Piccole e medie imprese: più forti se unite.
Venerdì, 16 Giugno 2006 02:00 | Letto 4026 volte Clicca per ascolare il testo Piccole e medie imprese: più forti se unite. Possono essere più competitive, più forti, le piccole e medie imprese, se rappresentate in maniera unitaria dalle varie organizzazioni di rappresentanza. Di questo parere CNA e Apindustria della provincia di Ancona che, nella mattinata del 13 giugno 06, presso il Conero Break di Ancona, hanno chiamato a raccolta il loro mondo di riferimento per illustrare quali sono le leve su cui fare pressione per risalire la china. Credito, internazionalizzazione, infrastrutture, innovazione, ricerca e formazione: questi i temi sui quali le due associazioni che rappresentano una grossa fetta delle piccole e medie imprese della provincia intendono costituire, da oggi in poi, un tavolo di coordinamento che prevede anche lo svolgimento di altre iniziative comuni. Alla conferenza stampa erano presenti i massimi vertici delle due associazioni: Renato Picciaiola e Otello Gregorini, rispettivamente presidente e direttore della Cna provinciale, e Mario Donati e Andrea Alfonsi, presidente e direttore di Apindustria Ancona-Macerata. “In una regione come le Marche – ha detto Donati – molto si può fare sul versante delle azioni a sostegno dellinternazionalizzazione delle imprese. Bastano politiche semplici e che abbiano un impatto burocratico minimo”. Donati ha accennato alla necessità di rafforzamento delloperatività delle dogane, alla diffusione delle cultura brevettuale e della tutela del marchio, alla riduzione dei costi logistici mediante luso razionale ed economico di infrastrutture quali distretti e interporti. E a proposito di infrastrutture, Picciaiola ha ricordato gli annosi problemi da risolvere: “Uscita dal porto di Ancona in primis, il governo troverà le risorse? Stesso dubbio per la terza corsia dellA/14. Altri nodi sul tappeto sono: Quadrilatero, aeroporto, raddoppio SS16, interporto delle Marche, e per le infrastrutture immateriali dobbiamo ricordarci che ci sono zone del nostro territorio in cui non arrivano i collegamenti di rete”. Per poter competere, inoltre, secondo Picciaiola le pmi devono avere la capacità di innovare, sia per quanto riguarda il processo che il prodotto. “Le pmi – ha aggiunto Picciaiola - hanno accumulato ritardi che vanno recuperati in fretta attingendo al loro estro e alla possibilità di sostenerlo con la ricerca”. “Fondamentale anche la collaborazione fra imprese e università – ha dichiarato Donati – queste ultime dovrebbero trasferire mezzi tecnologici non solo alle grandi imprese, ma anche al mondo delle pmi, realtà che da sola contribuisce a sostenere gran parte del peso delleconomia nazionale”.
Possono essere più competitive, più forti, le piccole e medie imprese, se rappresentate in maniera unitaria dalle varie organizzazioni di rappresentanza. Di questo parere CNA e Apindustria della provincia di Ancona che, nella mattinata del 13 giugno '06, presso il Conero Break di Ancona, hanno chiamato a raccolta il loro mondo di riferimento per illustrare quali sono le leve su cui fare pressione per risalire la china. Credito, internazionalizzazione, infrastrutture, innovazione, ricerca e formazione: questi i temi sui quali le due associazioni che rappresentano una grossa fetta delle piccole e medie imprese della provincia intendono costituire, da oggi in poi, un tavolo di coordinamento che prevede anche lo svolgimento di altre iniziative comuni. Alla conferenza stampa erano presenti i massimi vertici delle due associazioni: Renato Picciaiola e Otello Gregorini, rispettivamente presidente e direttore della Cna provinciale, e Mario Donati e Andrea Alfonsi, presidente e direttore di Apindustria Ancona-Macerata. “In una regione come le Marche – ha detto Donati – molto si può fare sul versante delle azioni a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese. Bastano politiche semplici e che abbiano un impatto burocratico minimo”. Donati ha accennato alla necessità di rafforzamento dell'operatività delle dogane, alla diffusione delle cultura brevettuale e della tutela del marchio, alla riduzione dei costi logistici mediante l'uso razionale ed economico di infrastrutture quali distretti e interporti. E a proposito di infrastrutture, Picciaiola ha ricordato gli annosi problemi da risolvere: “Uscita dal porto di Ancona in primis, il governo troverà le risorse? Stesso dubbio per la terza corsia dell'A/14. Altri nodi sul tappeto sono: Quadrilatero, aeroporto, raddoppio SS16, interporto delle Marche, e per le infrastrutture immateriali dobbiamo ricordarci che ci sono zone del nostro territorio in cui non arrivano i collegamenti di rete”. Per poter competere, inoltre, secondo Picciaiola le pmi devono avere la capacità di innovare, sia per quanto riguarda il processo che il prodotto. “Le pmi – ha aggiunto Picciaiola - hanno accumulato ritardi che vanno recuperati in fretta attingendo al loro estro e alla possibilità di sostenerlo con la ricerca”. “Fondamentale anche la collaborazione fra imprese e università – ha dichiarato Donati – queste ultime dovrebbero trasferire mezzi tecnologici non solo alle grandi imprese, ma anche al mondo delle pmi, realtà che da sola contribuisce a sostenere gran parte del peso dell'economia nazionale”.
Letto 4026 volte
Pubblicato in
Altro
