Torna in mare il gommone 'Raffaello'

Mercoledì, 07 Aprile 2010 02:00 | Letto 2062 volte   Clicca per ascolare il testo Torna in mare il gommone 'Raffaello' Torna in mare, per la campagna di monitoraggio marino costiero di aprile, il gommone Raffaello dellARPAM. Sul gommone lavorano i tecnici del Servizio Acque, unità operativa mare/Sibilla dellArpam di Ancona, poche persone che sono al tempo stesso biologi marini, marinai esperti e sub patentati. Limbarcazione ha subito una manutenzione straordinaria consistita nel rifacimento dei tubolari e nella completa revisione dei motori. Il tutto con un investimento di circa 25 mila euro, a fronte dei 65 mila + iva che si sarebbero dovuti spendere per un nuovo natante. La scelta della manutenzione del Raffaello è stata dettata da motivi vari: innanzitutto la possibilità di continuare a disporre di unimbarcazione che per le sue caratteristiche consente i prelievi anche su bassi e bassissimi fondali, dotata di motori (due EVINRUDE da 225 cv/cad) certificati come i meno impattanti sul mercato; in secondo luogo per il considerevole risparmio che si è potuto realizzare e infine per un motivo etico/sentimentale: il gommone fu confiscato dal tribunale di Brindisi agli scafisti che organizzavano, negli anni scorsi, i viaggi della disperazione nel canale di Otranto. Il tribunale lo affidò allARPAM perché ne facesse un uso di pubblica utilità, e questo vogliamo che il Raffaello continui a fare.

Torna in mare, per la campagna di monitoraggio marino costiero di aprile, il gommone Raffaello dell'ARPAM. Sul gommone lavorano i tecnici del Servizio Acque, unità operativa mare/Sibilla dell'Arpam di Ancona, poche persone che sono al tempo stesso biologi marini, marinai esperti e sub patentati. L'imbarcazione ha subito una manutenzione straordinaria consistita nel rifacimento dei tubolari e nella completa revisione dei motori. Il tutto con un investimento di circa 25 mila euro, a fronte dei 65 mila + iva che si sarebbero dovuti spendere per un nuovo natante. La scelta della manutenzione del Raffaello è stata dettata da motivi vari: innanzitutto la possibilità di continuare a disporre di un'imbarcazione che per le sue caratteristiche consente i prelievi anche su bassi e bassissimi fondali, dotata di motori (due EVINRUDE da 225 cv/cad) certificati come i meno impattanti sul mercato; in secondo luogo per il considerevole risparmio che si è potuto realizzare e infine per un motivo etico/sentimentale: il gommone fu confiscato dal tribunale di Brindisi agli scafisti che organizzavano, negli anni scorsi, i viaggi della disperazione nel canale di Otranto. Il tribunale lo affidò all'ARPAM perché ne facesse un uso di pubblica utilità, e questo vogliamo che il Raffaello continui a fare.

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