina e tagliatela ad uso di mostaccioli di Napoli, non tanto larghi; cuoceteli con la metà di brodo e la metà di acqua, aggiustati con sale; prendete il piatto che dovete mandare in tavola: potete fare intorno al detto piatto un bordo di pasta a frigè per ritenere in esso piatto la salsa, acciocché non dia fuori quando lo metterete nel forno, mentre gli va fatto prendere un poco di brulì; cotte che avrete le lasagne, cavatele ed incasciatele con formaggio parmiggiano e le andrete aggiustando nel piatto sopraddetto, con un solaro de salsa, butirro e formaggio e l'altro de lasagne slargate, e messe in piano, e così andrete facendo per fino che avrete terminato di empire detto piatto; bisogna avvertire che al di sopra deve terminare la salsa con butirro e formaggio parmiggiano e terminato, mettetelo in forno per fargli fare il suo brulì... » (fonte Wikipedia).
CASTELRAIMONDO - I vincisgrassi, piatto tipico delizia di tante domeniche e festività delle case del maceratese saranno protagonisti della cena organizzata venerdì 18 febbraio alle ore 20, all'Hotel Bellavista di Castelraimondo. Alla presenza di tre ospiti d'eccezione, Ugo Bellesi giornalista esperto di enogastronomia e delegato dell'Accademia Italiana della Cucina per la provincia di Macerata, il prof.Evio Hermas Ercoli docente all'università di Macerata ed esperto di storia del costume, il dott.Claudio Modesti appassionato enograstronomo, sarà fondata l'Accademia dei Vincisgrassi, che si propone la difesa della ricetta originale e la divulgazione di questo "sapere" enogastronomico che vanta origini che si perdono nella storia. Secondo la tradizione il nome deriverebbe dal fatto che un cuoco maceratese o, secondo una variante, una cuoca anconetana, la preparò in onore di un generale austriaco di nome Windisch Graetz che aveva combattuto contro Napoleonenell'assedio di Ancona del 1799. In realtà il piatto era già presente nella tradizione culinaria marchigiana e nel 1781 appariva già nel libro di cucina del cuoco maceratese Antonio Nebbia, Il cuoco maceratese di Antonio Nebbia che insegna a cucinare ogni sorta di vivande ... Utile, e vantaggioso ... non meno a' giovani servitori, e donne di cucina .., in cui viene descritta la preparazione di particolari lasagne chiamate "Princisgrass", ben diversa da quella dei vincisgrassi odierni. « Prendete una mezza libra de persciutto, facetelo a dadi piccoli, con quattr'once di tartufari fettati fini; da poi prendete una foglietta e mezza di latte, stemperatelo in una cazzarola con tre once di farina, mettelo in un fornello mettendoci del persciutto, e tartufari, maneggiando sempre fino a tanto che comincia a bollire, e deve bollire per mezz'ora; da poi vi metterete mezza libra di pana fresca, mescolando ogni cosa per farla unire insieme; da poi fate una perla di tagliolini con dentro due ovi e quattro rossi; stendetela non tanto fina e tagliatela ad uso di mostaccioli di Napoli, non tanto larghi; cuoceteli con la metà di brodo e la metà di acqua, aggiustati con sale; prendete il piatto che dovete mandare in tavola: potete fare intorno al detto piatto un bordo di pasta a frigè per ritenere in esso piatto la salsa, acciocché non dia fuori quando lo metterete nel forno, mentre gli va fatto prendere un poco di brulì; cotte che avrete le lasagne, cavatele ed incasciatele con formaggio parmiggiano e le andrete aggiustando nel piatto sopraddetto, con un solaro de salsa, butirro e formaggio e l'altro de lasagne slargate, e messe in piano, e così andrete facendo per fino che avrete terminato di empire detto piatto; bisogna avvertire che al di sopra deve terminare la salsa con butirro e formaggio parmiggiano e terminato, mettetelo in forno per fargli fare il suo brulì... »
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