Il primo punto su cui ritengo doveroso soffermarmi si riferisce alle esigenze da cui è scaturita tale manifestazione ed alle finalità che con essa ci si ripromette di perseguire.
La giornata è stata definita di “mobilitazione”.
Questa definizione non è un parto della mia fantasia, ma è stata coniata dalla Giunta Esecutiva dell'Associazione Nazionale Magistrati, che ha invitato i Tribunali ad organizzare in tutta Italia manifestazioni a livello locale di confronto con gli uffici aperti alla società civile, per favorire il dialogo dei magistrati con tutti i potenziali fruitori del servizio giustizia allo scopo di far conoscere le reali condizioni in cui operano gli Uffici giudiziari e di illustrare quanto veramente necessario a realizzare l'effettività della giurisdizione ed a garantire i diritti e la sicurezza delle persone.
Si tratta di un'esigenza fortemente avvertita in questo particolare momento, in cui la giustizia è al centro di quasi tutti i dibattiti pubblici e costituisce un tema di scontro politico dai toni spesso accesi e, talora, esasperati.
La Sottosezione di Camerino dell'Associazione Magistrati, da poco costituita o comunque rivitalizzata, anche grazie al tenace impulso del dott. Tullio Cicoria, ha ritenuto di raccogliere tale invito, condividendo pienamente l'obiettivo posto in rilievo dalla Giunta Nazionale e la necessità di assicurare la più ampia diffusione delle informazioni in merito alle difficoltà in cui si dibatte quotidianamente il sistema giustizia, destinate, purtroppo, quasi sempre a rimanere di esclusiva conoscenza degli operatori del settore.
Nell'ambito di tale iniziativa, ho ritenuto opportuno organizzare un'assemblea, aperta alla partecipazione di tutti ma, soprattutto, dei rappresentanti delle istituzioni locali e dell'Amministrazione dello Stato, dedicata ad un tema di specifico interesse di tutti coloro che sono oggi convenuti: la ipotizzata soppressione degli Uffici giudiziari con un organico di magistrati inferiore a 10 unità, tra cui il Tribunale di Camerino.
E' questo un tema che è nuovamente tornato alla ribalta in questi ultimi giorni, dopo che il rappresentante dell'Associazione Magistrati del distretto delle Marche, in occasione di un'assemblea estesa ai rappresentanti degli Enti locali, ha rilanciato la proposta della soppressione dei Tribunali di Camerino e di Urbino, auspicandone l'accorpamento ai Tribunali di Macerata e di Pesaro, in vista di un supposto uso più razionale delle attuali risorse di personale, che risultano sempre più ridotte da un punto di vita quantitativo.
Il diffondersi di tale notizia ha dato vita ad una serie di reazioni e di interventi, senz'altro qualificati, sia per la autorevolezza della loro provenienza che per la qualità dei contenuti, ma che, a mio avviso, prescindendo dal loro rilievo mediatico, non potevano condurre ad un risultato efficace, peccando, da un lato, di estemporaneità e, dall'altro, di scarsa incisività, non essendo neppure indirizzati all'effettivo interlocutore naturale.
E' stato proprio questo il motivo che mi ha convinto che potesse essere utile assumere l'iniziativa di predisporre una sede qualificata in cui concentrare il confronto su tale argomento, al fine di ricondurre ad unità le singole posizioni individuali prive dell'indispensabile coordinamento e di convogliare efficacemente ogni possibile azione da svolgere per il conseguimento dell'obiettivo comune, sulla linea di una strategia previamente individuata.
Un'ultima notazione sul punto credo che sia necessaria.
All'esito di una seduta plenaria, svoltasi il 13 gennaio 2010, il Consiglio Superiore della Magistratura ha approvato una risoluzione di 43 pagine dedicata alla “revisione delle circoscrizioni giudiziarie”, sollecitando il Governo ed, in particolare, il Ministro della Giustizia, unico organo competente in materia, a procedere quanto prima a tale revisione, precisando che la realizzazione di un efficiente sistema giudiziario imponeva “un'attenta riflessione sull'attuale distribuzione sul territorio nazionale degli Uffici giudiziari e sulla adeguatezza della loro struttura dimensionale”.
In tale risoluzione viene posto in rilievo che “Uffici giudiziari con organici limitati non risultano funzionali, perché non in grado di assicurare una tempestiva risposta di qualità alla domanda di giustizia”; e ciò sia per le difficoltà organizzative in cui essi continuamente si dibattono per la costituzione dei collegio giudicanti, sia per la complessità della legislazione vigente, che richiede necessariamente magistrati specializzati, sia pure per aree tematiche omogenee.
Prospettando, in definitiva, come ottimali gli Uffici che presentano una pianta organica compresa tra i 20 e i 40 magistrati.
Sulla scorta di tale criterio, i Tribunali che resterebbero al di fuori di tale parametro sarebbero ben 88, mentre quelli con un organico inferiore a 10 unità, come Camerino, sono 27.
