Accordo di programma, cambiare si può

Giovedì, 06 Maggio 2010 02:00 | Letto 2185 volte   Clicca per ascolare il testo Accordo di programma, cambiare si può Continua a tenere banco la discussione sullaccordo di programma tra le università di Camerino e Macerata. Diverse le posizioni al riguardo, alcune a favore altre contro, con la provincia di Macerata che sostiene tale accordo e la regione Marche che sembra essere un po distratta. Anche il comune di Camerino sembra rimanere sul chi va là, intanto in una conferenza stampa, il vice sindaco Gianluca Pasqui e il Popolo della Libertà Camerte, hanno voluto precisare la propria posizione. “Pur non potendo come soggetto politico – le parole di Pasqui – entrare nelle dinamiche e negli equilibri di un ateneo, che vanno portati avanti con autonomia, di sicuro questo accordo di programma, per alcuni aspetti, presenta dei vantaggi, anche di natura economica. Tuttavia, tenendo presente lincidenza economico – sociale che lateneo ha non solo sulla città di Camerino, ma sullintero territorio, riteniamo che ci debbano essere delle modifiche che non vadano a stravolgere laccordo di programma, ma che diano sottolineature di certezza e sicurezza per il prosieguo negli anni di uno degli atenei storici dellItalia, quale è luniversità di Camerino. Di conseguenza lavoreremo nei luoghi istituzionali preposti per apportare quelle modifiche, soprattutto agli articoli 1 e 4 dellaccordo, laddove si parla di Cum, dove è necessario lingresso dei comuni di Camerino e Macerata, oltre che della regione, ma non di altri soggetti, e della facoltà di Giurisprudenza. No alla “Law School”. Pur dovendo, a nostro parere, le due giurisprudenze diversificarsi perché questo accordo possa vivere, tuttavia esse dovrebbero mantenere ciascuna la propria identità e il proprio corso magistrale con una diversificazione di didattiche. Blocco al turn over che riteniamo non debba essere inferiore rispetto a quello che attualmente cè. Infine lavoreremo perché possa essere mantenuto a Camerino anche il corso di laurea in scienze politiche, per il quale riteniamo sussistere le condizioni, visto il buon numero di iscritti anche nellanno in corso ”.  

Continua a tenere banco la discussione sull'accordo di programma tra le università di Camerino e Macerata. Diverse le posizioni al riguardo, alcune a favore altre contro, con la provincia di Macerata che sostiene tale accordo e la regione Marche che sembra essere un po' distratta.
Anche il comune di Camerino sembra rimanere sul chi va là, intanto in una conferenza stampa, il vice sindaco Gianluca Pasqui e il Popolo della Libertà Camerte, hanno voluto precisare la propria posizione. “Pur non potendo come soggetto politico – le parole di Pasqui – entrare nelle dinamiche e negli equilibri di un ateneo, che vanno portati avanti con autonomia, di sicuro questo accordo di programma, per alcuni aspetti, presenta dei vantaggi, anche di natura economica. Tuttavia, tenendo presente l'incidenza economico – sociale che l'ateneo ha non solo sulla città di Camerino, ma sull'intero territorio, riteniamo che ci debbano essere delle modifiche che non vadano a stravolgere l'accordo di programma, ma che diano sottolineature di certezza e sicurezza per il prosieguo negli anni di uno degli atenei storici dell'Italia, quale è l'università di Camerino. Di conseguenza lavoreremo nei luoghi istituzionali preposti per apportare quelle modifiche, soprattutto agli articoli 1 e 4 dell'accordo, laddove si parla di Cum, dove è necessario l'ingresso dei comuni di Camerino e Macerata, oltre che della regione, ma non di altri soggetti, e della facoltà di Giurisprudenza. No alla “Law School”. Pur dovendo, a nostro parere, le due giurisprudenze diversificarsi perché questo accordo possa vivere, tuttavia esse dovrebbero mantenere ciascuna la propria identità e il proprio corso magistrale con una diversificazione di didattiche. Blocco al turn over che riteniamo non debba essere inferiore rispetto a quello che attualmente c'è.
Infine lavoreremo perché possa essere mantenuto a Camerino anche il corso di laurea in scienze politiche, per il quale riteniamo sussistere le condizioni, visto il buon numero di iscritti anche nell'anno in corso ”.
 

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