Per la terza serata di Lunaria a Recanati, code di auto e circonvallazioni in tilt nonostante il senso unico e le centinaia di parcheggi predisposti dal Comune. Più di seimila gli spettatori che mercoledì 28 luglio in piazza Leopardi hanno assaporato la magia della musica fondersi alla potenza dei versi, nel pieno rispetto del “canone Lunaria”, una rassegna che ha sempre regalato alla città forti emozioni. Musicultura ha siglato anche questa volta un inedito sodalizio artistico, quello tra le canzoni di Roberto Vecchioni e i versi della più grande poetessa italiana Alda Merini portati sul palcoscenico, con grande intensità, dall'attrice Sonia Bergamasco.
“Nella città del più grande poeta esistito, che con l'Infinito ci ha regalato i versi più belli mai scritti, torno sempre con grande piacere, e torno per fare qualcosa di nuovo. Non è che si viene a Recanati e a Lunaria per riproporre il solito repertorio”, ha detto con il solito disincanto Roberto Vecchioni, che inaugurò la prima edizione di Lunaria.
Sonia Bergamasco ha rotto il ghiaccio con i versi di Alda Merini, recitando le liriche e appassionando il pubblico che ha assistito in silenzio ai versi duri e dolci della poetessa milanese. Poi è salito sul palco il “Professore” accompagnato da pianoforte e quartetto d'archi diretti dal maestro Beppe D'Onghia. E insieme al quartetto classico, ha fuso versi e grandi musiche, mettendo insieme Ciaikovski e Catullo, le Quattro Stagioni di Vivaldi con versi inediti, e facendoli diventare Cinque stagioni con l'aggiunta di Rossini.
Poi Neruda, Rakmaninoff, alternato alle poesie recitate con sempre maggiore intensità da Sonia Bergamasco, e soprattutto dalle storiche canzoni che il “Professore” ha portato a Recanati riarrangiate grazie al tocco del Maestro D'Onghia. Vissi d'arte, Voglio una donna, Milady, La stazione di Zima, Sogna ragazzo sogna, e poi le più belle, rese ancora più intense dalla leggerezza degli archi, Luci a San Siro e Samarcanda, per chiudere in grande stile quella che è stata una serata indimenticabile.
“Una ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, della progettazione artistica e della libertà di espressione tra varie arti che ha reso sempre Lunaria un appuntamento unico” , così ha commentato, a fine serata, il direttore artistico di Musicultura e della stessa Lunaria, Piero Cesanelli.
Il professore e l'attrice incantano Recanati
Mercoledì, 28 Luglio 2010 02:00 | Letto 2300 volte Clicca per ascolare il testo Il professore e l'attrice incantano Recanati Per la terza serata di Lunaria a Recanati, code di auto e circonvallazioni in tilt nonostante il senso unico e le centinaia di parcheggi predisposti dal Comune. Più di seimila gli spettatori che mercoledì 28 luglio in piazza Leopardi hanno assaporato la magia della musica fondersi alla potenza dei versi, nel pieno rispetto del “canone Lunaria”, una rassegna che ha sempre regalato alla città forti emozioni. Musicultura ha siglato anche questa volta un inedito sodalizio artistico, quello tra le canzoni di Roberto Vecchioni e i versi della più grande poetessa italiana Alda Merini portati sul palcoscenico, con grande intensità, dallattrice Sonia Bergamasco. “Nella città del più grande poeta esistito, che con lInfinito ci ha regalato i versi più belli mai scritti, torno sempre con grande piacere, e torno per fare qualcosa di nuovo. Non è che si viene a Recanati e a Lunaria per riproporre il solito repertorio”, ha detto con il solito disincanto Roberto Vecchioni, che inaugurò la prima edizione di Lunaria. Sonia Bergamasco ha rotto il ghiaccio con i versi di Alda Merini, recitando le liriche e appassionando il pubblico che ha assistito in silenzio ai versi duri e dolci della poetessa milanese. Poi è salito sul palco il “Professore” accompagnato da pianoforte e quartetto d'archi diretti dal maestro Beppe D'Onghia. E insieme al quartetto classico, ha fuso versi e grandi musiche, mettendo insieme Ciaikovski e Catullo, le Quattro Stagioni di Vivaldi con versi inediti, e facendoli diventare Cinque stagioni con laggiunta di Rossini. Poi Neruda, Rakmaninoff, alternato alle poesie recitate con sempre maggiore intensità da Sonia Bergamasco, e soprattutto dalle storiche canzoni che il “Professore” ha portato a Recanati riarrangiate grazie al tocco del Maestro DOnghia. Vissi darte, Voglio una donna, Milady, La stazione di Zima, Sogna ragazzo sogna, e poi le più belle, rese ancora più intense dalla leggerezza degli archi, Luci a San Siro e Samarcanda, per chiudere in grande stile quella che è stata una serata indimenticabile. “Una ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, della progettazione artistica e della libertà di espressione tra varie arti che ha reso sempre Lunaria un appuntamento unico” , così ha commentato, a fine serata, il direttore artistico di Musicultura e della stessa Lunaria, Piero Cesanelli.Per la terza serata di Lunaria a Recanati, code di auto e circonvallazioni in tilt nonostante il senso unico e le centinaia di parcheggi predisposti dal Comune. Più di seimila gli spettatori che mercoledì 28 luglio in piazza Leopardi hanno assaporato la magia della musica fondersi alla potenza dei versi, nel pieno rispetto del “canone Lunaria”, una rassegna che ha sempre regalato alla città forti emozioni. Musicultura ha siglato anche questa volta un inedito sodalizio artistico, quello tra le canzoni di Roberto Vecchioni e i versi della più grande poetessa italiana Alda Merini portati sul palcoscenico, con grande intensità, dall'attrice Sonia Bergamasco.
“Nella città del più grande poeta esistito, che con l'Infinito ci ha regalato i versi più belli mai scritti, torno sempre con grande piacere, e torno per fare qualcosa di nuovo. Non è che si viene a Recanati e a Lunaria per riproporre il solito repertorio”, ha detto con il solito disincanto Roberto Vecchioni, che inaugurò la prima edizione di Lunaria.
Sonia Bergamasco ha rotto il ghiaccio con i versi di Alda Merini, recitando le liriche e appassionando il pubblico che ha assistito in silenzio ai versi duri e dolci della poetessa milanese. Poi è salito sul palco il “Professore” accompagnato da pianoforte e quartetto d'archi diretti dal maestro Beppe D'Onghia. E insieme al quartetto classico, ha fuso versi e grandi musiche, mettendo insieme Ciaikovski e Catullo, le Quattro Stagioni di Vivaldi con versi inediti, e facendoli diventare Cinque stagioni con l'aggiunta di Rossini.
Poi Neruda, Rakmaninoff, alternato alle poesie recitate con sempre maggiore intensità da Sonia Bergamasco, e soprattutto dalle storiche canzoni che il “Professore” ha portato a Recanati riarrangiate grazie al tocco del Maestro D'Onghia. Vissi d'arte, Voglio una donna, Milady, La stazione di Zima, Sogna ragazzo sogna, e poi le più belle, rese ancora più intense dalla leggerezza degli archi, Luci a San Siro e Samarcanda, per chiudere in grande stile quella che è stata una serata indimenticabile.
“Una ulteriore dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, della progettazione artistica e della libertà di espressione tra varie arti che ha reso sempre Lunaria un appuntamento unico” , così ha commentato, a fine serata, il direttore artistico di Musicultura e della stessa Lunaria, Piero Cesanelli.
Letto 2300 volte
