Poker di artisti alla mostra di Caldarola

Giovedì, 30 Luglio 2009 02:00 | Letto 2071 volte   Clicca per ascolare il testo Poker di artisti alla mostra di Caldarola Ben quattro importanti nuove opere completano la già preziosa collezione “LE STANZE DEL CARDINALE” di Giovanni Battista Pallotta, a Caldarola. La prima delle quattro opere è "Damone e Pizia", di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino, monumentale opera, per dimensione e solennità, proveniente da palazzo Rospisgliosi a Roma. La tela del Guercino che di solito decora le sale della sede della Confederazione Nazionale dei Coltivatore Diretti, farà ritorno nelle bellissime sale di Palazzo Pallotta, per le quali fu realizzata, per la prima volta esposta al pubblico dopo un lungo ed accurato restauro. “Damone e Pizia” fa parte delle opere di cui è certa lappartenenza alla collezione delloriginale quadreria del Cardinal Pallotta. “Questopera, insieme alla Clorinda e Sofronia di Mattia Preti, questultima proveniente da Palazzo Rosso di Genova, costituisce uno degli esempi più importanti della diretta committenza del Cardinale Pallotta e liconologia è un esempio della sua carriera soprattutto per i simboli iconologici in essa rappresentati” - è stato sottolineato dai curatori della mostra. A valorizzare ulteriormente “le stanze” di palazzo Pallotta saranno le tele di Simone Cantarini, detto Il Pesarese, presente in mostra con due dipinti di notevoli dimensioni, "I Santi Giuseppe e Domenico" e "I Santi Antonio da Padova e Francesco di Paola", di proprietà della Pinacoteca Nazionale di Bologna, ma provenienti dalla Biblioteca Malatestiana di Cesena, dove sono stati esposti in una recente mostra terminata il 26 luglio. Dulcis in fundo, un altro capolavoro del maestro Caravaggio, darà lustro alla quadreria del Cardinal Pallotta. Dopo “La Maddalena Penitente”, della Collezione Doria Pamphilj di Roma, arriva dal Museo Ala Ponzone di Cremona il "San Francesco in meditazione", accompagnato, come compete ad una grande star del suo calibro, da una scorta tecnica. Lopera del Caravaggio, sarà presente a Caldarola sino alla chiusura dell'evento espositivo. E allora non resta che approfittarne anche considerato che fino al 23 agosto la mostra e il castello sono aperti tutte le sere dalle 21,30 alle 23,30 con tanto di sconto del 50% sul prezzo del biglietto per chi prima si ferma a cena in uno dei ristoranti di Caldarola. Non a caso si attende il “pienone” per il prossimo weekend data per la quale già sono arrivate tantissime prenotazioni. Continua e si accresce allora lo straordinario successo di critica e di pubblico. La mostra infatti con questo poker di opere celebra ancora una volta la grandezza del Cardinale ed il sogno di bellezza di questo “fine” politico della Roma barocca, nonché, Legato Pontificio in Emilia, che fece splendere Caldarola nel Seicento, e il suo splendore giunge fino ai giorni nostri.   La somma di € 0,50 di ogni biglietto di ingresso alla mostra sarà devoluta al restauro di unopera segnalata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione Abruzzo, affinché si possa contribuire a riportare al loro splendore beni culturali danneggiati dal sisma del 6 aprile.  

Ben quattro importanti nuove opere completano la già preziosa collezione “LE STANZE DEL CARDINALE” di Giovanni Battista Pallotta, a Caldarola.
La prima delle quattro opere è "Damone e Pizia", di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino, monumentale opera, per dimensione e solennità, proveniente da palazzo Rospisgliosi a Roma. La tela del Guercino che di solito decora le sale della sede della Confederazione Nazionale dei Coltivatore Diretti, farà ritorno nelle bellissime sale di Palazzo Pallotta, per le quali fu realizzata, per la prima volta esposta al pubblico dopo un lungo ed accurato restauro.
“Damone e Pizia” fa parte delle opere di cui è certa l'appartenenza alla collezione dell'originale quadreria del Cardinal Pallotta.
“Quest'opera, insieme alla Clorinda e Sofronia di Mattia Preti, quest'ultima proveniente da Palazzo Rosso di Genova, costituisce uno degli esempi più importanti della diretta committenza del Cardinale Pallotta e l'iconologia è un esempio della sua carriera soprattutto per i simboli iconologici in essa rappresentati” - è stato sottolineato dai curatori della mostra.
A valorizzare ulteriormente “le stanze” di palazzo Pallotta saranno le tele di Simone Cantarini, detto Il Pesarese, presente in mostra con due dipinti di notevoli dimensioni, "I Santi Giuseppe e Domenico" e "I Santi Antonio da Padova e Francesco di Paola", di proprietà della Pinacoteca Nazionale di Bologna, ma provenienti dalla Biblioteca Malatestiana di Cesena, dove sono stati esposti in una recente mostra terminata il 26 luglio.
Dulcis in fundo, un altro capolavoro del maestro Caravaggio, darà lustro alla quadreria del Cardinal Pallotta. Dopo “La Maddalena Penitente”, della Collezione Doria Pamphilj di Roma, arriva dal Museo Ala Ponzone di Cremona il "San Francesco in meditazione", accompagnato, come compete ad una grande star del suo calibro, da una scorta tecnica. L'opera del Caravaggio, sarà presente a Caldarola sino alla chiusura dell'evento espositivo.
E allora non resta che approfittarne anche considerato che fino al 23 agosto la mostra e il castello sono aperti tutte le sere dalle 21,30 alle 23,30 con tanto di sconto del 50% sul prezzo del biglietto per chi prima si ferma a cena in uno dei ristoranti di Caldarola.
Non a caso si attende il “pienone” per il prossimo weekend data per la quale già sono arrivate tantissime prenotazioni. Continua e si accresce allora lo straordinario successo di critica e di pubblico. La mostra infatti con questo poker di opere celebra ancora una volta la grandezza del Cardinale ed il sogno di bellezza di questo “fine” politico della Roma barocca, nonché, Legato Pontificio in Emilia, che fece splendere Caldarola nel Seicento, e il suo splendore giunge fino ai giorni nostri.

 

La somma di € 0,50 di ogni biglietto di ingresso alla mostra sarà devoluta al restauro di un'opera segnalata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione Abruzzo, affinché si possa contribuire a riportare al loro splendore beni culturali danneggiati dal sisma del 6 aprile.

 

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