Farmacie centri di servizio per il cittadino

Lunedì, 03 Gennaio 2011 01:00 | Letto 2287 volte   Clicca per ascolare il testo Farmacie centri di servizio per il cittadino MACERATA – E tempo di bilanci anche per l'Ordine dei farmacisti della provincia di Macerata al termine di un 2010 pieno di novità per il sistema farmaceutico e, di conseguenza, per il cittadino. Il presidente Luciano Diomedi, che è anche delegato regionale della Federazione degli Ordini dei farmacisti, tira le somme di un anno “roseo”. “A livello nazionale – dice – grazie alla sagace linea di condotta del presidente nazionale della Fofi, Andrea Mandelli, è stato riaffermato un concetto importante quale il ritorno alla professione. Dalle sentenze della Corte di giustizia europea all'istituzione della farmacia dei servizi, passando per la legge sulle cure palliative, si è assistito infatti a una serie di conferme dellimportanza della figura del farmacista nel processo di tutela della salute”. Cosè la farmacia dei servizi? “Le farmacie sono destinate a un cambiamento strutturale e con esse anche la nostra professionalità – spiega il dottor Diomedi – . Il cittadino potrà trovare non solo il farmacista che dispensa le medicine, ma altri servizi come la presenza di infermieri o fisioterapisti per prestazioni sanitarie, le prenotazioni Cup, esami auto-diagnostici (ad esempio esami del sangue, spirometria o saturazione d'ossigeno), nonché elettrocardiogrammi in collegamento con centri di cardiologia accreditati dalle Regioni”. Come giudica la novità? “La legge è un buon risultato, che richiama ancora una volta il tema della professionalità. Dovremo attrezzarci culturalmente per fronteggiare le nuove funzioni attribuite alla farmacia, mostrando professionalità anche nelle competenze di ordine manageriale. Sarà necessaria una dimensione associativa e occorrerà interagire con altri professionisti come gli infermieri e gli stessi medici di famiglia, adeguando anche lambiente di lavoro alle nuove funzioni”. Ci sono già risvolti pratici sul territorio? “Un accenno di alcuni aspetti contemplati nella farmacia di servizi si può trovare nell'accordo regionale per l'assistenza integrativa, anche se credo sia stato stipulato con troppa fretta dalle associazioni sindacali dei titolari di farmacia. Pur fruibile solo su determinati territori delle Marche, rimane comunque un punto di partenza. Il cittadino, in pratica, potrà recarsi nella sua farmacia in qualsiasi momento della giornata e non allospedale o negli ambulatori territoriali in orari prestabiliti per ricevere presidi per diabetici, stomie e pannoloni”. Cosa sono invece le cure palliative? “La legge sulle cure palliative è fortemente innovativa: per la prima volta tutela e garantisce laccesso alla terapia del dolore da parte del malato nellambito dei livelli essenziali di assistenza. Si assicurano così il rispetto della dignità e dellautonomia della persona umana, il bisogno di salute, lequità nellaccesso allassistenza, la qualità e lappropriatezza delle cure stesse”. Altro traguardo: il farmacista di dipartimento. Cosè? “E un progetto coordinato dalla Società italiana di farmacia ospedaliera, in collaborazione con gli ordini professionali, cui ha aderito – nella fase sperimentale - anche lAzienda degli ospedali riuniti di Ancona. Esso andrà a valutare limportanza della figura del farmacista per la sicurezza del trattamento farmacologico e per lottimizzazione della gestione dei farmaci di reparto”. Come si è mosso, in particolare, lOrdine di Macerata? “Un risultato che rivendico con orgoglio è lo svolgimento del premio Fausto Filipponi. Uniniziativa nata per ricordare lex presidente scomparso qualche anno fa e che ha permesso di richiamare a Macerata più di 150 colleghi da tutta Italia, istituzioni politiche e professionali, con lallestimento di un museo della farmacia e la realizzazione di un libro sulla ‘Storia della farmacia, disponibile in tutte le librerie della regione. Tutto nellottica di riconoscere l'importanza del nostro patrimonio di valori e conoscenza, cercando di rappresentarla sia alle istituzioni, sia allopinione pubblica”. Quali progetti per il 2011? “Tre colleghe sono riuscite a essere ammesse alla borsa di studio per la realizzazione di progetti di ricerca bandita dalla Provincia di Macerata, mentre è ormai in dirittura darrivo laccordo con le università di Camerino e Urbino (Facoltà di Farmacia) per la nuova convenzione sul tirocinio in farmacia. Si tratta di un accordo completo, e aggiungerei unico in tutta Italia, che permetterà agli studenti universitari un serio tirocinio professionale prima di entrare nel mondo del lavoro”. Il futuro? “Occorre innanzi tutto mettere in atto la legge sulla farmacia dei servizi senza contrapposizioni frontali tra la categoria, perseguendo il confronto a ogni livello e trovando una soluzione che tenga presente tutti gli attori del comparto del farmaco, a salvaguardia dei posti di lavoro e delle farmacie che operano in sedi disagiate. In generale, dovremo tenere alta lattenzione, cercando di essere sempre farmacisti, ma più specializzati rispetto al passato: nelle farmacie di comunità con strumenti diversi; negli ospedali con responsabilità dirette verso il paziente; nellindustria in ruoli magari inediti come quelli di responsabilità nel rapporto con la comunità scientifica. Un concetto però resta chiaro: il farmaco non è una merce, ma un bene essenziale per il cittadino-paziente. Ed è sempre necessaria la presenza del professionista per l'accesso al medicinale in qualsiasi luogo avvenga”. Nella foto: il presidente Luciano Diomedi  

MACERATA – E' tempo di bilanci anche per l'Ordine dei farmacisti della provincia di Macerata al termine di un 2010 pieno di novità per il sistema farmaceutico e, di conseguenza, per il cittadino.
Il presidente Luciano Diomedi, che è anche delegato regionale della Federazione degli Ordini dei farmacisti, tira le somme di un anno “roseo”.
“A livello nazionale – dice – grazie alla sagace linea di condotta del presidente nazionale della Fofi, Andrea Mandelli, è stato riaffermato un concetto importante quale il ritorno alla professione. Dalle sentenze della Corte di giustizia europea all'istituzione della farmacia dei servizi, passando per la legge sulle cure palliative, si è assistito infatti a una serie di conferme dell'importanza della figura del farmacista nel processo di tutela della salute”.
Cos'è la farmacia dei servizi?
“Le farmacie sono destinate a un cambiamento strutturale e con esse anche la nostra professionalità – spiega il dottor Diomedi – . Il cittadino potrà trovare non solo il farmacista che dispensa le medicine, ma altri servizi come la presenza di infermieri o fisioterapisti per prestazioni sanitarie, le prenotazioni Cup, esami auto-diagnostici (ad esempio esami del sangue, spirometria o saturazione d'ossigeno), nonché elettrocardiogrammi in collegamento con centri di cardiologia accreditati dalle Regioni”.
Come giudica la novità?
“La legge è un buon risultato, che richiama ancora una volta il tema della professionalità. Dovremo attrezzarci culturalmente per fronteggiare le nuove funzioni attribuite alla farmacia, mostrando professionalità anche nelle competenze di ordine manageriale. Sarà necessaria una dimensione associativa e occorrerà interagire con altri professionisti come gli infermieri e gli stessi medici di famiglia, adeguando anche l'ambiente di lavoro alle nuove funzioni”.
Ci sono già risvolti pratici sul territorio?
“Un accenno di alcuni aspetti contemplati nella farmacia di servizi si può trovare nell'accordo regionale per l'assistenza integrativa, anche se credo sia stato stipulato con troppa fretta dalle associazioni sindacali dei titolari di farmacia. Pur fruibile solo su determinati territori delle Marche, rimane comunque un punto di partenza. Il cittadino, in pratica, potrà recarsi nella sua farmacia in qualsiasi momento della giornata e non all'ospedale o negli ambulatori territoriali in orari prestabiliti per ricevere presidi per diabetici, stomie e pannoloni”.
Cosa sono invece le cure palliative?
“La legge sulle cure palliative è fortemente innovativa: per la prima volta tutela e garantisce l'accesso alla terapia del dolore da parte del malato nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza. Si assicurano così il rispetto della dignità e dell'autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l'equità nell'accesso all'assistenza, la qualità e l'appropriatezza delle cure stesse”.
Altro traguardo: il farmacista di dipartimento. Cos'è?
“E' un progetto coordinato dalla Società italiana di farmacia ospedaliera, in collaborazione con gli ordini professionali, cui ha aderito – nella fase sperimentale - anche l'Azienda degli ospedali riuniti di Ancona. Esso andrà a valutare l'importanza della figura del farmacista per la sicurezza del trattamento farmacologico e per l'ottimizzazione della gestione dei farmaci di reparto”.
Come si è mosso, in particolare, l'Ordine di Macerata?
“Un risultato che rivendico con orgoglio è lo svolgimento del premio Fausto Filipponi. Un'iniziativa nata per ricordare l'ex presidente scomparso qualche anno fa e che ha permesso di richiamare a Macerata più di 150 colleghi da tutta Italia, istituzioni politiche e professionali, con l'allestimento di un museo della farmacia e la realizzazione di un libro sulla ‘Storia della farmacia', disponibile in tutte le librerie della regione. Tutto nell'ottica di riconoscere l'importanza del nostro patrimonio di valori e conoscenza, cercando di rappresentarla sia alle istituzioni, sia all'opinione pubblica”.
Quali progetti per il 2011?
“Tre colleghe sono riuscite a essere ammesse alla borsa di studio per la realizzazione di progetti di ricerca bandita dalla Provincia di Macerata, mentre è ormai in dirittura d'arrivo l'accordo con le università di Camerino e Urbino (Facoltà di Farmacia) per la nuova convenzione sul tirocinio in farmacia. Si tratta di un accordo completo, e aggiungerei unico in tutta Italia, che permetterà agli studenti universitari un serio tirocinio professionale prima di entrare nel mondo del lavoro”.
Il futuro?
“Occorre innanzi tutto mettere in atto la legge sulla farmacia dei servizi senza contrapposizioni frontali tra la categoria, perseguendo il confronto a ogni livello e trovando una soluzione che tenga presente tutti gli attori del comparto del farmaco, a salvaguardia dei posti di lavoro e delle farmacie che operano in sedi disagiate. In generale, dovremo tenere alta l'attenzione, cercando di essere sempre farmacisti, ma più specializzati rispetto al passato: nelle farmacie di comunità con strumenti diversi; negli ospedali con responsabilità dirette verso il paziente; nell'industria in ruoli magari inediti come quelli di responsabilità nel rapporto con la comunità scientifica. Un concetto però resta chiaro: il farmaco non è una merce, ma un bene essenziale per il cittadino-paziente. Ed è sempre necessaria la presenza del professionista per l'accesso al medicinale in qualsiasi luogo avvenga”.

Nella foto: il presidente Luciano Diomedi
 

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