Grido di allarme dei sindaci sugli ambiti sociali

Sabato, 10 Luglio 2010 02:00 | Letto 1947 volte   Clicca per ascolare il testo Grido di allarme dei sindaci sugli ambiti sociali “La competenza sulla programmazione dei servizi sociali è dei sindaci ed in capo a loro deve restare. Gli Ambiti li devono definire gli amministratori, non si possono ridisegnare con una proposta di legge. Va bene la programmazione darea vasta ma il servizio non si può fare nello stesso modo su di un territorio così differente”. Questo, in sintesi, il concetto espresso dai sindaci del territorio nel corso del convegno di studi sul futuro degli Ambiti territoriali sociali ospitato venerdì scorso presso laula degli Stemmi del Municipio di San Severino Marche. Il primo cittadino settempedano, Cesare Martini, ha richiamato al rispetto dei ruoli e delle competenze valutando positivamente lattuale modello basato sulla sostanziale integrazione sociale e sanitaria e criticando le modifiche allassetto dellorganizzazione che si vorrebbero introdurre con una proposta di legge. “Tali modifiche – ha sottolineato Martini intervenuto al dibattito insieme ai colleghi sindaci di Camerino, Dario Conti, e di Muccia, Mario Baroni – non definiscono un nuovo modello, ma alterano gli equilibri attuali, e inoltre interrompono il percorso di rafforzamento delle competenze sociali dei Comuni, soprattutto dei più piccoli, attuato con lattività degli Ambiti territoriali sociali che vengono, di fatto, aboliti con la delega delle competenze dei coordinatori dambito al servizio sanitario”. Sulla stessa lunghezza donda anche il presidente della Comunità Montana di San Severino Marche, Gian Luca Chiappa: “Non si può non tenere conto delle situazioni che si registrano nelle nostre zone montane che sono, evidentemente, diverse per caratteristiche fisiche dalle realtà presenti lungo la costa. Qui la popolazione è molto anziana, spesso è difficile raggiungere chi ha bisogno. Gli ambiti che le amministrazioni locali hanno disegnato fino ad oggi hanno dimostrato una grande capacità di risparmio, non vedo il perché si debbano rivedere. Daltronde essi stessi sono perfettamente in linea con la riforma visto che per due ambiti, quello di San Severino e quello di Camerino, già oggi si ha un unico coordinatore”. Al convegno di studi hanno preso parte anche lassessore regionale alla Famiglia ed alle Politiche Sociali, Luca Marconi, i consiglieri regionali Francesco Comi e Francesco Massi, il dirigente del servizio Politiche Sociali della Regione, Paolo Mannucci, il nuovo direttore della zona territoriale 10 dellAsur Marche, Massimo Marconi, il presidente dellUncem regionale, Michele Maiani, il presidente del Comitato dei sindaci dellAmbito 18, Sauro Scaficchia.   Nella foto: alcuni momenti del partecipato incontro  

“La competenza sulla programmazione dei servizi sociali è dei sindaci ed in capo a loro deve restare. Gli Ambiti li devono definire gli amministratori, non si possono ridisegnare con una proposta di legge. Va bene la programmazione d'area vasta ma il servizio non si può fare nello stesso modo su di un territorio così differente”. Questo, in sintesi, il concetto espresso dai sindaci del territorio nel corso del convegno di studi sul futuro degli Ambiti territoriali sociali ospitato venerdì scorso presso l'aula degli Stemmi del Municipio di San Severino Marche. Il primo cittadino settempedano, Cesare Martini, ha richiamato al rispetto dei ruoli e delle competenze valutando positivamente l'attuale modello basato sulla sostanziale integrazione sociale e sanitaria e criticando le modifiche all'assetto dell'organizzazione che si vorrebbero introdurre con una proposta di legge. “Tali modifiche – ha sottolineato Martini intervenuto al dibattito insieme ai colleghi sindaci di Camerino, Dario Conti, e di Muccia, Mario Baroni – non definiscono un nuovo modello, ma alterano gli equilibri attuali, e inoltre interrompono il percorso di rafforzamento delle competenze sociali dei Comuni, soprattutto dei più piccoli, attuato con l'attività degli Ambiti territoriali sociali che vengono, di fatto, aboliti con la delega delle competenze dei coordinatori d'ambito al servizio sanitario”. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente della Comunità Montana di San Severino Marche, Gian Luca Chiappa: “Non si può non tenere conto delle situazioni che si registrano nelle nostre zone montane che sono, evidentemente, diverse per caratteristiche fisiche dalle realtà presenti lungo la costa. Qui la popolazione è molto anziana, spesso è difficile raggiungere chi ha bisogno. Gli ambiti che le amministrazioni locali hanno disegnato fino ad oggi hanno dimostrato una grande capacità di risparmio, non vedo il perché si debbano rivedere. D'altronde essi stessi sono perfettamente in linea con la riforma visto che per due ambiti, quello di San Severino e quello di Camerino, già oggi si ha un unico coordinatore”. Al convegno di studi hanno preso parte anche l'assessore regionale alla Famiglia ed alle Politiche Sociali, Luca Marconi, i consiglieri regionali Francesco Comi e Francesco Massi, il dirigente del servizio Politiche Sociali della Regione, Paolo Mannucci, il nuovo direttore della zona territoriale 10 dell'Asur Marche, Massimo Marconi, il presidente dell'Uncem regionale, Michele Maiani, il presidente del Comitato dei sindaci dell'Ambito 18, Sauro Scaficchia.

 

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