Riaperta la chiesa di Brondoleto a Castelraimondo

Lunedì, 06 Luglio 2009 02:00 | Letto 2124 volte   Clicca per ascolare il testo Riaperta la chiesa di Brondoleto a Castelraimondo CASTELRAIMONDO – E' stato l'arcivescovo di Camerino, Mons.Francesco Giovanni Brugnaro, a tagliare il nastro della chiesa di San Lorenzo a Brondoleto, restituita alla comunità locale, dopo i lavori di recupero dai danni del terremoto. “Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile il recupero di questo edificio sacro – ha detto il sindaco Luigi Bonifazi – in particolare agli amici della provincia autonoma di Bolzano, va la più grande riconoscenza dei cittadini di Castelraimondo”. “Come cittadino di Castelraimondo sono onorato di partecipare a questa cerimonia – ha detto Michele Di Puppo, vice presidente della Provincia autonoma di Bolzano – che segna non solo la restituzione al culto della chiesa, ma soprattutto il recupero della memoria storica di una comunità, ricordo la differenza di espressione nel volto del parroco, undici anni fa alla consegna della casetta in legno e oggi, con la chiesa riaperta”. E' stato proprio Don Lorenzo Rossetti, parroco delle frazioni di Brondoleto e Rustano, a ringraziare tra i primi, con voce commossa Di Puppo, per il generoso contribuito della Provincia altoatesina. Grazie alla loro donazione di 150 mila euro, sommata ai fondi raccolti dal comitato spontaneo di cittadini tramite una pubblica sottoscrizione, e l'interessamento del comune di Castelraimondo e della Curia, ha permesso il recupero della chiesa, che altrimenti sarebbe rimasta puntellata come all'indomani del sisma, esclusa dal recupero poiché inserita al numero 2001, del terzo stralcio delle opere da ricostruire nel post terremoto, non finanziata. “Sono circa 2400 gli edifici di valore storico culturale danneggiati dal terremoto, di cui solo la metà sono stati recuperati, cosa che genera disagio in altre realtà – ha ricordato il presidente della Provincia Franco Capponi – è emozionante ricevere solidarietà dalla provincia autonoma di Bolzano, mi auguro si possano anche scambiare idee e progetti tra le nostre realtà, nei settori dell'economia, dell'abitare, energie alternative e turismo”. I lavori per il recupero della chiesa sono stati eseguiti dalla Eugeni Pericle di Macerata, diretti dall'ing.Gagliardi. Subito dopo il taglio del nastro, il vescovo ha celebrato la prima messa, di fronte alle tantissime persone intervenute, di cui molte non sono riuscite ad entrare in chiesa. La casetta in legno, donata dalla Provincia di Bolzano all'indomani del terremoto, che per tutti questi anni ha svolto le veci di edificio sacro, resterà a disposizione dei residenti nella frazione, come centro di aggregazione.  

CASTELRAIMONDO – E' stato l'arcivescovo di Camerino, Mons.Francesco Giovanni Brugnaro, a tagliare il nastro della chiesa di San Lorenzo a Brondoleto, restituita alla comunità locale, dopo i lavori di recupero dai danni del terremoto. “Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile il recupero di questo edificio sacro – ha detto il sindaco Luigi Bonifazi – in particolare agli amici della provincia autonoma di Bolzano, va la più grande riconoscenza dei cittadini di Castelraimondo”. “Come cittadino di Castelraimondo sono onorato di partecipare a questa cerimonia – ha detto Michele Di Puppo, vice presidente della Provincia autonoma di Bolzano – che segna non solo la restituzione al culto della chiesa, ma soprattutto il recupero della memoria storica di una comunità, ricordo la differenza di espressione nel volto del parroco, undici anni fa alla consegna della casetta in legno e oggi, con la chiesa riaperta”. E' stato proprio Don Lorenzo Rossetti, parroco delle frazioni di Brondoleto e Rustano, a ringraziare tra i primi, con voce commossa Di Puppo, per il generoso contribuito della Provincia altoatesina. Grazie alla loro donazione di 150 mila euro, sommata ai fondi raccolti dal comitato spontaneo di cittadini tramite una pubblica sottoscrizione, e l'interessamento del comune di Castelraimondo e della Curia, ha permesso il recupero della chiesa, che altrimenti sarebbe rimasta puntellata come all'indomani del sisma, esclusa dal recupero poiché inserita al numero 2001, del terzo stralcio delle opere da ricostruire nel post terremoto, non finanziata. “Sono circa 2400 gli edifici di valore storico culturale danneggiati dal terremoto, di cui solo la metà sono stati recuperati, cosa che genera disagio in altre realtà – ha ricordato il presidente della Provincia Franco Capponi – è emozionante ricevere solidarietà dalla provincia autonoma di Bolzano, mi auguro si possano anche scambiare idee e progetti tra le nostre realtà, nei settori dell'economia, dell'abitare, energie alternative e turismo”. I lavori per il recupero della chiesa sono stati eseguiti dalla Eugeni Pericle di Macerata, diretti dall'ing.Gagliardi. Subito dopo il taglio del nastro, il vescovo ha celebrato la prima messa, di fronte alle tantissime persone intervenute, di cui molte non sono riuscite ad entrare in chiesa. La casetta in legno, donata dalla Provincia di Bolzano all'indomani del terremoto, che per tutti questi anni ha svolto le veci di edificio sacro, resterà a disposizione dei residenti nella frazione, come centro di aggregazione.


 

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