Amico Casini,
chi Le scrive è un democristiano, doroteo, ora UDC, non troppo vecchio, non troppo nostalgico, affatto sclerotico ed impermeabile all'“ars dicendi” con la quale Voi politici ci vorreste incantare.
Insomma, non sono un pupo ed ho sempre esecrato i Pupari!
Lei parla in questi giorni di “laboratorio nazionale” per allearsi con la sinistra in Puglia, di “intesa politica sui programmi” per allearsi con il PD in Piemonte, ed ancora di programmi per allearsi con il PD nelle Marche.
Questi discorsi inorridiscono la mia dignità e la mia coscienza.
Nelle Marche Lei, così facendo, potrebbe permettere un'alleanza anche con Di Pietro, forcaiolo, piccolo mercenario che avrebbe voluto cancellare i Democratici Cristiani Dorotei dalla scena politica, che li fece arrestare, infangandoli, mettendoli alla berlina e annientatandoli politicamente.
Colui che ha causato la “bava” alla bocca del Segretario Nazionale Onorevole Forlani, colui che ha contribuito al dolore dell'onesto soldato Citarristi, colui che ha dato dignità ai veri Generali dell'esercito democristiano Scalfaro e De Mita.
Mai prenderei un caffè con questa figura nè con i suoi amici, quelli riconoscibili e quelli occulti.
Con Di Pietro potrei,se fosse consentito, confrontarmi solo a duello; ma con arbitri imparziali.
Amico Casini,
sarebbe imbarazzante che qualche simpatizzante del PD incontrandomi per strada, ad una cena, in una pizzeria possa accennare ad un possibile “passo politico” da farsi insieme.
Spero non succeda e qualora accadesse, mi auguro che nessuno ascolti perché mi vergognerei!
Alcuni di questi provengono da un passato diverso, hanno fatto un cammino diverso, abbiamo avuto da sempre un differente sentire: alcuni sono comunisti e tali rimarranno, come io sono Democristiano Doroteo e tale rimarrò.
Non posso cambiare la carta d'identità della mia coscienza o mutarne la residenza,
Altri ex DC sono oggi gli amici del PD, trasformisti e falsi del passato, pronti a sfregarsi le mani con il sorriso sarcastico, pronti a denigrare ed irridere il nostro credo con un “modus opernadi” di basso profilo: sono i figli di Scalfaro e De Mita degnamente rappresentati da Rosaria Bindi e “Franceschiello”.
Amico Casini,
parafrasando Scalfaro nel discorso del 3 novembre 1993, seppur con enorme sacrificio, faccio mio lo stentoreo proclama d'indignazione: “io non ci stò!”
Credo e auspico che molti amici soldati avranno gli attributi congelati e non marceranno verso un progetto che pochi conoscono, nessuno condivide perché è incomprensibile sia per la ragioni anzidette, sia per la nostra recente storia politica.
Altri, un'esigua minoranza di “lecchini” che Le fanno professione di fede, solo per ricevere o mantenere le poltrone, avranno gli attributi caldi ma infilzeranno Lei ed il Partito sul fiume Don.
In positivo, in qualità di umile “soldato”, Le propongo di restituire il Partito al dibattito, agli iscritti, ai simpatizzanti affinchè le decisioni non vengano imposte, come si suol dire da ....Roma, ma vengano discusse e deliberate dal territorio.
Questa innovazione potrebbe essere salutare anche per non esporre alla “berlina” quelli che ci hanno messo la faccia e le proprie risorse alleandosi nelle ultime elezioni, naturalmente, con il centrodestra.
Amico Casini,
tolga la scritta “Casini” dal simbolo.
Quelli che hanno il mio pensiero non sono abituati al Partito “ad personam” come succede nel caso del Cavaliere o del “losco Figuro di Montenero di Bisaccia”.
Facciamo conoscere il pensiero politico dell'UDC, le proposte dell'UDC.
Piantiamola con la “condivisone dei programmi prima”, nessuno ci crede più, tutti sanno che è solo ed esclusivamente per le “poltrone”e Lei lo sa bene: è una politica che gli italiani non gradiscono affatto, anzi la detestano!
Noi abbiamo sempre avuto la cultura di considerare “l'uomo sempre al centro delle questioni”, e Lei vuole condividere un programma con chi da sempre professa una cultura opposta.
In questo momento di repulsione dalla politica, proviamo a “smuovere” le coscienze della gente,
proponiamoci al panorama degli elettori attraverso incontri, dibattiti,seminari, corsi di preparazione organizzati dai giovani del Partito ed indirizzati ai loro coetanei. Dobbiamo dare un futuro alle nuove generazioni così come ci è stato dato dai nostri genitori naturali e politici.
Potremo essere attrattivi senza svendere il nostro “credo” ma promovendolo per ottenere un ritorno significativo.
La Lega Nord ha consensi di cattolici e comunisti, perché è tra la gente e con la gente e gli impegni che assume con gli elettori li mantiene con determinazione e li concretizza e la base partecipa.anche alla scelta dei candidati. Noi questo antico metodo democratico, l'ho abbiamo perduto e anche Lei impone i nomi, non lo nasconda!
Amico Casini,
sicuramente l'UDC anche da questa “scellerata strategia” manterrà la percentuale di consensi, forse li potrebbe anche incrementare di poco, ma sappia, e sono sicuro che Lei già lo sa, avrà nuovi elettori che sceglieranno la casacca UDC ma avranno il DNA di coloro che oggi sono con il PD e prima o poi si approprieranno anche del Partito.
I Suoi fedeli e coerenti elettori che per 16 anni hanno militato nello schieramento di centro destra torneranno “nel limbo” ma saranno sicuramente fieri ed orgogliosi, come il sottoscritto, di non aver cambiato gli “amici” di viaggio!!!
Amico Casini,
da ultimo, vorrei non dimenticasse che con Tangentopoli ci avevano spazzati via, eravamo morti, annullati,svergognati e non avevamo un becco di un quattrino.
Il Cavaliere ci ha messo in mano la bandiera del CCD restituendoci dignità e la rappresentanza ai moderati.
Si ricorda quanti eravamo a Piazza San Giovanni ? E con quali emozioni siamo andati a Piazza San Givanni?
Senza quel momento avremmo aggiunto al tricolore falce, martello e la “faccia” di Scalfaro.
So bene che questa mia lettera aperta probabilmente non la leggerà mai, comunque auspico che qualche Suo “adepto” La possa informare, speriamo in maniera corretta.
Cordiali saluti,
Ottavio Paoletti.
